martedì 7 febbraio 2012

la neve, il gas, la pace

La neve, il gas e la pace

L'Europa ed in essa l'Italia hanno fatto e fanno una politica folle al servizio dell'imperialismo USA che li ha messo in conflitto con molti paesi produttori di petrolio e gas indispensabili per il sua sopravvivenza come regione industrializzata. La guerra alla Libia, all'Iraq, le minacce all'Iran, alla Siria e la politica ostile verso la Russia hanno provocato sconvolgimenti e rovinato le basi della civile pacifica coesistenza che ci assicurava la certezza dei rifornimenti. La Russia viene minacciata da vicino dalle istallazioni di missili e basi militari Usa in Polonia e Cecoslovacchia. Il Ministro delle Esteri italiano, mosca cocchiera di Israele e degli USA, ha più volte aggredito verbalmente la Siria e l'Iran.
E' bastata ora la notizia di una diminuzione del trenta per cento delle forniture russe per farci entrare in grande apprensione specialmente durante questa terribile settimana di neve e le rigidissime temperature che si registrano in Italia,. In Liguria 21 gradi sotto zero!
L'Europa ha una politica aggressiva e miope e la Nato è detestata da molti popoli. L'Italia è una colonia USA amministrata da alcuni personaggi che rispondono direttamente al Dipartimento di Stato e fanno le mosche cocchiere di Israele e della Clinton.
L'Italia deve recuperare la sua sovranità uscendo dalla UE e dalla Zona Euro e chiedendo le basi militari USA a cominciare da quella di Vicenza. Pensare di risolvere la questione degli approvvigionamenti energetici aggredendo l'Iran è pura follia.
La frattura sarà dolorosa ma salutare. Creerà nel mondo una corrente favorevole ad una politica di pace. Continuare a stare al carro della Merkel e di Obama ci porterà all'inferno.
Ma questo non può essere fatto dalle classi dirigenti italiane asservite all'euroatlantismo.
Dobbiamo cambiare il potere in Italia. Se non si farà questo o faremo la fine della Grecia oppure saremo colonizzati e diventeremo una mera espressione geografica come appunto ci aveva visto Metternich due secoli fa.
Pietro Ancona

lunedì 6 febbraio 2012

L'anima nera dell'Europa

Il comportamento della UE dettato dal duo Merkel-Sarkozy verso la Grecia è di una crudeltà che non ha limiti. Dovrebbe esserci di insegnamento la sofferenza che è stata inflitta al popolo greco e che domani potrebbe essere inflitta al popolo italiano che n on sarà mai in grado di reggere per venti anni un salasso di quaranta miliardi l'anno e di sostenere il pareggio di bilancio. L'Europa asociale liberista che vuole trecento milioni di lavoratori senza diritti e schiavizzati non è certo quella che avevano sognato Altiero Spinelli e gli altri grandi padri dell'europeismo. L'europeismo è tralignato nella dittatura delle banche e del capitalismo tedesco che ci tratta come Atene trattava i membri della Confederazione di Delo. L'Europa è guerrafondaia ed aggressiva e si è sporcata di sangue in molto avventure coloniali consumate assieme agli americani. Il nostro destino dentro l'Europa è di subalternità e di perdita della nostra storia e dei valori profondi della nostra Costituzione. L'Europa è diventata una trappola dalla quale dobbiamo allontanarci al più presto. L'Europa dei banchieri non ha ideali di democrazia pace e libertà. L'anima di questo Europa è nera. Dobbiamo andarcene! Via dall'UE e via dall'Euro per tornare a respirare la libertà. Non potremo stare molto peggio di come stiamo oggi ma almeno avremo un futuro.

