Luxuria ad Anno Zero, la Televisione ed il Socialismo Italiano
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Certamente Luxuria è stato molto bravo dapprima a vincere il reality dell'isola dei famosi e poi ad illustrare da Santoro il senso profondo della sua presenza, il significato della sua vittoria che è una vittoria dei diritti civili della categoria che incarna, la categoria dei trangeners, degli omosessuali proprio in queste ore pesantemente discriminate dalla Chiesa che si oppone alla moratoria della pena di morte nei loro confronti. Ha detto che nove milioni di persone, dopo averlo seguito e trepidato per lui nella lotta per vincere il reality, sicuramente hanno maturato un giudizio diverso, più sereno, più aperto e di accettazione verso i trangeners e questo per lui (per noi) è un risultato eccezionale, di grande valore civile. Bravo Luxuria! Bravo quando ha fronteggiato sull'Isola l'assalto machista, volgare e pesante di chi gli dava del froscio e lui ha messo in qualche modo in posizione meno aggressiva e quasi di dialogo quando gli ha spiegato che sarebbe stato giusto dargli del "gay" che lo distingue come genere ma non è offensivo. E' stato bravo quando ha retto in qualche modo, ma fino ad un certo punto, la tesi di Sansonetti il quale ha sostenuto la grande novità dell'evento dello sdoganamento delle televisione da parte della sinistra ed insomma quanto sia bello ed utile che
una trasmissione come l'isola del famosi potesse in qualche modo essere riscattata dal vuoto e dalla volgarità (genialmente e potentemente rappresentate dal controcanto-balletto inscenato da Adriano Celentano) ed usata per una nuova pedagogia delle masse a cominciare dalla propaganda dei diritti civili.
Su questo punto Sansonetti si è fortemente scontrato con la giornalista del Manifesto Norma Rangeri la quale ha sostenuto (a ragione) che la potente macchina del reality era assai più forte di Luxuria e sarà sempre più forte di quanti vorranno tentare di addomesticarla. Questa televisione, che è la televisione del vuoto berlusconiano, seppur ha premiato una persona come Luxuria è irrecuperabile a qualsiasi progetto di "umanizzazione", a qualsiasi tentativo di darle contenuti che possano essere davvero tali dal punto di vista culturale e della capacità di coinvolgimento dei sentimenti e degli interessi degli spettatori.
Norma Rangeri ha sbagliato quando ha definito Luxuria "una donnetta da pianerottolo" ed a mio parere ha sbagliato Luxuria nello sforzo di offenderla giocando sul nome di Norma.
In effetti, credo che Sansonetti abbia perduto in grande parte la lucidità e la serenità che deve essere propria del direttore di un giornale della sinistra italiana esclusa dal parlamento
anche per una grande e profonda crisi di orientamento dei suoi quadri dirigenti e del suo elettorato sostenendo in qualche modo la via del reality al socialismo (se cosi possiamo chiamarla). Non è possibile redimere un meccanismo inventato dalla peggiore perversione dell'uso della televisione e dell'esaltazione della competi tività che, di esclusione in esclusione, porta alla eliminazione di tutti uno dopo l'altro fino a quando sul terreno resta un solo vincitore. Il meccanismo della trasmissione è indifferente all'uso dei mezzi che servono alla sconfitta degli avversari, alla vittoria. Il reality è la rappresentazione grottesca di una società di nemici che si battono senza esclusione di colpi per uscire indenni da una esperienza dalla quale è esclusa ogni forma di collaborazione, ogni cooperazione rivolta a fronteggiare al meglio le difficoltà delle sopravvivenza dalla fame, dal freddo, dalla solitudine. Vince chi è furbo, abile, spietato, capace di usare le debolezze dei compagni di ventura per volgerle contro di loro. Magari la vittoria di Luxuria è stata in grande parte ottenuta dall'ingegno, dalla capacità di resistere fisicamente ai morsi della fame, dall'apertura mentale. Ma il meccanismo infernale inesorabile del gioco televisivo è quello che è: una eliminatoria dei più deboli e dei meno dotati fino al successo dell'eroe che non si lasciato indebolire da sentimentalismi o altre sciocchezze del genere.
Che il socialismo, la sinistra possano avere qualcosa da spartire con una roba del genere è pensiero che mi fa rizzare i capelli in testa. Certo, dopo la caduta del muro di Berlino e la perdita dell'ideologia , abbiamo assistito a sbandate inaudite fino a quelle che hanno dato vita al Partito Democratico con Colannino e Galearo e la Binetti e Letta e Bersani dentro. La stessa Rifondazione si è perduta durante il governo Prodi con la teoria bertinottiana della riduzione del danno e di giustificazione dei misfatti della Casta e prendendo in giro il popolo del venti ottobre (lo sciopero non era contro il Governo!!), ma francamente non avevo mai pensato che la televisione spazzatura ideata negli Usa per isolare le persone, metterle le une contro le altre, impedirle di avviare qualsiasi forma di collaborazione e di coesione sociale potesse in qualche modo venire sdoganata e salutata entusiasiticamente come una via vincente con la quale dialogare con le masse enormi di persone sole che si radunano davanti ai televisori per assistere da guardoni alle liti di un condominio tra i più spietati che siano mai stati inventati e fare il tifo peggio che ad un incontro di boxe o di lotta greco-romana o giapponese.
