mercoledì 18 dicembre 2013
martedì 17 dicembre 2013
Le donne del PD
Le donne del PD - La mutazione antropologica!
avete fatto caso alle donne del PD? Deputate o componenti della segreteria scelte una per una da Renzi sono tutte belle longilinee alcune quasi efebiche. Sono tutte ben vestite in boutique alla moda con abiti costosi non appariscenti del lusso vero quello che quasi non si vede. Si vede bene che frequentano i centri benessere di circoli di lusso. Sono tutte molto giovani. Essere giovani è un valore.....
Sono in gara con le donne del centro-destra in quanto ad aggressività e nello sfoggiare toilettes. Sembrano tutte appena uscite dal parrucchiere. Si vede bene come i capelli sono curati. I gioielli quando ci sono sono discreti.
Rappresentanto la classe medio alta. Si dichiarano classe dirigente. Quando intervengono nei talk show dove sbavano per arrivare parlano come dee dellì'Olimpo, di un Olimpo al quale noi non apparteniamo. Ripetono spesso: noi, classe dirigente.......
Essendo io oramai carico di anni e dalla memoria abbastanza antica mi sono ricordato delle donne del PSI di Tullia Carrettoni, di Joise Lussu, ma sopratutto di Maria moglie di Vincenzo Balzamo che era ministro ed amministratore del partito. Faceva la dattilografa-segretaria alla direzione del partito in via del corso 476 e non volle cessare assolutamente di farlo quando il marito divenne Ministro. Le donne del PSI come la grande indimenticabile Alma Cappiello che era giurista e cercava di migliorare la legislazione riguardante le donne. Mi ricordo che andavano vestite come può vestire una impiegata o una insegnante e che certo non indossavano vestiti per migliaia di euro.
Le donne del PD di oggi non sono più neppure quelle dell'epoca di Bersani che è stata ieri e che sembrano lontane di milioni di anni come la presidente della provincia di L'Aquila che certo Renzi non avrebbe mandato nei talk show.
Sono donne-immagine scelte in funzione della loro massmedialità.
avete fatto caso alle donne del PD? Deputate o componenti della segreteria scelte una per una da Renzi sono tutte belle longilinee alcune quasi efebiche. Sono tutte ben vestite in boutique alla moda con abiti costosi non appariscenti del lusso vero quello che quasi non si vede. Si vede bene che frequentano i centri benessere di circoli di lusso. Sono tutte molto giovani. Essere giovani è un valore.....
Sono in gara con le donne del centro-destra in quanto ad aggressività e nello sfoggiare toilettes. Sembrano tutte appena uscite dal parrucchiere. Si vede bene come i capelli sono curati. I gioielli quando ci sono sono discreti.
Rappresentanto la classe medio alta. Si dichiarano classe dirigente. Quando intervengono nei talk show dove sbavano per arrivare parlano come dee dellì'Olimpo, di un Olimpo al quale noi non apparteniamo. Ripetono spesso: noi, classe dirigente.......
Essendo io oramai carico di anni e dalla memoria abbastanza antica mi sono ricordato delle donne del PSI di Tullia Carrettoni, di Joise Lussu, ma sopratutto di Maria moglie di Vincenzo Balzamo che era ministro ed amministratore del partito. Faceva la dattilografa-segretaria alla direzione del partito in via del corso 476 e non volle cessare assolutamente di farlo quando il marito divenne Ministro. Le donne del PSI come la grande indimenticabile Alma Cappiello che era giurista e cercava di migliorare la legislazione riguardante le donne. Mi ricordo che andavano vestite come può vestire una impiegata o una insegnante e che certo non indossavano vestiti per migliaia di euro.
Le donne del PD di oggi non sono più neppure quelle dell'epoca di Bersani che è stata ieri e che sembrano lontane di milioni di anni come la presidente della provincia di L'Aquila che certo Renzi non avrebbe mandato nei talk show.
Sono donne-immagine scelte in funzione della loro massmedialità.
Il decreto svuota-carceri
Il decreto svuota-carceri
Per le carceri italiane non sono necessari indulto ed amnistia. Basta depenalizzare e fare all'indietro il cammino delle leggi a partire dalla Turco-Napolitano fino alle leggi di sicurezza Maroni-Berlusconi. Almeno ventimila persone potrebbero essere liberate.
