sabato 15 febbraio 2014

E' già bollito

E' già bollito ancora prima di nascere.

Sono bastate poche ora dalla bulgara nomina di Renzi a primo ministro fatta dal PD che tuttavia non è un partito-regime ma un partito che deve fare i conti la complessa articolata politica italiana per mettere a nudo tutte le incongruenze e le insufficienze con le quali questo  è giunto al soglio di Palazzo Chigi .
Il superdecisionismo brutale e padronale di Renzi ha bisogno di un monocolore  ma, purtroppo per lui,  il governo italiano si deve fare assieme a qualcuno, Qui casca l'asino perchè bisogna fare una scelta tra  destra e sinistra. Deve imbarcare o Alfano o Vendola. Non può imbarcarli tutti e due. Sul programma arrivano veti e paletti. Formigoni diffida dal trattare nel programma di governo "temi eticamente sensibili" Scalfari, il grande trombone guru del partito-giornale si mostra raccapricciato per il "modo" come è stato cacciato via Letta, non sopporta l'odore del sangue e guarda disapprovando e scuotendo la testa verso Renzi.
 Il suo governo prima di essere fatto è già sfilacciato. Ha dovuto dire a Baricco di farsi da parte appena appena salvandogli la faccia e la Bonino che vorrebbe imporgli Napolitano per conto della Cia secondo un sondaggio non è gradita da otto italiani su dieci. Farinetti si defila e su tutti gli altri ci sono grandi punti interrogativi. Barroso e Draghi pretendono di mettere le mani sulla struttura del governo e specialmente per quanto riguarda l'economia pretendono di essere loro a decidere. Ma le loro scelte potrebbero non collimare con quelle del PD ed irritano. 

Renzi può andare avanti soltanto  alimentando il mito della sua capacità di travolgere rottamandola la vecchia politica italiana. Ma questa lo ha preso nella sua rete ed ora rischia di affogare.
Quella che lui chiama "palude" e che è invece la democrazia italiana come è stata ridotta dalla partitocrazia e dall'asservimento alla Unione Europea potrebbe inghiottirlo nelle sue sabbie mobili.

La  responsabilità di Napolitano sono nere come la pece. Mai avrebbe dovuto tenere il sacco a Renzi. Avrebbe dovuto rinviare Letta alla Camera come era suo imprescindibile dovere istituzionale.  Ora si trova nei guai per avere assecondato gli Ukase di Obama e di Israele.

venerdì 14 febbraio 2014

Complice del suo assassino!

 Complice del suo assassino!

Letta esce dalla scena con discrezione e silenzio. Come sse  quello che ha subito riguardasse solo lui come persona e non l'Italia. Possiamo considerarlo complice e non vittima del suo assassino, di colui che lo ha cacciato alla massima velocità possibile dal suo posto di Primo Ministro. Perchè non ha reagito? Forse perchè è persona educata? Non ha reagito perchè valutando realisticamente il suo tornaconto personale ha ritenuto che la scelta giusta era quella di tenere un basso profilo, di non contrapporsi, di fare "il bravo ragazzo". Avrebbe dovuto recarsi in Direzione e spiegare le sue ragioni e magari incoraggiare quanti avrebbero potuto aiutarlo. Se 136 persone hanno votato come un gregge silenzioso per Renzi questo si deve anche al fatto che i leaders non offrono più alternative ai gruppi dirigenti ed ai militanti. La gente si adegua ed aggiunge il suo piccolo opportunismo al grande opportunismo.  Letta ancora avrebbe dovuto pretendere che la crisi si discutesse in Parlamento consentendo -come vuole la democrazia- a tutti i gruppi politici di partecipare alla discussione e di esprimersi. Non avrebbe mai dovuto dimettersi se non dopo essere sfiduciato dal Parlamento. Insomma avrebbe dovuto dare battaglia.
 Se Renzi ha vinto non è stato per la sua determinazione ma anche per la viltà del suo avversario che si è fatto cacciare via praticamente senza combattere. Senza dignità,.
  Si è financo piegato alla esigenza del suo assassino politico di fare presto ed ha addirittura anticipato le sue dimissioni di quattro ore sul calendario annunziato. Una cosa da vomitare per il disgusto. 
  Di questi politici che cercano di cadere nel più morbido mucchio di bambagia e non rompono mai con gli oligarchi con i quali convivono
dovremmo  liberarci per sempre. Ne saremo mai capaci?
  Se Letta sta zitto, esce dalla porta laterale del Quirinale, si fa complice di Renzi e di Napolitano  lo fa perchè o gli è stato promesso un altro incarico oppure spera in qualcosa che gli dovrebbe venire proprio da colui che lo ha cacciato via a pedate e spernacchiate da Palazzo Chigi.
   Insomma un opportunista meschino e vile quanto il suo giustiziere,.
Incapace di rompere, di rischiare l'osso del collo  e  dare all'Italia un quadro vero della realtà
    La sua viltà si trasmette attraverso i mass media che si invigliacchiscono con lui alla società italiana,. L'Italia impara ad essere sottomessa e meschina esattamente come sottomessa e meschina  è
la cosidetta "classe dirigente".  Nessuno fa più battaglie "perdenti". Vogliono  tutti vincere o comunque diventare clienti e complici di coloro che vincono. Gli ideali ed i principi non sono roba che si mangia.
 

