sabato 4 gennaio 2014
Aldo Penna sul discorso di Napolitano
Ricevo via email da Aldo Penna, poeta e scrittore palermitano e socialista d'annata come il sottoscritto, e pubblico questo penetrante e desolato commento al discorso di Napolitano (che io ho definito spento)
Il discorso di fine anno del Capo dello Stato (espressione più calzante di Presidente della Repubblica) è un'abile miscela di luoghi comuni della retorica partitica alternata a parole toccanti presi a prestito dalla vasta area della disperazione che si rivolge alla massima autorità repubblicana inviando le sue suppliche. Il tentativo di entrare in empatia con l'Italia che soffre è stato un espediente mal riuscito. Troppa distanza e ignoranza dei problemi di milioni di persone per chi è ospite
dei Palazzi da lunghi decenni.
Alla lettera di un piccolo imprenditore disperato: "Sono stato imprenditore fino al 2001 (un calzaturificio con 15 dipendenti) e in seguito alla sua chiusura sono stato impiegato presso altri calzaturifici. Attualmente sono disoccupato... Di sacrifici ne ho fatti molti, e sono disposto a farne ancora. Questo non spaventa né me né i nostri figli. Non può essere che solo noi «semplici cittadini» siamo chiamati a fare sacrifici. FACCIAMOLI INSIEME. Che comincino anche i politici.". Il Capo dello
Stato risponde con parole che si commentano da sole: "Mi sembra un proposito e un appello giusto, cui peraltro cercano di corrispondere le misure recenti all'esame del Parlamento in materia di province e di finanziamento pubblico dei partiti".
Fermiamoci un momento. Al grido di dolore e alla richiesta di equità non si può replicare citando due provvedimenti che sono la plateale smentita di quelle affermazioni. Al finanziamento pubblico dei partiti è stato solo cambiato nome. Le risorse del 2xmille verranno sempre dal pubblico erario e si tratterà ancora di centinaia di milioni di euro. Le Province sono ben lontane dall'essere abolite e i costi dove sono state messe in discussione, come in la Sicilia, sono quasi identici.
Veronica una ragazza di 28 anni laureata, e da tre anni alla ricerca di occupazione, domanda: "senza l'entusiasmo dei giovani una Nazione perde il futuro. Io credo ancora nell'Italia, ma l'Italia crede ancora in me?".
E il Capo dello Stato risponde: "Ecco, vedete, aggiungo io, una domanda che ci deve scuotere".
Se la scossa di cui si parla è l'operare dell'attuale Governo c'è da preoccuparsi perché somiglia all'elettroshock: o ti uccide o ti rende demente. Se invece la scossa sono le parole del premier attuale, magari quelle pronunciate al Circolo della Stampa per l'incontro di fine anno con i giornalisti, ha ragione. Quelle parole scuotono, ma solo l'indignazione degli italiani.
Pensate, nei dieci minuti di introduzione, prima di rispondere alle domande dei giornalisti, il Presidente del Consiglio invece di fare appello all'energia di una nazione, di presentarsi come il coraggioso capitano di un vascello che solca mari perigliosi, suscitando lo spirito di corpo, e l'orgoglio di popolo, parlando di riscatto e speranza, cita il tratto distinguente, a suo parere, di questa fase travagliata: il ricambio generazionale. Il ricambio di generazione non del Paese, immerso nelle
paludi immobili del conservatorismo in ogni campo, ma della classe politica.
Dimenticando di avere gli anni di Clinton alla fine del suo mandato, Letta, senza avvertire nessun senso del ridicolo, ritiene se stesso fulgido esempio di questo ricambio che muterà l'Italia. Come nell'Unione Sovietica i "giovani" cinquantenni del Komsomol, l'Unione della Gioventù del Partito Comunista, erano associati al potere oramai pingui e ingrigiti, Letta giudica un valore questo passaggio di testimone, non di rottura, tra una generazione e un'altra.
E infatti i giovani campioni di questo rinnovamento sono esibiti da chi li ha nominati, ma assicurano perfetta continuità nei metodi e nei valori che hanno impoverito e reso profondamente diseguale questo paese.
Citare la strabiliante cifra di 85 miliardi di euro pagati ogni anno per mantenere uno di più alti debiti pubblici del mondo e non spendere una parola o un fatto concreto sulle ragioni di quel debito, significa sorvolare sulle cause della malattia chiedendo al malato di scusare il medico se mentre agonizza lui è impegnato a giocare a monopoli con le spoglie di un paese.