Pietro Ancona
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sabato 6 dicembre 2008
finiu a frischi e pidita (finisce a fischi e scorreggiate)
Dominici si incatena in piazza e bassolino alla poltrona
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Dominici che si incatenava nella Piazza antistante Repubblica
bisognerebbe MULTARLO ed Arrestarlo per intralcio al pubblico passeggio e offesa all'arredo urbano come questo quel TOMO ed il suo degno assistente CIONE hanno fatto con i mendicanti, i lavavetri, i poveracci che anno scacciato con superbia da Firenze per presentarla sgombra da "problemi" al Sig,Li Gresti....
Bassolino non si dimette!!
Calcola che per ogni mese in meno gli cadrebbero dalla tasca non
meno di ventimila euro di stipendio presidenzial-oligarca
Attacca Veltroni è lo definisce "Cacicco"
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Dominici che si incatenava nella Piazza antistante Repubblica
bisognerebbe MULTARLO ed Arrestarlo per intralcio al pubblico passeggio e offesa all'arredo urbano come questo quel TOMO ed il suo degno assistente CIONE hanno fatto con i mendicanti, i lavavetri, i poveracci che anno scacciato con superbia da Firenze per presentarla sgombra da "problemi" al Sig,Li Gresti....
Bassolino non si dimette!!
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mercoledì 3 dicembre 2008
ricchi e poveri a raiuno
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ricchi e poveri nella vita in diretta
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pietro936
satanasso etneo
"La vita in diretta "di Rai Uno oggi pomeriggio andava in onda il Natale,
le feste, i regali.
Hanno fatto vedere un servizio della caritas, una mensa dei poveri, frequentata non solo dai "barboni" ma da persone che se mangiano non sono in grado di pagare l'affitto di casa e viceversa. Mi ha molto colpito la esile figura di una vecchietta che parlava della vecchiaia, dei figli che si mettono al mondo ma che poi hanno la loro vita ed i loro problemi, della sua pensioncina al minimo con la quale non ce la fa (magari aiuta uno dei figli disoccupati a sfamare i nipotini). Una bella e toccante intervista piena di decoro umano, di umanità.
Poi hanno mostrato un altro servizio. lo shopping in via frattina. Una via piena di signore impellicciate, curatissime, ingioiellate che hanno alzato un peana ai piaceri degli acquisti e sopratutto al lusso. Una di queste signore alla domanda se le piacesse il lusso, ha alzato la testa spalancato le froge declamando, quasi urlando: " si, mi piace il lusso sfrenato, proprio sfrenato, sfrenato......
Non voglio fare demagogia pauperistica. I ricchi ed i poveri ci sono sempre stati ma supponevo che la società avanzata addirittura post industriale avesse ridotto il margine inferiore della povertà ed invece questo è spalancato e lambito dai mostri della fame, delle malattie, della privazione di tutto a cominciare dalla casa.
Penso che una società incapace di ergere un muro sulla parte inferiore della povertà ma che anzi vi sospinge sempre nuova gente, altre famiglie sia inaccettabile e debba essere rifiutata come ordinamento, come legge, come tutto.
Penso anche che una società dovrebbe mettere un tetto, un argine alla ricchezza che non può essere sconfinata, infinita, incalcolabile. Le ricchezze esistenti in uno Stato o al Mondo che vengono sequestrate da un numero limitato di persone impoveriscono tutti e non sono lecite. In natura nasciamo tutti eguali e se qualcuno con l'ingegno, la furbizia o altro, arricchisce questa ricchezza non può essere eccessiva perchè se tale sottrae risorse a tutti. E' un furto, una appropriazione asociale. La moglie di un managers di una società può spendere manciate di milioni in via Frattina o in Via Montenapoleone. Ma se questo denaro proviene da emolumenti che il marito si è autoassegnato magari dopo aver fatto fallire l'azienda o sottraendolo con un bilancio del tutto legale agli ignari azionisti trattati come parco buoi o ai cittadini di cui amministra un acquedotto o un servizio, ebbene non credo che questo si possa accettare come frutto della libertà,delle possibilità che all'individuo dà la società in cui viviamo.
Mi viene da ricordare che nelle società mediovali il signore aveva diritto di proibire ai suoi nobili l'uso di certe stoffe, dei gioielli, addirittura di certi colori. Naturalmente parliamo di una società dalle risorse limitate con poco denaro. Eppure c'era una ratio nella decisione del signore che teneva conto della necessità di non provocare con l'esibizionismo della ricchezza la povertà dei poveri. Tutto quello che diventa proprietà di una parte in qualche modo viene sottratto a quanti ne vengono privati o esclusi.
Pietro Ancona
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Winnie
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Ricchi e poveri nella "Vita in diretta" di Rai Uno
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Non voglio fare demagogia pauperistica. I ricchi ed i poveri ci sono sempre stati ma supponevo che la società avanzata addirittura post industriale avesse ridotto il margine inferiore della povertà ed invece questo è spalancato e lambito dai mostri della fame, delle malattie, della privazione di tutto a cominciare dalla casa.