giovedì 13 febbraio 2014

Chi ha avuto la regia di Renzi al governo ?

 
 
Chi ha avuto la Regia di Renzi al Governo?
 
 
Il Sicario venuto da Washington!!

Alan Friedman può riferire ad Obama di avere adempiuto il suo compito. Oggi, giorno della presentazione del suo libro a Milano, il governo Letta non c'è più.

Lunedi scorso quando Alan Friedmann è arrivato a Roma Napolitano era la Roccia del Governo Letta. Nessuna deliberazione del PD o di altri lo avrebbe indotto a "posare" Enrico. La mattina dopo avere lett
o l'articolo del Financial Times e sentito Friedman in TV Napolitano partiva per il Portogallo e faceva sapere che si rimetteva alla volontà del PD. Il Presidente della repubblica che si rimette alla decisione di un partito della maggioranza ignorando che altri partiti partecipano al governo. Siamo lontani migliaia di chilometri dalla Costituzione e dalla prassi consolidata che regola le crisi dei governi. Siamo a giovedì sera e domattina Letta renderà la poltrona al Quirinale. Tutto è avvenuto di corsa. E' nei fatti un colpo di Stato ma ne sono accaduti tanti che ce ne siamo fatta una ragione ed il callo....
Ora il Financial Times ha avuto il suo scalpo ed ha portato il suo protetto Renzi al governo. Vedrete il commento che farà domani.
 
 
Un Parlamento di ricattati assiste impassibile alla uccisione del governo Letta ed alla presa di possesso del potere delllo irresistibile segretario del PD che usa il ricatto come arma normale della politica. Se non passa Renzi non ci sarà un altro governo perchè il fiorentino imporrà a Napolitano lo scioglimento delle Camere.
La politica gestita come abbordaggio in velocità come pirateria politica, come
malavita senza alcun valore di riferimento...
 
 
Due ore di riunione di Partito per licenziare un primo ministro ed un governo Dignità ed umiliazione

L'accelerazione con la quale è avvenuta la decapitazione di Letta per circa un mese con il fiato sul collo di colui che voleva assolutamente la sua poltrona è davvero sospetta. Molto sospetta,. La democrazia non è fatta di accelerazioni e di velocità.
Pur di guadagnare un poco di tempo il tracotante segretario del PD ha fatto un discorso alla Direzione con il quale si
è limitato a fare capire che se non fosse diventato Primo Ministro avrebbe promosso lo scioglimento del Parlamento mentre se eletto questo andrà avanti fino al 2018! Un ricatto ai 320 deputati della Camera ed ai Senatori.
Comincio a pensare che l'elettorato e la base militante del PD siano diventati insensibili ai valori della democrazia della libertà e della stessa dignità.
Io non ho nessuna simpatia per Letta che considero al pari di Renzi nemico dei lavoratori ed al servizio dello straniero. Però l'umiliazione che gli è stata inflitta è un vulnus non solo a lui ma alla comunità italiana che si vede il primo ministro licenziato da una riunione di Partito che dura poco più di due ore.
 
Morte della Politica ridotta quasi a Twitter

Il discorso di Renzi è stato offensivo per la Direzione per la sua brevità, la sua povertà, l'assenza di ragionamento politico. In sostanza ha solo detto: se vado io salvo la legislatura! Io sono la stabilità e la sicurezza della Oligarchia.
La politica si uccide anche in questo modo. Facendo una relazione a braccio con cui si dice che se va lui a Palazzo Chigi sarà meglio per tutti e basta.
Ora parla la Nomenclatura. La Politica non esiste più...
 