Bisognerebbe abolire la vergogna del 41 bis che lo sbruffone Ministro degli Interni dice di volere aggravare. Ho sempre avuto il convincimento che il 41 bis sia un mezzo di tortura per provocare pentitismo. Gli ambienti in cui sono ristretti i carcerati del 41 bis ledono il diritto alla salute fisica e mentale.
In quanto al decreto svuota carceri fatto da questo governo voglio vedere dalle persone che escono dal carcere se è stato fatto con criteri onesti ed obiettivi oppure per favorire determinate persone.
L'Italia non è un paese ad alta criminalità sebbene abbia alcune storiche organizzazioni mafiose. Se avesse lo stesso tasso di criminalità degli USA dovrebbe avere in carcere non sessantamila ma seicentomila detenuti !!!! Eppure i nostri detenuti si possono ridurre di un terzo con una legislazione meno persecutoria verso gli immigrati e verso i poveri.
lunedì 16 dicembre 2013
Una persona mediocre per una Italia mediocre
Una persona mediocre per una Italia mediocre
Abbiamo tutti sentito il mediocrissimo discorso pronunziato da Renzi a Milano. Discorso che inaugura la sua segreteria politica, una segreteria che segna una rottura con il gruppo dirigente oramai scompaginato e sconfitto forse per sempre, ottenuta con la violenza delle primarie che hanno dato un ruolo fondamentale alla piazza sconosciuta e massmedializzata. Il discorso di Renzi è fuori dalla tradizione dal linguaggio dai valori non solo del socialismo italiano ma anche della sinistra democratica. Non propone nessun obiettivo di miglioramento della condizione dei lavoratori italiani e dell'Italia e rinunzia a qualsiasi idea o progetto di politica estera. Renzi ha trattato da bottegaio la questione del governo e dei suoi rapporti con Letta.
Riflettiamo. Dal momento che Matteo Renzi ha avuto l'abilità di sconfiggere un gruppo dirigente importante della politica italiana praticamente senza sbagliare una mossa dallo annuncio della rottamazione ad oggi in un processo politico durato mesi e mesi debbo desumere che sia manovrato da menti raffinatissime capaci di far fuori personaggi come D'Alema, Veltroni, Bersani e di rivoluzionare completamente la dirigenza del Partito. Menti raffinatissime che restano ignote e che forse fanno capo al gruppo di banchieri e di industriali che sempre a Milano mesi orsono hanno deciso di sponsorizzarlo. Ma quando Renzi deve mostrare che cosa è e quali sono le sue qualità politiche come è successo a Milano e come succederà ancora nei prossimi giorni viene fuori la sua vera "sostanza" che è quella rappresentata dalla pochezza della proposta dello scambio stupido e sconcertante con 5 Stelle della rinunzia ai finanziamenti in cambio di una legge elettorale, una cosa che ha suscitato perplessità e che, come abbiamo visto dai talk show è stata bocciata dalla maggioranza degli elettori del PD. Insomma l'incantesimo che aveva creato attorno a sè si è rotto non appena ha fatto un passo da solo.
Il personaggio ha una grande parlantina, è un politico politicante, ma non è animato dal progetto di grande respiro di cui abbisogna l'Italia non è in grado di ergersi di un solo centimetro al disopra della rissa di potere tra i partiti che si contendono l'elettorato italiano. I grandi temi del risanamento della società italiana nel tempo della globalizzazione e della dittatura europea restano fuori dal suo orizzonte. Dubito molto che gli interessino. Sembrerà paradossale quello che scrivo ma dubito molto che la politica che non sia quella della gestione bottegaia del potere gli interessi. Non penso proprio che abbia interessi politici profondi.
Per questo è il prodotto di una lunga fase di crisi della politica italiana ritiratasi nel fortino della gestione delle istituzioni come massaria. lL'Italia non è una massaria e non ha bisogno di un soprastante ma di una dirigenza capace di comprendere la complessità dei problemi e di assicurarle una prospettiva di recupero e di rilancio.
