venerdì 9 settembre 2011

La manina di Bonanni ed il minuetto della Camusso

La manina di Bonanni ed il minuetto della Camusso

Di fronte alla valanga di critiche arrivate dai lavoratori ed in qualche modo consapevole dei gravissimi danni inferti dall'art..8 che Sacconi ha lungamente discusso e concordato con lui ma anche con "esperti" del PD, Bonanni cerca di nascondere la manina e propone a Cgil e Uil un patto di desistenza , di non applicazione dell'art.8 della legge. La parola magica è "sterilizzazione!" Il discorso è semplice e chiaro: basta che le confederazioni decidano di non applicare l'articolo 8 per renderlo sterile. Sentita questa proposta la segretaria della CGIL si è affrettata ad accoglierla facendone addirittura l'inizio di una nuova fase di accordi intersindacali. Come se aspettasse un segnale prestabilito, la Camusso ha subito iniziato un minuetto attorno a Bonanni.
Se mancavano prove alla connivenza del sindacalismo confederale all'aggressione allo Statuto dei Diritti basterebbe questo atteggiamento "realistico" per avere conferma del fatto che il lungo percorso che va dal pacchetto Treu alla legge Biagi al collegato lavoro alla manovra di ieri è unito da un solo filo che è quello del capovolgimento del diritto del lavoro che diventa diritto dei sindacati che lo amministrano "sui lavoratori" e d'intesa con i datori di lavoro.
Naturalmente a nessuno dei signori che hanno in mano le potenti confederazioni viene in mente di osservare che la legge non si può privatizzare e che i lavoratori hanno diritto a ricorrere ad un giudice. Avallano un processo di corporativizzazione fascista della società italiana in cui un datore di lavoro ed un sindacalista riuniti possono sbarazzarsi senza giusta causa di una presenza scomoda, una testa calda, uno che fa storie per rivendicare i suoi diritti che ora non sono più tali, o anche di un padre di famiglia per sostituirlo con uno che costa di meno.
Ieri il Senato ha divorato in un solo boccone i tre pilastri dei diritti del lavoro: lo statuto, l'art.8 ed il contratto nazionale. Con un perfido quanto illegale marchingegno il contratto aziendale diventa il tribunale supremo in cui alcune persone decidono della vita e della morte di un lavoratore. Possono licenziarlo senza giusta causa e credo che al malcapitato non sarà neppure concessa la facoltà di rivolgersi ad un tribunale. I tre gradi di giudizi non valgono più per il mondo del lavoro. Il diritto di avere un giudice a Berlino è stato cancellato.
Si apre l'era sacconiana dei "sindacati complici". La persecuzione di Sacconi verso la CGIL alla luce di quello che realmente accade nella fredda realtà appare come un escamotage teatrale per avere il suo consenso sia pure in tempi differiti. Non c'è dubbio alcuno che la classe operaia italiana non ha mai avuto davanti a sè un nemico cosi forte ed avvertito sorretto da nugoli di giuslavoristi ansiosi di compiacere l'imprenditoria italiana e capace di una strategia di alto profilo strategico che conduce alla cattura ed alla corporativizzazione del sindacalismo rendendolo inerte e, appunto, "complice".
Naturalmente la proposta di sterilizzare l'art.8 fatta a caldo e nelle ore della collera operaia è destinata a cadere nel tempo che tutto macina e che gioca a sfavore dei lavoratori. La posta in gioco è una nuova Italia con connotazioni fortemente autoritarie e con le fabbriche e uffici popolati da lavoratori terrorizzati di perdere il loro pane. Da qui a sei mesi o un anno la tentazione di usare il nuovo potere dell'art.8 diventerà fortissimo negli imprenditori e produrrà i primi eventi. L'obiettivo è un grande immenso turnover: allontanare i lavoratori "pesanti" che hanno maturato diritti e che hanno un'età media di 40 anni tuti a tempo indeterminato ( si tratta di cinque o sei milioni di persopne) e si sostituirli con una mano d'opera giovane o immigrata biagizzata, precarizzata, nelle mani delle compagnie di avviamento tipo le agenzie interinali che hanno sostituito il vecchio malandato ufficio di collocamento difeso da Brodolini spesso inefficiente ma che garantiva almeno il diritto di essere considerati esseri umani e non merce.
E chissà se non saranno gli stessi sindacati a costituire le cooperative per avviare i sostituti dell'art.8!
Pietro Ancona
già segretario della CGIL, già membro del CNEL