Cuperlo

Sta parlando Cuperlo! Appoggia Renzi anche se con circonvoluzioni eleganti di ragionamento e di motivazioni. Si sta affannando a dare significato politico ad un cambio che è solo uno scippo banditesco.
Questa "sinistra" è la peggiore bestia della politica perchè è acculturata ed usa la cultura per imbellire la merda...
 
Il delitto è compiuto.

Letta si è arreso! Non si recherà alla riunione della Direzione del PD. Non difenderà se stesso ed il suo governo dalla aggressione di Renzi. Il solito Financial Times ha fatto sapere che Letta ha cancellato una visita che aveva previsto per la settimana prossima a Londra.
E' evidente che stamane avrà avuto brutte notizie per lui dagli americani e dai tedeschi. Gli hanno consigliato di lasciare perdere e di consegnare la Poltrona.a Renzi che è il n
uovo Luogotenente di Obama e della Merkel in Italia.
Ha appena cominciato a parlare. Parla con il tono solennizzante di chi sta compiendo un gesto storico. Un discorso noioso, vuoto, poverissimo di contenuti in cui si autocelebra come salvatore della legislatura del Parlamento della Italia!! Una sintassi davvero elementare da caffe dello sport....
lL'omicidio politico di Letta sta per compiersi. I pd sono soddisfatti. Sono al centro di un interesse financo morboso dei massmedia italiani ed occidentali. Si sentono, come si dice in Sicilia, "un cazzo e mezzo"
Una chicca: la figlia di Reiclin economista iperliberista in predicato ieri per la Banca di Inghilterra sarà n ella squadra di Renzi. La squadra di più alto livello liberista che si potesse mettere insieme con illustri esponenti del giuslavorismo estremo e delle multinazionali.
In questo momento Renzi sta ringraziando Letta. Gli recita il de profondis secondo il migliore stile democristiano o mafioso che è la stessa cosa.
 
Pietro Ancona
 
 

Letta non combatte più

Il delitto è compiuto.

Letta si è arreso! Non si recherà alla riunione della Direzione del PD. Non difenderà se stesso ed il suo governo dalla aggressione di Renzi. Il solito Financial Times ha fatto sapere che Letta ha cancellato una visita che aveva previsto per la settimana prossima a Londra.
E' evidente che stamane avrà avuto brutte notizie per lui dagli americani e dai tedeschi. Gli hanno consigliato di lasciare perdere e di consegnare la Poltrona.a Renzi che è il nuovo Luogotenente di Obama e della Merkel in Italia.
Ha appena cominciato a parlare. Parla con il tono solennizzante di chi sta compiendo un gesto storico.
lL'omicidio politico di Letta sta per compiersi. I pd sono soddisfatti. Sono al centro di un interesse financo morboso dei massmedia italiani ed occidentali. Si sentono, come si dice in Sicilia, "un cazzo e mezzo"
Una chicca: la figlia di Reiclin economista iperliberista in predicato ieri per la Banca di Inghilterra sarà n ella squadra di Renzi. La squadra di più alto livello liberista che si potesse mettere insieme con illustri esponenti del giuslavorismo estremo e delle multinazionali.
In questo momento Renzi sta ringraziando Letta. Gli recita il De Profondis.
Napolitano osserva la scena da lontano.

lunedì 10 febbraio 2014

Il Financial Times attacca Napolitano

 Cosa c'è dietro l'attacco a Napolitano del Financial Times?

