domenica 3 aprile 2011

lettera a Napolitano

Illustre Presidente,

la guerra in Libia è stata avallata dall'Italia in contrasto masochistico con i suoi stessi fondamentali interessi. Interesse della pace nel mediterraneo, interessi connessi al metanodotto, interessi connessi ad un esport-import di trenta miliardi di euro l'anno. Gheddafi si era sempre comportato benissimo con l'Italia e quaranta anni di collaborazione stavano cancellando quaranta anni di dominazione coloniale ferocissima. Ora siamo punto e d'accapo.

Le scrivo non per questo ma per chiederle di abolire l'uso dell'uranio nelle bombe e nei missili che vengono sganciati sulla Libia. Questi avveleneranno per sempre il terreno e faranno morire di cancro anche dopo anni del loro sgancio.
Le madri partoriranno mostri al posto dei magnifici bambini berberi o beduini e questi mostri saranno la futura generazione. Veda cosa succede a Falluja ed in tanti altri posti del Kossovo, di Belgrado, dappertutto.

L'uranio non è indispensabile per vincere la piccola e indifesa Libia. E' una malvagità, una crudeltà, una infamia.

Lei può fare molto, specialmente se rende pubblica la sua contrarietà.

Con osservanza.

Pietro Ancona

1 commento:

Maria Pia Di Caro ha detto...

Ma questa lettera non può essere controfirmata da tutti quelli che lo desiderano? Perchè non fare una raccolta di firme contro queste terribili bombe? Anche se fossimo pochi sarebbe meglio di niente per far vacillare la sicurezza nella propaganda occidentale che crede di convincere tutti, aggiungerei che tutti quanti sono i paesi NATO (29?) contro la Libia che è un paese solo non è giustizia ma vigliccheria.
Saluti