LA TESTA DI BOFFO A BERLUSCONI
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Dopo aver ricevuto la solidarietà della Cei e financo quella del Papa, il direttore dell'Avvenire è stato indotto alle dimissioni. Esce di scena lasciando una lettera piena di amarezza per la violenza che è stata esercitata su di lui e la sua famiglia. Nello stesso giorno in cui matura questa drammatica decisione che non sarà respinta, il Cardinale Bagnasco incontra il capo della Lega Bossi ed il Ministro Calderoli e discutono per almeno un'ora si dice di emigrazione ma sicuramente di diritti civili che la Chiesa non gradisce a cominciare dal testamento biologico e di tutto il contenzioso aperto su vari fronte tra laici e clericali. Il recupero di buoni rapporti tra governo e chiesa sarà pagato in sostanziale perdita di laicità a favore di nuove ondate di clericalizzazione della legislazione e della società civile.
La testa di Boffo è stata consegnata. La Chiesa non aveva alcuna convenienza a difenderlo ad oltranza dal momento che è diventato un impedimento, una zeppa, nei ben oliati rapporti tra la destra italiana ed il Vaticano. Difendere Boffo significa tenere aperto il fronte di guerra non solo
con Feltri ma con lo stesso Berlusconi che certamente non ha gradito di non essere stato ricevuto per la perdonanza e di essere criticato da molti ambienti cattolici (ma mai dall'Osservatore Romano, organo della Chiesa globale che si è vantato di non avere mai riprovato i festini di villa certosa). Se mai c'è stata una corrente dentro le gerarchie favorevole alla difesa ad oltranza di Boffo questa è stata sconfitta dalla realpolitick e dal calcolo di alto opportunismo sugli interessi generali e permanenti della Chiesa in Italia che non possono perdere o incrinare una sponda servizievole ed adesiva al massimo come il Partito ed il Governo di Berlusconi. Il Governo si accinge a licenziare quarantamila insegnanti ma tra questi nessuno dei venticinquemila insegnanti di religione scelti dalle Curie Vescovili e pagati dallo Stato. Il Tar del Lazio sentenzia sulla illegittimità del credito all'insegnante di religione ed il Ministro Gelmini violando la legge accondiscende alle pretese della Chiesa e concede l'ingiusto che la magistratura amministrativa aveva negato.L'Aifa ammette l'uso della pillola RU 484 con limitazioni che, dopo le proteste di Greccia, Sacconi si affretta ad appesantire per negare in via burocratica quanto deve ammettere in linea di diritto.Il Parlamento dovrà presto esitare la legge sul testamento biologico e questa sarà quella che vorrà il Vaticano "mai più un caso englaro" cioè il divieto assoluto
al morituro di tutelare la propria dignità. Di quelli che una volta si chiamavano PACS non se ne parla più e sempre più forte è la pressione su medici e farmacisti per rendere più difficile la possibilità di abortire e di accedere a farmaci malvisti dalla Chiesa. A questo bisogna aggiungere gli enormi interessi economici per diversi miliardi di euro che la Chiesa ricava dall'Italia a cominciare dalla esenzione dell'Ici fino al calcolo truffaldino e telescopico dell'otto per mille che estende alla intera massa dei contribuenti la percentuale di quanti dichiarano la loro preferenza.
Inoltre ha giocato anche l'imbarazzo della Chiesa per la denunziata omosessualità del Direttore dell'Avvenire. Fino a quando la cosa non era conclamata e risaputa come è stato dopo l'attacco di Feltri tutti sapevano e tutti facevano finta di niente. La Chiesa è ancora omofoba anche se mostra qualche apertura. Il catechismo è chiaro: 2357 "Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati." 2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. 2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. "
Insomma, si può essere omosessuali ma si deve essere casti. Rispetto, compassione, delicatezza ma non debbono esprimere la loro natura. Specialmente se sono sposati ed hanno figli.
La Chiesa di Papa Ratzinger con la sua ossessione di lotta al relativismo è in sintonia con la destra italiana così come a livello internazionale pur comiziando contro la guerra ritiene giusta la presenta dell'Occidente in Afghanistan ed in Irak. Il Cardinale primate dell'Honduras non sostiene forse i golpisti quando ingiunge al Presidente deposto di non tornare alla sua patria?