Ieri sera Renzi è stato in riunione con Napolitano per circa due ore. Ha anticipato Letta che sarà ricevuto dal Capo dello Stato domani o dopodomani il quale Letta aveva pensato ad un incontro con Napolitano prima della riunione della direzione del PD convocata per il venti febbraio prossimo ma anche questa anticipata di una settimana. I due Letta e Renzi si sono scavalcati a vicenda come in certi giochi di ragazzi  in cui ci si scavalca l'uno con l'altro mettendosi a cavalcioni.
Che cosa si siano detti il Capo dello Stato ed il segretario del PD per due ore non sappiamo o almeno ancora non lo sappiamo. Ma c'è una febbrile accelerazione degli eventi. Renzi non sopporta di stare lontano da Palazzo Chigi ed avendo conquistato con le primarie la maggioranza del Partito, una maggioranza che è molto alta pretende subito il malloppo. Oppure vuole azzerare tutto con le elezioni anticipate. Il giovanotto ha una premura pazzesca di raggiungere la poltrona. Teme che perdendo tempo le possa sfuggire. L'incontro naturalmente è  avvenuto fuori dal protocollo presidenziale che vuole incontri tra il Presidente della  Repubblica ed i gruppi parlamentari. Renzi non è neppure deputato.
Intanto scoppia lo scandalo del Financial Times. L'autorevole giornale inglese ogni tanto si occupa dell'italia e non certo con spirito benevolo. Ieri ha fatto delle anticipazioni di un libro di Alan Friedman un giornalista americano che qualche tempo fa era di casa nelle TV italiane e se mal non ricordo gestiva una rubrica a Rai3 dal titolo "Money line".
Il giornalista sostiene facendone uno scandalo che richiederebbe le dimissioni del Capo dello Stato  che alcuni mesi prima della sua nomina a Presidente del Consiglio Monti era stato lanciato in pista da Napolitano per cacciare via Berlusconi. Il quale era stato convinto ad andarsene  dal numero risicato di voti ricevuti dalla sua finanziaria e sopratutto dalla crescita dello spread dei titoli italiani e sopratutto dei tassi di interessi giunti quasi al limite del 7 per cento. La cosa che non è stata detta da Friedman è che Berlusconi fu indotto ad andarsene sopratutto dal violentissimo attacco subito dalla speculazione dalle azioni di Mediaset.
 L'operazione dei "mercati" è costata lacrime e sangue all'Italia che continuiamo a pagare e pagheremo ancora non si sa per quanto tempo. E' stata agevolata dal killeraggio delle società di Rating che si sono opportunamente prestate ad abbassarci la pagella. Inutile dire che  molti banchieri di Wall Street e della City hanno lucrato veri e propri tesori. I Mercati si sono placati soltanto quando Monti ha preso il comando di Palazzo Chigi. Non subito perchè c'era ancora sangue da succhiare dall'Italia.
Il Friedman americano racconta la storia come se un fatto puramente italiano che si sviluppa tra Napolitano Berlusconi e Monti e che Napolitano sia stato mosso per cercare di mettere in sicurezza l'Italia dalla speculazione internazionale ma agendo fuori dalla Costituzione.
A suo tempo ho  scritto una mia interpretazione dei fatti profondamente diversa oggi confermata dalla parziale rivelazione del Friedmann e cioè che Napolitano fu soltando un passa carte, un esecutore. In effetti la liquidazione di Berlusconi fu ordinata dalla Casa Bianca e tutto il mondo finanziario euroatlantico collaborò alla operazione attaccando i titoli italiani e mediaset. Sarcozy e la Merkel furono della partita in un quadro di degradazione dell'economia italiana importante nel campo manifatturiero ed agroalimentare. Insomma la sostituzione di Berlusconi fu anche una occasione per banchettare con pezzi succulenti del patrimonio industriale e finanziario italiano.
  Le rivelazioni di Alan Friedmann riprese dal Financial Times hanno alimentato la richiesta di impeachment di Napolitano proposto da Cinque Stelle alla quale potrebbe aderire Forza Italia. Nel talk show di Formigli di ieri sera si è anche saputo di una riunione segreta di Prodi, Passera e De Benedetti (che non manca mai quando succedono cose nel cuore dello Stato) che stilarono addirittura il programma adottato da Monti. Il quale Monti ha confermato tutto naturalmente nella versione fornita da Friedman e cioè di una iniziativa tutta italiana per migliorare l'efficienza del governo. In effetti si è trattato di ben altro e cioè della conquista dei "mercati" internazionali e del potere euro-atlantico del governo italiano con un loro uomo di fiducia. Monti è uomo della Goldmann Sacs. Berlusconi era insofferente  e non subiva con docilità le voglie  USA-UE cosa invece che fa molto volentieri Letta e che sicuramente farà pure Renzi che è omino della Merkel.
  Resta un grosso interrogativo: perchè il Financial Times è tornato dopo circa due anni ad attaccare l'Italia? A che cosa preludano le rivelazioni scandalistiche sul governo Monti e su Napolitano? Che cosa significa l'attacco a Napolitano che è stato finora fedelissimo esecutore dei dicktat dei poteri occidentali? Che cosa stanno preparando per l'Italia?

