Perchè il Corriere della Sera dedica un pò del suo spazio più importante ad Azouz Marzouk marito della povera donna macellata col suo bambino ad Erba dai vicini xenofobi incapaci di sopportarne la vicinanza?
Il Corriere fa largo uso di intercettazioni telefoniche nelle quali Azouz si vanta con amici delle sue prodezze sessuali e si dice felice della vita che sta conducendo.
Scandalo particolare viene acceso sull'episodio di un amplesso avuto dal giovane tunisino in auto con un'amica della moglie mentre questa ancora non era stata sepolta.
Mi sono chiesto come mai il più importante giornale della borghesia italiana avesse ritenuto di dare la prima pagina al racconto di particolari scabrosi, al limite della pornografia, di una persona giunta alla cronaca soltanto perchè marito delle vittime di Erba.
Per quanto ognuno di noi possa riprovare il comportamento che viene descritto si tratta sempre del privato di una persona che non può offenderci nè danneggiarci.
Non dimentichiamo che Azouz fu subito sospettato dell'assassinio della sua famiglia e, anche dopo avere accertato la sua assenza da Erba, si continuò a sospettarlo come mandante degli efferati delitti. Soltanto a seguito della testimonianza dell'unico sopravvissuto è stato scagionato.
Ora, dopo essere stato arrestato per traffico di droga (si proclama innocente) viene additato al pubblico ludibrio dell'Italia intera per la sua morale e per fatti che non sono nuovi al nostro
vivere civile: statisticamente esisteranno in Italia centinaia di persone che fanno l'amore in vicinanza della morte di un congiunto. Ognuno può apprezzare come vuole ma è parte della natura umana. C'è chi dice che è una pulsione di vita di resistenza a TanatHos
Giungo alla conclusione che si tratta di una rozza quanto vendicativa operazione di bilanciamento massmediatico mentre è in corso il processo agli assassini conclamati ma ora proclamatisi innocenti: insomma si vuole fare passare il messaggio che in qualche modo le vittime, essendo legate ad un personaggio cosi' scellerato, avevano dato luogo alla riprovazione dei loro carnefici.
Si, è vero che sono stati due italiani di razza bianca e nordica ad uccidere ma hanno ammazzato la moglie ed il figlio di un delinquente tunisino che ammorbava l'aria che respiravano!
Il Presidente della Repubblica, cosi sollecito a criticare le intercettazioni telefoniche nel caso Rai-Mediaset non ha oggi nulla da dire? Ed il garante della Privacy?E noi tutti che continuiamo ad essere avvelenati dalle campagna massmediatiche di razzismo?
Pietro Ancona
domenica 2 dicembre 2007
sabato 1 dicembre 2007
il Prefetto di Roma condivide e rilancia la proposta dell'Alto Commissario per i Rom
…
Roma, 27 nov. (Apcom) - Un'agenzia nazionale per i Rom con una sorta di alto commissario per i nomadi perchè sulla questione dei rom "le strutture istituzionali sono inadeguate". A lanciare la proposta è il prefetto di Roma Carlo Mosca che oggi ha partecipato all'incontro promosso dal gruppo di Rifondazione comunista al Senato su "Migranti: giustizia e città accoglienti".
"Si potrebbe pensare - spiega Mosca - all'opportunità di una struttura dedicata ai rom come già esiste in Romania e alla figura di un alto commissario che si occupi di una comunità senza territorio". Secondo Mosca è necessaria "una ampia riflessione culturale sul problema, comparata anche con altri paesi, perchè finora le riflessioni sono state solo parziali" e "la repressione non può essere la sola risposta". Mosca stima che in Italia ci siano 140 mila rom.
La prima emergenza a Roma - ha proseguito Mosca - è la casa, un problema che investe milioni di italiani: cominciando a risolverlo si depotenzia la conflittualità tra i nativi e chi viene da fuori. E' un problema che non si può affrontare pensando di avere la bacchetta magica ma mettendo in campo politiche di lungo e medio termine".
Roma, 27 nov. (Apcom) - Un'agenzia nazionale per i Rom con una sorta di alto commissario per i nomadi perchè sulla questione dei rom "le strutture istituzionali sono inadeguate". A lanciare la proposta è il prefetto di Roma Carlo Mosca che oggi ha partecipato all'incontro promosso dal gruppo di Rifondazione comunista al Senato su "Migranti: giustizia e città accoglienti".