Pietro Ancona

domenica 5 febbraio 2012

Asor Rosa e il colpo di Stato di Monti

Asor Rosa e il colpo di Stato di Monti

Nell'aprile dell'anno scorso il professore Asor Rosa scrisse un esplosivo articolo sul Manifesto con il quale si invitavano i carabinieri a fare un colpo di Stato per cacciare via Berlusconi. La proposta nasceva dalla considerazione che non esistevano in Italia le condizioni di un rivolgimento popolare, insomma di una rivoluzione capace di costringere Berlusconi ad abbandonare il governo. Disse ancora il professore Asor Rosa che una forzatura era necessaria per salvare la democrazia. Questa riflessione mi ha ricordato Giuliano Ferrara che sul Foglio parlando di Pinochet e della dittatura che aveva instaurato in Cile ebbe a dire che si è trattato di un servizio reso alla democrazia che sarebbe stata ripristinata dopo lunga parentesi del governo dei militari.
Naturalmente, l'uscita del professore Rosa era dovuta allo stato di disperazione a cui era stata ridotta la sinistra italiana incapace di fronteggiare adeguatamente Berlusconi ed il berlusconismo. Ma la sua originale proposta era sbagliata per almeno due ragioni: la prima è che le forze armate italiane, i carabinieri e la polizia non hanno una tradizione ed una cultura democratica tanto forte da far compiere loro un gesto di radicale disobbedienza allo Stato al quale sono legati da un obbligo di fedeltà assoluta. Le elites militari italiane hanno una storia alle spalle che è tutt'altro che democratica e ci sono stati periodi anche recenti della nostra storia in cui hanno tramato contro la Repubblica. L'altro errore quello radicale di Asor Rosa era di non tenere in nessun conto il contesto internazionale. Non si è reso conto che tutti gli atti del governo Berlusconi erano fortemente omologati alla involuzione che il centro destra ha realizzato in Europa e nel mondo. Di italiano e di suo nella politica di Berlusconi c'era la questione della giustizia e delle leggi ad personam ma che comunque hanno avuto possibilità di realizzarsi perchè interne ad una involuzione di tutto il quadro politico italiano. L'idea della repubblica presidenziale e della riforma della Costituzione anche nella sua prima parte non è soltanto della destra italiana ma anche della cosidetta sinistra termine improprio per indicare il PD. C'è stato quindi un grosso difetto di analisi ed anche una straordinaria ingenuità nella proposta di golpe "buono" del professor Rosa.
A distanza di qualche mese qualcuno collocato molto in alto nel mondo ha pensato alla possibilità del golpe in Italia e lo ha realizzato con rara maestria e con il consenso del Parlamento che ne è stato travolto e svuotato. La nomina del Prof.Monti e del suo governo tecnico è stata minuziosamente preparata e realizzata per cacciare via Berlusconi dal governo assicurando una uscita di destra alla crisi politica italiana. Berlusconi è stato costretto a dimettersi dalle manovre sui titoli di Mediaset che avevano lo scopo di allarmarlo e di avvertirlo a non fare resistenza. Il governo Monti prosegue e porta avanti c on estrema durezza quanto era nel programma di Berlusconi. E' una destra pura allo stato tatcheriano che si è liberata di quanto di populistico e di democristiano e di osceno ci potesse ancora essere nel governo Berlusconi. Non è un caso che il Pdl pur con qualche maldipancia sostiene ad oltranza il governo Monti specialmente nella questione dell'art.18 e cioè "la soluzione finale" per la classe operaia che finora non si era riusciti a fare.
La sostituzione di Berlusconi è maturata dopo la guerra libica che ha privato l'Italia di un fondamentale polmone economico a vantaggio della triade USA,GB e Francia che ha voluto e fatto la guerra costringendoci a combattere contro i nostri vitali interessi.
La "sinistra" italiana specialmente la più integrata nell'occidente imperialistico come il partito de "la Repubblica" accecata dall'ossessione di Berlusconi non ha visto che l'algido professore che lo sostituisce rappresenta un capolavoro politico della destra euroatlantica
che consiste nel recupero e rilancio del liberismo più aggressivo in una veste perbenista e presentabile.
Anche questo capitolo della storia d'Italia si è c hiuso con una sonora sc onfitta dovuta al berlusconismo che si è impadronito dell'opposizione parlamentare. Non si può combattere il liberismo facendo i liberisti. Quindi tutto si è ridotto nell'allontanamento di una persona imbarazzante per creare uno spazio di maggiore agibilità per la grande destra capitalistica e finanziaria.
Pietro Ancona

bambini in Ucraina e Russia dopo la caduta dell'URSS

http://www.laperfettaletizia.com/2011/01/aibi-in-ucraina-100mila-minori.html
Ucraina: la speranza dell'adozione 2003


