mercoledì 17 marzo 2010

La sgridata

La sgridata

Non credo molto alla sgridata che Obama e la Clinton stanno facendo a Netanjhau per la questione degli insediamenti abitativi nella zona palestinese di Gerusalemme ed in Gisgiordania. Sono anni che
Gerusalemme è sottoposta ad una spietata pulizia etnica nel silenzio compiaciuto degli Usa. Migliaia di case di palestinesi sono state demolite dalle mostruose ruspe degli israeliani. In conseguenza di ciò è stata revocata la cittadinanza a migliaia di famiglie che diventano apolidi nella loro terra e non sanno dove andare . In Gisgiordania le costruzioni di nuove abitazioni di coloni non si sono mai fermate. Gli insediamenti disarticolano l'unità territoriale della Palestina facendone un labirinto allucinante pieno di check point che rendono difficilissima la vita della gente. In effetti, a seguito dei bombardamenti, all'imprigionamento della sua popolazione in un territorio infetto da uranio e fosforo, agli omicidi "mirati" ed alle tante altre sevizie di stampo nazista inflitte dalla "sola democrazia" del Medio Oriente, l'opinione pubblica mondiale è sempre meno propensa a giustificare il comportamento di Israele come difesa dal terrorismo. Può darsi che tenendo conto di questo gli Usa hanno iscenato la sgridata, e anche per riportare Abu Mazen al tavolo del negoziato e continuare l'interminabile farsa della "trattativa di pace" che copre propagandisticamente l'espansione colonialista di Israele. Gli USA ed Israele hanno bisogno di consentire ad Abu Mazen di continuare a stare dalla loro parte senza sputtanarsi per isolare i patrioti di Hamas.
Non dobbiamo dimenticare che alla costruzione del muro di acciaio egiziano profondo trenta metri, munito di marchingegni capaci di annegare e distruggere chiunque cerchi di superarlo partecipano gli americani (ed anche gli italiani). Il muro isolerà per sempre la popolazione di Gaza dal resto del mondo. Nessuno potrà più entrare ed uscire senza il permesso dell'esercito israeliano.
Tra qualche giorno del dissenso Usa-Israele non resterà traccia e tutto riprenderà come prima. Gli Usa ed Israele non vogliono la pace ma proseguire nella loro opera di espansione e di colonizzazione.
Non c'è alcuna giustificazione che possa farci accettare l'occupazione dei territori palestinesi, dello Iraq, dell'Afghanistan e la prossima aggressione dell'Iran. L'Iran non costituisce un pericolo specialmente per chi ha distrutto per due volte il Libano e bombardato Gaza. La futuribile bomba atomica iraniana potrà soltanto cercare di fronteggiare l'enorme arsenale di bombe nucleari israeliane
delle quali nessuno parla e che costituiscono un pericolo per l'umanità.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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