sabato 23 ottobre 2010

una carneficina dopo l'impiccagione di Sadam Hussein

La pubblicazione di questa notizia su La Repubblica un giornale occidentale allineato con la grande stampa anglosassone può anche essere guidata dal Pentagono e dalla Cia, essere un modo per metabolizzare la crudeltà estrema delle guerre per tappe e blocchi di informazione successivi sicuri di contare su una attenzione piuttosto distratta. Attenzione che viene invece concentrata su certi eventi o certe icone come Sakineh per la quale l'Occidente ha prodotto migliaia di gigantografie e realizzato migliaia e migliaia di ore di trasmissione e di informazione.
Pietro Ancona






IRAQ/USA
WikiLeaks, 400 mila file shock
"In Iraq un bagno di sangue"
Le nuove rivelazioni sul sito di Assange. "Vogliamo correggere gli attacchi alla verità. Stragi e abusi coperti, 109 mila morti di cui oltre la metà civili". Bagdad: "Nessuna sorpresa". Washington: "Si mette a rischio la vita di cittadini americani"

LONDRA - Un "bagno di sangue" con oltre centomila morti di cui oltre la metà civili. Di questi diverse migliaia hanno perso la vita in incidenti di cui finora non si sapeva nulla e che nella maggior parte dei casi sono ascrivibili ai militari iracheni. Sei anni di orrori testimoniati da 400 mila nuovi documenti sul conflitto iracheno ora pubblicati sul sito WikiLeaks. "Vogliamo correggere gli attacchi alla verità" ha dichiarato il fondatore del sito, Julian Assange, in una conferenza stampa organizzata a Londra subito dopo la diffusione. "Questi documenti rivelano sei anni di guerra in Iraq con dettagli dal terreno, le truppe sul territorio, ciò che vedevano, facevano e dicevano". "Nessuna sorpresa" è la prima reazione ufficiale del governo di Bagdad, affidata al ministero dei Diritti umani. "Avevamo già dato notizia di molte cose che sono accadute, compresi gli abusi nella prigione di Abu Ghraib, e di molti casi che hanno coinvolto le forze Usa", ha riferito il portavoce del ministero. Washington ha invece condannato la divulgazione di qualsiasi documento che metta a rischio la vita di soldati o civili americani.

Assange: "Correggiamo attacchi a verità". "Si dice che la prima vittima della guerra sia la verità. Così è stato ed è ancora oggi", ha detto Assange, annunciando che presto saranno pubblicati altri 15 mila documenti sulla guerra in Afghanistan. Le nostre fonti rischiano grosso, ha aggiunto, spiegando che il materiale raccolto è il frutto "del lavoro coordinato" tra Wikileaks e numerosi media, come il New York Times o il Washington Post e altri gruppi, come Iraq Body Count il cui rappresentante, John Sloboda, presente all'incontro stampa, ha riferito che i soldati dell'esercito Usa tennero un registro delle vittime civili della guerra in Iraq, ma questo registro fino a oggi è rimasto segreto. I documenti pubblicati consentono ora di dare un'identità alle persone uccise, ha aggiunto Sloboda: "Abbiamo trovato i nomi dei morti. Non era mai successo prima. Ora abbiamo l'elenco completo delle vittime, anche quelle nelle fosse comuni".

Documenti serviranno per azioni legali. Il materiale servirà ad avvocati per aprire azioni legali in Gran Bretagna. "I torturatori saranno individuati e perseguiti", ha detto Phil Shiner, rappresentante dell'organizzazione Public Interest Lawywers, intervenendo alla conferenza stampa a Londra. "Abbiamo verificato la violazione dei diritti umani in numerosi casi. Ci sono abusi di ogni tipo, e i prigionieri venivano costretti a dire una verità già scritta - ha aggiunto - vogliamo aprire le inchieste, sulla base delle modalità di interrogatorio che abbiamo scoperto".

Migliaia di morti di cui non si sapeva nulla. Dai documenti usciti dopo che al Jazeera ha rotto l'embargo 1 e ne ha anticipato la pubblicazione - attualmente non consultabili su WikiLeaks 2 per problemi di connessione causa un eccesso di collegamenti - è emerso che tra il 2003 e il 2009 in Iraq ci sono stati più di 109mila morti, di cui oltre 66 mila civili. In particolare si apprende di 15 mila persone che hanno perso la vita in incidenti di cui finora non si era saputo nulla e per i quali nella maggior parte dei casi la responsabilità ricade sulle truppe irachene. Documentate anche torture sistematiche sui detenuti da parte dei militari di Bagdad, senza che ci fosse un intervento degli Usa, e uccisioni di civili inermi. Nel materiale anche alcune rivelazioni riguardanti la morte di Nicola Calipari 3.