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Penso anche che una società dovrebbe mettere un tetto, un argine alla ricchezza che non può essere sconfinata, infinita, incalcolabile. Le ricchezze esistenti in uno Stato o al Mondo che vengono sequestrate da un numero limitato di persone impoveriscono tutti e non sono lecite. In natura nasciamo tutti eguali e se qualcuno con l'ingegno, la furbizia o altro, arricchisce questa ricchezza non può essere eccessiva perchè se tale sottrae risorse a tutti. E' un furto, una appropriazione asociale. La moglie di un managers di una società può spendere manciate di milioni in via Frattina o in Via Montenapoleone. Ma se questo denaro proviene da emolumenti che il marito si è autoassegnato magari dopo aver fatto fallire l'azienda o sottraendolo con un bilancio del tutto legale agli ignari azionisti trattati come parco buoi o ai cittadini di cui amministra un acquedotto o un servizio, ebbene non credo che questo si possa accettare come frutto della libertà,delle possibilità che all'individuo dà la società in cui viviamo.
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ASSEGNI FAMILIARI PER I BAMBINI ROM
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ASSEGNI FAMILIARI AI BAMBINI ROM
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Rutelli, noto autorevole leader del Partito Democratico, attacca una decisione della Magistratura parzialmente ispirata ai principi di civiltà della Costituzione e del nostro codice penale,
con la quale si respinge la assurda accusa di riduzione in schiavitù del figlio da parte di una madre che chiedeva l'elemosina derubricandola in maltrattamenti in famiglia. Ho usato l'avverbio "parzialmente" dal momento che si prescinde dallo stato di necessità(probabilmente fame accumulata da giorni) che spinge una donna per strada a stendere la mano al prossimo, un prossimo che, dopo le campagne di denigrazione e di criminalizzazioni contro l'etnia rom ed in genere contro i poveri mendicanti, dà sempre di meno, forse oramai niente.
Colpisce nella presa di posizione di Rutelli il tema scelto e il momento politico. Il momento politico è quello che segue la proposta di Chiapparino di dialogo con la Lega a partire dalla questione del partito territoriale del PD del Nord e della possibile collaborazione con la lega nella costruzione del federalismo regionale, proposta per me figlia del disorientamento che colpisce i democratici privi di una bussola, di un progetto politico che non sia quello di inseguire il centro-destra sul suo terreno nella speranza di sottrargli elettori. Per quanto sia fruttuoso il pragmatismo, l'adattarsi senza remore ideologiche alla realtà spesso genera soltanto politicantismo e non vera politica.
Colpisce il tema prescelto. Una magistratura che, in qualche modo, come spesso fa l'Europa, richiama l'Esecutivo con le sue sentenze al rispetto dei diritti civili e umani delle persone viene criticata apertamente e scoraggiata a produrre sentenze coraggiose che confliggono con la politica xenofoba del governo. Scoraggiare, si, dal momento che una cosa è la critica proveniente dal centro-destra, ben altra cosa è una critica che diventa bipartisan, comune a tutto il mondo politico, al potere legislativo..
Rutelli offre collaborazione al ministro Maroni per inasprimenti già avvistati da ddl che dovranno tradursi in normative. Dobbiamo aspettarci una gara in Parlamento del genere di quella aperta dai sindaci di centro-sinistra in competizione coi sindaci di centro-destra a chi emana i provvedimenti più duri nei confronti degli odiati rom,mendicanti,lavavetri diventati il cruccio del benpensantismo nazionale? Voglio sperare che il PD non segua su questo impervio sentiero Rutelli e gli impegni che con l'intervista al Corriere ha voluto esplicitamente assumere: equiparare a riduzione in schiavitù l'accattonaggio dei minori (quello che la Cassazione ha negato), togliere la potesta genitoriale, inasprire e rendere rapidissime le condanne, condannare l'accattonaggio "sistematico" organizzato da comunità rom. Insomma, un giro di vite da fare apparire quasi blande le misure fin qui proposte dalla lega.
Colpisce molto che Rutelli affronti questo problema soltanto in modo strumentale (per motivi interni al PD) e dal punto di vista della pura e semplice repressione poliziesca e giudiziaria. Il fatto che non esiste un programma di integrazione e di inserimento dei Rom
sembra non preoccuparlo. Esistono financo dei fondi della Comunità Europea per aiutare
la comunità rom che, se vive di elemosine e se i suoi bambini vi partecipano è perchè non ha alternative diverse in un Paese che alza muri di isolamento e che si preoccupa di alloggiarli il più lontano possibile dai centri abitati.
Confesso che desta sospetto questa morbosa attenzione di Rutelli e di tanti altri per i Rom.
Un recente rapporto ci ha informato che in Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna, che molte restano mutilate o sfregiate dalla violenza dei loro familiari o sfruttatori, ma questo tema che sollecita inasprimenti penali davvero necessari non sembra interessare molto i nostri legislatori.