I cerchi magici costruiti in questo trentennio e resi solidi dalla scellerata applicazione della legge Bassanini sono oramai un'idrovora parassitaria che drena preziose risorse e trasforma i governi pro tempore in sceriffi di Nottingham, sempre pronti a imporre nuove tasse piuttosto che ristabilire equità e giustizia.
In attesa dell'arrivo di un Cuor di Leone, e con pochi Robin Hood disposti a distribuire a chi non ha, l'inizio del nuovo anno non promette bene. Come nella parabola del fico sterile, la gente chiede: "da tre anni vengo cercando frutti e non ne trovo." e il governo, vignaiolo incapace, come se non avesse avuto tempo, risponde: "lascialo ancora quest'anno, finché gli zappi intorno e gli metta il concime".
Aldo Penna
Il discorso di fine anno del Capo dello Stato (espressione più calzante di Presidente della Repubblica) è un'abile miscela di luoghi comuni della retorica partitica alternata a parole toccanti presi a prestito dalla vasta area della disperazione che si rivolge alla massima autorità repubblicana inviando le sue suppliche. Il tentativo di entrare in empatia con l'Italia che soffre è stato un espediente mal riuscito. Troppa distanza e ignoranza dei problemi di milioni di persone per chi è ospite
dei Palazzi da lunghi decenni.
Alla lettera di un piccolo imprenditore disperato: "Sono stato imprenditore fino al 2001 (un calzaturificio con 15 dipendenti) e in seguito alla sua chiusura sono stato impiegato presso altri calzaturifici. Attualmente sono disoccupato... Di sacrifici ne ho fatti molti, e sono disposto a farne ancora. Questo non spaventa né me né i nostri figli. Non può essere che solo noi «semplici cittadini» siamo chiamati a fare sacrifici. FACCIAMOLI INSIEME. Che comincino anche i politici.". Il Capo dello
Stato risponde con parole che si commentano da sole: "Mi sembra un proposito e un appello giusto, cui peraltro cercano di corrispondere le misure recenti all'esame del Parlamento in materia di province e di finanziamento pubblico dei partiti".
Fermiamoci un momento. Al grido di dolore e alla richiesta di equità non si può replicare citando due provvedimenti che sono la plateale smentita di quelle affermazioni. Al finanziamento pubblico dei partiti è stato solo cambiato nome. Le risorse del 2xmille verranno sempre dal pubblico erario e si tratterà ancora di centinaia di milioni di euro. Le Province sono ben lontane dall'essere abolite e i costi dove sono state messe in discussione, come in la Sicilia, sono quasi identici.
Veronica una ragazza di 28 anni laureata, e da tre anni alla ricerca di occupazione, domanda: "senza l'entusiasmo dei giovani una Nazione perde il futuro. Io credo ancora nell'Italia, ma l'Italia crede ancora in me?".
E il Capo dello Stato risponde: "Ecco, vedete, aggiungo io, una domanda che ci deve scuotere".
Se la scossa di cui si parla è l'operare dell'attuale Governo c'è da preoccuparsi perché somiglia all'elettroshock: o ti uccide o ti rende demente. Se invece la scossa sono le parole del premier attuale, magari quelle pronunciate al Circolo della Stampa per l'incontro di fine anno con i giornalisti, ha ragione. Quelle parole scuotono, ma solo l'indignazione degli italiani.
Pensate, nei dieci minuti di introduzione, prima di rispondere alle domande dei giornalisti, il Presidente del Consiglio invece di fare appello all'energia di una nazione, di presentarsi come il coraggioso capitano di un vascello che solca mari perigliosi, suscitando lo spirito di corpo, e l'orgoglio di popolo, parlando di riscatto e speranza, cita il tratto distinguente, a suo parere, di questa fase travagliata: il ricambio generazionale. Il ricambio di generazione non del Paese, immerso nelle
paludi immobili del conservatorismo in ogni campo, ma della classe politica.
Dimenticando di avere gli anni di Clinton alla fine del suo mandato, Letta, senza avvertire nessun senso del ridicolo, ritiene se stesso fulgido esempio di questo ricambio che muterà l'Italia. Come nell'Unione Sovietica i "giovani" cinquantenni del Komsomol, l'Unione della Gioventù del Partito Comunista, erano associati al potere oramai pingui e ingrigiti, Letta giudica un valore questo passaggio di testimone, non di rottura, tra una generazione e un'altra.