Aspettiamoci quindi nelle prossime settimane un pieno recupero di Berlusconi con la Chiesa. Non escludiamo financo che possa essere ricevuto presto magari dopo il varo di alcune significative quanto oscurantiste leggi gradite oltretevere.
pietroancona@tin.it
http://www.corriere.it/politica/09_agosto_31/vian_rivendico_di_non_aver_scritto_sulle_vicende_private_del_cavaliere_aldo_cazzullo_4f7dcc94-95f7-11de-8f5e-00144f02aabc.shtml
venerdì 4 settembre 2009
giovedì 3 settembre 2009
i carcerati e le carceri italiane
I carcerati e le carceri italiane.
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118 detenuti suicidi al 31 luglio di quest'anno, 1472 dal duemila. Una folla di persone scomparse per sempre nel modo più atroce inghiottite da una disperazione talmente grande, talmente insostenibile,da far compiere il terribile passo del suicidio. Questi morti non suscitano commozione o pietà in una società incrudelita da campagne securitarie organizzate ad arte da massmedia per impaurire la gente e farla chiudere in se stessa lontana da ogni possibile slancio di solidarietà umana
e civile.
Non so quanti siano i suicidi nelle altre carceri del mondo. Non credo che siano cosi tanti come in Italia. Non credo che vengano registrati dalle istituzioni penitenziarie, dai parlamenti, dai governi dalla stampa con la stessa dura cinica ed arrogante indifferenza dell'Italia. Un carcere che produce una media di duecento suicidi l'anno (ma quest'anno andremo ben oltre) è terribilmente malato. Abbisogna di urgenti cure, di verifiche attente alle sue condizioni di vivibilità e di sicurezza. Il carcere dovrebbe innanzitutto offrire sicurezza ai suoi prigionieri. Un carcere dal quale si evade con la morte non può essere considerato degno di un paese civile che oltre mezzo secolo fa si dotò di una Costituzione
che lo propone al recupero ed alla riabilitazione dei detenuti.
La disperazione dei carcerati è acuita dalla riforma del processo penale e dagli inasprimenti del codice penale e dei regolamenti carcerari. I diversi livelli di trattamenti di detenzione fino ad arrivare agli inasprimenti del 41 bis della legge 94 andrebbero profondamente rivisti ed aboliti. Il carcere deve riservare lo stesso trattamento a tutti i suoi abitanti senza graduare il peso della pena.
La riforma del processo penale e della professione forense ha reso
difficile l'accesso degli imputati di un qualche reato ad una difesa giusta ed efficiente. Gli avvocati costano oramai moltissimo e la povera gente di cui è popolato il carcere non può, non ha i mezzi per accedervi. Il gratuito patrocinio è insidiato da una forte tendenza presente nella destra italiana che lo vorrebbe abolire. In alcuni dei processi penali pubblicizzati dai massmedia si nota come soltanto coloro che riescono a mobilitare professionisti qualificati ed a servirsi di perizie che spesso vengono ripetute e che sono molto costose riescono a difendersi. Mi riferisco in particolare al caso della ragazza di Garlasco che sta avendo sviluppi nuovi a seguito di una superperizia che ha dimostrato come alcuni dati erano stati cancellati involontariamente dai carabinieri e che ora, recuperati, possono confermare la spiegazione a suo tempo data dall'imputato. Insomma, la possibilità di difendersi con
il giudice terzo rispetto il pubblico accusatore e la difesa è diventata possibile soltanto a certi livelli di reddito. Il processo penale di prima garantiva assai di più la difesa di quanto non lo sia quello di oggi che agevola soltanto chi può impiegare mezzi che vanno dall'investigatore privato al superconsulente.
I detenuti italiani sono più deboli di ieri e quindi più disperati. Il sovraaffollamento delle celle rende la vita più penosa ma non è certamente la sola causa che rende scottanti le carceri. Ammassati peggio delle bestie in luoghi ristretti e maleodoranti la stragrande maggioranza di loro non accede a strumenti di riabilitazione e di buon impiego del tempo come le attività artigianali dei laboratori (quanti ce ne sono in Italia? Come funzionano?). Bisogna certamente anche esaminare il ruolo della polizia penitenziaria per capire se denunzie di bastonature o di torture o di trattamenti inumani siano casi particolari oppure se rientrano in certi protocolli non scritti che vengono applicati a certe categorie di
detenuti. Penso al caso Aldrovandi ed agli orrori del g8 di Genova.