"Si potrebbe pensare - spiega Mosca - all'opportunità di una struttura dedicata ai rom come già esiste in Romania e alla figura di un alto commissario che si occupi di una comunità senza territorio". Secondo Mosca è necessaria "una ampia riflessione culturale sul problema, comparata anche con altri paesi, perchè finora le riflessioni sono state solo parziali" e "la repressione non può essere la sola risposta". Mosca stima che in Italia ci siano 140 mila rom.
La prima emergenza a Roma - ha proseguito Mosca - è la casa, un problema che investe milioni di italiani: cominciando a risolverlo si depotenzia la conflittualità tra i nativi e chi viene da fuori. E' un problema che non si può affrontare pensando di avere la bacchetta magica ma mettendo in campo politiche di lungo e medio termine".
venerdì 30 novembre 2007
la Moratti e la macellazione della Bestia
Come succede sempre nel bel Paese con la scusa della modernizzazione si commettono nefandezze inimmaginabili dovunque.
Dalla legge Bassanini (mi auguro che la Francia mantenga intatto il suo ordinamento e non accetti proposte dalla voluta da Sarkozy)
in poi, si sono aperte grandi fenditure alla nostra amministrazione pubblica attraverso le quali passano i sottopancia, gli amici personali, dei politici per occupare i posti di maggiore rilievo
con impressionante aggravio di costo (qualcuno di questi emeriti signori è pagato centinaia di migliaia di euro) ed effetto devastante e di frustrazione per la struttura pubblica violentata.
Il caso dei consulenti d'oro e dei dirigenti del Comune di Milano non è isolato. E' uno dei tantissimi casi riscontrabili in tutti gli enti pubblici italiani anche in piccoli centri.
Chi sono i grandi managers, i superesperti? A volte candidati bocciati nelle competizioni elettorali, sempre organici agli apparati di potere
del politico che li propone.
Sarebbe opportuna una indagine del Parlamento sull'uso della spoil sistem in Italia, sugli effetti prodotti, sui danni enormi arrecati non soltanto in termini economici ma in termini di svilimento delle strutture amministrative. La piramide per la quale attraverso il merito e l'anzianità si conquistavano riconoscimenti e direzioni non esiste più: esiste un campo devastato aperto a tutti con una massa grigia di burocrazia malpagata e scontenta e una dirigenza esposta alle incursioni piratesche del politico di turno.
Anche il tema delle privatizzazioni e delle esternalizzazioni andrebbe analizzato minuziosamente. Si constaterebbe come i servizi "privatizzati" o "esternalizzati" siano diventati assai più costosi, come le bollette degli utenti siano state appesantite dagli stipendi da nababbi degli amministratori delle aziende municipali e comunali. Il tutto a danno dell'efficienza invocata appunta per privatizzare.
Ma questo governo non ha alcuna intenzione di mettere mano a questi brucianti problemi dove si consumano risorse in quantità tali da rendere impossibile il finanziamento dei rinnovi contrattuali. Il suo esempio, il suo faro sembra essere la Regione Calabria dove il processo di privatizzazione e l'accaparramento padronale della pubblica amministrazione ha raggiunto livelli da codice penale.
Non escludo che ci sia un obiettivo politico assai ambizioso in tante operazioni che sembrano soltanto clientelare: "ammazzare la bestia" come diceva Reagan, distruggere, destrutturare, ventrare lo Stato per renderlo più debole più in balia delle multinazionali ,dei poteri forti della borghesia liberista.
Pietro Ancona
Dalla legge Bassanini (mi auguro che la Francia mantenga intatto il suo ordinamento e non accetti proposte dalla voluta da Sarkozy)
in poi, si sono aperte grandi fenditure alla nostra amministrazione pubblica attraverso le quali passano i sottopancia, gli amici personali, dei politici per occupare i posti di maggiore rilievo
con impressionante aggravio di costo (qualcuno di questi emeriti signori è pagato centinaia di migliaia di euro) ed effetto devastante e di frustrazione per la struttura pubblica violentata.
Il caso dei consulenti d'oro e dei dirigenti del Comune di Milano non è isolato. E' uno dei tantissimi casi riscontrabili in tutti gli enti pubblici italiani anche in piccoli centri.