Ma la cosa che mi ha davvero disturbato della riunione di Milano non è stato il discorso di Renzi quanto gli applausi che ne sottolineavano i passaggi più banali e le sparate demagogiche e davvero populistiche. Il PD è il primo partito italiano, ha oltre il trenta per cento dei voti e si trova nella felice posizione di non avere nessuna concorrenza da sinistra e nessun partito presente in Parlamento che incarni gli ideali del socialismo. La destra italiana si è spaccata in tre o quattro pezzi. Insomma il PD ha una responsabilità che nessun partito ha mai avuto nel corso della storia d'Italia. E' praticamente solo. Ma non riesce ad essere diverso dai suoi competitori ed ad innalzarsi dal livello di mediocrità in cui stagna la politica italiana politica che si è ridotta alla guerra tra due galli in un pollaio popolato da altri volatili. L'assemblea di Milano rappresenta una discontinuità con la storia e la cultura dalle quali viene il PD e questo non è per niente un fatto positivo. Fare tabula rasa della propria identità e de proprio passato non è sicuramente la scelta migliore anche se l'ansia di farsi perdonare il comunismo ha preso il sopravvento su ogni altra cosa. Non è vero che il Novecento è tutto da cancellare ed anche se lo volessimo resta li. Il Novecento era un PCI grande motore culturale che aveva fatto di dieci milioni di elettori una forza culturalmente consapevole ed impegnata, una cosa che non si era mai vista in quella dimensione nella storia d'Italia. Il PCI aveva fatto assieme al PSI la più grande opera di acculturazione delle masse operaie e contadine. Aveva fatto della politica qualcosa di veramente grande, alto e sublime illuminata dalle grandi figure dei suoi dirigenti e dei suoi intellettuali a cominciare da Gramsci.
La politica regno della contentezza contenti
Due pianeti diversi
La politica come regno della contentezza
Guardavo ieri l'assemblea affollata del PD riunita a Milano. Ma quanti sono? La platea era stipata. Seppur attraverso lo schermo televisivo si sentiva aleggiare su quella gente un'aria di serenità, di soddisfazione, di godimento, di benessere. Si, di benessere! Benessere perchè era radunata una folla di privilegiati di parlamentari, di dirigenti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e padronali, insomma l'avanguardia ben nutrita di quel milione di famiglie che vivono in Italia di politica e di mediazione sociale. Gente assai benvestita che indossa camicie che come si può notare da quanti di loro arrivano in tv sembrano appena tolte dalla scatola con cellofan ed indossate. Molte camicie bianche che molti di noi non indossano più da anni e si limitano a mettere soltanto nei giorni di festa di un matrimonio o di una cresima.....
Confrontavo questa assemblea di contenti arringati da uno sbruffone che li intratteneva come un magliaro del mercatino rionale e che ha l'obiettivo personale di arrivare subito il più in alto possibile con quello che vedo ogni giorno uscendo di casa, con il numero davvero eccessivo di mendicanti che mi chiedono qualche soldo, con il fatto che molti di questi sono miei concittadini. Mi capita anche di vedere stendere la mano a qualche donna decentemente anche se poveramente vestita madre di famiglia il cui marito ha perso il lavoro da mesi ed ha esaurito la CIG che ha a casa due o tre bambini da sfamare e che coraggiosamente mette da parte l'orgoglio e cerca di raggranellare qualcosa.
Ripensavo alla descrizione della folla dei "forconi" di Torino fatta dal professore Marco Revelli ed a quello che vedo e come li conosco io. All'artigiano indoratore finissimo che da mesi e mesi non è più chiamato a rinfrescare un appartamento perchè le famiglie preferiscono tenerselo così com'è ed usare il denaro per priorità diverse, al piccolo commerciante che è già finito dagli usurai dopo che la banca gli ha negato una possibilità di sopravvivenza, ai giovani che dopo la laurea hanno avuto le ali spezzate dal primo lavoro precario con la legge Biagi, dalle vittime della grande carnefice del governo Monti che con la complicità della Camusso ha creato gli esodati persone che dopo quaranta anni di lavoro si trovano improvvisamente senza niente, pensavo ai nostri ragazzi che sopravvivono con l'aiuto dei genitori che pensavano di fare una vecchiaia serena ed invece debbono contare il centesimo e limitare financon consumi indispensabili perchè quello che era di due deve bastare a quattro o a cinque...