Corrono voci di un possibile indulto o di un condono. Dubito molto che questo governo che mostra
i denti ai poveri ed ai migranti e che vive sulla paura degli italiani accederà mai a simili misure a meno chè non deve salvare dal carcere parte della oligarchia che lo sostiene . Si potrebbero però emettere subito misure di pene alternative che potrebbero essere capaci davvero di svuotare di almeno un terzo le carceri. Mi riferisco ai cosidetti lavori socialmente utili, all'affidamento del detenuto ad un tutore che lo segue e ne risponde, ed alla depenalizzazione di una parte di reati attribuiti agli extracomunitari. Bisognerebbe risolvere il problema delle carcerazioni di breve durata e dei reclusi in attesa di giudizio. Misure razionali ed umane potrebbero evitare il congestionamento della macchina carceraria.
Bisognerebbe organizzare una Conferenza nazionale sulla Carcerazione impegnando gli specialisti del settore e ascoltando la voce delle organizzazioni dei detenuti e degli stessi detenuti. Una Conferenza capace di varare un progetto che recuperi alla civiltà ed alla umanità la popolazione oggi di sessantatremila persone che vive in luoghi che spesso risalgono al medioevo, ai borboni, all'Italia che ancora non c'era.
Insomma, "bisognerebbe" agire subito! Ho usato questo verbo diverse volte ma mi rendo conto che si dovrà andare controcorrente. Sarà difficile! La destra è riuscita a fare diventare tabù molte questioni ed ad imbevere di odio l'opinione pubblica. Al securitarismo che sempre più spesso si accompagna alla violenza contro i migranti ed i diversi si aggiunge il disprezzo per coloro che sono finiti in prigione e sopratutto per i migranti.
pietroancona@tin.it
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
...........................
http://www.ristretti.it/
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118 detenuti suicidi al 31 luglio di quest'anno, 1472 dal duemila. Una folla di persone scomparse per sempre nel modo più atroce inghiottite da una disperazione talmente grande, talmente insostenibile,da far compiere il terribile passo del suicidio. Questi morti non suscitano commozione o pietà in una società incrudelita da campagne securitarie organizzate ad arte da massmedia per impaurire la gente e farla chiudere in se stessa lontana da ogni possibile slancio di solidarietà umana
e civile.
Non so quanti siano i suicidi nelle altre carceri del mondo. Non credo che siano cosi tanti come in Italia. Non credo che vengano registrati dalle istituzioni penitenziarie, dai parlamenti, dai governi dalla stampa con la stessa dura cinica ed arrogante indifferenza dell'Italia. Un carcere che produce una media di duecento suicidi l'anno (ma quest'anno andremo ben oltre) è terribilmente malato. Abbisogna di urgenti cure, di verifiche attente alle sue condizioni di vivibilità e di sicurezza. Il carcere dovrebbe innanzitutto offrire sicurezza ai suoi prigionieri. Un carcere dal quale si evade con la morte non può essere considerato degno di un paese civile che oltre mezzo secolo fa si dotò di una Costituzione
che lo propone al recupero ed alla riabilitazione dei detenuti.
La disperazione dei carcerati è acuita dalla riforma del processo penale e dagli inasprimenti del codice penale e dei regolamenti carcerari. I diversi livelli di trattamenti di detenzione fino ad arrivare agli inasprimenti del 41 bis della legge 94 andrebbero profondamente rivisti ed aboliti. Il carcere deve riservare lo stesso trattamento a tutti i suoi abitanti senza graduare il peso della pena.
La riforma del processo penale e della professione forense ha reso
difficile l'accesso degli imputati di un qualche reato ad una difesa giusta ed efficiente. Gli avvocati costano oramai moltissimo e la povera gente di cui è popolato il carcere non può, non ha i mezzi per accedervi. Il gratuito patrocinio è insidiato da una forte tendenza presente nella destra italiana che lo vorrebbe abolire. In alcuni dei processi penali pubblicizzati dai massmedia si nota come soltanto coloro che riescono a mobilitare professionisti qualificati ed a servirsi di perizie che spesso vengono ripetute e che sono molto costose riescono a difendersi. Mi riferisco in particolare al caso della ragazza di Garlasco che sta avendo sviluppi nuovi a seguito di una superperizia che ha dimostrato come alcuni dati erano stati cancellati involontariamente dai carabinieri e che ora, recuperati, possono confermare la spiegazione a suo tempo data dall'imputato. Insomma, la possibilità di difendersi con
il giudice terzo rispetto il pubblico accusatore e la difesa è diventata possibile soltanto a certi livelli di reddito. Il processo penale di prima garantiva assai di più la difesa di quanto non lo sia quello di oggi che agevola soltanto chi può impiegare mezzi che vanno dall'investigatore privato al superconsulente.
