giovedì 4 giugno 2009

MEDIEVO SOCIALE

DICHIARAZIONE DI VOTO
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Sono un vecchio socialista di un partito socialista che non c'è più: il partito di Nenni, Lombardi, Morandi,
Brodolini, Loris Fortuna e ,prima di questi, di Lina Merlin che fece diventare civile l'Italia con la chiusura dei bordelli e l'abolizione della scritta "figlio di N.N" dalla tessera di identità. Il Partito Socialista che non c'è più fu capace di dare vita ad una stagione eccezionale di riforme cominciate con la nazionalizzazione della industria elettrica e culminate con lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori dopo avere riformato la scuola ed avere introdotto il divorzio voluto con tantissima forza da Loris Fortuna.
Alle Europee voterò comunista ,il raggruppamento che fa capo a Paolo Ferrero, Di Liberto e Salvi anche se non ho condiviso la loro prova di governo conclusasi disastrosamente per le attese dell'elettorato "operaio"deluso dalla protervia ricattatoria di Prodi e dell'ala maggioritaria iperliberista del suo Governo.

E' importante votare comunista per andare contro corrente rispetto lo smottamento a destra abbastanza rovinoso di gran parte di quella che fu la sinistra italiana ed assicurare un valido punto di riferimento a quanti paventano l'abolizione dell'art.18, vorrebbero liberarsi e liberare l'Italia dal precariato, bloccare lo smantellamento del welfare, assicurare pensioni decorose ai lavoratori, avere una politica estera di pace ed un esercito di pace, una scuola pubblica rinnovata e forte.

Un successo dei comunisti potrebbe rallentare lo smottamento a destra del PD. L'Italia ha bisogno di recuperare una grande forza di sinistra che non abbia tra i suoi deputati gli esponenti più ringhiosi della Confindustria come Calearo, Colaninno, Merloni e giuslavoristi come Ichino dediti allo smantellamento dei diritti dei lavoratori. Il PD deve tornare ad essere un partito progressista. Oggi è il Partito della Confindustria che tuttavia si serve anche di altri forni per impastare il suo pane.

Il successo dei comunisti potrebbe far riflettere il PD sul suo mostruoso accordo con Berlusconi per la soglia del quattro per cento che impedisce a tutti gli orientamenti politici presenti nel Paese di avere una voce in Parlamento.
La semplificazione a due è una perdita secca per la democrazia che invece deve recuperare valori delle tante correnti culturali che hanno reso civile la politica italiana oggi ridotta a livelli di barbarie specie per il nefasto concorso dell'apparato massmediatico.
Non andrò a votare per il referendum che ribadisce ancora più negativamente il porcellum che ci obbliga ad avere un Parlamento scelto dei capi dell'oligarchia e sottratto in ogni suo membro al giudizio dell'elettorato.

Pietro Ancona
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mercoledì 3 giugno 2009

la mafia e la cultura siciliana

Caro Romano,

i siciliani siamo accusati di avere una mentalità, una cultura mafiosa e spesso subiamo una sorta di giudizio negativo generale dal momento che la mafia è caratteristica della nostra regione piuttosto che di altre come il Friuli, la Toscana etc...
Ma questo come spiega il fatto che gran parte della Sicilia da Siracusa a Enna ha conosciuto la mafia soltanto dopo il 1970? La mafia è stata fenomeno della Sicilia Occidentale essendo presente in parte di questa. Agrigento, ad esempio, non è mai stata città di mafia a differenza di alcuni dei Comuni che la circondano come Palma di Montechiaro o
Favara.
Essendo agrigentino posso testimoniare come la città di Cammilleri Porto Empedocle ha conosciuto la mafia soltanto recentemente. Ne era del tutto immune fino a tutti gli anni sessanta.
Quindi l'analisi che vorrebbe tutta la Sicilia teatro di cultura e di potere mafioso è falsa e l'approccio dovrebbe essere diverso, diciamo criminologico
non sociologico nè antropologico.....
Pietro Ancona
lettera al corriere della sera