Insomma il mondo della politica e delle istituzioni è un mondo di persone felici e sazie che possono permettersi un pranzo da cento e più euro in un ristorante alla moda di Milano o di Roma tanto hanno il rimborso spese. Un mondo in cui non c'è alcuna comunicazione con il pianeta nel quale viviamo e quello in cui loro parlano delle loro cose. Pensate alla proposta di Renzi a Grillo: rinunzio ai rimborsi elettorali se tu cambi idea sulla legge elettorale. Il cretinetti non si rende conto che la frase si può leggere in un altro modo e cioè che il rimborso elettorale è il privilegio che può essere barattato con un altro privilegio e non per i bisogni della comunità.
Per ora il problema che hanno questi signori è quanta corda da il PD a Letta e quando tempo ci mette Renzi a togliergli la sedia sotto il culo. L'altro problema che li angoscia è la legge elettorale sebbene non c e ne sia alcun bisogno e basta applicare la sentenza della Consulta. Ma come si fa a rinunziare alla possibilità di avere cento deputati eletti per uno scarto della percentuale, come si fa?
La politica come regno della contentezza
Guardavo ieri l'assemblea affollata del PD riunita a Milano. Ma quanti sono? La platea era stipata. Seppur attraverso lo schermo televisivo si sentiva aleggiare su quella gente un'aria di serenità, di soddisfazione, di godimento, di benessere. Si, di benessere! Benessere perchè era radunata una folla di privilegiati di parlamentari, di dirigenti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e padronali, insomma l'avanguardia ben nutrita di quel milione di famiglie che vivono in Italia di politica e di mediazione sociale. Gente assai benvestita che indossa camicie che come si può notare da quanti di loro arrivano in tv sembrano appena tolte dalla scatola con cellofan ed indossate. Molte camicie bianche che molti di noi non indossano più da anni e si limitano a mettere soltanto nei giorni di festa di un matrimonio o di una cresima.....
Confrontavo questa assemblea di contenti arringati da uno sbruffone che li intratteneva come un magliaro del mercatino rionale e che ha l'obiettivo personale di arrivare subito il più in alto possibile con quello che vedo ogni giorno uscendo di casa, con il numero davvero eccessivo di mendicanti che mi chiedono qualche soldo, con il fatto che molti di questi sono miei concittadini. Mi capita anche di vedere stendere la mano a qualche donna decentemente anche se poveramente vestita madre di famiglia il cui marito ha perso il lavoro da mesi ed ha esaurito la CIG che ha a casa due o tre bambini da sfamare e che coraggiosamente mette da parte l'orgoglio e cerca di raggranellare qualcosa.
Ripensavo alla descrizione della folla dei "forconi" di Torino fatta dal professore Marco Revelli ed a quello che vedo e come li conosco io. All'artigiano indoratore finissimo che da mesi e mesi non è più chiamato a rinfrescare un appartamento perchè le famiglie preferiscono tenerselo così com'è ed usare il denaro per priorità diverse, al piccolo commerciante che è già finito dagli usurai dopo che la banca gli ha negato una possibilità di sopravvivenza, ai giovani che dopo la laurea hanno avuto le ali spezzate dal primo lavoro precario con la legge Biagi, dalle vittime della grande carnefice del governo Monti che con la complicità della Camusso ha creato gli esodati persone che dopo quaranta anni di lavoro si trovano improvvisamente senza niente, pensavo ai nostri ragazzi che sopravvivono con l'aiuto dei genitori che pensavano di fare una vecchiaia serena ed invece debbono contare il centesimo e limitare financon consumi indispensabili perchè quello che era di due deve bastare a quattro o a cinque...
Insomma il mondo della politica e delle istituzioni è un mondo di persone felici e sazie che possono permettersi un pranzo da cento e più euro in un ristorante alla moda di Milano o di Roma tanto hanno il rimborso spese. Un mondo in cui non c'è alcuna comunicazione con il pianeta nel quale viviamo e quello in cui loro parlano delle loro cose. Pensate alla proposta di Renzi a Grillo: rinunzio ai rimborsi elettorali se tu cambi idea sulla legge elettorale. Il cretinetti non si rende conto che la frase si può leggere in un altro modo e cioè che il rimborso elettorale è il privilegio che può essere barattato con un altro privilegio e non per i bisogni della comunità.