I detenuti italiani sono più deboli di ieri e quindi più disperati. Il sovraaffollamento delle celle rende la vita più penosa ma non è certamente la sola causa che rende scottanti le carceri. Ammassati peggio delle bestie in luoghi ristretti e maleodoranti la stragrande maggioranza di loro non accede a strumenti di riabilitazione e di buon impiego del tempo come le attività artigianali dei laboratori (quanti ce ne sono in Italia? Come funzionano?). Bisogna certamente anche esaminare il ruolo della polizia penitenziaria per capire se denunzie di bastonature o di torture o di trattamenti inumani siano casi particolari oppure se rientrano in certi protocolli non scritti che vengono applicati a certe categorie di
detenuti. Penso al caso Aldrovandi ed agli orrori del g8 di Genova.
Corrono voci di un possibile indulto o di un condono. Dubito molto che questo governo che mostra
i denti ai poveri ed ai migranti e che vive sulla paura degli italiani accederà mai a simili misure a meno chè non deve salvare dal carcere parte della oligarchia che lo sostiene . Si potrebbero però emettere subito misure di pene alternative che potrebbero essere capaci davvero di svuotare di almeno un terzo le carceri. Mi riferisco ai cosidetti lavori socialmente utili, all'affidamento del detenuto ad un tutore che lo segue e ne risponde, ed alla depenalizzazione di una parte di reati attribuiti agli extracomunitari. Bisognerebbe risolvere il problema delle carcerazioni di breve durata e dei reclusi in attesa di giudizio. Misure razionali ed umane potrebbero evitare il congestionamento della macchina carceraria.
Bisognerebbe organizzare una Conferenza nazionale sulla Carcerazione impegnando gli specialisti del settore e ascoltando la voce delle organizzazioni dei detenuti e degli stessi detenuti. Una Conferenza capace di varare un progetto che recuperi alla civiltà ed alla umanità la popolazione oggi di sessantatremila persone che vive in luoghi che spesso risalgono al medioevo, ai borboni, all'Italia che ancora non c'era.
Insomma, "bisognerebbe" agire subito! Ho usato questo verbo diverse volte ma mi rendo conto che si dovrà andare controcorrente. Sarà difficile! La destra è riuscita a fare diventare tabù molte questioni ed ad imbevere di odio l'opinione pubblica. Al securitarismo che sempre più spesso si accompagna alla violenza contro i migranti ed i diversi si aggiunge il disprezzo per coloro che sono finiti in prigione e sopratutto per i migranti.
pietroancona@tin.it
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attacco alla scuola ed all'unità d'Italia
L'attacco ai precari della scuola si svolge nel quadro di una profonda revisione delle basi materiali dell'unità d'Italia. Il Nord industriale ed il Sud fornitore di quadri della pubblica amministrazione e della scuola. La campagna partita dal pogrom "fannulloni" giunge ora alle famiglie del ceto medio e piccolo meridionale che ha avuto finora sbocco dell'impiego pubblico e nella scuola. Si frantuma la coesione sociale finora basata sullo sbocco nei servizi dello Stato dei meridionali.
La destra al potere raggiunge molteplici obiettivi, ammazza la bestia a vantaggio di uno stato leggero e superprivatizzato; ammazza la scuola che è uno dei tre pilastri del welfare. Gli altri due pilastri sanità pubblica e pensioni sono stati già scorticati vivi da un pezzo.
Questo nel lucido e folle disegno asociale della destra e del suo leghismo razzista. Che fa la sinistra? Semplicemente non esiste. La visita di Franceschini alla terrazza dei maestri-stiliti è mera propaganda dal momento che il corpaccio del PD strizza l'occhio a Berlusconi, Brunetta, Gelmini e compagnia.....
pietroancona@tin.it
La destra al potere raggiunge molteplici obiettivi, ammazza la bestia a vantaggio di uno stato leggero e superprivatizzato; ammazza la scuola che è uno dei tre pilastri del welfare. Gli altri due pilastri sanità pubblica e pensioni sono stati già scorticati vivi da un pezzo.
