martedì 2 luglio 2013

Il Papa a Lampedusa. La contraddizione

Il Papa a Lampedusa. La contraddizione

Grandi elogi di tutta la stampa italiana per la decisione del Papa di recarsi lunedì 8 luglio prossimo a Lampedusa per ricordare con una corona di fiori che sarà gettata in mare le migliaia di emigranti che sono scomparsi nel Mediterraneo finendo in pasto ai pesci.
Mi permetto di non unirmi a questa grande ammirazione generale verso il Pontefice venuto da molto lontano. Non c'è dubbio che dedicarsi agli "ultimi" e predicare una Chiesa dei poveri siano cose apprezzabili.
Ma Lampedusa è l'ultimo anello di una catena di orrori che comincia dalle occupazioni coloniali e dalle guerre fomentate dalla prepotenza dell'Occidente. Tutte le persone che arrivano a Lampedusa dall'Afghanistan, dall'Africa, dall'Iraq, dalla Palestina vengono perchè scacciate via dai bombardamenti americani e dalla presenza delle cosidette "missioni di pace" come vengono ipocritamente chiamate le presenze di contingenti nei paesi occupati.
Il Papa non può atteggiare il viso ad un sorriso di pace verso i migranti mentre il cardinale Bagnasco e tutta la Chiesa di Roma indossano l'elmetto della Guerra.
Il giornale del Vaticano è schierato e sostiene tutte le scelte degli anglosassoni e della Nato. Scelte che si traducono in lacrime e sangue. L'Osservatore Romano non ha mai detto una parola per scoraggiare l'uso dei drone e delle stragi che provocano nei villaggi del Pakistan.
Quindi la scelta del Papa se non accompagnata dalla rimozione delle posizioni attuali della Chiesa sulla guerra e sulla pace diventa ipocrita, falsa, strumentale.
http://www.toscanaoggi.it/Italia/AFGHANISTAN-CARD.-BAGNASCO-I-MILITARI-ITALIANI-SONO-UOMINI-DI-PACE-E-DI-DIALOGO

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