Chi sono i grandi managers, i superesperti? A volte candidati bocciati nelle competizioni elettorali, sempre organici agli apparati di potere
del politico che li propone.
Sarebbe opportuna una indagine del Parlamento sull'uso della spoil sistem in Italia, sugli effetti prodotti, sui danni enormi arrecati non soltanto in termini economici ma in termini di svilimento delle strutture amministrative. La piramide per la quale attraverso il merito e l'anzianità si conquistavano riconoscimenti e direzioni non esiste più: esiste un campo devastato aperto a tutti con una massa grigia di burocrazia malpagata e scontenta e una dirigenza esposta alle incursioni piratesche del politico di turno.
Anche il tema delle privatizzazioni e delle esternalizzazioni andrebbe analizzato minuziosamente. Si constaterebbe come i servizi "privatizzati" o "esternalizzati" siano diventati assai più costosi, come le bollette degli utenti siano state appesantite dagli stipendi da nababbi degli amministratori delle aziende municipali e comunali. Il tutto a danno dell'efficienza invocata appunta per privatizzare.
Ma questo governo non ha alcuna intenzione di mettere mano a questi brucianti problemi dove si consumano risorse in quantità tali da rendere impossibile il finanziamento dei rinnovi contrattuali. Il suo esempio, il suo faro sembra essere la Regione Calabria dove il processo di privatizzazione e l'accaparramento padronale della pubblica amministrazione ha raggiunto livelli da codice penale.
Non escludo che ci sia un obiettivo politico assai ambizioso in tante operazioni che sembrano soltanto clientelare: "ammazzare la bestia" come diceva Reagan, distruggere, destrutturare, ventrare lo Stato per renderlo più debole più in balia delle multinazionali ,dei poteri forti della borghesia liberista.
Pietro Ancona
giovedì 29 novembre 2007
uso truffaldino della Biagi (è nata per questo)
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La menzogna del lavoro “flessibile”Sei atipici su dieci per pagare meno
Solo il 39 per cento dei contratti a termine è legato a reali esigenze dovute al ciclo economico o al tipo di produzione. Prevale nelle imprese invece l’intenzione di ridurre il costo del lavoro e la valutazione del costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare. Per l’83 per cento dei lavoratori con “scadenza” non è una scelta volontaria. L’anticipazione dell’indagine Plus dell’Isfol su 40 mila persone
di FEDERICO PACE
Non ci sono i cicli economici a giustificare la gran parte dei contratti a tempo che gli italiani sono costretti ad accettare come pegno per accedere al primo girone del mercato del lavoro. Non ci sono i picchi di produzione e le commesse che arrivano e poi scompaiono a spiegare il perché i giovani, le donne e gli over 50 sono costretti a non rifiutare un’offerta di lavoro a tempo pur di salire su quel primo gradino che sta distante dalla cittadella, sempre più piccola e disabitata, del lavoro a tempo indeterminato. Sì, perché le esigenze di flessibilità produttive e organizzative spiegano solo una parte minoritaria del ricorso delle imprese ai contratti atipici.
I risultati sono contenuti nell’anticipazione del rapporto Plus dell’Isfol presentata oggi e che nella sua completezza verrà pubblicata ai primi dell’anno prossimo e realizzata su un campione di 40 mila individui. Ma vediamoli i motivi che giustificano i contratti atipici. Solo il 17 per cento dei contratti temporanei è legato a lavoro stagionale o a picchi di produttività. C’è poi un altro 12 per cento collegato a un progetto a commessa e infine un altro 10 per cento legato alla sostituzione di personale temporaneamente assente.
E allora, perché tutto questo ricorso ai contratti atipici? E allora, perché utilizzare nuovi contratti di lavoro se non ci sono esigenze di flessibilità produttiva? Per la gran parte dei casi, dicono gli autori del rapporto, “la scelta di fare assunzioni temporanee” sembra “sia dovuta alla tendenza di ridurre il costo del lavoro e il costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare”.
Il fenomeno, si sa, non è relegato a piccoli numeri. Riguarda infatti il 24 per cento dei giovani, il 12 per cento di chi risiede nel Mezzogiorno e il 13 per cento delle donne con un impiego. E quasi la metà dei contratti atipici è stata già rinnovata almeno una volta “avvalorando – spiegano gli autori dell’indagine – per queste posizioni il ricorso sistematico ad un fattore lavoro flessibile”. L’indagine ribadisce che la gran parte degli occupati a termine (l’83 per cento) vive non volontariamente “la condizione di non stabilità derivante dal contratto”.