Per ora il problema che hanno questi signori è quanta corda da il PD a Letta e quando tempo ci mette Renzi a togliergli la sedia sotto il culo. L'altro problema che li angoscia è la legge elettorale sebbene non c e ne sia alcun bisogno e basta applicare la sentenza della Consulta. Ma come si fa a rinunziare alla possibilità di avere cento deputati eletti per uno scarto della percentuale, come si fa?
domenica 15 dicembre 2013
A faccia a cucchiareddu
a faccia a cucchiareddu..... Milano, assemblea PD
è una espressione siciliana che indica il momento in cui un bambino sta
per scoppiare in lacrime......Gli occhi gli si riempiono di lacrime e
la faccia gli si allunga appunto come un cucchiaio....
Aveva la
faccia a cucchiareddu il povero Bersani che mi sembrano straniato nella
assemblea milanese del PD di oggi, una platea piena di una umanità
assolutamente diversa da quella che lui aveva conosciuto per quasi mezzo
secolo. Ma chi sono questi? Ma chi li
ha mai visto? A momenti gli tremava la voce mentre si sforzava di fare
buon viso al giornalista che gli scrutava con la cinepresa la faccia e
tutte le rughe!!
Un'altro che mi dava l'impressione di un
alieno che masticava fiele era D'Alema. L'ho sito circondato da due o
tre fedelissimi, passare con la testa quasi bassa, assente, al lato di
una platea enorme di gente che lo ignorava.
Ricordo. Ho delle
reminiscenze, Mi pare di avere avuto la stessa impressione provata da De
Martino ed altri dirigenti del PSi al momento in cui a Torino Bettino
Craxi si impadronì del Partito e mise tutti difronte al nuovo simbolo
del Garofano che nessuno aveva visto. Garofano al posto della Falce
Martello Libro e Sole Nascente!
C'è stata la sceneggiata
Cuperlo-Renzi. Mi ha tanto ricordato quella tra Craxi e Claudio
Signorile. Non dubito che ci sarà quella con Enrico Manca, pardon con
Civati.
Il giornalista della TV quasi in ginocchio, strisciando e
con sorriso accattivante, intervistava qualcuno dei delegati della
platea. Incredibili ovvietà prive di qualsiasi contenuto, anzi
polivalente valide in tutte le direzioni, per spiegare che si tutto
andrà bene e che con Renzi il PD andrà avanti.
Un sopravvissuto è
Letta che tutavia va lodato perchè è un grande incassatore, un
dissimulatore dai nervi di ghiaccio. Sa bene che molte minacce di Matteo
sono bluff e che difficilmente potrà essere rovesciato almeno prima
della presidenza italiana della Unione Europea. Letta spera di
arrivarci. Pensa: se cki arrivo, sono salvo.
sabato 14 dicembre 2013
Orgoglio
- Enrico Letta ha passato in rassegna i soldati italiani in Libano ed ha parlato con loro di "orgoglio"! Orgoglio italiano non si capisce di che cosa, forse di partecipare in casa altrui al mantenimento di uno stato di soggezione di un paese che è stato raso al suolo due volte dalla vicina Israele nel corso di soli venti anni con bombardamenti durati mesi ed incursioni militari.
Quando i valorosi hezebollah misero in seria difficoltà e costrinsero quasi alla fuga i militari israeliani, Israele chiese aiuto all'ONU (del quale non ha mai riconosciuto la funzione) e questo si è premurato di mandare i rinforzi. L'Italia è a capo della missione di interposizione. Non si sa quando potrà durare ancora questa presenza. Forse fino a quando Israele potrà farne a meno.
Come si fa a parlare di orgoglio italiano quando proprio ieri siamo stati avvertiti che quattro milioni di giovani non studiano e non cercano lavoro avendo perduto ogni speranza sia nel titolo di studio sia nella possibilità di trovare un impiego? La condizione dell'Italia è disastrosa e dovrebbe avere la priorità rispetto impegni internazionali che sono estranei agli interessi veri del nostro Paese.
http://www.internazionale.it/news/libano/2013/12/14/letta-ai-militari-italiani-siete-nostri-migliori-ambasciatori/
Libano. Letta ai militari italiani: siete nostri migliori ambasciatoriwww.internazionale.itUltime TMNewsLibano. Letta ai militari italiani: siete nostri migliori ambasciatori14 dicembre 201314.54ConsigliaTweetEmailStampaRoma, 14 dic. (TMNews) – La missione militare italiana in Libano ha dimostrato che il Paese sa giocare un ruolo di primo piano sullo scenario internazionale. Lo ha detto i...
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