martedì 2 giugno 2009

MONNEZZA LIBERISTA

La monnezza liberista
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Una città assente forse perchè delusa da tante sconfitte subite nel corso della sua storia non ha partecipato alla battaglia dell'opposizione al Consiglio Comunale di Palermo conclusasi, forse per la prima volta da innumerevoli anni, con una vittoria: l'aumento del 35% della Tarsu non è passato! Aumento sostenuto dal Sindaco che non ha saputo o potuto prendere le distanze dal chiaccherato Consiglio di Amministrazione dell'Amia, l'azienda municipale preposta all'igiene ambientale e che in passato aveva protetto non querelandosi per il falso in bilancio che era stato denunziato e conclamato. La battaglia dell'opposizione è stata durissima e, da un certo momento in poi, assediata dai dipendenti Amia che sembravano interessati
al varo dell'aumento e dall'assedio delle immondezze.Spero che le Confederazioni sindacali faranno un approfondimento sul comportamento dei dipendenti Amia dal momento che è sembrato che la loro azione fosse rivolta a minacciare l'opposizione per obbligarla a votare l'aumento ed a ricattare la città sommersa da tonnellate di rifiuti che, ad un dato momento, hanno preso a bruciare in centinaia di posti diversi, incendi non provocati dalla pur acuta esasperazione degli abitanti.
Dopo la sconfitta del Sindaco e della sua maggioranza l'intervento di Bartolaso è sembrato un atto strumentale del Governo per soccorrere il centro-destra palermitano in difficoltà e per consentire il rientro dello sciopero aziendalistico con l'assegnazione di trecento paia di scarponi (!!!) ai dipendenti, una ridicola
messa in scena per giustificare , salvare la faccia e tornare alla normalità attribuita al deus ex machina Berlusconi ed al suo
factotum Mercurio.
L'aumento proposto del 35% è stato preceduto da un altro settanta per cento di meno di due anni fa e che non era servito ad evitare lo spaventoso deficit di 180 milioni di euro che aumenta di quattro milioni di euro al mese.
La cittadinanza di Palermo paga una considerevole cifra per la Tarsu. La tassa è molto pesante per gli esercizi pubblici e per le attività produttive e pesa su ogni famiglia palermitana per non meno di duecento euro l'anno.
Anche se fosse passato l'aumento proposto dal Sindaco dubito molto che il bilancio Amia si sarebbe riassettato dal momento che esiste nella gestione privatistica dell'azienda una incoercibile tendenza ad un esponenziale aumento delle spese rispetto le entrate che sono costituite quasi esclusivamente dai proventi tributari imposti dal Comune.
E' nella natura stessa della obbligata trasformazione della municipalizzata in spa il meccanismo diabolico del fallimento. I soldi li mettono i cittadini ma nè Comune nè Corte dei Conti possono esercitare un controllo sugli amministratori dell'azienda che bruciano ingenti quantità di risorse per sè stessi, per i loro consulenti, per le persone che assumono con criteri del tutto arbitrari, per le esternalizzazioni, per gli affari che gestiscono, insomma per tutto. La raccolta differenziata non riesce a decollare e non dec ollerà mai dal momento che i gestori dell'amia non sembrano molto interessati e lo stesso affare dell'inceneritore pone problemi che sono assai al disopra della mentalità da "massaria" che è prevalsa nel gruppo dirigente che spende il suo tempo in inutili costosi ripetuti viaggi negli emirati alla ricerca forse dell'araba fenice.
E' il fallimento della privatizzazione dei servizi pubblici locali. Presto entrerà in crisi anche l'acquedotto municipale ed aumenterà smisuratamente il costo dell'acqua mentre l'Amat pensa di risolvere i suoi problemi assumendo vigilantes per reprimere i viaggiatori abusivi. Un pannicello caldo in una situazione strutturalmente deficitaria.
Nessuno sembra rendersi conto della pericolosità dei marchingegni di privatizzazione dei servizi. I costi diventano insopportabili ed i servizi sempre più scadenti. Questo accade dovunque al modello pubblicistico di gestione si è sostituito il modello privatistico. Eppure anche le stesse opposizioni che hanno valorosamente combattuto la loro battaglia a Palermo sono convinte che si tratta soltanto della cattiva gestione di un organismo valido. Non è così. Bisogna tornare al modello pre spa, senza consigli di amministrazione, senza presidenti ed amministratori delegati e consiglieri. Senza consulenti e senza esternalizzazione ripristinando il processo accumulativo di konw hau che ha costituito l'orgoglio di tante nostre municipalizzate prima della follia ideologica della mercificazione e della privatizzazione dei servizi pubblici.