giovedì 8 settembre 2011

8 settembre:nasce il sindacato nero

Otto settembre della classe lavoratrice italiana: nasce il sindacato nero che, nelle aziende, in accordo con i padroni, li licenzierà senza giusta causa magari per alleggerire l'azienda dei lavoratori più anziani e riempirla di biagizzati ed invisibili. Si compiranno vendette nelle aziende verso i sindacalisti coscienziosi ed intransigenti ed i lavoratori ritenuti poco collaborativi. Il sindacato dopo l'arbitrato con l'art.8 assume poteri spartiti con il padronato che sono di ricatto per i lavoratori privati dei loro diritti- Il trasferimento di diritti dai lavoratori a CGIL CISL UIL o altri sindacati è una mostruosità giuridica che ci retrodata al Medioevo delle Corporazioni. La soggezione dei lavoratori verso i loro dirigenti sindacali sostituirà il rapporto democratico

Pietro Ancona

già segretario regionale cgil, già membro del CNEL

Tafferugli ed assenza della CGIL

I tafferugli e l'assenza della CGIL



Ieri davanti al Senato a contestare la manovra e l'art.8 che, in un sol colpo in tre subarticoli distrugge Statuto dei Diritti, art.18 e contratto nazionale, non c'era, come io auspicavo, la CGIL per dare un seguito di credibilità all'impegno dello sciopero del giorno prima ma soltanto i sindacati di base, gli ambientalisti, gli studenti.

La CGIL aveva già archiviato la lotta per la difesa dello Statuto e seppur silente si è unita alla scelta proclamata da Sacconi il quale ricorda che la manovra dà maggiori poteri ai sindacati nelle aziende che avranno assieme ai datori di lavoro l'amministrazione dello Statuto e della giusta causa al posto dei giudici del lavoro. Meno Stato e più società! E' il grido di battaglia del grande guerriero contro il Novecento e le sue ideologie progressiste! Il liberismo tatcheriano viene tradotto e portato alle estreme conseguenze nel punto più delicato del rapporto sociale: il lavoro! Il trasferimento della gestione dei diritti dai lavoratori e dallo Stato ai privati che potrebbero essere complici è avvenuto. Non escludo che questa nuova era ci riserverà anche fasi di violenza dal momento che ad un lavoratore licenziato è negato il diritto ad un appello. Potrebbero in molti avere la tentazione suggerita dalla disperazione di farsi giustizia con le loro stesse mani. La Giustizia non può essere privatizzata!

Intanto, dentro il Senato,l'opposizione ha svolto con diligenza il suo compitino di denunziare la manovra sopratutto per dire al governo di andarsene perchè non credibile avendo occhio al Quirinale che premeva per un consenso il più largo possibile e nei tempi più brevi. Non ho sentito una sola volta dalla voce del PD richiamata la questione dell'art.8 e delle sue devastanti conseguenze giuridiche e sociale. Niente!

la contestazione dei sindacati di base, dei giovani e degli ambientalisti è stata fronteggiata c con i gas lacrimogeni ed i manganelli. Se ci fosse stata con loro la CGIL la protesta avrebbe assunto dimensioni più grandi e più forti. Ma la CGIL non c'era.

Tutti i massmedia italiani hanno subito qualificata la protesta con un termine velinato dalla centrale di manipolazione della informazione: "tafferugli". Tutte le TV e tutti i giornali parlano di "tafferugli" che letteralmente vuol dire " confusa e rumorosa rissa, zuffa"| Ecco: la protesta per la controriforma antidemocratica più grave che l'Italia abbia avuto in tutti gli anni della destra al potere viene ridotta ad una zuffa ed i manganellati e gasati sono partecipanti appunto ad una rissa!!

Pietro Ancona

mercoledì 7 settembre 2011

si apre la caccia

Si apre la caccia nelle aziende

Se passa l'art.8 come io penso pessimisticamente dal momento che non arriva nessun segnale di resistenza e di reiterazione dello sciopero generale, nelle aziende si aprirà un'era di gravissime ingiustizie e una plumbea atmosfera di terrore aleggerà nei reparti e negli uffici,.