"Un bagno di sangue paragonato all'Afghanistan". Per Assange questi documenti militari segreti offrono una fotografia molto più nitida rispetto al materiale pubblicato sull'Afghanistan che aveva documentato la morte di 20 mila persone. "In Iraq parliamo di un livello di uccisioni cinque volte superiore, un bagno di sangue paragonato all'Afghanistan - afferma il fondatore di Wikileaks - ora di quei morti vediamo non solo il totale, ma anche come è avvenuto il decesso di ogni singola persona, abbiamo le precise coordinate geografiche e l'operazione in cui hanno perso la vita, non si tratta più di anonimi". Per Assange "il risultato di questo materiale è potente e un po' più facile da comprendere rispetto alla complessa situazione in Afghanistan".

Pentagono minimizza: "Episodi già noti". Nel racconto della guerra emergono storie imbarazzanti per gli Usa che potrebbero avere effetti imprevedibili sulle elezioni di Mid-Term 4 del 2 novembre. Anzitutto la copertura delle torture praticate dai militari iracheni, ma anche le tantissime uccisioni di civili ai posti di blocco Usa, 681, tra cui donne in gravidanza e bambini. Il Pentagono ha minimizzato osservando che molti episodi "erano stati a suo tempo ampiamente riportati in servizi di cronaca", ma il danno resta potenzialmente enorme. Il segretario di Stato, Hillary Clinton, condanna la divulgazione di qualsiasi documento che metta a rischio la vita degli americani.

Le torture inflitte ai prigionieri. Nei file desecretati, c'è il racconto delle torture inflitte ai prigionieri da parte dei soldati iracheni (abusi fisici di ogni tipo, con particolari raccapriccianti, comprovati dai referti sanitari) e sistematicamente ignorati dagli americani, tranne un intervento isolato nel 2005. Sistemi simili a quelli impiegati durante il regime di Saddam Hussein: detenuti frustati con cavi pesanti, appesi a ganci o che ricevevano scosse elettriche sul corpo, violenze sessuali. Almeno sei sono morti per le violenze. I militari Usa scoprirono migliaia di vittime di esecuzioni sommarie senza che questo venisse denunciato. C'è poi il caso di un elicottero Apache, quello già coinvolto nell'uccisione di due giornalisti della Reuters documentata da WikiLeaks, che avrebbe sparato a due miliziani che volevano arrendersi. E si scopre che nel 2005 al Qaeda voleva attaccare il carcere iracheno di Abu Graib, la "prigione delle torture" chiusa dall'amministrazione Obama.

Lo "scoop" di WikiLeaks. WikiLeaks scatenò un putiferio mesi fa 5, rendendo pubblici 77mila documenti sulla guerra in Afghanistan, e annunciando di averne nel cassetto altri 15mila altrettanto esplosivi. Lo "scoop", incentrato sui rapporti riservati dei comandi Usa che hanno rivelato numerosi punti oscuri ha fatto piovere sulla testa di Assange moltissime critiche, seguite dalle accuse di stupro in Svezia 6 in un'inchiesta dai contorni oscuri, e un mandato di arresto spiccato e poi ritirato. "E' uno sporco trucco", accusò l'australiano puntando l'indice contro l'intelligence statunitense.
(23 ottobre 2010) © Riproduzione riservata


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Indice dei link
1. al Jazeera ha rotto l'embargo 1 — http://www.repubblica.it/esteri/2010/10/22/news/wikileaks_nuovi_documenti-8348757/?ref=HRER2-1
2. WikiLeaks 2 — http://wikileaks.org/
3. morte di Nicola Calipari 3 — http://www.repubblica.it/esteri/2010/10/23/news/wikileaks_calipari-8352927/?ref=HRER2-1
4. elezioni di Mid-Term 4 — http://www.repubblica.it/esteri/2010/10/18/news/barack_voto_nero-8205998
5. scatenò un putiferio mesi fa 5 — http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/26/news/wikileaks_svela_la_vera_guerra_in_afganistan_la_casa_bianca_fuga_di_notizie_una_minaccia-5830553/index.html?ref=search
6. accuse di stupro in Svezia 6 — http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/01/news/svezia_i_giudici_ci_ripensano_assange_indagato_per_stupro-6678896/index.html?ref=search




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