mercoledì 18 febbraio 2009

allergia fatale

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allergia fatale
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Ora tutta l'area che va dal PD a tutta la sinistra è devastata.. E' come la striscia di Gaza bombardata dagli israeliani solo che la destra non può dire di averne il merito. La causa, anzi le cause, sono tutte interne al PD ed alla sinistra malati per la degenerazione patologica di quel progetto politico che si diparte dalla Bolognina e per la perdità di identità subita dai socialisti dopo il terremoto giudiziario craxiano.
Il PD era diventato un partito allergico, fortemente allergico a quanto di progressista ci fosse non solo nella storia del PCI dal quale viene e della sinistra DC ma anche dello stesso Ulivo che non era contraddittorio ed eterogeneo così come è diventato il PD. L'Ulivo è stato un serio, importante tentativo di unificare il PC e la DC in un partito, in una piattaforma rivolta al miglioramento delle condizioni sociali e all'avanzamento della democrazia italiana. L'Ulivo stava con i lavoratori, appoggiò il grande sciopero per la difesa delle pensioni e gli alleati dell'Ulivo come Dini accettavano di stare in un percorso politico, in un progetto se non di sinistra almeno democratico.
Il PD invece è nato dalla rincorsa a destra di due gruppi dirigenti ex Margherita ed ex DS ed è diventato nel tempo un informe clone del PDL senza esserlo nella sua base elettorale.
Quando i due gruppi dirigenti hanno smesso di rincorrersi a destra hanno cominciato a rincorrere a destra il PdL: siamo al punto in cui su alcune cose le posizioni di Fini risultano più accettabili alla sensibilità democratica di quelle espresse da tanti esponenti del PD.
Ieri Rutelli ed un altro gruppo di fedelissimi del Vaticano hanno votato la norma che limita la libertà personale garantita da oltre duecento anni di rivoluzioni liberali. Il testamento biologico diventa il contrario di quello che è in tutto il mondo: l'alimentazione e l'idritazione forzata cozzano con la ratio che ne fa una manifestazione di volontà da rispettare.
I lavoratori italiani manifestano contro il continuo degrado delle loro condizioni materiali e delle normative che presiedono il rapporto di lavoro e tre quarti del PD fanno sapere di non condividere e coloro che vanno in piazza si guardano bene dal compromettersi con dichiarazioni troppo "radicali" di appoggio.
Il PD di Veltroni ha proseguito la corsa suicida iniziata da Fassino: prima dalla parte dei lavoratori, poi in posizioni di terzietà tra capitale e lavoro ed infine dalla parte della confindustria con un pegno importante dentro la elezione di Calearo e Colaninno (cosa ben diversa degli industriali progressisti di stampo olivettiano del vecchio PCI) e l'adesione alle scellerate scelte relative all'Alitalia, al precariato, all'abolizione del contratto nazionale. Ichino, deputato del PD, sostiene apertamente l'abolizione dell'art.18.
Nella terribile vicenda dei bombardamenti israeliani alla striscia di Gaza non solo si sono abbandonati i palestinesi ed i pacifisti, ma si partecipa a manifestazioni di sostegno degli aggressori.
Ognuno può ripercorrere per conto suo le scelte compiute in questi anni dalla Margherita e dai DS prima e poi dal PD: una corsa affannosa e sempre più accelerata verso l'asocialità della destra italiana e verso un neoconfessionalismo che desta perplessità e a volte anche rabbia negli stessi ambienti cattolici progressisti.
Il PD ha inseguito la destra sul piano più repellente della xenofobia e lo ha fatto con ordinanze dei suoi sindaci odiose ed apertamente ostili verso i poveri. Il Sindaco di Padova si è spinto a rimuovere le panchine ed abolire i semafori per cacciare i lavavetri. Ha assediato con un muro allucinante un quartiere costringendo alla evacuazione i suoi abitanti in gran parte immigrati.