Basterà che il datore di lavoro si metta d'accordo con i sindacati maggiormente rappresentativi in azienda che possono esser la Cgil, la Cisl, l'Uil o altri per imbastire procedimenti di licenziamenti senza giusta causa verso i quali il lavoratore malcapitato non avrà neppure la possibilità di ricorrere ad un grado superiore di giudizio come accade ancora oggi in Tribunale



Non dubito che ci sarà una strage dei lavoratori più odiati dai padroni e mal tollerati dai sindacalisti collaborazionisti ( e ce ne sono tanti) e che questa strage colpire sopratutto i lavoratori aderenti ai Cobas e determinati strati ritenuti "estremisti" per il loro intransigentismo sui diritti della stessa CGIL e forse anche della stessa Cisl o Uil. ( le teste calde, quelli che non si piegano, quelli che non leccano i piedi....)



Non dubito che il licenziamento di uno o più lavoratori possa diventare merce di scambio per favorire la carriera di certi sindacalisti. I lavoratori diventano preda e non hanno più alcuna possibilità di fare valere i loro diritti. Il codice civile per loro si chiuderà per sempre.

L'art.8 individuando nei sindacati i somministratori del diritto annesso all'art.18 crea una classe di mandarini. I lavoratori saranno legati al sindacato non da una scelta ideale ma dal terrore di potere averli contro o indifferenti in casa di richiesta di licenziamento senza giusta causa del loro datore di lavoro.

Per questo credo che la norma dell'art.8 del tutto illegale sia stata maturata nei segreti recessi del Ministero del Lavoro tra Confindustria e sindacati collaborazionisti. Credo che anche il PD sia della partita assieme a Sacconi ed altri. Fa parte del processo di trasferimento dei diritti dai lavoratori ai sindacati "maggiormente rappresentativi"

Pietro Ancona

già sindacalista CGIL, già membro del CNEL

martedì 6 settembre 2011

il sindacato soggetto terzo

Il sindacato soggetto terzo tra imprese e lavoratori.

C'è una mutazione genetica in corso nel Dna della Cgil indotto da una nuova dottrina del suo rapporto con i lavoratori che merita di essere studiata a fondo per le sue inquietanti conseguenze sulla "natura" del Sindacato. Sono state introdotte per legge norme come quella dell'arbitrato ed ora sui licenziamenti che di fatto trasferiscono diritti indisponibili dalla persona del lavoratore ai sindacati. La rappresentanza sindacale nel collegio arbitrale di impianta sul diritto del lavoratore ad avere un giudice naturale a cui rivolgersi e lo sostituisce. Se passa l'art.8 con il quale l'art.18 diventa disponibilità di parti sociali un diritto soggettivo fondamentale alla giusta causa viene affidato alla "benevolenza" del sindacato a cui il lavoratore si rivolge per farsi assistere. Insomma si spogliano i lavoratori di potestà giuridiche, si riducono a pura merce, e si affidano ruolo nuovi al sindacato. Quindi il sindacato non è più lo strumento che agisce per conto del lavoratore e lo difende accrescendo il corpus dei suoi diritti e rivendicando le sue ragioni nei confronti della azienda ma una entità terza a se stante al quale il lavoratore è costretto a rivolgersi dalla legge e che acquista un potere drammatico su di lui. La Cisl è il principale veicolo di questa nuova dottrina. Il cittadino è dotato di tanti diritti che vengono perduti nel momento in cui diventa lavoratore e per esercitarli è costretto a rivolgersi ad un sindacato. Siamo ad una mostruosa involuzione del giuslavorismo.
Intanto la moltiplicazione degli enti bilaterali e delle iniziative comuni tra le organizzazioni padronali e quelle dei lavoratori crea un groviglio fittissimo di interessi alimentato da una normativa contrattuale che destina a specifici scopi parti del salario che crea financo un conflitto di interessi tra il lavoratore che non vorrebbe rinnovare il contratto in un certo modo ed il suo sindacato che deve continuare ad alimentare il suo rapporto con la parte datoriale.
Avremo un processo di scollamento di interessi tra i sindacati ed i lavoratori fino al punto di diventare divergenti e fino ad annullare ogni potere effettivo degli iscritti sulle loro rappresentanze.
Pietro Ancona