Quanti sono i bambini rom che vivono in Italia? Perchè non si riconosce alle loro famiglie il diritto ad assegni familiari magari eguali a quelli che si danno ai lavoratori italiani considerato che è difficilissimo per un adulto rom farsi assumere, farsi accettare per la paura che attorno a loro si è creata nei secoli del tutto simile a quella che fino a metà del secolo scorso circondava gli ebrei? Sono convinto che nessuna famiglia rom manderebbe i suoi bambini a mendicare se ricevesse gli assegni familiari. Quanti bambini rom ci sono in Italia? Ventimila? Trentamila? La spesa sarebbe assai modesta, meno di quanto costerebbe istituzionalizzare questi bambini e l'Italia darebbe un grande esempio di solidarietà sociale, di civiltà, si metterebbe nella condizioni di avanzare con diritto e ragione critiche a taluni aspetti della cultura rom dovuti alla durezza ed alla barbarie con la quale sono sempre stati respinti dalle comunità "normali".
Pietro Ancona
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con la quale si respinge la assurda accusa di riduzione in schiavitù del figlio da parte di una madre che chiedeva l'elemosina derubricandola in maltrattamenti in famiglia. Ho usato l'avverbio "parzialmente" dal momento che si prescinde dallo stato di necessità(probabilmente fame accumulata da giorni) che spinge una donna per strada a stendere la mano al prossimo, un prossimo che, dopo le campagne di denigrazione e di criminalizzazioni contro l'etnia rom ed in genere contro i poveri mendicanti, dà sempre di meno, forse oramai niente.
Colpisce nella presa di posizione di Rutelli il tema scelto e il momento politico. Il momento politico è quello che segue la proposta di Chiapparino di dialogo con la Lega a partire dalla questione del partito territoriale del PD del Nord e della possibile collaborazione con la lega nella costruzione del federalismo regionale, proposta per me figlia del disorientamento che colpisce i democratici privi di una bussola, di un progetto politico che non sia quello di inseguire il centro-destra sul suo terreno nella speranza di sottrargli elettori. Per quanto sia fruttuoso il pragmatismo, l'adattarsi senza remore ideologiche alla realtà spesso genera soltanto politicantismo e non vera politica.
Colpisce il tema prescelto. Una magistratura che, in qualche modo, come spesso fa l'Europa, richiama l'Esecutivo con le sue sentenze al rispetto dei diritti civili e umani delle persone viene criticata apertamente e scoraggiata a produrre sentenze coraggiose che confliggono con la politica xenofoba del governo. Scoraggiare, si, dal momento che una cosa è la critica proveniente dal centro-destra, ben altra cosa è una critica che diventa bipartisan, comune a tutto il mondo politico, al potere legislativo..
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Confesso che desta sospetto questa morbosa attenzione di Rutelli e di tanti altri per i Rom.
Un recente rapporto ci ha informato che in Italia ogni tre giorni viene uccisa una donna, che molte restano mutilate o sfregiate dalla violenza dei loro familiari o sfruttatori, ma questo tema che sollecita inasprimenti penali davvero necessari non sembra interessare molto i nostri legislatori.
Quanti sono i bambini rom che vivono in Italia? Perchè non si riconosce alle loro famiglie il diritto ad assegni familiari magari eguali a quelli che si danno ai lavoratori italiani considerato che è difficilissimo per un adulto rom farsi assumere, farsi accettare per la paura che attorno a loro si è creata nei secoli del tutto simile a quella che fino a metà del secolo scorso circondava gli ebrei? Sono convinto che nessuna famiglia rom manderebbe i suoi bambini a mendicare se ricevesse gli assegni familiari. Quanti bambini rom ci sono in Italia? Ventimila? Trentamila? La spesa sarebbe assai modesta, meno di quanto costerebbe istituzionalizzare questi bambini e l'Italia darebbe un grande esempio di solidarietà sociale, di civiltà, si metterebbe nella condizioni di avanzare con diritto e ragione critiche a taluni aspetti della cultura rom dovuti alla durezza ed alla barbarie con la quale sono sempre stati respinti dalle comunità "normali".
Pietro Ancona
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martedì 2 dicembre 2008
OBAMA: LA GUERRA CONTINUA
Il pentimento di Bush
===================
Il Presidente Usa Bush, a due mesi dall'avvicendamento con Obama, dichiara di essersi sbagliato sulle armi di distruzioni di massa detenute dall'Iraq di Sadam Hussein. In sostanza confessa di avere fatto una guerra costata milioni di morti, di aver violato l'integrità territoriale di uno Stato sovrano, sulla base di un convincimento, di un sospetto che si è dimostrato infondato, falso.
Non si dichiara pentito e non dice se la invasione dell'Iraq l'avrebbe ordinato lo stesso.
La sua tardiva e grottesca confessione suona falsa, ipocrita. Falsa dal momento che la sua amministrazione mostrò al mondo le "prove" delle armi di distruzioni di massa. Prove che evidentemente erano state costruite. Ricordate il generale Powell difronte l'ONU che illustra le armi di Sadam Hussein. La stampa di tutto il mondo occidentale, all'unisono, partecipò alla campagna di falsificazione e di criminalizzazione del regime di Sadam Hussein e creò il clima adatto
all'aggressione simile a quello che oggi si vorrebbe creare per un intervento in Pakistan e per il prosieguo degli attacchi all'Afghanistan.