NEL PAESE DEGLI ORFANI
Estratto da Famiglia Cristiana
UCRAINA: DA 130.000 A 300.000 i minori abbandonati
A Kiev sono tantissimi i ragazzi di strada, che vivono sottoterra. Un pò meglio va a quelli in orfanatrofio, loro una speranza ce l'hanno: UNA FAMIGLIA CHE LI ADOTTI.
" Una bambola. Regalami una bambola di pezza", mi chiede Ruslana, stringendosi nella giacca a vento che ha visto troppi inverni. Ha solo 14 anni e una madre alcolizzata che non intende vedere più. L'odore acre della colla, la droga dei miserabili che ha sniffato poco prima assieme ai suoi sei compagni di strada, si confonde con i gas di scarico delle auto davanti alla stazione ferroviaria della " Riva sinistra". E' sera, tra poco torneranno " giù ", a dormire nei tombini o negli anfratti della metropolitana di Kiev, nel ventre tiepido della città che l'inverno ucraino congela a 30 gradi sotto zero. Sono i " ragazzi di strada" di Kiev, i figli di nessuno, quelli che neppure l'orfanotrofio ha saputo raccattare. Vivono elemosinando e scippando, ignorati perfino dai giornali occidentali, molto più attratti dagli street kids di Bucarest. Impossibile contarli. La capitale dell'Ucraina, città antica e metropoli moderna di quasi tre milioni di abitanti, è una matrigna che raccoglie in istituti, da tutto il Paese, migliaia di minori orfani o abbandonati dai genitori. C'è chi stima che siano 5.000, chi molto più del doppio.
Un genocidio silenzioso. Nell'intera Ucraina la cifra sale a 130.000, secondo dati "governativi"; a 300.000 secondo le associazioni umanitarie, e 70.000 sarebbero i minori internati in istituto. Così tanti che perfino una fonte ufficialissima come la Relazione sullo stato dell'infanzia, stilata dall'Istituto di scienze sociali, deve ammettere l'impossibilità di ricoverarli tutti negli internat, gli orfanotrofi statali, che sono 400, e di doverli alloggiare anche negli ospedali. D'altra parte, il 90 per cento dei neonati ha qualche malattia: asma e bronchite cronica le più comuni. E la tubercolosi, oltre 700.000 casi, è in continuo aumento. " Un genocidio silenzioso, non causato da guerre, ma da povertà e malattie": denuncia don Maxim Mauritsson, sacerdote e medico svedese che vive a Kiev dal 1993.
Perchè tanti minori abbandonati? " Basta un dato: il 70 per cento delle famiglie si divide dopo 5 anni di matrimonio. Il resto lo fanno la disoccupazione e la vodka", ci spiegano alla Caritas cattolica di Kiev, che lavora con i bambini di strada e negli orfanotrofi. Nell'internat di Vasilkov, a 60 chilometri da Kiev, vivono 230 ragazzi dai 14 ai 18 anni. Assomiglia più a un vecchio manicomio che a una casa per la gioventù. A parte il cibo, manca tutto: banchi, quadri, divani. L'impianto di riscaldamento salta di continuo. La giovane direttrice confessa: " Qui dovremmo formare sarte, ma non abbiamo macchine per cucire. Il corso per autisti non è partito perchè le auto sono sempre a riparare, e quando escono dall'officina non hanno benzina. Lo Stato ci passa il 20 per cento di quanto avremmo bisogno, e non capisce che questi ragazzi, se non scappano prima, escono da qui pieni di rabbia e senza speranza".