E infatti i giovani campioni di questo rinnovamento sono esibiti da chi li ha nominati, ma assicurano perfetta continuità nei metodi e nei valori che hanno impoverito e reso profondamente diseguale questo paese.
Citare la strabiliante cifra di 85 miliardi di euro pagati ogni anno per mantenere uno di più alti debiti pubblici del mondo e non spendere una parola o un fatto concreto sulle ragioni di quel debito, significa sorvolare sulle cause della malattia chiedendo al malato di scusare il medico se mentre agonizza lui è impegnato a giocare a monopoli con le spoglie di un paese.
I cerchi magici costruiti in questo trentennio e resi solidi dalla scellerata applicazione della legge Bassanini sono oramai un'idrovora parassitaria che drena preziose risorse e trasforma i governi pro tempore in sceriffi di Nottingham, sempre pronti a imporre nuove tasse piuttosto che ristabilire equità e giustizia.
In attesa dell'arrivo di un Cuor di Leone, e con pochi Robin Hood disposti a distribuire a chi non ha, l'inizio del nuovo anno non promette bene. Come nella parabola del fico sterile, la gente chiede: "da tre anni vengo cercando frutti e non ne trovo." e il governo, vignaiolo incapace, come se non avesse avuto tempo, risponde: "lascialo ancora quest'anno, finché gli zappi intorno e gli metta il concime".
Aldo Penna
venerdì 3 gennaio 2014
si faccia luce sulle adozioni internazionali
Chiedo una Inchieste sulle ONLUS che si occupano di adozioni internazionali
Se esistesse una Magistratura volenterosa e disponibile al Bene si farebbe una seria inchiesta sulle Onlus che si occupano delle adozioni internazionali, sulle loro strutture organizzative, sui patrimoni dei componenti dei consigli di amministrazione. Inoltre si potrebbe fare una inchiesta sulla ossessionante richiesta di soldi (25 eur0) al mese che si chiedono agli italiani per adottare bambini a distanza. Come mai c è tanto fervore, tanto affollamento "umanitario", tanta concorrenza in TV per attribuirsi le adozioni a distanza?
Quanto costa ad ogni famiglia di adottanti una adozione? Diecimila ventimila trentamila euro? Niente? Sono curioso di saperlo ma le coppieche hanno avuto un bambino non parlano non confessano,.
Anche questo è un Business per le cosidette associazioni di volontariato. Sono certo che ogni mille euro che costoro incassano dalla loro propaganda mediatica meno di 100 euro arrivano davvero ai bambini bisognosi. Se ci arrivano. Naturalmente non ho nessuna prova per sostenere questo. Trattasi solo di mie deduzioni dalla intensità del bombardamento propagandistico che arriva dai mass media. Quanto costa un passaggio di spot in TV? Quanti passaggi si fanno al giorno?
giovedì 2 gennaio 2014
Mescolanze
Niente galera per Berlusconi?
Mi domando come mai non arrestano Berlusconi dal momento che non ha più la copertura di parlamentare. Forse in Italia la legge non è eguale per tutti? Prigione, assegnazione ai servizi sociali o arresti domiciliari una dellle tre cose dovrebbe farle. Perchè non le fa? Come mai la Magistratura sta zitta'?
Cinque Stelle e Grillo
Il M5S ha
dato una speranza di democrazia e di libertà all'Italia con il lavoro dei suoi
parlamentari che sono stati davvero bravi, bravissimi se teniamo conto che
nessuno di loro veniva dalla politica o aveva mai avuto esperienza parlamentare.
Hanno imparato in fretta non si sono fatti prendere da complessi di inferiorità
hanno resistito alle campagne di massacro dei massmedia pennivendoli al servizio
del Regime.
Però questa loro presenza positiva scompare ed appare
la inquietudine quando ci si
trova di fronte al comportamento di Grillo che fa la prima donna facendo il
controcanto a Napolitano e proponendosi come Berlusconi e come Renzi tra i
galletti o i vecchi capponi arrivisti della Repubblica.