pietro ancona
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lunedì 1 giugno 2009

il fotografo sardo

IL FOTOGRAFO SARDO

La categoria dei "paparazzi" non è mai piaciuta ai potenti, ai ricconi, agli arrivati. Molti di loro hanno avuto la macchina fotografica distrutta, sono stati inseguiti,
presi a calci e pugni, bastonati da divi del cinema, frequentatori dei jetset internazionali, personaggi prepotenti spesso nerboruti pronti ad usare le mani a fare violenza a chi "viola" la loro privacy. Memorabile la cattiveria di Richard Burton marito di Liz Taylor. Il caso del fotografo Antonello Zapadu appartiene a questa categoria, ma è molto più grave di tutti i precedenti anche i più eclatanti. E' inquisito dalla Magistratura che questa volta è assai ben gradita da Berlusconi, è indagato dai carabinieri e certamente anche dai servizi segreti ed ha subìto il sequestro delle foto. In atto sta subendo altre indagini perchè non si vorrebbe lasciare in giro una sola delle fotografie da lui realizzate.
Non si dovrebbero mai giudicare gli atti di un Magistrato e non mi permetto di farlo ma mi pongo interrogativi che attengono a valori della democrazia quale la libertà, il diritto di cronaca, il diritto alla informazione ed al
libero svolgimento della propria attività professionale. Le foto di Villa Certosa sono state realizzate con un potente teleobiettivo come usano i fotografi da sempre e come noi sappiamo dal cinema e dalle cronache.
Ricordo il caso di una foto di Lilli Gruber ripresa mentre prende il sole pubblicata dai rotocalchi. Tantissimi altri casi alcuni anche recenti riguardanti politici e imprenditori del calibro di Casini e Montezemolo ripresi nudi con "vergogne" a bella vista (era giù successo all'avvocato Agnelli) a bordo di lussuose imbarcazioni da diporto. Non mi risulta che ci siano stati sequestri e conseguenze penali per i fotografi. Le immagini di Casini sono ancora bene in vista in internet ed anche quelle di Montezemolo piegato a guardarsi i genitali.
Ora perchè tanta repressione per le foto di Antonello? Perchè sono state sequestrate e perchè è stato incriminato per tentata truffa?
Mi colpisce in questa vicenda la totale mancanza di solidarietà dei giornalisti e degli addetti al mondo della informazione per il piccolo modesto fotografo sardo lasciato solo nelle grinfie della macchina trituratrice dei berluscones. Il lodo Alfano esclude che Berlusconi possa essere incriminato ma non comprende anche il diritto dello stesso di vietare attenzioni verso le sue attività ludiche con la repressione di chi si occupa delle sue cose che sono cose che riguardano tutti. Riguardano tutti le persone che sbarcano in Sardegna con aerei militari nella disponibilità della Presidenza del Consiglio, strimpellatori, ragazze e forse minorenni.
Magari Berlusconi vorrebbe avere i poteri di Tiberio che non gradiva essere disturbato nei suoi divertimenti senza fine di Capri. Alcuni dei fanciulli e delle fanciulle amate e usate da Tiberio finivano in pasto alle murene della grotta azzurra. Ma forse lo storico di Tiberio era un astioso deluso e vendicativo. Non risulta che vicino Villa Certosa ci siano allevamenti di murene e i tempi non sono tali da consentire tanto potere ad un Capo di Governo o a chicchessia.
Credo che le foto dovrebbero essere viste da tutti. Lo stesso Berlusconi dovrebbe chiederne la pubblicazione se non è vero che queste non mostrano festini di ninfe vaporose che giocano a nascondino con attempati satiri nei meravigliosi giardini con vulcano di Villa Certosa. E se fosse vero quando ha detto il fotografo e cioè che molte ragazze sembravano "minorenni" e pertanto ne ha alterato i visi?
Pietro Ancona
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domenica 31 maggio 2009