L'eccezione dell'ex militare. La situazione degli orfanotrofi peggiora ancor più allontanandoci dalla capitale. Il 30 per cento dei minori che ne esce resta senza un'abitazione e il 10 per cento viene ammazzato o si suicida. Ma ci sono anche felici eccezioni. Igor Maltsev, vicedirettore dell'internato di Bucha, cittadina agricola della provincia di Irpin, ha trasferito la sua capacità organizzativa di ex militare nella gestione dell'orfanotrofio che, specializzatosi nei corsi di lingua, oltre ad accogliere 300 orfani è aperto anche agli studenti con famiglia del paese. " Così si favorisce l'integrazione ", osserva. Qui i ragazzi sono incentivati in ogni modo a studiare: un bel voto può significare vincere un gioco nuovo. Lo Stato non passa i letti? Li fabbricano i ragazzi nel laboratorio di falegnameria. Un gregge di 80 capre produce il latte, il migliore antidoto contro la Tbc. C'è perfino l'aula di informatica, e Internet è di casa. " Da qui i ragazzi non fuggono", afferma Maltsev:" Quest'anno tre di loro si sono iscritti alla scuola per assistenti sociali". Ma una rondine non fa primavera neanche tra le steppe ucraine.
" La domanda dei bambini che mi fa più male è: 'Perchè non mi trovi una mamma migliore?' ", racconta la direttrice del'orfanotrofio di Denyshi, 150 chilometri da Kiev, Ganna Dokijciuk. " Arriva, arriva, dico ". E ogni tanto, per fortuna, arriva. I minori in stato di adottabilità il Ucraina sono stimati in 14.000, e l'Italia è tra i paesi più ricettivi.
Nonostante la sospensione delle procedure adottive per alcuni mesi decisa dalla Cai (Commissione per le adozioni internazionali), nel giugno del 2002, motivato dal " mancato rispetto dei princìpi della Convenzione dell'Aja ", in quell'anno l'Ucraina è stato il Paese dal quale sono giunti più bambini: su 2.224 autorizzazioni all'ingresso in Italia, 634 erano di minori ucraini. E anche nel 2003 la percentuale non è cambiata.
" Ma anche noi siamo rigorosi ". Si era parlato di " adozioni facili ", di "cataloghi" dei bambini. " Non è affatto così" replica la direttrice del centro adozioni del ministero dell'Educazione ucraino, Eugenia Rodionivna: " Applichiamo solo le nostre leggi, che differiscono in parte dalla Convenzione dell'Aja, che presto, comunque, il nostro governo, ratificherà. Il principio ispiratore è sempre il bene del bambino. Siamo rigorosi: lo dimostra la bocciatura del 30 per cento delle vostre richieste".
Il nodo sta nella possibilità, data alle coppie dalla legge ucraina ma non dalla Convenzione, di rifiutare l'abbinamento proposto dal Centro e di scegliere un altro minore." C'è del buono sia nel nostro sistema sia nei dettami stabiliti all'Aja", afferma il pediatra responsabile dell'équipe del Centro, Valentin Gamacek. " E va dato atto alle coppie italiane e agli enti che le hanno preparate di attenersi all'abbinamento proposto. Cosa che non capita con francesi e canadesi".
" E' ben diverso dell'affermare che in questo Paese ci sono operatori dell'infanzia compiacenti e famiglie italiane in mala fede. Molte di esse, infatti, ci hanno espresso la loro sacrosanta indignazione", dice Egles Bozzo, presidente di " S.O.S Bambino" , ente vicentino autorizzato alle adozioni internazionali, che l'anno scorso ha dato genitori italiani a 133 bambini ucraini.
Sono ancora pochissime, invece, le coppie ucraine che adottano. " Qui ci si vergogna d'avere un figlio non proprio. Lo si nasconde in casa. Si cambia città. Insomma, non c'è ancora la cultura dell'adozione, perché manca il riconoscimento dei valori della famiglia", spiega Andrei Voitenko, presidente dell'associazione cristiana " Cuore aperto", che si occupa di adozioni e ha creato una delle prime comunità di recupero per ragazzi di strada a Kiev. In esse i ragazzi vivono, studiano e vengono avviati al lavoro. Prima regola: smettere con la colla. E se l'inno nazionale dice: " L'Ucraina non è ancora morta" è anche perché qualcuno ha lanciato un salvagente a questi naufraghi.
(Articolo di Alberto Laggia - tratto da Famiglia Cristiana n. 45/2003)