L'Italia ha bisogno
non di personaggi, di grandi carismatiche personalità, da di gruppi dirigenti
capaci di operare collettivamente e di fare della politica un servizio e non
l'appannaggio per ascese personali all'albero del Potere,
L'Italia ha
bisogna di un grande partito di sinistra di un movimento di sinistra in grado di
blanciare i due terzi di destra che attualmente occupano il Parlamento,. Non ha
bisogno di un partito che sia soltanto il seguito di un personaggio che fa la
ruota e che esibisce le sue sfavillanti penne. L'Italia ha bisogno del solido
grigiore di persone che lavorano per tirarci fuori dai
guai...
USA, Il Sindacato Chrysler
Però questa loro presenza positiva scompare ed appare la inquietudine quando ci si trova di fronte al comportamento di Grillo che fa la prima donna facendo il controcanto a Napolitano e proponendosi come Berlusconi e come Renzi tra i galletti o i vecchi capponi arrivisti della Repubblica.
L'Italia ha bisogno non di personaggi, di grandi carismatiche personalità, da di gruppi dirigenti capaci di operare collettivamente e di fare della politica un servizio e non l'appannaggio per ascese personali all'albero del Potere,
L'Italia ha bisogna di un grande partito di sinistra di un movimento di sinistra in grado di blanciare i due terzi di destra che attualmente occupano il Parlamento,. Non ha bisogno di un partito che sia soltanto il seguito di un personaggio che fa la ruota e che esibisce le sue sfavillanti penne. L'Italia ha bisogno del solido grigiore di persone che lavorano per tirarci fuori dai guai...
Quanto si
parla del sindacato USA non si parla sicuramente dei lavoratori che lo
costituiscono ma proprio del sindacato, della associazione. Non credo che i
soldi che il sindacato Chrysler incasserà dalla Fiat saranno distribuiti ai soci
del sindacato ma al loro consiglio di amministrazione, al comitato direttivo.
Per questo le forme di associazionismo operaio che diventano imprenditrici e
capitaliste sono un inganno che favoriscono soltanto grandi squali da Fronte del
Porto.
Patria e
capitalismo
Patria e
capitalismo
Il capitalismo è quanto di meno patriottico possa esistere.
Lo sviluppo delle aziende e la logica della ricerca del maggiore profitto con il
minor costo di produzione prima o poi spinge le aziende fuori di casa. Anche il
successo delle aziende non è patriottico. Diventando grandi e potenti tendono a
diventare multinazionali perchè il mercato è globale. In Europa si è creato un
grande Mezzogiorno comprendente tutti i paesi dell'Est e del sud nel quale le
aziende dello ovest ricco ed industrializzato dislocano le loro aziende senza
portare benessere e ricchezza ma solo possibilità di sopravvivenza. Quale
ricchezza porta in Polonia o in Serbia una fabbrica italiana che fa lavorare gli
operai dieci ore al giorno per quattrocento euro al
mese?
Uccisione
dell'ambasciatore palestinese
Il capitalismo è quanto di meno patriottico possa esistere. Lo sviluppo delle aziende e la logica della ricerca del maggiore profitto con il minor costo di produzione prima o poi spinge le aziende fuori di casa. Anche il successo delle aziende non è patriottico. Diventando grandi e potenti tendono a diventare multinazionali perchè il mercato è globale. In Europa si è creato un grande Mezzogiorno comprendente tutti i paesi dell'Est e del sud nel quale le aziende dello ovest ricco ed industrializzato dislocano le loro aziende senza portare benessere e ricchezza ma solo possibilità di sopravvivenza. Quale ricchezza porta in Polonia o in Serbia una fabbrica italiana che fa lavorare gli operai dieci ore al giorno per quattrocento euro al mese?
L'uccisione
dello ambasciatore palestinese fa probabilmente parte di un programma di
decimazione dei quadri dirigenti palestinesi per rendere del tutto impossibile
la gestione di un loro stato libero sovrano. E' una ennesima vittima. Finora
sono stati uccisi migliaia di quadri militari e civili, tecnici, professori,
giuristi, uomini di Stato
E' l'avviso per il 2014 che la
tirannia nazisionista da al popolo oppresso
Il controcanto
Non è stata
una buona idea quella di Grillo di fare il controdiscorso di Napolitano agli
italiani. Napolitano è quello che è e non gode certo della nostra fiducia e
della nostra simpatia. Ma Grillo non ha alcun titolo per proporsi come
AntiPresidente della repubbblica una sorta di Antipapa. L'Italia non ha bisogno
di questo ma di un ordine democratico saldo non basato sui
personalismi.