Questo nel lucido e folle disegno asociale della destra e del suo leghismo razzista. Che fa la sinistra? Semplicemente non esiste. La visita di Franceschini alla terrazza dei maestri-stiliti è mera propaganda dal momento che il corpaccio del PD strizza l'occhio a Berlusconi, Brunetta, Gelmini e compagnia.....
pietroancona@tin.it
mercoledì 2 settembre 2009
malta al posto della libia
Malta al posto della libia
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L'Unione Europea dovrebbe modificare il suo atteggiamento cinico ed ipocrita sulla immigrazione. Non basta prendere le distanze dall'Italia sui respingimenti senza mettere in essere misure idonee a salvaguardare il diritto dei migranti all'asilo politico che, con i respingimenti indiscriminati, viene negato. Dovrebbe indurre l'Italia ad abrogare gli accordi con la Libia, accordi di pretto stampo poliziesco e repressivo che non tengono in nessun conto della sorte di coloro che vengono arrestati
e rinviati nelle carceri di Tripoli. l'Unione Europea dovrebbe costruire una politica per l'immigrazione e togliere al governo italiano ogni alibi per le sue azioni xenofobe e razziste.
L'Unione Europea dovrebbe incaricare Malta di raccogliere quanti hanno i titoli per essere accolti
come rifugiati e distribuirli in Europa ripartendone il peso tra tutti gli Stati membri. Dovrebbe fare questo in accordo con l'ONU. Non dimentichiamo che le zone di guerre dalle quali fuggono eritrei,somali,nigeriani, sudanesi sono tutte causate dai bombardamenti USA e Nato per ragioni di supremazia politica e di accaparramento di materie prime.
Si dovrebbe creare a Malta un apposito ufficio della UE e le strutture ricettive idonee che non dovrebbero essere i lagers esistenti in Italia.
Malta dovrebbe inoltre essere indennizzata dalla UE di tutte le spese alle quali andrà incontro.
.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=932751
pietroancona@tin.it
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L'Unione Europea dovrebbe modificare il suo atteggiamento cinico ed ipocrita sulla immigrazione. Non basta prendere le distanze dall'Italia sui respingimenti senza mettere in essere misure idonee a salvaguardare il diritto dei migranti all'asilo politico che, con i respingimenti indiscriminati, viene negato. Dovrebbe indurre l'Italia ad abrogare gli accordi con la Libia, accordi di pretto stampo poliziesco e repressivo che non tengono in nessun conto della sorte di coloro che vengono arrestati
e rinviati nelle carceri di Tripoli. l'Unione Europea dovrebbe costruire una politica per l'immigrazione e togliere al governo italiano ogni alibi per le sue azioni xenofobe e razziste.
L'Unione Europea dovrebbe incaricare Malta di raccogliere quanti hanno i titoli per essere accolti
come rifugiati e distribuirli in Europa ripartendone il peso tra tutti gli Stati membri. Dovrebbe fare questo in accordo con l'ONU. Non dimentichiamo che le zone di guerre dalle quali fuggono eritrei,somali,nigeriani, sudanesi sono tutte causate dai bombardamenti USA e Nato per ragioni di supremazia politica e di accaparramento di materie prime.
Si dovrebbe creare a Malta un apposito ufficio della UE e le strutture ricettive idonee che non dovrebbero essere i lagers esistenti in Italia.
Malta dovrebbe inoltre essere indennizzata dalla UE di tutte le spese alle quali andrà incontro.
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http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=932751
pietroancona@tin.it
martedì 1 settembre 2009
una perdita di umanità per l'umanità
PACIFISMO
Ci ha lasciato Teresa il cuore di Emergency
(loris campetti)
Dietro un grande uomo c'è una grande donna. Capita spesso. Teresa Sarti ha vissuto la sua troppo breve vita in silenzio, lavorando senza mai risparmiarsi al fianco dei più deboli. Una vita spesa dalla parte giusta, quella delle vittime delle guerre, le popolazioni civili a cui sempre viene presentato il conto dei conflitti. Era presidente di Emergency, l'organizzazione che aveva fondato insieme a Gino Strada per costruire luoghi di accoglienza e di cura tra le macerie prodotte dall'odio e dalla follia dei potenti e dei prepotenti. Ha atteso la morte con la serenità che può avere solo chi ha vissuto come lei. Il collettivo del manifesto abbraccia Gino, i parenti e gli amici di Emergency. Per ricordarla, il giornale si impegna a rafforzare la quotidiana militanza contro la guerra, e se dovesse capitare di sentirci soli in questa battaglia, penseremo a Teresa, e agli amici di Emergency.