Orfanatrofio lager

15/10/2011

Un bambino di 11 anni morto per denutrizione, pesava solo 10 kg: è una delle 27 vittime dell’orfanotrofio-lager di Miski, nella regione siberiana di Kemerovo, dove attualmente sono ricoverati circa 400 bambini con varie malattie congenite che impediscono loro di muoversi e di mangiare. Altri 11 sono morti per soffocamento da cibo: le infermiere, infatti, alimentavano per via orale anche i piccoli che dovevano essere nutriti solo con la flebo.

Russia,15 ott. – Ma non è che la punta dell’iceberg in un Paese che rimpiange gli ‘orfanotrofi familiari’ sovietici e che si ritrova con 800 mila bambini abbandonati, più di quanti fossero alla fine della seconda guerra mondiale, che in Russia falcidiò milioni di famiglie. Quello di Miski era un vero e proprio istituto degli orrori e del cinismo: negli ultimi due anni e mezzo, insieme a 27 vite di innocenti, sono spariti anche 670 mila rubli (16 mila euro), la miseria versata dallo Stato per assicurare un minimo di assistenza ai piccoli ospiti quando diventeranno maggiorenni.

Ora la procura locale ha aperto un’inchiesta e il direttore dell’istituto, indagato per negligenza colposa e abuso d’ufficio, si è dimesso. Tutto è partito dal decesso di quel bambino di 11 anni che pesava come uno di tre. «Abbiamo visto bambini in tali condizioni solo nei documentari sui campi di concentramento nazista», ha confessato indignato il procuratore Oleg Zaratovski. Ma i casi di orfanotrofi-lager, o comunque in condizioni fatiscenti, facili prede di incendi, sono frequenti in Russia.

È dello scorso anno la storia di un orfanotrofio gestito da suore nella regione di Vladimir, a circa 200 km da Mosca, dove le bambine venivano frustate con la cinghia, tenute a pane e acqua per lunghi periodi, sottoposte a orari di lavoro estenuanti nei campi. Risale invece al 2009 il caso dell’orfanotrofio di Timovsk, nella regione di Tula, dove i più irrequieti venivano rinchiusi in una clinica psichiatrica e imbottiti di psicofarmaci. I dati ufficiali sulla situazione dei bambini in Russia sono agghiaccianti.

Ogni anno circa 100 mila sono vittime di abusi (spesso familiari) e 2000 muoiono a causa di violenze e maltrattamenti da parte dei genitori, mentre oltre 10 mila scompaiono o fuggono. Si tratta di famiglie disagiate, con problemi di droga e alcolismo. I bambini orfani o abbandonati sono invece circa 800 mila, anche se dati non ufficiali parlano di 2 milioni, su un totale di 38 milioni di minorenni. Un fenomeno drammaticamente in crescita, con numeri raddoppiati dal 1994, mentre gli orfanotrofi sono passati dai 600 del 1990 (prima del crollo dell’Urss) ai quasi 2000 di oggi, con circa 200 mila ospiti.

