lunedì 16 aprile 2012

Siamo alla fine

Bisognerebbe sottrarre la Sanità alla gestione delle Regioni. L'esperienza che abbiamo fatto è negativa ed allarmante. Bisognerebbe tornare al servizio sanitario nazionale e vietare il convenzionamento con cliniche o istituti privati che si mangiano il cinquanta per cento dei fondi, vietare ai medici ospedalieri di fare la professione privata. Liberalizzare davvero le farmacie che caricano di un trenta per cento il costo dei medicinali. Tornare al Servizio Sanitario Nazionale azzerando tutti i consigli di amministrazione delle Aziende Sanitarie Locali. Cancellare dall'assistenza sanitaria la parola "Azienda". La salute non è gestibile da una azienda.
Quando le Regioni non avranno più da gestire l'enorme affare miliardario della Sanità potrebbero anche chiudere senza essere rimpiante da nessuno tranne che dai profittatori. Ma forse non siamo più in tempo per fare tutto questo.


La corruzione e l'oligarchismo hanno portato al fallimento la democrazia italiana. Il sistema non regge neppure se portiamo il livello delle tasse all'ottanta per cento dei redditi che si percepiscono. Tutto viene subito divorato dal cancro del sistema politico connesso alle privatizzazioni. Basta leggere quanto emerge dalla vicenda Maugeri Daccò della Lombardia per mettersi le mani ai capelli e rendersi conto che non c'è niente da fare. Non possiamo sperare neppure in una dittatura militare dal momento che l'esercito è il nuovo grande affare delle democrazie occidentali ed è diventato SPA.Ci vorrebbe una rivoluzione comunista ma non c'è un partito comunista in grado di farla. E' inutile continuare a votare tanto possiamo al massimo cambiare le persone ma non le politiche che sono tutte eguali. Quando verrà fuori l'ammontare dei debiti delle regioni delle province e dei comuni capiremo che soltanto l'azzeramento di tutto ed il ricominciamento potrebbero salvarci. Ma potremo mai ricominciare e da dove?

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