Nell’indagine di approfondimento del lavoro atipico ci sono però anche elementi che introducono qualche speranza. La metà delle persone intervistate reputa infatti possibile “migrare” verso un contratto a tempo indeterminato. Ma sono soprattutto gli elementi di non volontarietà a colpire. Anche il lavoro interinale è una scelta obbligata per la gran parte delle persone. Il 76 per cento degli intervistati lo ha accettato come ripiego e solo una parte minoritaria (il 18 per cento) lo sceglie per accadere in seguito ad una condizione di impiego a tempo indeterminato. Anche per loro si registra l’iterazione del contratto (nel 58,4 per cento dei casi). Per gli “interinali” la speranza di passare a una condizione più stabile è molto bassa: solo un quarto lo ritiene possibile.
Anche per i collaboratori sembra permanere un uso distorto delle tipologie contrattuali. Anche quest’anno infatti molti di loro sono soggetti a vincoli tipici dei dipendenti: il 78,5 per cento lavora per un solo committente, il 64,32 per cento deve garantire la presenza regolare presso la sede dell’impresa, il 60,3 per cento ha un orario giornaliero, l’85,3 per cento usa mezzi, strumenti e strutture del datore e il 61,7 per cento ha rinnovato la collaborazione almeno una volta.
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29 Novembre 2007 La menzogna del lavoro “flessibile”Sei atipici su dieci per pagare meno
28 Novembre 2007 Carriere globali per laureatitirocini e stage d’alto profilo
27 Novembre 2007 Stipendi 2008, salgono ancora dirigenti e quadricome saranno le paghe dell'anno prossimo
26 Novembre 2007 Carriere e professioni, l’Italia si mette al lavoroun nuovo impiego dal dolciario all’aeronautica
23 Novembre 2007 Banca d’Italia, Aci e Efsai concorsi in Italia e Europa
22 Novembre 2007 Giovani talenti nel cuore d’Europain aula per diventare funzionari Ue
21 Novembre 2007 Giovani aspiranti editori e giornalisti in concorso
20 Novembre 2007 Nei dati Isfol disoccupazione ai minimiMa è precario un lavoratore su dieci
20 Novembre 2007 L’odissea dei “senza carriera”sempre più italiani privi di chance
19 Novembre 2007 Stipendi, ecco la foto del declinoIn 5 anni persi migliaia di euro
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E allora, perché tutto questo ricorso ai contratti atipici? E allora, perché utilizzare nuovi contratti di lavoro se non ci sono esigenze di flessibilità produttiva? Per la gran parte dei casi, dicono gli autori del rapporto, “la scelta di fare assunzioni temporanee” sembra “sia dovuta alla tendenza di ridurre il costo del lavoro e il costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare”.
Il fenomeno, si sa, non è relegato a piccoli numeri. Riguarda infatti il 24 per cento dei giovani, il 12 per cento di chi risiede nel Mezzogiorno e il 13 per cento delle donne con un impiego. E quasi la metà dei contratti atipici è stata già rinnovata almeno una volta “avvalorando – spiegano gli autori dell’indagine – per queste posizioni il ricorso sistematico ad un fattore lavoro flessibile”. L’indagine ribadisce che la gran parte degli occupati a termine (l’83 per cento) vive non volontariamente “la condizione di non stabilità derivante dal contratto”.
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mercoledì 28 novembre 2007
lettera a Sullo,Sansonetti e Polo dopo la fiducia sulla Biagi
Cari Sansonetti, Polo e Sullo,
insieme ad un gruppo di importanti intellettuali della sinistra, persone dabbene che hanno rifiutato di fare i consiglieri del principe ed hanno continuato a produrre la cultura necessaria al movimento, avete dato vita alla grande manifestazione del venti ottobre che, all'indomani del cedimento dei ministri della sinistra sul protocollo "welfare", non poteva che essere una mera agitazione muscolare, un modo per coprire la grande defaliance e magari di convincere qualcuno di qualcosa.
Ero contrario alla manifestazione ritenendo che la responsabilità non poteva essere trasferita dal governo alla piazza. La delegazione o riusciva ad ottenere quanto previsto peraltro dal programma o si ritirava.
