mercoledì 30 settembre 2009

la D'Addario ad Anno Zero

La D'Addario ad ANNO ZERO
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Ho sentito che domani la D'Addario nota per essere stata infilata nel letto di Berlusconi da un "imprenditore" pugliese che sperava di ricavarne utili in appalti sarà da Santoro. Ritengo che sia stata invitata per riparlare della sua esperienza a Palazzo Grazioli e della sua performance con Berlusconi. Si tratta come sappiamo di una vicenda scandalosa dal momento che si è svolta in un Palazzo del Potere, la residenza romana del Presidente del Consiglio spesso usata per incontri politici di varia natura e che ebbe ed ha ancora una enorme eco internazionale essendo stata preceduta dalla richiesta di
divorzio della signora Veronica Lario e da sue affermazioni riguardanti lo stato di salute del marito.
Se è stata grave disinformazione non parlarne in tv quando i fatti vennero alla luce non credo che sia
oggi opera di correzione di una censura che valga la pena di fare e che sia giusto fare. Che bisogno ha oggi il pubblico televisivo italiano di sentire dalla viva voce della D'Addario il resoconto delle sue missioni romane a Palazzo Grazioli? Berlusconi ha trascinato e continua a trascinare l'Italia in basso con le sue invettive contro l'opposizione definita in comizi deliranti antitaliana, comunista, disfattista con le sue leggi di condono fiscale che favoriscono il riciclaggio di capitali di dubbia provenienza, con la demolizione della scuola italiana che fu fattore primario di unificazione e di innalzamento della cultura nazionale,
con la riduzione costante del welfare e dei diritti sociali e civili delle persone, con la partecipazione a missioni militari all'estero che non sono di pace ma di ascarismo al neocolonialismo. Berlusconi inoltre dispone del controllo di gran parte della comunicazione televisiva e scritta e questo controllo oltre ai suoi effetti di totalitarismo di regime
ne ha aumentato a dismisura il grado di mercificazione del prodotto culturale ed informativo.
Ma fare una trasmissione con la D'Addario significa usare per fini di audience una vicenda dalla quale non si può trarre alcun miglioramento per la nostra cultura civile e per la nostra morale. Apprenderemo dalla viva voce della D'Addario l'esistenza di persone che, per sopravvivere o per vivere meglio, si prestano a compiacere chi è disposto a comprare la bellezza fisica che è un bene commerciabile e che il Presidente del Consiglio ha fatto uso ripetuto della disponibilità di un mercato di belle e desiderabili donne......
Non è buon giornalismo e opera che accrescerà la coscienza civile dell'Italia rievocare questa vicenda triste e squallida che comincia con Naomi e arriva oggi fino alla D'Addario. Non credo di poter condividere una scelta dalla quale nè noi nè i nostri figli possono trarre alcuna lezione. Che cosa dobbiamo apprendere? Che è giusto che un uomo politico con responsabilità enormi come quelle del Presidente del Consiglio non deve farsi risucchiare da certi giri, deve avere un contegno adeguato a quello che si richiede ad un alto funzionario dello Stato? Questo lo sappiamo già e più o meno lo sappiamo tutti. A che serve quindi la trasmissione di domani? Ad aumentare l'amaro in bocca di una Italia che da De Gasperi è ridotta a Berlusconi? Anche questo sappiamo già e non è con le trasmissioni in cui assegniamo un valore di share per il voujerismo che sollecita che aiutiamo questo Paese a ritrovare sè stesso..
E L'Italia ha bisogno di ritrovare quelle che Foscolo ci additava come virtù civili. Se questo è chiederci troppo in ogni caso ha bisogno di regole morali, di una etica pubblica...
Pietro Ancona
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www.spazioamico.it
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http://www.corriere.it/politica/09_settembre_30/berlusconi-santoro-dandini_2d9b9364-ad9d-11de-a90c-00144f02aabc.shtml

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