sciopero con due cortei a palermo il sei settembre 2011

Cgil in piazza Massimo, sindacati di base, studenti e precari in piazza stazione e poi davanti il palazzo della regione. Due cortei per una comune protesta con dietro due linee diverse. La frattura tra CGIL e sindacati di base si trascina e non ci sono segni che facciano sperare ad una unità prossima. Eppure i sindacati di base hanno gruppi dirigenti di compagni in grande parte provenienti dalla CGIL e questo dovrebbe rendere più facile la pacificazione.Sostanzialmente si ha la stessa cultura e lo stesso ethos. Ma la CGIL preferisce continuare ad inseguire Cisl ed Uil anche se queste la trascinano sempre più a destra e non esitano ad isolarla tutte le volte che lo ritengono necessario. La Cgil ha verso i sindacati di base lo stesso atteggiamento di esclusione ed a volte di discriminazione che il PD ha verso la Federazione di Sinistra. Quello che tuttavia conta di più è il crescente "moderatismo" ed il continuo arretramento della CGIL che preferisce cedere sui diritti pur di mantenere il contatto con Cisl ed Uil. La mancata opposizione della CGIL alla legge Biagi indebolisce di molto il suo rapporto con le nuove generazioni di lavoratori e con gli studenti.

Pesa sulla CGIL la sua opposizione alla Fiom che sembra un continuo rifiutare valori ed ideali che questa continua ad esprimere e che sono stati patrimonio della CGIL: Sono convinto che se il Paese si trova oggi sull'orlo del precipizio questo è dovuto non soltanto alla destra ma al PD che l'ha inseguita e copiata e che ha contribuito ad isolare le classi sociali che costituiscono il suo elettorato naturale.La contromanovra che propone Bersani è interna alla logica liberista della manovra di Tremonti e Berlusconi. La stessa proposta di patrimoniale e di recupero dell'evasione fiscale è parte delle politiche liberiste del centro-destra tedesco o francese. Manca la difesa dei diritti dei lavoratori e una richiesta di generale miglioramento dei salari e di lotta al precariato.

I lavoratori avvertono che da anni non c'è c hi li difenda dalle ingiustizie e dal continuo scivolamento verso il basso. La gente che ho visto sfilare allo sciopero di oggi e poi applaudire Landini è consapevole di essere diventata più debole e più ricattabile. Continua ad avere fiducia nella CGIL ma il suo malessere cresce e si sta ingigantendo.

Pietro Ancona

lunedì 5 settembre 2011

Lo sciopero "dopo" la sconfitta

Lo sciopero arriva a giochi fatti e con i lavoratori già spogliati di tutto

La vendetta del padronato italiano sulla classe lavoratrice che era riuscita a conquistare diritti di livello europeo finalmente trova sfogo nell'attacco all'art.18. Padronato alleato di sindacati che si appropriano di un diritto personale dei lavoratori per gestirlo al loro posto ed ingigantire a dismisura il loro potere. Tutto con una norma illegale assurda ma che diventa legge

ad libitum!!!

Licenziamenti ad libitum (secondo la propria volontà padronale) appena approvata la "manovra" con una norma grottesca assurda illegale. I padroni si sbarazzeranno dei lavoratori "pesanti" ( quelli con dieci o venti anni di anzianità) per sostituirli con carne fresca interinale biagizzata temporanea. La chiamano "flessibilità" in uscita. I lavoratori arrivano allo sciopero del 6 nudi. Non gli resta più niente! Saranno alla mercè del padronato che potrà farli fuori quando e come vorrà.
I lavoratori sono fritti!! C'è una intesa sotterranea tra PDL e PD per tutta la materia dell'art.8 della manovra. Non si sarà battaglia ma qualche finta scaramuccia per fare un po di scena. Lo sciopero avverrà a cose fatte e con la CGIL firmataria di ben due documenti con la Confindustria


Note di pessimismo


Cinque o sei scioperi generali della CGIL dal 2008 ad oggi, un paio fatti di mala voglia perchè strappati dalla Fiom a Epifani oppure alla Camusso. Scioperi contrappuntati da accordi interconfederali peggiorativi della condizione contrattuale e giuridica dei lavoratori ultimo dei quali quello del 28 giugno. Intanto leggi velenose come il collegato lavoro e "riforma" delle pensioni.
Parteciperò alla manifestazione di Palermo ed al comizio di Landini per il quale ho grande stima sperando che la sua vicenda non sia quella di Don Chisciotte cavaliere dell'ideale ma destinato a prendere sempre sberle ed a sentire i morsi della fame. Ma non ho alcuna fiducia che lo sciopero potrà in qualche modo indurre la dirigenza della CGIL a cambiare linea e rinunziare al collaborazionismo. Lo sciopero non smuoverà il gruppo dirigente del PD dalla sua posizione sempre più filoconfindustrialista.
Pietro Ancona