Bush avrebbe potuto pentirsi delle sofferenze e delle umiliazioni inflitte a Sadam Hussein. Non dimenticherò ma la faccia tramortita da farmaci di Sadam, la bocca spalancata ad una mano che vi fruga dentro, i capelli rastrellati da un'altro mano...Il corpo di Sadam Hussein che precipita nella botola del patibolo e poi viene mostrato all'ilare
ferocia dei suoi nemici. Una pagina vergognosa scritta dall'America di Bush che ricorda
gli scalpi dei pellirossa appesi nei negozi di souvenir. Civiltà Occidentale!!
Diecine di migliaia di contractors con licenza di uccidere hanno fatto quello che hanno voluto. Probabilmente moltissimi degli attentati con centinaia di morti sono dovuti a loro.
L'Esercito di occupazione si è comportato in modo indegno con una ferocia impressionante per chi come noi ha dentro di se l'immagine del soldato civile, liberatore dal nazifascismo (anche questa immagine è forse un falso indetto dalla propaganda). Prigioni e torturatori hanno seviziato detenuti di guerra (trattati come banditi terroristi)
Il mondo è stato riempito di prigioni segrete della Cia e del Pentagono in cui vengono torturati membri della resistenza araba. Anche molte navi sono adibite alla tortura e vagano per i mari per non soggiacere all'imperio dei tribunali.
Si dice che entro tre anni Obama ritirerà le truppe americane dall'Irak. Lascerà a Bagdad una delle più grandi basi militari usa esistenti al mondo, forse addirittura la più grande. Pare che abbia una circonferenza pari allo Stato del Vaticano. Lascerà anche le acque ed il terreno avvelenato dall'uranio e la distruzione di reperti archeologici della mesopotamia
patrimonio dell'umanità oramai perduto assieme a Babilonia ricoperta da uno strato di cemento spessissimo del campo per elicotteri. Una popolazione stremata da trenta anni di guerra e di embargo. Embargo che provocò cinquecentomila morti tra i bambini che secondo Madaleine Albright erano un "costo" necessario.....
Pare che Bush padre, alla fine della prima guerra del Golfo, quando decise di non invadere materialmente l'Irak dopo averlo massacrato di bombardamento, abbia sganciato una bomba atomica al confine con l'Iran Bomba della quale non si è saputo niente fino a qualche tempo fa per via di un servizio ripreso da Radio24.
Non credo che Obama cambierà le cose se non nel senso dell'efficienza. Cercherà di risollevare le sorti militari del suo Paese, forse sarà più furbo. Ma non abbandonerà la via della guerra, delle stragi, delle prigionie illegali, dei bombardamenti. Si ritira dall'Irak (se si ritira) per concentrare le sue forze sul Pakistan e sull' Alfghanistan. Non è da escludere che miri ad una occupazione militare del Pakistan del genere di quella realizzata in Irak ed Afghanistan. La ferita aperta in Afghanista si allargerà e coinvolgerà uno dei paesi più popolosi del mondo: centocinquantamilioni di persone!!
L'America ha fallito il suo compito storico dopo la fine dell'Urss. Avrebbe dovuto assicurare un lungo periodo di pace mondiale!! Avrebbe dovuto realizzare, come ha scritto il fanatico sostenitore dell'ideologia liberista Fukujama, la "fine della storia". Senza alcuna differenza rimarchevole tra le amministrazione Bush padre e figlio e quella democratica di Clinton, viviamo in un mondo insanguinato ed avvelenato, nell'angoscia di continue campagne e misure antiterroristiche, di continue restrizioni delle libertà fondamentali. Un mondo in cui il capitalismo privo di ogni freno ha scatenuto i suoi peggiori istinti animali ed ha provocato una crisi che sta distruggendo il benessere di centinaia di milioni di persone a cominciare dai lavoratori americani.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5119
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200812articoli/38715girata.asp
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Il Presidente Usa Bush, a due mesi dall'avvicendamento con Obama, dichiara di essersi sbagliato sulle armi di distruzioni di massa detenute dall'Iraq di Sadam Hussein. In sostanza confessa di avere fatto una guerra costata milioni di morti, di aver violato l'integrità territoriale di uno Stato sovrano, sulla base di un convincimento, di un sospetto che si è dimostrato infondato, falso.
Non si dichiara pentito e non dice se la invasione dell'Iraq l'avrebbe ordinato lo stesso.
La sua tardiva e grottesca confessione suona falsa, ipocrita. Falsa dal momento che la sua amministrazione mostrò al mondo le "prove" delle armi di distruzioni di massa. Prove che evidentemente erano state costruite. Ricordate il generale Powell difronte l'ONU che illustra le armi di Sadam Hussein. La stampa di tutto il mondo occidentale, all'unisono, partecipò alla campagna di falsificazione e di criminalizzazione del regime di Sadam Hussein e creò il clima adatto
all'aggressione simile a quello che oggi si vorrebbe creare per un intervento in Pakistan e per il prosieguo degli attacchi all'Afghanistan.
Bush avrebbe potuto pentirsi delle sofferenze e delle umiliazioni inflitte a Sadam Hussein. Non dimenticherò ma la faccia tramortita da farmaci di Sadam, la bocca spalancata ad una mano che vi fruga dentro, i capelli rastrellati da un'altro mano...Il corpo di Sadam Hussein che precipita nella botola del patibolo e poi viene mostrato all'ilare
ferocia dei suoi nemici. Una pagina vergognosa scritta dall'America di Bush che ricorda
gli scalpi dei pellirossa appesi nei negozi di souvenir. Civiltà Occidentale!!