Ci ha lasciato Teresa il cuore di Emergency
(loris campetti)
Dietro un grande uomo c'è una grande donna. Capita spesso. Teresa Sarti ha vissuto la sua troppo breve vita in silenzio, lavorando senza mai risparmiarsi al fianco dei più deboli. Una vita spesa dalla parte giusta, quella delle vittime delle guerre, le popolazioni civili a cui sempre viene presentato il conto dei conflitti. Era presidente di Emergency, l'organizzazione che aveva fondato insieme a Gino Strada per costruire luoghi di accoglienza e di cura tra le macerie prodotte dall'odio e dalla follia dei potenti e dei prepotenti. Ha atteso la morte con la serenità che può avere solo chi ha vissuto come lei. Il collettivo del manifesto abbraccia Gino, i parenti e gli amici di Emergency. Per ricordarla, il giornale si impegna a rafforzare la quotidiana militanza contro la guerra, e se dovesse capitare di sentirci soli in questa battaglia, penseremo a Teresa, e agli amici di Emergency.
pulizia etnica di arabi israeliani
http://it.peacereporter.net/articolo/16874/Gli+arabi+israeliani+nel+mirino
luca bianchini e la roma di alemanno
Luca Bianchini e la Roma di Alemanno
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Su Luca Bianchini è calato il silenzio. Dopo la prova del DNA da lui chiesta nonostante le perplessità del suo difensore il sipario è calato sulla vicenda che è stata strillata per giorni e giorni su tutte le pagine dei giornali. Una campagna di criminalizzazione ad oltranza, un vero e proprio linciaggio mediatico . Il suo partito non lo ha difeso. Ha preso immediatamente le distanze da lui abbandonandolo al ludibrio popolare. Eppure era segretario stimato e benvoluto di un circolo cittadino. Il Dr.Marino, candidato "liberal" alla guida del PD, dando per scontata la sua colpevolezza,
ha accusato i suoi concorrenti al seggio di segretario di avere consentito ad uno stupratore di diventare dirigente seppur di quartiere del Partito. La sua stessa famiglia lo ha subito lasciato solo. Per giorni il Bianchini non ha avuto un cambio di biancheria. Ora, a quanto pare, la sua famiglia ha ripreso il contatto.Ho letto che oggi è stato visitato dai suoi genitori ai quali ha detto di essere innocente e di non credere ai giornali. Ma i giornali, dopo averlo massacrato per giorno e giorni, non si occupano più di lui. Lo hanno cancellato!
Si era detto che i risultati dell'esame DNA si sarebbero saputi il 14 agosto. Li abbiamo appresi (noi telespettatori non l'interessato) il 30 luglio alle ore 17 a TG1. Notizia ripresa la sera da TG3 e commentata in diretta dal direttore Di Bella. E' stato intervistato il Capo della Squadra Mobile di Roma il quale ha comunicato all'Italia l'esito dell'esame in una intervista che dava per scontata la colpevolezza del Bianchini. Una cosa orrenda dal punto di vista dei diritti civili, un delitto contro la persona umana perpetrato dal canale televisivo che si ritiene democratico e progressista ma che
ha sbattuto il mostro in prima pagina in un processo mediatico del genere "porta a porta".
In quella occasione non mi è sembrato che gli avvocati del Bianchini siano stati all'altezza della situazione. Non hanno protestato per la stranissima procedura dell'incidente, non hanno chiamato in causa il perito di parte. Non hanno fatto niente tranne che chiedere una indagine, subito negata, delle condizioni psichiatriche del loro assistito.
Restano grossi problemi aperti sui quali non sappiamo niente. E' stato trovato il passamontagna? Sono state trovate gli indumenti intimi delle donne violentate? E' stata verificata la registrazione della telecamera del garage? Sono state verificate le testimonianze delle tante vittime che vengono accollate al Bianchini? Etc...etc...
Nutro dubbi alimentati dal clima e dalla sequenza di eventi che caratterizzano Roma da quando Alemanno è sindaco e la destra è diventata maggioranza. Sono convinto che la politica si fa oggi con la cronaca nera e giudiziaria e il recente attacco del giornale di Berlusconi a Boffa me ne dà conferma. Fare politica con la cronaca nera non è una novità per la destra. Durante il fascismo un poveraccio che si chiamava Gerolimoni fu arrestato e mostrificato allo stesso modo del Bianchini. Nel caso del Bianchini si è voluto dimostrare che anche gli uomini della sinistra sono affetti dalla stessa patologia comportamentale degli uomini della destra di cultura machista. La cultura di sinistra non è quindi superiore e non preserva dalle perversioni! E' stato come se la destra italiana si liberasse da un complesso di inferiorità che ha avuto per decenni.