Nella sua deriva a destra fino alla xenofobia è accaduto un fatto che riguarda lo stesso Veltroni: subito dopo l'aggressione della povera signora Giovanna Reggiani ha preteso la convocazione del Consiglio dei Ministri, allora presieduto da Prodi, rivendicando con acuti strilli immediati provvedimenti restrittivi dei diritti dei migranti. Il governo si è riunito ed ha fatto quanto chiesto dall'allora Sindaco di Roma. Questo fatto ha ben impresso nell'opinione pubblica l'idea e la necessità di una politica securitaria che ora con il governo Berlusconi già raggiungendo livelli maniacali e limiti alle libertà non solo degli stranieri ma anche degli italiani.
Con la decisione di rompere con la sinistra che si era dissanguata per tenere in vita il governo Prodi chiudendosi alle legittime aspettative e richieste della sua base espresse con la manifestazioni del venti ottobre 2007, il PD ha voluto stabilire un confine nettissimo con tutto ciò che in parte era stato in passato e che è ancora il sentire comune dei partiti socialisti europei. Si è voluto proporre come partito di centro moderato non rendendosi conto che in Italia il centro non esiste e che la stessa congiuntura economico-sociale spinge verso posizioni di netta radicalizzazione: o stai con la Marcegaglia o stai coi lavoratori. Non dico con i Sindacati dal momento che questi dal patto per l'Italia in poi sono coinvolti ed in parte hanno coinvolto la stessa CGIL in una politica di progressiva inesorabile riduzione dei diritti dei lavoratori.
Purtroppo non esistono punti di riferimento validi dai quali ripartire per ricondurre a "normalità" la dialettica politica del Paese: un partito di destra o moderato ed un grande partito di ispirazione socialdemocratica che si contendono il potere. Le cose non stanno così e la crisi di identità dei PD risoltasi in una adesione ai principi della destra ha contagiato aree della sinistra radicale. Credo che la scissione del gruppo di Vendola, il PSI, la sinistra democratica aspirano ad allearsi con il PD senza fare tante storie sulla sua vocazione centrista o di centro-destra. Il resto della sinistra, dai comunisti italiani al Prc, ha grossi problemi nella sua nomenclatura fatta da tante persone che stanno vivendo una dolorosa "sindrome occhettiana" e sono ancora in fase di elaborazione del lutto per la perdita delle proprie posizioni di prestigio
che non consente loro una analisi della realtà.
Il Partito di Di Pietro ha tratto vantaggio da questo enorme casino appropriandosi di posizioni di "sinistra" che pur non gli sono congeniali, ma comunque capendo che doveva stare vicino ai lavoratori. Di Pietro si è speso nella vicenda Alitalia e questo è stato notato ed ha dato speranza a tanti. Qualcuno mi dice: e se votassimo per Di Pietro?
Ma Di Pietro non può coprire il vuoto oggi ingombro dalla rovine della sinistra.
Allo stato delle cose c'è una destra che ha fatto diventare sentire comune il suo odio per i poveri e per la giustizia e restano poche testimonianze di un'Italia diversa rappresentate da persone come Gad Lerner che sta conducendo una appassionata lotta contro i pregiudizi razziali, come Santoro, come Pietro Marcenaro che ha scritto una bella pagine di passione civile su Lampedusa, il Prof. Marino con la sua proposta di referendum, il gruppo del Manifesto, tutto il popolo disperso della sinistra comunista e laica. Ma come dicevo si tratta di testimonianze e ci vuole ben altro. Temo che una parte dell'elettorato del PD convertito da Treu, Letta, Rutelli e tanti altri "modernisti" alla causa della destra italiana confluirà del PDL di Berlusconi che diventerà un Partito-Regime.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

1 commento:

andrea ha detto...

Ma che ne sai tu di Padova? Ma dove lo vedi il muro allucinante che assedia un quartiere? Per fortuna che c'è il sindaco Zanonato.