Diecine di migliaia di contractors con licenza di uccidere hanno fatto quello che hanno voluto. Probabilmente moltissimi degli attentati con centinaia di morti sono dovuti a loro.
L'Esercito di occupazione si è comportato in modo indegno con una ferocia impressionante per chi come noi ha dentro di se l'immagine del soldato civile, liberatore dal nazifascismo (anche questa immagine è forse un falso indetto dalla propaganda). Prigioni e torturatori hanno seviziato detenuti di guerra (trattati come banditi terroristi)
Il mondo è stato riempito di prigioni segrete della Cia e del Pentagono in cui vengono torturati membri della resistenza araba. Anche molte navi sono adibite alla tortura e vagano per i mari per non soggiacere all'imperio dei tribunali.
Si dice che entro tre anni Obama ritirerà le truppe americane dall'Irak. Lascerà a Bagdad una delle più grandi basi militari usa esistenti al mondo, forse addirittura la più grande. Pare che abbia una circonferenza pari allo Stato del Vaticano. Lascerà anche le acque ed il terreno avvelenato dall'uranio e la distruzione di reperti archeologici della mesopotamia
patrimonio dell'umanità oramai perduto assieme a Babilonia ricoperta da uno strato di cemento spessissimo del campo per elicotteri. Una popolazione stremata da trenta anni di guerra e di embargo. Embargo che provocò cinquecentomila morti tra i bambini che secondo Madaleine Albright erano un "costo" necessario.....
Pare che Bush padre, alla fine della prima guerra del Golfo, quando decise di non invadere materialmente l'Irak dopo averlo massacrato di bombardamento, abbia sganciato una bomba atomica al confine con l'Iran Bomba della quale non si è saputo niente fino a qualche tempo fa per via di un servizio ripreso da Radio24.
Non credo che Obama cambierà le cose se non nel senso dell'efficienza. Cercherà di risollevare le sorti militari del suo Paese, forse sarà più furbo. Ma non abbandonerà la via della guerra, delle stragi, delle prigionie illegali, dei bombardamenti. Si ritira dall'Irak (se si ritira) per concentrare le sue forze sul Pakistan e sull' Alfghanistan. Non è da escludere che miri ad una occupazione militare del Pakistan del genere di quella realizzata in Irak ed Afghanistan. La ferita aperta in Afghanista si allargerà e coinvolgerà uno dei paesi più popolosi del mondo: centocinquantamilioni di persone!!
L'America ha fallito il suo compito storico dopo la fine dell'Urss. Avrebbe dovuto assicurare un lungo periodo di pace mondiale!! Avrebbe dovuto realizzare, come ha scritto il fanatico sostenitore dell'ideologia liberista Fukujama, la "fine della storia". Senza alcuna differenza rimarchevole tra le amministrazione Bush padre e figlio e quella democratica di Clinton, viviamo in un mondo insanguinato ed avvelenato, nell'angoscia di continue campagne e misure antiterroristiche, di continue restrizioni delle libertà fondamentali. Un mondo in cui il capitalismo privo di ogni freno ha scatenuto i suoi peggiori istinti animali ed ha provocato una crisi che sta distruggendo il benessere di centinaia di milioni di persone a cominciare dai lavoratori americani.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5119
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Pietro Ancona
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gli stipendi dei managers
Caro Milletti,
Lei si chiede perchè
Perchè la classe degli amministratori che lei cita ha saldamente il potere in mano, se fa un buco di miliardi paga lo Stato, se come Tanzi rovina migliaia di famiglie li risarcisce con il mellifluo sorriso di questi quando afferma di non avere nascosto soldi rubati, perchè l'Impero alla cui ideologia sono votati compra senza battere ciglio la carta straccia dei derivati e bond usa, e perchè ha sempre la possibilità di fare pagare tutto a venti milioni di lavoratori tenendoli a stecchetto moltissimi a meno di mille euro al mese!!
Insomma questi signori possono fare i loro porci comodi tanto il loro Regime viene millantato come migliore di uno Stato che impone dei tetti agli osceni stipendi dei managers!!
Ragionamenti del genere invocano o la giustizia di Dio o la ghigliottina della Rivoluzione
Pietro Ancona
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ps: en passant: i tetti ai managers pubblici posti dal governo Prodi sono stati aboliti. La Rai, pagata dai contribuenti, impiega parte consistente di quattro miliardi di entrate per pagare favolose retribuzioni al suo esercito di dirigenti e megadirettori....
Intanto i favolosi stipendi dei managers delle industrie private vengono caricate sulle spalle di azionisti che vengono spoliati al pari dei contribuenti dagli squali che hanno in mano i bilanci aziendali.
Stipendi dei dirigenti
Caro Romano, i corposi aiuti di Stato (soldi del popolo, alla fine) alle banche e alle aziende sono, purtroppo, poco criticabili (un patatrac generale avrebbe ben più gravi conseguenze). Ma potrebbe spiegarmi perché non esiste una legge che impone un limite massimo di stipendio per amministratori e dirigenti delle imprese che ricevono aiuti? Fiat, Alitalia e Trenitalia, tanto per fare dei nomi, sono sempre stati dei buchi neri: i loro amministratori, però, hanno sempre portato a casa stipendi milionari (in euro). Perché?