Quando escono solo il 10% riesce a inserirsi, il 10% si suicida, il 40% delinque e il 40% diventa alcolizzato o tossicodipendente. Solo 150 mila degli 800 mila bimbi abbandonati sono stati adottati (la metà all’estero). Quanto agli altri, 37 mila vanno in affidamento (sino ai 14 anni) e 380 mila finiscono sotto la tutela di altri parenti (dai 14 ai 18 anni): lo Stato versa una una tantum di 12 mila rubli (280 euro) e sussidi mensili che vanno da 5000 a 7000 rubli (120-166 euro). Il destino peggiore è sicuramente l’orfanotrofio, tanto che Albert Likhanov, capo del fondo di beneficenza per l’infanzia, si dice favorevole al programma di ‘orfanotrofio familiare’ sovietico rimasto in vita sino alla fine dell’Urss, quando a prendersi cura di un gruppo di orfani era una persona stipendiata dallo Stato.

Anche in epoca sovietica, comunque, gli istituti speciali per bambini non erano certo un modello di accoglienza e calore, come racconta con crudo realismo lo scrittore russo Ruben Gallego nel suo straordinario libro autobiografico «Bianco su nero».

Red. Ag.





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sabato 4 febbraio 2012

Monti e Busiride

Mario Monti è un economista liberista e non ha la preparazione, l'apertura mentale, il sapere per guidare una nazione . Ripete come un pappagallo la lezione micidiale di Friedmann ed è un diligente esecutore delle direttive del poool di banche mondiali di wallstreet. Ha meno senso politico di un politico medio del nostro scalcagnato Parlamento fosse lo stesso Scilipoti.E' malato di presenzialismo che non sempre è utile perchè espone ad una maggiore quantità di passi falsi ed a saturazione per immagine dei telespettatori che potrebbero stancarsi di vederlo gesticolare con le mani avanti tipico di chi vuole importi quello che dice.
Se fosse stato un politico si sarebbe astenuto dall'attaccare frontalmente il posto fisso visto che in fondo per quaranta anni ne ha fruito e continua a fruirne e non avrebbe parlato della monotonia di coloro che sono costretti a fare sempre lo stesso lavoro.
A questo proposito ho trovato "divertente" confrontare le cose che ha detto con una citazione di Carlo Marx che riferisce una nota di Isocrate sul mitico faraone Buciride che" ordinò che gli stessi individui facessero sempre lo stesso mestiere, perchè egli sapeva che coloro che cambiano d'occupazione non diventano perfetti in nessuna di esse, mentre quelli che si attengono sempre allo stesso genere di lavoro fanno perfettamente quanto v i si riferisce."
Ora non c'è dubbio che l'operaio che saltabecca da un lavoro all'altro piuttosto che plurispecializzarsi degrada professionalmente come è possibile vedere in tutto il sistema economico americano dove terribili disgrazie sono scoppiate per il patologico turn over della popolazione operaia. Non si possono avere lavoratori usa e getta senza danneggiare la capacità delle imprese e senza degradare a "iurnatari" la classe lavoratrice. L'idea di Monti che vede l'operaio soltanto come merce da flessibilizzare al massimo non solo è asociale ma è per un capitalismo avventuriero che non fa assegnamento sul patrimonio umano ricco di sapere e di capacità degli operai che si specializzano sempre di più nel proprio lavoro. Certo se lo trovano monotono debbono avere la libertà di cambiarlo ma non per imposizione dei bocconiani.