Repubblica
Parlamentare
C'è una
grande saggezza nella repubblica parlamentare nella quale il Capo dello Stato è
eletto dal Parlamento. La elezione diretta del Capo dello Stato gli darebbe
troppo potere non bilanciato da organismi altretanto potenti.
Sono contrario
alla elezione plebiscitaria perchè accentuerebbe la deriva personalistica di
quella che fu la democrazia italiana.
Un Presidente deve avere un freno nel
Parlamento dal quale viene eletto e nel bilanciamento costituzionale.
La
nostra Costituzione è più saggia di quella francese. Solo quella tedesca può
starle alla pari.
Discorso
spento di Napolitano
Spento
Sono troppo cattivo se dico che ci sono due parole per
definire il discorso di Napolitano di ieri sera?
E' stato un discorso
spento. Era come se tutte le cose di cui parlava fossero ricoperte da uno strato
di cenere.
E' stato anche
un discorso rancoroso. Ha difeso se stesso dagli attacchi ai quali è stato
sottoposto facendone una questione personale, come se si sentisse offeso
personalmente.
Ma dietro la cenere ed il rancore c'è sempre una sorta di
cupio dissolvi qualcosa che lo spinge ad insistere per le cosidette riforme
costituzionali. Riforme delle quali l'Italia ha finora fatto a meno e che certo
non sono necessarie alla nazione ma soltanto alle architetutture dei gruppi
dirigenti che abitano i palazzi.
Non l'ho mai sentito tanto estraneo e tanto
lontano dall'Italia come da questa sua ultima
esternazione.
E' l'avviso per il 2014 che la tirannia nazisionista da al popolo oppresso
Non è stata una buona idea quella di Grillo di fare il controdiscorso di Napolitano agli italiani. Napolitano è quello che è e non gode certo della nostra fiducia e della nostra simpatia. Ma Grillo non ha alcun titolo per proporsi come AntiPresidente della repubbblica una sorta di Antipapa. L'Italia non ha bisogno di questo ma di un ordine democratico saldo non basato sui personalismi.
Repubblica Parlamentare
C'è una
grande saggezza nella repubblica parlamentare nella quale il Capo dello Stato è
eletto dal Parlamento. La elezione diretta del Capo dello Stato gli darebbe
troppo potere non bilanciato da organismi altretanto potenti.
Sono contrario
alla elezione plebiscitaria perchè accentuerebbe la deriva personalistica di
quella che fu la democrazia italiana.
Un Presidente deve avere un freno nel
Parlamento dal quale viene eletto e nel bilanciamento costituzionale.
La
nostra Costituzione è più saggia di quella francese. Solo quella tedesca può
starle alla pari.
Discorso
spento di Napolitano
Spento
Sono troppo cattivo se dico che ci sono due parole per
definire il discorso di Napolitano di ieri sera?
E' stato un discorso
spento. Era come se tutte le cose di cui parlava fossero ricoperte da uno strato
di cenere.
E' stato anche
un discorso rancoroso. Ha difeso se stesso dagli attacchi ai quali è stato
sottoposto facendone una questione personale, come se si sentisse offeso
personalmente.
Ma dietro la cenere ed il rancore c'è sempre una sorta di
cupio dissolvi qualcosa che lo spinge ad insistere per le cosidette riforme
costituzionali. Riforme delle quali l'Italia ha finora fatto a meno e che certo
non sono necessarie alla nazione ma soltanto alle architetutture dei gruppi
dirigenti che abitano i palazzi.
Non l'ho mai sentito tanto estraneo e tanto
lontano dall'Italia come da questa sua ultima
esternazione.
Sono contrario alla elezione plebiscitaria perchè accentuerebbe la deriva personalistica di quella che fu la democrazia italiana.
Un Presidente deve avere un freno nel Parlamento dal quale viene eletto e nel bilanciamento costituzionale.
La nostra Costituzione è più saggia di quella francese. Solo quella tedesca può starle alla pari.
Spento
Sono troppo cattivo se dico che ci sono due parole per
definire il discorso di Napolitano di ieri sera?
E' stato un discorso
spento. Era come se tutte le cose di cui parlava fossero ricoperte da uno strato
di cenere.