PROFESSIONISTI DELL'ANTIRAZZISMO

PROFESSIONISTI DELL'ANTIRAZZISMO
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Il Ministro Maroni, pavoneggiandosi davanti ai suoi colleghi del G8 tematico dedicato alla repressione degli immigrati, ha attaccato quanti lottano e faticano a tenere l'Italia dentro parametri di civiltà definendoli "professionisti dell'antirazzismo".
La locuzione riecheggia quella famosa di Leonardo Sciascia del 1987 dei "professionisti dell'antimafia". Una espressione infelice della quale il grande scrittore si è certamente pentito e che era riferita in particolare a due uomini: Leoluca Orlando e Paolo Borsellino. Borsellino come è noto è caduto nella terribile imboscata mafiosa di Via D'Amelio nel 1992. Leoluca Orlando è ancora tra di noi e continua la sua battaglia politica dopo aver dato vita alla cosidetta primavera di Palermo. Il percorso umano di Borsellino e di Leoluca Orlando è stato esemplare. Come amministratore e dirigente politico Leoluca Orlando si è distinto per essere stato il migliore Sindaco di Palermo, la sventurata città oggi governata dalla destra e sommersa dalle immondizie pur facendo pagare pesanti balzelli ai suoi cittadini.
Chi sarebbero oggi i professionisti dell'antirazzismo? Sono tutti coloro che si sono battuti e si battono contro l'imbarbarimento del nostro Paese diventato un inferno di sofferenze a volte anche atroci per quanti hanno avuto la disgrazia di mettervi piede e cadere nelle grinfie adunche di voraci e cinici sfruttatori. Sono coloro che non condividono una legislazione emergenziale che complica terribilmente la vita ai migranti regolari rendendone possibile l'arresto per clandestinità, lo smembramento delle famiglie, se i datori di lavoro non rinnovano i loro contratti. L'incrudelimento delle norme ai professionisti dell'antirazzismo come me sembrano rivolte al ricatto generalizzato per quanti si sono stabilizzati in Italia da anni. I datori di lavoro hanno nelle mani un'arma terribile, hanno la chiave del loro permesso di soggiorno. Per questo abbassano e continueranno ad abbassare le retribuzioni coperti anche da un sistema che non assicura alcuna protezione ai dipendenti. Scopo del "cattivismo" del Ministro e delle leggi offensive dei diritti umani è quello di avere una massa di lavoratori per sempre stranieri nella terra nella quale vivono magari da molti anni e per sempre soggetti al datore di lavoro-Dio che ha nelle mani il loro destino.
Osservo inoltre che l'espressione "professionisti dell'antirazzismo" è del tutto sbagliata dal momento che nel declino della ragione che ha investito l'Italia è il razzismo della Lega a dare consenso, voti, potere, privilegi,
palazzi. Tutto il gruppo dirigente della Lega ha fatto le sue fortune entrando nella grande mangiatoia degli oligarchi della Roma ladrona sfruttando la paura per le invasioni "barbariche" e l'insicurezza fomentata da campagne di odio sostenute da un sistema massmediatico indegno del giornalismo civile. Frutta tanto il professionismo dei razzisti che tanti amministratori del centro-sinistra hanno ritenuto di adeguarvisi ed hanno fatto a gara con i leghisti nel segare le panchine, perseguitare e multura i lavavetri, criminalizzare i senza tetto che Maroni sta schedando nel suo Ministero.
Tanti, tantissimi professionisti del razzismo e tutti dentro la macchina del potere, tutti pubblici amministratori come il famosissimo Gentilini che vorrebbe aprire la caccia a fucilate ai clandestini, come Borghezio che incendia i miseri rifugi di fortuna dei sottoponti, come Zanonato che recinge un intero quartiere e ne ordina la evacuazione, come Cofferati che manda le ruspe ad abbattere le casupole del Reno.........
Coloro che fanno attivamente antirazzismo hanno assai poco da guadagnare come carriera o vantaggio personale. Nuotano controcorrente in un Paese avvelenato da campagne martellanti promosse da una classe dirigente irresponsabile guidata da un uomo che attacca quotidianamente la Magistrature, l'opposizione e la Costituzione e che oggi ha immerso il Paese nella telenovela del suo sultanato e dei suoi piaceri senili in villa e che fa attaccare dai suoi sostenitori come la signora Santanchè la moglie cercando di coprirla di fango in un giornale strettissimamente legato alla sua area politica.

Pietro Ancona
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sabato 30 maggio 2009

Villa Certosa e le fotografie sequestrate

non credo che quanto succede dentro la villa del Capo del Governo in occasione di una festa alla quale partecipano forse centinaia di persone possa essere sottratto alla pubblica conoscenza.
Se le scene fotografate non sono quelle di ninfee boscherecce inseguiti da satiri o di orge bucoliche tali da turbare la moralità dei minori di anni 18 non vedo perchè non dovrebbero essere conosciute dal pubblico. Tutto quello che fa il Capo del Governo ci interessa e ci riguarda.
Pietro