Quaresimalisti e cattivisti

Quaresimalisti e cattivisti

Intensa campagna di autodenigrazione organizzata dai massmedia per abituarci al nostro prossimo futuro di povertà greca. Uno stuolo di quaresimalisti si affanna a deprecare il nostro passato di cicale sperperatrici, a colpevolizzarci per avere caricato i nostri figli di debiti, a considerare le virtù della solidarietà buonismo che fa maledettamente male. Insomma dobbiamo accettare la cattiveria di coloro che per il nostro bene riducono e ridurranno ancora di più il nostro tenore di vita. Saremo martellati notte e giorno dal refrain della colpa delle generazioni adulte che hanno reso difficile la vita ai giovani. Come se la legge Biagi non c'entrasse niente nella crescita della piaga del precariato!
Ma il debito italiano è stato accumulato per finanziare i pesantissimi impegni militari che l'Italia deve sopportare per continuare a stare dentro l'euroatlantismo; per finanziare gli sprechi della politica e delle classi dirigenti italiane che sono le più privilegiate del mondo a cominciare dal Presidente della Repubblica che costa quanto l'Eliseo e Buckingham Palace messi insieme, a compensare i buchi dell' evasione fiscale per centinaia di miliardi l'anno.......Il debito si è fatto per la spaventosa corruzione della pubblica amministrazione che, secondo la Corte dei Conti, è costata e continua a costare sessanta miliardi di euro l'anno e per le Regioni che sono del tutto inutili e dannose ma che dal 1970 ad oggi hanno un costo in continua ascesa.
Non sono stati certamente i diritti dei lavoratori a provocare l'immenso buco nero della finanza italiana.
Monti predica la cattiveria sociale al posto della coesione e della solidarietà! E' triste come un partito come il PD che ha alla spalle la storia del PCI e della stessa DC con il suo solidarismo cattolico, sostenga questo governo che da quando si è insediato ha peggiorato notevolmente la condizione dell'Italia e sta preparando un futuro nero come la pece simile a quello greco. Saremo spremuti fino all'ultima stilla di sangue come la Grecia e poi destinati alla colonizzazione franco-tedesca ed ad essere considerati poco più che una base militare americana.
C'è contraddizione tra crescita e pareggio di bilancio. Il pareggio di bilancio accompagnato dallo esborso di quaranta miliardi di euro l'anno precluderà la crescita. Aumenterà la disoccupazione ed il PIL diminuirà. Ci attende il peggio. La fine dello art.18 è messa in conto per liquidare una classe lavoratrice qualificata e mettere al suo posto lavoratori usa e getta come si sta facendo dappertutto con la legge Biagi.
Monti predica un paese di virtuosi morti di fame che mantengono la grassa e sazia borghesia che lui ed i suoi professori rappresentano nel governo. Venticinque milioni di lavoratori italiani che finanziano il benessere e l'opulenza dei ceti ricchi e benestanti. Magari perchè, come sosteneva Reagan, chi è ricco è virtuoso perchè Dio lo ha premiato mentre chi è povero è reprobo e Dio lo ha punito per la sua incapacità.
Pietro Ancona
già membro del CNEL

giovedì 2 febbraio 2012

l'art.18 nella carriera politica di Monti

Articolo 18 per la carriera politica di Monti?

