giovedì 22 novembre 2007

lettera a Lidia Menapace

Cara Senatrice,

la sua lettera aperta ad Alex Zanotelli ha suscitato in me sentimenti di vera e propria costernazione.

Sono costernato dal richiamo ad una etica di responsabilità che riguarda soltanto la salvezza del governo come se questo fosse il fine ultimo, lo scopo centrale di tutta la nostra azione politica.

Non è cosi. Noi abbiamo responsabilità verso i valori che rappresentiamo in Parlamento e che non sono certamente quelli espressi dal pacchetto sicurezza,
dalla politica estera, dal welfare.
La teoria della riduzione del danno non ha mai portato che al maggior danno per le cose che dovremmo difendere. Ci troveremo sempre difronte ad un danno più grande verso il quale potremmo dire di averlo ridotto ad uno più piccolo ma sempre inaccettabile.
I suoi richiami alla considerazione della industria delle armi e del concetto di difesa nazionale (per le quali, con ragionamento leguleio, ritiene che soltanto la Corte Costituzionale possa dare un risposta) sono arrampicamenti sugli specchi.
La domanda è: che ci stiamo a fare in Afghanistam, una nazione martoriata da sei anni, che l'occidente ha infestato di contractors ed avvelenato con bombe all'uranio? Quale è lo scopo di tanto spargimento di sangue? A quale interesse nazionale italiano corrisponde questa presenza?
Sono desolato nel constatare come lo scopo di tenere in piedi il governo Prodi sia maggiore di tutte le cose alle quale abbiamo detto di credere.
D'altro canto noto che nessuna iniziativa viene assunta dal gruppo e nel governo. L'azione di contrasto alla xenofobia è inesistente (ferrero è andato a festeggiare con Zanonato la deportazione degli abitanti di via anelli) e su tutti gli altri campi. I socialisti francesi si accingono a presentare una legge di difesa dei salari. Voi avete pensato di ripristinare un minimo di scala mobile per i lavoratori ed i pensionati ridotti in miseria? Avete pensato ad una legge per il salario minimo garantito per evitare che lavoratori vengano pagati a tre euro l'ora come nei cantieri navalmeccanici di genova e dappertutto?
A che serve tenere in piedi Prodi ed il baraccone di centodue governanti ( uno ogni cinque deputati dell'Unione)?
Infine le avevo mandato copia della mia denunzia alla Procura della Repubblica di Milano sull'oltraggiosa trasmissione riguardante i bambini rom. Ha risposto con il silenzio.
Anche questo fa parte della linea di salvaguardia del governo Prodi e dell'etica della responsabilità?
Pietro Ancona

Memento: bambino uranizzato

1 commento:

Anonimo ha detto...

A fine novembre avevo provato a mandare la seguente lettera aperta a qualche giornale, compreso "il manifesto". Successivamente ho provato a inviarla direttamente alla senatrice via mail, a due indirizzi diversi. Oggi trovo un commento che condivido in quello di Pietro Ancona, e provo a unirmi alla sua voce (sempre sperando in una risposta non ancora giunta).



Gentile senatrice,


ho avuto modo di leggere la Sua risposta su "il manifesto" a padre Alex Zanotelli in merito all'aumento del 23% delle spese militari.
Ho dovuto rileggere tutto due volte, perché non credevo ai miei occhi. Lei sicuramente non crede a ciò che ha scritto e quindi mi sono ingegnato nel cercare un motivo che spiegasse le Sue parole. Non ne ho trovato alcuno.

Lei scrive:

"[...] la questione è se ci si debba considerare legati al patto di sostenere questo governo
o se invece si viene formalmente sollecitati a farlo cadere."

e su questo basa tutta la Sua arringa difensiva.
Mi sento costretto a farLe notare che non è il Governo che è andato alle urne, ma gli elettori, e a loro deve sentirsi legata. Il Governo stesso dovrebbe operare secondo il programma presentato in campagna elettorale (Le ricordo, si parlava di ridurre le spese militari).

Scorro il testo e trovo un'altra perla:

"Tutto ciò è una conseguenza di una «interpretazione» dell'articolo 11 proposta anni fa dal generale Jean,
secondo la quale la difesa deve intendersi non più come la difesa del «territorio» nazionale,
bensì degli «interessi» nazionali ovunque nel mondo,
anche con forze di intervento rapide."

Ovviamente, Lei non può condividere una simile visione che giustificherebbe anche le guerre al posto degli scambi commerciali. E allora perché la cita in Sua discolpa?

Poi parla di come la destra voterebbe, e qui va proprio fuori tema. Stiamo parlando di una sinistra che si è autodefinita pacifista, continuiamo a parlare di questo.

Infine, mi permetto di rispondere alla domanda che Lei pone verso la fine dell'intervento:

"[...] chi giudica negative, immorali, vergognose le nostre posizioni,
ci chiede di far cadere il governo?"

No. Vi chiede di rispettare le promesse fatte, e come lo chiede a voi lo chiede al resto del Governo. Se Lei, senatrice, occupa quella poltrona è perché i cittadini si sono espressi in un certo modo sulla base di un programma che li rappresentava (più o meno).

Pongo io una domanda a Lei, adesso. Se un Governo non rappresenta più i cittadini che lo hanno eletto, ha senso che resti al suo posto? Con quale legittimazione?



Cordiali saluti


Enrico Guastini