sabato 30 maggio 2009

la crisi siciliana

la crisi siciliana
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E' difficile sapere le vere ragioni della crisi siciliana dal momento che sono sepolte all'interno del cuore del Palazzo dell'Oligarchia Siciliana. Una ragione è certamente legata a contrasti sulla gestione della sanità nella Regione e non riguarda soltanto gli assetti gerarchici di questa ma anche il ricchissimo business delle convenzioni. Altre ragioni sono connesse alla gestione dei fondi europei ed altre ancora a quella della burocrazia siciliana popolata da migliaia di dirigenti e di managers e di supermanagers. Osservo che se il denaro che la Regione divora ogni anno fosse distribuito ai cinque milioni di siciliani potremmo campare tutti di rendita, senza grossi problemi.
Da molti anni, sicuramente dall'epoca della Giunta Nicolosi che
aumentò i dipendenti regionali da seimila scarsi a circa trentamila anche a causa di una legge che trasferiva alla Regione migliaia di impiegati e dirigenti di enti nazionali,ilbilancio regionale è diventato deficitario. Fino agli anni di Nicolosi la Regione aveva un bilancio assolutamente sano nel quale le spese di investimento erano di gran lunga maggiori delle spesi correnti.
Oggi la Regione siciliana spende per se stessa la enorme cifra dei suoi incassi e si indebita per fare quadrare il bilancio. Gli unici investimenti che si fanno sono quelli che derivano dalla Comunità Europea e da alcune leggi dello Stato peraltro inapplicate per le note penurie finanziarie.
Lombardo ha fatto un colpo di teatro possibile soltanto nel clima di democrazia degenerata in oligarchia o meglio in massaria nel quale siamo immersi. Ha azzerato la Giunta per farne un'altra che premia le fazioni che si sono richiamate a lui nella notte dei lunghi coltelli in cui vive la maggioranza. Credo che abbia agito contando su una opposizione pd del tutto subalterna e probabilmente consenziente con i suoi disegni. Il cuculo Lombardo è entrato nel nido di Cuffaro, ne ha divorato le uova e si è installato saldamente. L'opinione pubblica siciliana è del tutto inesistente e l'opposizione sociale debolissima e ricattabile.
Gli operai Fiat di Termine Imerese e l'intero comprensorio madonita minacciati dal piano Merchionne sono costretti a contare sull'opera di sostegno del Governo regionale e questa necessità sovrasta tutte le altre. I Sindacati siciliani non
riescono a diventare un motore di cambiamento per via di una analisi del ruolo dell'Autonomia del tutto arretrata e che produce da tempo soltanto dannosi errori di orientamento. I Partiti della sinistra sono troppo deboli e spesso afflitti da problemi di gruppi dirigenti che tendono ad oligarchizzarsi. Insomma, il teatro delle operazioni è tutto nella maggioranza di governo e riguarda il suo sterminato blocco sociale di interessi corporativi.
In Sicilia, da tempo, le corporazioni hanno sostituito le classi sociali e la società civile. Le corporazioni si radunano attorno al potere regionale ed in qualche modo riescono ad andare avanti sottraendosi ai processi di rinnovamento ed ai confronti che sarebbero necessari dappertutto a cominciare dall'industria.
La Regione Siciliana è regolata da una legge elettorale mostruosa che prevede il suo scioglimento in caso di dimissioni o impedimento del Presidente e che assegna un terzo dei seggi alla minoranza che supera il cinque per cento dei voti. Insomma, chi controlla il partito o i partiti di opposizione non ha alcun interesse a fare davvero politica dal momento che, comunque vadano le cose, la sua riconferma in assemblea è garantita.
Questa legge elettorale è frutto di un patto scellerato che è riduttivo chiamare inciucio ed è causa non secondaria della tristissima stagione politica priva di speranze che stiamo vivendo.
Ho sentito che la nuova Giunta Lombardo avrà al suo interno anche un Magistrato come la signora Chinnici. Non credo che questa presenza sia frutto di una evoluzione della Regione verso una linea di amministrazione contraria o distante dagli interessi della mafia, anche se onestamente non sono in grado di dire se la Giunta Lombardo nasconde o protegge interessi mafiosi. Una Regione che ha fatto fallire l'esperimento Borsellino non farà fiorire l'esperienza Chinnici alla quale rivolgo i miei migliori auguri.
Pietro Ancona

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