sabato 7 gennaio 2012

il tricolore

Il tricolore

Oggi il Gouverneur der Italia Prof.Mario Monti ha celebrato il tricolore adottato dalla Repubblica Cispadana fondata nel 1796 dall'esercito napoleonico occupante e costituita da collaborazionisti del tutto simili a coloro che hanno collaborato nel corso dei secoli con i francesi o i tedeschi. La storia delle Repubbliche napoleoniche in Italia dovrebbe essere rivista e riscritta con spirito non meramente agiografico. Bisogna anche rivedere che cosa erano gli Stati italiani prima e dopo l'invasione francese, prima e dopo l'annessione al Piemonte. Mi piacerebbe molto una rivisitazione del Granducato di Toscana o del Regno delle Due Sicilie.
Che cosa ha di italiano il tricolore? Esso rappresenta i colori di una colonizzazione anche se generalmente viene ritenuta progressista e diffusiva dei valori della rivoluzione francese che in ogni caso non è stata la nostra rivoluzione ma quella della borghesia francese che si affrettava a negare subito i diritti libertè, egalitè e fraternitè agli eroici insorti dell'Isola di Haiti sterminati senza alcuna pietà da un'armata francese.
Non abbiamo alcuna ragione di gioire della storia "unitaria" del nostro Paese. Proprio nel 2011, durante le celebrazioni del centocinquantenario, abbiamo partecipato all'aggressione della Libia un paese che ci era amico da quaranta anni e che ci aveva perdonato una lunga e feroce occupazione coloniale durata per l'intera prima metà del novecento e che ci aveva aiutato in momenti drammatici della nostra economia partecipando al capitale della Fiat ed a quello di Unicredit. Per quaranta anni abbiamo sviluppato con la Libia un import-esport di grande volume finanziario che ha dato pane e lavoro a centinaia di migliaia di italiani eppure non abbiamo esitato a partecipare a bombardamenti che hanno ammazzato migliaia di civili, avvelenato e distrutto la Libia.
Ma se guardiamo al nostro passato ci siamo distinti come voltagabbana a cominciare dalla prima guerra mondiale nella quale entrammo con una alleanza e ne uscimmo con un'altra.
La lettura della nostra storia come una storia eroica di cui andare orgogliosi deve sicuramente cedere il passo ad una introspezione profonda capace di farci comprendere a quali valori dobbiamo tendere per occupare il nostro posto nel mondo con dignità e senza che qualcuno ridacchi alle nostre spalle o ci guardi come potenziali sleali.
Pietro Ancona
http://www.quirinale.it/qrnw/statico/simboli/tricolore/tricolore.htm

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