domenica 9 febbraio 2014

Fuga e cattura dell'evaso


La fuga e la cattura del carcerato



la vista di Alfano che si compiace della forza dello Stato che è sempre più forte dei criminali e della Cancellieri che telefona al comandante dell'Arma dei carabinieri per complimentarsi della cattura di colui che la stampa di regime ha subito definito "boss" mi sono davvero indigesti e mi spinge verso il fuggitivo catturato e per il commando di sette persone che hanno rischiato la vita la libertà, tutto, per liberarlo.

Provo grande dispiacere per il fatto che ci sia scappato un morto. Si parla dell'evaso come di un ergastolano ma in effetti era in galera per un delitto che possiamo definire di gelosia. Aveva ucciso una persona, un polacco, che insidiava la sua fidanzata. Certo una cosa grave, non si uccide nessuno, ma non era in galera per ragioni infamanti .

Nella società dell'egoismo disegnata dalla Thatcher e da Reagan in cui ognuno si fa gli affari suoi e vede il suoi vicino come rivale da combattere la esistenza di un gruppo di sette amici e tra questi se non erro due donne disposti a farsi ammazzare per liberare dalla galera uno di loro suscita in me un sentimento che mi richiama subito il deserto arido in cui oggi viviamo milioni persone.
La solidarietà è una delle prime cose c he sono state uccise dal capitalismo nella società di diseguali in cui i ricconi che succhiano il sangue alla umanità si godono le loro ricchezze e calpestano i poveri. Con i giochi dei banchieri si spogliano intere popolazioni dei loro beni ma è raro che un miliardario finisca in galera. Non raro, direi che non è mai accaduto!
Il linguaggio usato dai giornalisti per raccontare la fuga è davvero abominevole tutto rivolto alla criminalizzazione. Si parla del fuggitivo come di un boss e non si capisce perchè mai è un boss e sopratutto lo sii definisce ripetutamente un ergastolano. Certo non viene mai usata la parola mafia ma si lascia credere che lo fosse.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/07/viminale-dirigente-indagato-per-camorra-alfano-minimizza-e-qui-da-ventanni/868929/

sabato 8 febbraio 2014

lettera su Napoli

Napoli ed Augias

    c.augias@repubblica.tin

    Caro signor Augias,

    ancora una volta la pesco con le mani nel sacco! Pare proprio che lei non resista alla tentazione morbosa di scrivere male di Napoli e dei Napoletani almeno due o tre volte l'anno.

    Naturalmente la pulsione che la spinge è razzista perchè lei generalizza a tutta la popolazione napoletana fatta di oltre un milione di persone il comportamento deprecabile di uno scippatore e di alcuni passanti o testimoni del tristo evento. Lei scrive addirittura non avendo minimamente il senso del grottesco e del ridicolo che "la scena conferma purtroppo il suicidio civile di una comunità"!! Mizzica!
    Nessuno le ha insegnato che la responsabilità specialmente quella penale è sempre personale e che non si può estendere ad una città intera un comportamento di un sparuto gruppo di cittadini.

    Nei giorni scorsi a Bollate in provincia di Milano una ragazza ha quasi ucciso a calci sulla testa una sua compagna di scuola tra centinaia di ragazzi e ragazze che assistevano al fatto e non solo non sono intervenuti ma successivamente interpellati hanno dichiarato che la picchiatrice aveva ragione di infierire sulla sua compagna.
    Io non credo che questo comportamento di una folla molto più significativa di quella che assisteva allo scippo napoletano sia da imputare a tutta Bollate. Osservo però che a lei non è passato per la testa di parlare di questo episodio piuttosto che dello scippo napolitano. Perchè?

    Non dubito che passato un po di tempo lei troverà modo di tornare ad ergersi arcigno moralista dei meridionali e dei napoletani in particolare. Resta per me un mistero la ragione del suo atteggiamento. E pensare che lei dovrebbe sapere bene che cosa significano i pregiudizi e gli stereotipi verso una etnia, una popolazione, una cultura,..

    Alla prossima!

    Pietro Ancona

    Il suo collega Gramellini più furbo di lei parla di napoli e di Bollate. Ma trattasi sempre di pessimo giornalismo ,il suo e quello del suo collega torinese