Nonostante questo, l'immenso successo del venti ottobre che ha dato la prova di un socialismo che non si estingue con il passaggio dei ds al PD e con gli errori della sinistra,
mi aveva convinto della utilità della manifestazione e fatto sperare in qualcosa di buono anche se non avevo gradito i continui proclami che volevano imprimere la griffe: "Non contro il Governo".
Oggi, col voto di fiducia alla Camera, siamo all'epilogo di una vicenda che rafforza e rende permanente la legge Biagi e genera sgomento in tutto il popolo del venti ottobre facendo dell'Italia la nazione con la legislazione del lavoro più reazionaria del mondo.
Si vuole una verifica: Di che cosa? Oramai il danno è fatto e non sarà questo Parlamento a correggerlo. E' un male che si assomma al vizio securitario di una maggioranza sempre più xenofoba. A questo punto la rottura con Prodi (se ci sarà) non interessa più nessuno.
Ed è anche probabile che Prodi cada da un'altra parte.
Che cosa racconterete alla nostra gente? La legge Biagi è una minaccia permanente al lavoro a tempo indeterminato. La sua sola esistenza è un pericolo per la democrazia. Basta evocarla nelle aziende per diffondere preoccupazione ed anche paura.
Ogni azienda ha mille modi per liberarsi di tutti gli operai o lavoratori che, col tempo, pesano di più, costano di più. Potrà attingere a piene mani in un pozzo di proposte alternative e truffaldine. La truffa legalizzata del fumus del cocopro e di quant'altro.
La sconfitta che si incassa è terribile. Fino ad ieri potevamo attribuire alla destra la legge Biagi. Oggi ha le firme di Epifani, e della sinistra di governo. L'estremismo ideologico del centro liberista del governo ha stravinto.
Pietro
insieme ad un gruppo di importanti intellettuali della sinistra, persone dabbene che hanno rifiutato di fare i consiglieri del principe ed hanno continuato a produrre la cultura necessaria al movimento, avete dato vita alla grande manifestazione del venti ottobre che, all'indomani del cedimento dei ministri della sinistra sul protocollo "welfare", non poteva che essere una mera agitazione muscolare, un modo per coprire la grande defaliance e magari di convincere qualcuno di qualcosa.
Ero contrario alla manifestazione ritenendo che la responsabilità non poteva essere trasferita dal governo alla piazza. La delegazione o riusciva ad ottenere quanto previsto peraltro dal programma o si ritirava.
Nonostante questo, l'immenso successo del venti ottobre che ha dato la prova di un socialismo che non si estingue con il passaggio dei ds al PD e con gli errori della sinistra,
mi aveva convinto della utilità della manifestazione e fatto sperare in qualcosa di buono anche se non avevo gradito i continui proclami che volevano imprimere la griffe: "Non contro il Governo".
Oggi, col voto di fiducia alla Camera, siamo all'epilogo di una vicenda che rafforza e rende permanente la legge Biagi e genera sgomento in tutto il popolo del venti ottobre facendo dell'Italia la nazione con la legislazione del lavoro più reazionaria del mondo.
Si vuole una verifica: Di che cosa? Oramai il danno è fatto e non sarà questo Parlamento a correggerlo. E' un male che si assomma al vizio securitario di una maggioranza sempre più xenofoba. A questo punto la rottura con Prodi (se ci sarà) non interessa più nessuno.
Ed è anche probabile che Prodi cada da un'altra parte.
Che cosa racconterete alla nostra gente? La legge Biagi è una minaccia permanente al lavoro a tempo indeterminato. La sua sola esistenza è un pericolo per la democrazia. Basta evocarla nelle aziende per diffondere preoccupazione ed anche paura.
Ogni azienda ha mille modi per liberarsi di tutti gli operai o lavoratori che, col tempo, pesano di più, costano di più. Potrà attingere a piene mani in un pozzo di proposte alternative e truffaldine. La truffa legalizzata del fumus del cocopro e di quant'altro.
La sconfitta che si incassa è terribile. Fino ad ieri potevamo attribuire alla destra la legge Biagi. Oggi ha le firme di Epifani, e della sinistra di governo. L'estremismo ideologico del centro liberista del governo ha stravinto.
Pietro
martedì 27 novembre 2007
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