La deriva securitaria è diventata violenza e Roma è in preda, in quasi tutti i suoi quartieri, di branchi che scaricano il loro odio in un numero enorme di aggressioni gravi, qualcuna culminata nell'omicidio. Se si raccolgono i dati della violenza xenofoba ed omofoba a Roma dalla elezione di Alemanno ad oggi ci si renderà conto di come e di quanto sia cambiato il clima nella città
e della crescente pericolosità sociale dell'estremismo dei branchi di destra. Se si mettessero in fila tutti gli episodi di intolleranza si farebbe un elenco interminabile. E' vero che Alemanno prende sempre le distanze e condanna i violenti ed è vero che ha rifiutato le ronde e tuttavia credo che esista il problema di una sorta di partito di lotta e di governo, un partito che "lotta" nei quartieri l'integrazione dei migranti, costringe centinaia di rom a fuggire all'estero, e che ha il controllo della città e mostra l'altra sua faccia ed il doppio petto dei benpensanti. Per questo credo che Alemanno dovrebbe sottolineare in modo più incisivo la sua estraneità invitando ad una pulizia profonda i gruppi rionali del suo partito con l'espulsione di tutti i fanatici dediti alla violenza.
In ogni caso,
l'affaire Bianchini nasce dentro questa realtà agitata da violente pulsioni di xenofobia. In mezzo a diecine di aggressioni fasciste nasce il caso del segretario di un circolo pd che è non solo stupratore ma stupratore seriale.
Anche il femminismo ha fatto la sua parte dando per certa la colpevolezza di Bianchini. Bianchini è stato subito additato come il killer seriale e chiunque abbia mostrato qualche perplessità sul processo mediatico che gli è stato imbastito è stato subito zittito come machista, maschio violento, troglodita
che trascina per i capelli la donna in caverna. Credo che il femminismo per essere quel grande valore
che gli riconosciamo da sempre deve essere coniugato con una forte sensibilità verso i diritti umani.
Le donne italiane che subiscono un assassinio ogni tre giorni e violenze di ogni genere dentro la famiglia e nella società italiana non hanno bisogno di un mostro da disprezzare e lapidare ma di regole certe di eguaglianza, libertà, rispetto. Hanno bisogno di una svolta profonda della cultura della società italiana e non di un bersaglio da crocifiggere.
Quando si arriverà al processo di Bianchini se non ci saranno fatti nuovi che dimostrino la sua innocenza assisteremo certamente ad una condanna. Una condanna che è già stata emanata da una
campagna di criminalizzazione che ha raggiunto toni quasi isterici.
pietroancona@tin.it
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Su Luca Bianchini è calato il silenzio. Dopo la prova del DNA da lui chiesta nonostante le perplessità del suo difensore il sipario è calato sulla vicenda che è stata strillata per giorni e giorni su tutte le pagine dei giornali. Una campagna di criminalizzazione ad oltranza, un vero e proprio linciaggio mediatico . Il suo partito non lo ha difeso. Ha preso immediatamente le distanze da lui abbandonandolo al ludibrio popolare. Eppure era segretario stimato e benvoluto di un circolo cittadino. Il Dr.Marino, candidato "liberal" alla guida del PD, dando per scontata la sua colpevolezza,
ha accusato i suoi concorrenti al seggio di segretario di avere consentito ad uno stupratore di diventare dirigente seppur di quartiere del Partito. La sua stessa famiglia lo ha subito lasciato solo. Per giorni il Bianchini non ha avuto un cambio di biancheria. Ora, a quanto pare, la sua famiglia ha ripreso il contatto.Ho letto che oggi è stato visitato dai suoi genitori ai quali ha detto di essere innocente e di non credere ai giornali. Ma i giornali, dopo averlo massacrato per giorno e giorni, non si occupano più di lui. Lo hanno cancellato!
Si era detto che i risultati dell'esame DNA si sarebbero saputi il 14 agosto. Li abbiamo appresi (noi telespettatori non l'interessato) il 30 luglio alle ore 17 a TG1. Notizia ripresa la sera da TG3 e commentata in diretta dal direttore Di Bella. E' stato intervistato il Capo della Squadra Mobile di Roma il quale ha comunicato all'Italia l'esito dell'esame in una intervista che dava per scontata la colpevolezza del Bianchini. Una cosa orrenda dal punto di vista dei diritti civili, un delitto contro la persona umana perpetrato dal canale televisivo che si ritiene democratico e progressista ma che
ha sbattuto il mostro in prima pagina in un processo mediatico del genere "porta a porta".