L'impianto accusatorio dei liberisti all'art.18 è basato su falsità ed interpretazioni di comodo della realtà. La signora Marcegaglia parla di "dicotomia insopportabile" tra coloro che sono protetti dall'art.18 che sarebbero privilegiati e come tali additati al pubblico disprezzo come "privilegiati" e coloro che non lo sono e parla delle partite Iva fasulle e delle altre porcherie previste dalla legge Biagi per eludere i diritti e pagare salari ridicoli ai giovani come se non fossero gli imprenditori a farne largo e scandaloso uso. Per cancellare la dicotomia la misura da prendere è una sola: estendere l'art.18 a tutti i lavoratori che oggi ne sono esclusi e cioè a quanti operano nelle aziende con meno di 15 dipendenti e quanti lo sono per leggi di favore che si sono fatte per talune associazioni. Ripeto: la giustizia non consiste nel togliere la tutela della non licenziabilità senza giusta causa a quanti oggi l'hanno ma nell'estenderla a quanti sono vittime di contratti atipici veri e propri fumus giuridici che purtroppo la magistratura non ha impugnato ed avrebbe potuto farlo milioni di volte. I giovani dei contratti atipici purtroppo non hanno la forza per impugnare per i ricatti ai quali sono costretti ed a questa condizione la feroce destra liberista vorrebbe costringere tutti i lavoratori italiani. Propongo alla Magistratura italiana una seria inchiesta sui contratti a partita IVA, a progetto, su tutti i contratti atipici. Sono tutte truffe!
Oggi la Marcegaglia se ne esce confessando la verità sull'art.18 : dobbiamo presentare la la sua abrogazione ai mercati ed all'Europa per migliorare l'immagine e la credibilità dell'Italia e avanza la proposta di limitarlo soltanto ai casi di licenziamenti per discriminazione. Ma questi casi sono già regolati dall'art.15 dello Statuto dei lavoratori!
Il Presidente del Consiglio, il governor Monti, in una delle sue numerose comparsate televisive ha definito "pernicioso" l'art.18 e morto il posto di lavoro fisso. E' stato molto sussiegoso e pedagogico quando ha indicato ai giovani la via della libertà dal posto fisso. Non ho dubbi che parlando della molteplicità delle esperienze lavorative che si farebbero senza posto fisso non si riferiva nè ai suoi figli nè ai suoi nipoti. In Italia sono famosi i moralisti ed i pedagoghi che indicano agli altri o ai figli degli altri le cose da fare. Sembra che i giovani italiani non dovranno più "bamboccioni" come li aveva definiti il suo defunto collega di centro-sinistra Padoa Schioppa. Il quale però ha sistemato molto bene i suoi tre figli in importanti organismi dove guadagnano un sacco di soldi e certamente anche se si annoiano con il posto fisso non hanno l'incubo della scadenza del contratto o di doversi pagare l'ospedale e le medicine in caso di malattia o infortunio.
L'Italia è il Paese delle anomalie. E' anomalo che le trattative con i sindacati fatti con tono ancora più minaccioso da quello usato verso la CGIL da Sacconi si svolgano soltanto per togliere sempre mai per dare qualcosa ai lavoratori. La Fornero minaccia che andrà avanti anche senza accordo perchè è convinta che l'opinione degli italiani le è favorevole. Populismo fascista in cui si evoca la piazza contro il diritto delle persone! E' anomalo segno di un paese malato il fatto che è il Governo assai più della Confindustria a premere per abilire l'art,18. Un sondaggio recente su migliaia di imprenditori ha detto che sono indifferenti alla questione e c he suggeriscono la soluzione di altri problemi come quelli del credito bancario e delle infrastrutture. N on tutta la confindustria è allineata dietro i falchi e l'atteggiamento della stessa Marcegaglia è più di allineamento alle posizioni di Monti che di spinta autonoma. Il Presidente del Consiglio che spinge verso la rottura delle parti sociali o la sottomissione dei sindacati ai dicktat del governo è del tutto fuori delle Costituzione che non prevede un Governo che reclama la cessione di diritti che i lavoratori detengono da quaranta anni , diritti che hanno fatto soltanto del bene anche alle imprese e reso civile l'Italia. Evidentemente Monti vuole consegnare l'art.18 a quelle famose dieci banche che decidono lo spread e pavoneggiarsi facendo la ruota come un tacchin o con i suoi colleghi euroatlantici e di riuscire laddove altri ci hanno provato da D'Alema a Berlusconi Vuole dimostrare non solo di sapere fare bene i compiti assegnatigli ma anche di andare oltre!
Io credo che l'Italia ricaverebbe più slancio e più sviluppo estendendo il diritto alla giusta causa a tutti. La rigidità delle norme in passato ha fatto bene. Ha stimolato l'innovazione tecnologica e nuove ingegnerie delle imprese. La deregolation e la flessibilità deprimono verso il basso il mercato del lavoro. Il lavoratore competente ed esperiente è un bene per le aziende e se diventa usa e getta e costretto a fare il bracciantato in tante cose diverse (ammesso che ci siano) non sarà più il patrimonio di professionalità e di abilità tecnica o manuale come lo è ancora oggi in quelle aziende dove nonostante la monotonia dal quale Monti lo vorrebbe liberare costituisce un punto di riferimento anche per quanti vi arrivano.
Pietro Ancona
già consigliere CNEL