Ps: se il fotografo chiede un milione di euro che cosa documentano le fotografie di Villa Certosa?
Perchè avrebbero tanto valore?
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-4/procura-sequestro-foto/procura-sequestro-foto.html


http://gestcredit.wordpress.com/2009/05/24/limperatore-tiberio-e-le-sue-vacanze-in-letizia-nellisola-di-capri/

la crisi siciliana

la crisi siciliana
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E' difficile sapere le vere ragioni della crisi siciliana dal momento che sono sepolte all'interno del cuore del Palazzo dell'Oligarchia Siciliana. Una ragione è certamente legata a contrasti sulla gestione della sanità nella Regione e non riguarda soltanto gli assetti gerarchici di questa ma anche il ricchissimo business delle convenzioni. Altre ragioni sono connesse alla gestione dei fondi europei ed altre ancora a quella della burocrazia siciliana popolata da migliaia di dirigenti e di managers e di supermanagers. Osservo che se il denaro che la Regione divora ogni anno fosse distribuito ai cinque milioni di siciliani potremmo campare tutti di rendita, senza grossi problemi.
Da molti anni, sicuramente dall'epoca della Giunta Nicolosi che
aumentò i dipendenti regionali da seimila scarsi a circa trentamila anche a causa di una legge che trasferiva alla Regione migliaia di impiegati e dirigenti di enti nazionali,ilbilancio regionale è diventato deficitario. Fino agli anni di Nicolosi la Regione aveva un bilancio assolutamente sano nel quale le spese di investimento erano di gran lunga maggiori delle spesi correnti.
Oggi la Regione siciliana spende per se stessa la enorme cifra dei suoi incassi e si indebita per fare quadrare il bilancio. Gli unici investimenti che si fanno sono quelli che derivano dalla Comunità Europea e da alcune leggi dello Stato peraltro inapplicate per le note penurie finanziarie.
Lombardo ha fatto un colpo di teatro possibile soltanto nel clima di democrazia degenerata in oligarchia o meglio in massaria nel quale siamo immersi. Ha azzerato la Giunta per farne un'altra che premia le fazioni che si sono richiamate a lui nella notte dei lunghi coltelli in cui vive la maggioranza. Credo che abbia agito contando su una opposizione pd del tutto subalterna e probabilmente consenziente con i suoi disegni. Il cuculo Lombardo è entrato nel nido di Cuffaro, ne ha divorato le uova e si è installato saldamente. L'opinione pubblica siciliana è del tutto inesistente e l'opposizione sociale debolissima e ricattabile.
Gli operai Fiat di Termine Imerese e l'intero comprensorio madonita minacciati dal piano Merchionne sono costretti a contare sull'opera di sostegno del Governo regionale e questa necessità sovrasta tutte le altre. I Sindacati siciliani non
riescono a diventare un motore di cambiamento per via di una analisi del ruolo dell'Autonomia del tutto arretrata e che produce da tempo soltanto dannosi errori di orientamento. I Partiti della sinistra sono troppo deboli e spesso afflitti da problemi di gruppi dirigenti che tendono ad oligarchizzarsi. Insomma, il teatro delle operazioni è tutto nella maggioranza di governo e riguarda il suo sterminato blocco sociale di interessi corporativi.
In Sicilia, da tempo, le corporazioni hanno sostituito le classi sociali e la società civile. Le corporazioni si radunano attorno al potere regionale ed in qualche modo riescono ad andare avanti sottraendosi ai processi di rinnovamento ed ai confronti che sarebbero necessari dappertutto a cominciare dall'industria.
La Regione Siciliana è regolata da una legge elettorale mostruosa che prevede il suo scioglimento in caso di dimissioni o impedimento del Presidente e che assegna un terzo dei seggi alla minoranza che supera il cinque per cento dei voti. Insomma, chi controlla il partito o i partiti di opposizione non ha alcun interesse a fare davvero politica dal momento che, comunque vadano le cose, la sua riconferma in assemblea è garantita.
Questa legge elettorale è frutto di un patto scellerato che è riduttivo chiamare inciucio ed è causa non secondaria della tristissima stagione politica priva di speranze che stiamo vivendo.
Ho sentito che la nuova Giunta Lombardo avrà al suo interno anche un Magistrato come la signora Chinnici. Non credo che questa presenza sia frutto di una evoluzione della Regione verso una linea di amministrazione contraria o distante dagli interessi della mafia, anche se onestamente non sono in grado di dire se la Giunta Lombardo nasconde o protegge interessi mafiosi. Una Regione che ha fatto fallire l'esperimento Borsellino non farà fiorire l'esperienza Chinnici alla quale rivolgo i miei migliori auguri.
Pietro Ancona

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