Franco Milletti, | milletti@email.it
Perché un Paese in cui lo Stato decide con una legge quanto debbano essere pagati i dirigenti di un'azienda privata è molto peggio di uno Stato in cui qualcuno guadagna più del giusto. Bisogna evitare di punire gli errori con errori più gravi.
sergio romano
V
Lei si chiede perchè
Perchè la classe degli amministratori che lei cita ha saldamente il potere in mano, se fa un buco di miliardi paga lo Stato, se come Tanzi rovina migliaia di famiglie li risarcisce con il mellifluo sorriso di questi quando afferma di non avere nascosto soldi rubati, perchè l'Impero alla cui ideologia sono votati compra senza battere ciglio la carta straccia dei derivati e bond usa, e perchè ha sempre la possibilità di fare pagare tutto a venti milioni di lavoratori tenendoli a stecchetto moltissimi a meno di mille euro al mese!!
Insomma questi signori possono fare i loro porci comodi tanto il loro Regime viene millantato come migliore di uno Stato che impone dei tetti agli osceni stipendi dei managers!!
Ragionamenti del genere invocano o la giustizia di Dio o la ghigliottina della Rivoluzione
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Intanto i favolosi stipendi dei managers delle industrie private vengono caricate sulle spalle di azionisti che vengono spoliati al pari dei contribuenti dagli squali che hanno in mano i bilanci aziendali.
Stipendi dei dirigenti
Caro Romano, i corposi aiuti di Stato (soldi del popolo, alla fine) alle banche e alle aziende sono, purtroppo, poco criticabili (un patatrac generale avrebbe ben più gravi conseguenze). Ma potrebbe spiegarmi perché non esiste una legge che impone un limite massimo di stipendio per amministratori e dirigenti delle imprese che ricevono aiuti? Fiat, Alitalia e Trenitalia, tanto per fare dei nomi, sono sempre stati dei buchi neri: i loro amministratori, però, hanno sempre portato a casa stipendi milionari (in euro). Perché?
Franco Milletti, | milletti@email.it
Perché un Paese in cui lo Stato decide con una legge quanto debbano essere pagati i dirigenti di un'azienda privata è molto peggio di uno Stato in cui qualcuno guadagna più del giusto. Bisogna evitare di punire gli errori con errori più gravi.
sergio romano
V
lunedì 1 dicembre 2008
medici cgil: una proposta sbagliata
-----
AM
Subject: medici: una proposta sbagliata
Il sindacato dei medici della CGIL fa la proposta di sottoporre a valutazione professionale, ogni dieci anni, i medici del ssn. La proposta scaturisce dal clima esistente oggi in Italia del tutto critico e spesso sfavorevole ai lavoratori.L'idea è che bisogna introdurre dappertutto criteri meritocratici con annessi premi economici. La CGIL propone di riconoscere tangibilmente la bravura di quei soggetti che avranno superato brillantemente l'esame valutativo.Non ho capito che cosa succederà a coloro che saranno bocciati
dalla Commissione che sarà preposta
alla verifica.
Si terrà conto del parere dei pazienti nel giudizio che sarà espresso per i medici.Non si sa come e perchè.
Mi meraviglio molto che una simile proposta venga dal sindacato medici della CGIL. I medici che operano nel ssn hanno superato con successo concorsi di ammissione preceduti da esami di abilitazione alle varie specializzazioni. Operano sulla base di un contratto e nel regime di leggi e di regolamenti. Perchè un esame di valutazione che difatto incide nel rapporto di lavoro come fattore di precarizzazione? La Commissione preposta al giudizio da chi è nominata? Potrà prescindere nel giudizio dall'orientamento politico del momento e dagli interessi che il governo rappresenta? Non dimentichiamo che gli interessi dei privati e delle privatizzazioni sono assai presenti nel governo di centro-destra ed è assai diffusa l'ostilità verso il ssn, verso ogni forma di organizzazione pubblica dei servizi.
L'idea che si sta diffondendo è quella di
rendere infelice ed angosciata ogni forma di collaborazione subordinata, ogni tipo di lavoro dipendente. C'è un accanimento sadico verso chi riceve uno stipendio ed ha diritti garantiti da un contratto e dalle leggi. Spero che il sindacato medici della CGIL vorrà ritirare la proposta avanzata ieri.
Bisognerebbe sottoporre ad approfondimento il concetto di meritocrazia. Siamo sicuri che stimolando la competizione in un corpo professionale o amministrativo, mettendo in luce i più meritevoli, noi facciamo un bene alla società, al servizio che si vuole realizzare?
Non sarebbe meglio una organizzazione del lavoro basata sulla collaborazione e non sul conflitto e sulle sgomitate che valorizzi i momenti della ricerca e della sperimentazione collettiva, i momenti in cui il team mette a frutto le risorse di ognuno per conseguire un risultato utile?
Penso che sarebbe opportuna la piena separazione tra pubblico e privato nella professione medica. Chi accetta un lavoro dal ssn dovrebbe essere inibito allo esercizio di qualsiasi attività professionale a cominciare dall'odiosa intramoenia. Perchè nello stesso ospedale se ho la possibilità di pagare il tiket intramoenia (120 euro,duecentoquarantamilalire) riesco a superare la coda dei tanti pazienti in lista di attesa?