In quella occasione non mi è sembrato che gli avvocati del Bianchini siano stati all'altezza della situazione. Non hanno protestato per la stranissima procedura dell'incidente, non hanno chiamato in causa il perito di parte. Non hanno fatto niente tranne che chiedere una indagine, subito negata, delle condizioni psichiatriche del loro assistito.
Restano grossi problemi aperti sui quali non sappiamo niente. E' stato trovato il passamontagna? Sono state trovate gli indumenti intimi delle donne violentate? E' stata verificata la registrazione della telecamera del garage? Sono state verificate le testimonianze delle tante vittime che vengono accollate al Bianchini? Etc...etc...
Nutro dubbi alimentati dal clima e dalla sequenza di eventi che caratterizzano Roma da quando Alemanno è sindaco e la destra è diventata maggioranza. Sono convinto che la politica si fa oggi con la cronaca nera e giudiziaria e il recente attacco del giornale di Berlusconi a Boffa me ne dà conferma. Fare politica con la cronaca nera non è una novità per la destra. Durante il fascismo un poveraccio che si chiamava Gerolimoni fu arrestato e mostrificato allo stesso modo del Bianchini. Nel caso del Bianchini si è voluto dimostrare che anche gli uomini della sinistra sono affetti dalla stessa patologia comportamentale degli uomini della destra di cultura machista. La cultura di sinistra non è quindi superiore e non preserva dalle perversioni! E' stato come se la destra italiana si liberasse da un complesso di inferiorità che ha avuto per decenni.
La deriva securitaria è diventata violenza e Roma è in preda, in quasi tutti i suoi quartieri, di branchi che scaricano il loro odio in un numero enorme di aggressioni gravi, qualcuna culminata nell'omicidio. Se si raccolgono i dati della violenza xenofoba ed omofoba a Roma dalla elezione di Alemanno ad oggi ci si renderà conto di come e di quanto sia cambiato il clima nella città
e della crescente pericolosità sociale dell'estremismo dei branchi di destra. Se si mettessero in fila tutti gli episodi di intolleranza si farebbe un elenco interminabile. E' vero che Alemanno prende sempre le distanze e condanna i violenti ed è vero che ha rifiutato le ronde e tuttavia credo che esista il problema di una sorta di partito di lotta e di governo, un partito che "lotta" nei quartieri l'integrazione dei migranti, costringe centinaia di rom a fuggire all'estero, e che ha il controllo della città e mostra l'altra sua faccia ed il doppio petto dei benpensanti. Per questo credo che Alemanno dovrebbe sottolineare in modo più incisivo la sua estraneità invitando ad una pulizia profonda i gruppi rionali del suo partito con l'espulsione di tutti i fanatici dediti alla violenza.
In ogni caso,
l'affaire Bianchini nasce dentro questa realtà agitata da violente pulsioni di xenofobia. In mezzo a diecine di aggressioni fasciste nasce il caso del segretario di un circolo pd che è non solo stupratore ma stupratore seriale.
Anche il femminismo ha fatto la sua parte dando per certa la colpevolezza di Bianchini. Bianchini è stato subito additato come il killer seriale e chiunque abbia mostrato qualche perplessità sul processo mediatico che gli è stato imbastito è stato subito zittito come machista, maschio violento, troglodita
che trascina per i capelli la donna in caverna. Credo che il femminismo per essere quel grande valore
che gli riconosciamo da sempre deve essere coniugato con una forte sensibilità verso i diritti umani.
Le donne italiane che subiscono un assassinio ogni tre giorni e violenze di ogni genere dentro la famiglia e nella società italiana non hanno bisogno di un mostro da disprezzare e lapidare ma di regole certe di eguaglianza, libertà, rispetto. Hanno bisogno di una svolta profonda della cultura della società italiana e non di un bersaglio da crocifiggere.
Quando si arriverà al processo di Bianchini se non ci saranno fatti nuovi che dimostrino la sua innocenza assisteremo certamente ad una condanna. Una condanna che è già stata emanata da una
campagna di criminalizzazione che ha raggiunto toni quasi isterici.
pietroancona@tin.it
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