sabato 5 settembre 2009

c'è un paio di scarpette rosse...

http://urlin.it/16436
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C’È UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
piú in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano



prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bambino di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciali nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole



Nelle case alte dei quartieri alti delle città
ci son le madri che non si occupano di politica
ce n’erano anche nel ‘30 e nel ‘39
e anche quando c’era la guerra
domandavano ancora perché come chi
forse la madre che ha comprato le scarpette rosse
presso la ditta Schulze di Monaco
era una madre cosí
una donna tutta casa e famiglia
che non si occupava di politica

Nelle bidonville di Parigi nelle borgate di Roma e d’Atene
a Orano a Manila a Luanda a Erzerum a Karaci
e anche a Cervignano e a Serrenti
nelle città e nelle campagne
dei cinque continenti
ci son bambini affamati e scalzi
bianchi neri e gialli
che vanno a lavorare a nove anni
o anche prima
i figli di centinaia di milioni di esseri umani
schiavi della fame e della fatica
fin sotto casa mia
fin sotto casa tua
basta fare duecento passi
ci son dei bimbi affamati e scalzi
qui e ancora in metà del mondo
nei villaggi e nelle lande
si chiamano Ignacito o Sung o Mohammed
o Sadik o Tomoyosci o Spiros o Mario
il nome non importa son tutti uguali
sono affamati e malati e scalzi
e non è necessario
potrebbero mangiare e curarsi e andare a scuola

Nelle case alte dei quartieri alti delle città
ci sono le signore
la mattina s’alzano tardi danno ordini alle domestiche
fan compere col denaro che non guadagnano
due milioni per l’automobile per libri lire seicentotrenta
vestono la pelle dei figli ma non la loro coscienza
seguono gli orari del marito che deve far salti mortali
per combinare gli adulteri
se sentono parlare di un massacro di negri
o delle bombe all’idrogeno
se il discorso cade sui bimbi affamati
sono tanto annoiate che non chiedon neanche perché come chi
non si occupano di politica
ci sono ancora delle donne cosí delle madri cosí.

JOYCE LUSSU
Pubblicato da Autore Errante

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