Dentro la categoria dei medici come di molte categorie e professioni si tende e si è già creata una divaricazione tra coloro i quali tendono ad accumulare ancora migliori condizioni di remunerazione e di carriera e i nuovi medici che trovano difficoltà sempre più ardue per l'inserimento lavorativo. E' la stessa cosa che accade a tante professioni come i giornalisti, gli avvocati,
gli ingegneri etc... Per fare un esempio, i giovani giornalisti lavorano a squillo. Telefona la redazione, ordina un pezzo, un servizio che, dopo settimane, viene remunerato con pochi spiccioli. Molte pagine di quotidiani importanti vengono riempite cosi.. C'è un meccanismo che punta a premiare non i migliori ma i più forti quanto uno Stato moderno e civile dovrebbe impedire ogni discriminazione. Guai a chi nasce povero e privo di solide relazioni parentali e sociali
nella società "meritocratica" e liberista.
http://italiainformazioni.it/giornale/salute/35916/sanit-test-decennale-valutare-medici-richiesta-della-cgil-verificare-risultati-clinici.htm
Pietro Ancona
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AM
Subject: medici: una proposta sbagliata
Il sindacato dei medici della CGIL fa la proposta di sottoporre a valutazione professionale, ogni dieci anni, i medici del ssn. La proposta scaturisce dal clima esistente oggi in Italia del tutto critico e spesso sfavorevole ai lavoratori.L'idea è che bisogna introdurre dappertutto criteri meritocratici con annessi premi economici. La CGIL propone di riconoscere tangibilmente la bravura di quei soggetti che avranno superato brillantemente l'esame valutativo.Non ho capito che cosa succederà a coloro che saranno bocciati
dalla Commissione che sarà preposta
alla verifica.
Si terrà conto del parere dei pazienti nel giudizio che sarà espresso per i medici.Non si sa come e perchè.
Mi meraviglio molto che una simile proposta venga dal sindacato medici della CGIL. I medici che operano nel ssn hanno superato con successo concorsi di ammissione preceduti da esami di abilitazione alle varie specializzazioni. Operano sulla base di un contratto e nel regime di leggi e di regolamenti. Perchè un esame di valutazione che difatto incide nel rapporto di lavoro come fattore di precarizzazione? La Commissione preposta al giudizio da chi è nominata? Potrà prescindere nel giudizio dall'orientamento politico del momento e dagli interessi che il governo rappresenta? Non dimentichiamo che gli interessi dei privati e delle privatizzazioni sono assai presenti nel governo di centro-destra ed è assai diffusa l'ostilità verso il ssn, verso ogni forma di organizzazione pubblica dei servizi.
L'idea che si sta diffondendo è quella di
rendere infelice ed angosciata ogni forma di collaborazione subordinata, ogni tipo di lavoro dipendente. C'è un accanimento sadico verso chi riceve uno stipendio ed ha diritti garantiti da un contratto e dalle leggi. Spero che il sindacato medici della CGIL vorrà ritirare la proposta avanzata ieri.
Bisognerebbe sottoporre ad approfondimento il concetto di meritocrazia. Siamo sicuri che stimolando la competizione in un corpo professionale o amministrativo, mettendo in luce i più meritevoli, noi facciamo un bene alla società, al servizio che si vuole realizzare?
Non sarebbe meglio una organizzazione del lavoro basata sulla collaborazione e non sul conflitto e sulle sgomitate che valorizzi i momenti della ricerca e della sperimentazione collettiva, i momenti in cui il team mette a frutto le risorse di ognuno per conseguire un risultato utile?
Penso che sarebbe opportuna la piena separazione tra pubblico e privato nella professione medica. Chi accetta un lavoro dal ssn dovrebbe essere inibito allo esercizio di qualsiasi attività professionale a cominciare dall'odiosa intramoenia. Perchè nello stesso ospedale se ho la possibilità di pagare il tiket intramoenia (120 euro,duecentoquarantamilalire) riesco a superare la coda dei tanti pazienti in lista di attesa?
Dentro la categoria dei medici come di molte categorie e professioni si tende e si è già creata una divaricazione tra coloro i quali tendono ad accumulare ancora migliori condizioni di remunerazione e di carriera e i nuovi medici che trovano difficoltà sempre più ardue per l'inserimento lavorativo. E' la stessa cosa che accade a tante professioni come i giornalisti, gli avvocati,
gli ingegneri etc... Per fare un esempio, i giovani giornalisti lavorano a squillo. Telefona la redazione, ordina un pezzo, un servizio che, dopo settimane, viene remunerato con pochi spiccioli. Molte pagine di quotidiani importanti vengono riempite cosi.. C'è un meccanismo che punta a premiare non i migliori ma i più forti quanto uno Stato moderno e civile dovrebbe impedire ogni discriminazione. Guai a chi nasce povero e privo di solide relazioni parentali e sociali
nella società "meritocratica" e liberista.
http://italiainformazioni.it/giornale/salute/35916/sanit-test-decennale-valutare-medici-richiesta-della-cgil-verificare-risultati-clinici.htm
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