domenica 21 aprile 2013

Il Congresso del PD

 Il Congresso del PD
 
Il Congresso del PD è stato fatto dai 101 grandi elettori che hanno bocciato Prodi. Quella bocciatura ha spostato definitivamente a destra l'asse del PD chiudendo la esperienza del centro-sinistra per sempre ed aprendo alla intesa con Berlusconi ed il suo partito. Questa scelta operata nel segreto delle urne e senza alcuna discussione è stata rafforzata e resa irriversibile dalla conferma di Napolitano a Presidente della Repubblica. E' notoria la propensione di Napolitano per il Governo delle larghe intese e la sua viva antipatia per il Movimento 5 Stelle e comunque per qualsiasi ipotesi di sinistra. Napolitano sa che la sinistra non è amata dagli ambienti internazionali ai quali  la classe dirigente italiana  ambisce appartenere.
 In settimana dopo il discorso di Napolitano alle Camere avremo sicuramente il Governo. Padrini di questo governo saranno Berlusconi, Monti, la Merkel, Obama e naturalmente Napolitano. I mercati saranno arcicontenti e lo spread schizzerà verso il basso. Tanto, quando vogliono una fetta della torta italiana se la potranno tagliare quando e come vorranno.
 Fabrizio Barca propone un programma per un PD di sinistra. Ma Fabrizio Barca non è di sinistra. E' un liberal moderato che ritiene antiestetico per il capitalismo la esistenza di suicidi di imprenditori e di lavoratori e la disoccupazione di massa. Vedremo che cosa succederà attorno a Vendola. Forse tenteranno di recupererarlo ma non è detto. Oramai è un limone spremuto dal PD. Quando Vendola si è alleato con Bersani era l'otto o il nove per cento. Ora è meno del tre per cento. Questo i suoi 45 deputati e senatori lo sanno e dubito molto che lo seguiranno laddove inizia un grande desolato deserto da attraversare per giungere alla terra promessa. Tra i 45 ci sono alcuni che pensano di avere già raggiunto la terra promessa. Non ci sarà scioglimento delle Camere.
 
 
 
 
 
La trombonata domenicale di E-Scalfari
Sprezzante stupido e provocatorio articolo domenicale del tronfio Eugenio Scalfari contro Rodotà. Gli attribuisce il programma di 5 Stelle (che lui condanna) e che Stefano Rodotà non ha mai detto di condividere. Un artificio retorico per mettere in cattiva luce Rodotà non potendo scalfire la sua adamantina biografia di uomo di sinistra e di difensore dei diritti.
Essere sostenuto da 5 Stelle come peraltro altri otto candidati tra cui ba Gabanelli e Gino Strada non vuol dire essere portavoce o espressione del movimento. Cosa che SCalfari sa bene mentre si finge una realtà inesistente.

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