E' stato anche
un discorso rancoroso. Ha difeso se stesso dagli attacchi ai quali è stato
sottoposto facendone una questione personale, come se si sentisse offeso
personalmente.
Ma dietro la cenere ed il rancore c'è sempre una sorta di
cupio dissolvi qualcosa che lo spinge ad insistere per le cosidette riforme
costituzionali. Riforme delle quali l'Italia ha finora fatto a meno e che certo
non sono necessarie alla nazione ma soltanto alle architetutture dei gruppi
dirigenti che abitano i palazzi.
Non l'ho mai sentito tanto estraneo e tanto
lontano dall'Italia come da questa sua ultima
esternazione.
mercoledì 1 gennaio 2014
Squallore al Quirinale
Squallore al Quirinale
Un discorso freddo senza anima privo di sentimenti burocratico. Al suo
centro le riforme che certo non sono la cosa che più urge agli italiani.
Qualcuno gli ha suggerito di leggere qualche lettera ricevuta da
persone che sono in difficoltà e l'ha fatto ma come un adempimento
burocratico.
E' ossessionato dalla Riforma del Parlamento. Non si
rende conto o se ne rende conto troppo bene che questa riforma sarebbe
fatta da una prussiana maggioranza di destra
e di centro destra che non potrebbe che imbruttire la Costituzione e
l'Italia. . Una riforma che sarebbe un colpo di stato perchè farebbe
passare l'Italia da Repubblica parlamentare a repubblica presidenziale.
Colpisce ed impressiona in Napolitano il fatto che vede la politica
come giochi ed intrighi di Palazzo e come regolazione di rapporti tra
oligarchi. In ogni caso credo che ha chiuso il suo rapporto con l'Italia
ed entro i prossimi mesi fatte le porcherie che deve fare sloggerà....
1914-18 Vittoria sconfitta dell'Italia
1914-1918 La Vittoria-Sconfitta dell'Italia
Centenario della prima guerra mondiale. L'Italia capovolge le sue alleanze ed entra in guerra contro l'Austrial ka Germania ed il loro blocco . L'Italia dopo la Russia e l'Inghilterra e la Francia è il paese che mobilitano il maggior numero di forze armate:5.615.000. Ne perderà tra morti e feriti circa il trenta per cento: seicentocinquantumila morti e quasi un milione di mutilati..
Si usarono i gas tossici. Ho conosciuto persone che non ne guarirono mai.
Non sappiamo quanti siano stati i civili uccisi, quante abitazioni e fabbriche distrutte...
.
Le potenze realmente impegnate furono Russia, Germania, Francia, Italiam Inghilterra..
Nel dopoguerra abbiamo avuto le pagliacciate patriottarde di Gabriele D'Annunzio che tanto piaceva alle signore borghesi in calore..
L'Italia di dissanguò in quattro anni di guerra che sostanzialmente non cambiarono niente per quanto ci riguarda. La Germania uscì sconfitta ed aggiogata al carro dei vincitori che le imposero terribili danni di guerra che la condussero al fallimento e poi al nazismo-
http://it.wikipedia.org/wiki/Alleati_della_prima_guerra_mondiale
Centenario della prima guerra mondiale. L'Italia capovolge le sue alleanze ed entra in guerra contro l'Austrial ka Germania ed il loro blocco . L'Italia dopo la Russia e l'Inghilterra e la Francia è il paese che mobilitano il maggior numero di forze armate:5.615.000. Ne perderà tra morti e feriti circa il trenta per cento: seicentocinquantumila morti e quasi un milione di mutilati..
Si usarono i gas tossici. Ho conosciuto persone che non ne guarirono mai.
Non sappiamo quanti siano stati i civili uccisi, quante abitazioni e fabbriche distrutte...
.
Le potenze realmente impegnate furono Russia, Germania, Francia, Italiam Inghilterra..
Nel dopoguerra abbiamo avuto le pagliacciate patriottarde di Gabriele D'Annunzio che tanto piaceva alle signore borghesi in calore..
L'Italia di dissanguò in quattro anni di guerra che sostanzialmente non cambiarono niente per quanto ci riguarda. La Germania uscì sconfitta ed aggiogata al carro dei vincitori che le imposero terribili danni di guerra che la condussero al fallimento e poi al nazismo-
http://it.wikipedia.org/wiki/Alleati_della_prima_guerra_mondiale
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