EUROGENDFOR - La Nuova Polizia con Poteri Illimitati
La Nuova Polizia con Poteri Illimitati
di A. Mannino
Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.
Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo.
I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale di intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4).
Il raggio d’azione: «Eurogendfor potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), della Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5).
La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero - l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa Eurogendfor» (art. 3).
Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.
Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 2; i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.
Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello.
Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.
La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.
Articolo pubblicato sul sito La Voce del Ribelle e riportato sul sito Senza Soste
Link diretti:
http://www.ilribelle.com/
http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea-con-poteri-illimitati
giovedì 20 ottobre 2011
lunedì 17 ottobre 2011
Prime riflessioni su ieri a Roma
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Prime riflessioni su ieri a Roma
Le manifestazioni degli indignati si sono svolte in mille città del mondo in un modo pacifico che non ha impegnato l'intervento della Polizia. Hanno avuto particolari restrizioni negli USA dove i corpi di polizia addestrati alla guerriglia urbana arrestano la gente anche per una piccola infrazione alle disposizioni che hanno impartito sui percorsi e sulle modalità dei cortei. Le parole d'ordine che si leggevano in tutti i cartelli del mondo erano più o meno le stesse: denunzia del ruolo nefasto del capitale finanziario, assenza di futuro, precariato, richiesta di forme nuove e davvero partecipate di democrazia, no alle spese militari, lotta alla diseguaglianza sociale ed alla distribuzione iniqua della ricchezza, lotta alle privatizzazioni, lotta alle spese militari ed alle guerre.recupero dei welfare indeboliti e ridimensionati dalle misure di austerità. A Varsavia spiccavano nei cortei diverse gigantografie di Carlo Marx. Dappertutto le manifestazioni hanno avuto uno svolgimento positivo e pacifico tranne a Roma che aveva la più grande manifestazione del mondo dove si è innestata sul corteo una prolungata guerriglia con scontri ripetuti con la polizia e devastazioni dell'arredo urbano attacco a vetrine ed ad uffici pubblici. Automezzo della polizia è stato incendiato, una chiesa invasa, devastata una madonna ed un crocifisso. Molti feriti ed arresti. Non si escludere che arriveranno presto tante comunicazioni giudiziarie.
Mentre la trasgrande maggioranza dei partecipanti ai cortei non si è lasciata coinvolgere nella violenza sembra che una massa di migliaia di incappucciati hanno dato vita al disordini con una tecnica di mordi fuggi e ritorno nel corteo che a quanto pare ha dato i suoi risultati.
Il corteo non aveva l'esperienza per fronteggiare la situazione che si è creata. Non aveva servizi d'ordine. Era alla sua prima seppur riuscitissima uscita pubblica. Non escludo che i disordini siano il frutto della convergenza di gruppi diversi. Gruppi di provocatori organizzati addestrati alle tecniche di lotta di strada che hanno trascinato altri gruppi di ragazzi certamente molto decisi ma che probabilmente si sarebbero fermati a lasciare qualche segno soltanto nei luoghi del Potere come le Banche e forse i Supermercati e gli Uffici delle tasse ma che sono stati attirati e coinvolti in azioni di guerriglia urbana.
Mi domando perchè in tutto il mondo non è successo niente tranne che in Italia e la risposta che mi do è questa: la condizione dei giovani italiani è la peggiore in assoluto. A differenza dei francesi dei tedeschi e di tanti altri non hanno un salario minimo garantito dalla legge che li metta a riparo dagli splafonamenti salariali, non hanno dnessun aiuto post laurea per l'inserimento come il Salario Sociale almeno per un anno, sono regolati dalla mostruosa legge Biagi che ha fatto diventare legale l'illegalità ed il reato, non hanno futuro nè lavorando nè da disoccupati. In Italia gli indignatosi sono inoltre molto isolati dalle Confederazioni Sindacali e sostenuti soltanto da partiti di sinistri ridotti all'estraparlamentarismo. La gravità della condizione di milioni e milioni di giovani è alla base della esasperazione ed anche di forme di disperazione della protesta.
Faccio un peccato di pensiero e dico che i tafferugli sono stati fatti scoppiare da un Potere che vuole mettere in cattiva luce l'Italia e soltanto l'Italia a livello internazionale. L'Italia dà una immagine di disordini e di marasma che abbassa la sua credibilità e la sua affidabilità per i "mercati". Mi convinco che c'è una regia di coloro che v ogliono il declassamento dell'Italia se non un suo vero e proprio default. Questo effetto di offuscamento della credibilità dell'Italia è stato calcolato e voluto da coloro che usano le agenzkie di rating per crocifiggerci.
Pietro Ancona
Prime riflessioni su ieri a Roma
Le manifestazioni degli indignati si sono svolte in mille città del mondo in un modo pacifico che non ha impegnato l'intervento della Polizia. Hanno avuto particolari restrizioni negli USA dove i corpi di polizia addestrati alla guerriglia urbana arrestano la gente anche per una piccola infrazione alle disposizioni che hanno impartito sui percorsi e sulle modalità dei cortei. Le parole d'ordine che si leggevano in tutti i cartelli del mondo erano più o meno le stesse: denunzia del ruolo nefasto del capitale finanziario, assenza di futuro, precariato, richiesta di forme nuove e davvero partecipate di democrazia, no alle spese militari, lotta alla diseguaglianza sociale ed alla distribuzione iniqua della ricchezza, lotta alle privatizzazioni, lotta alle spese militari ed alle guerre.recupero dei welfare indeboliti e ridimensionati dalle misure di austerità. A Varsavia spiccavano nei cortei diverse gigantografie di Carlo Marx. Dappertutto le manifestazioni hanno avuto uno svolgimento positivo e pacifico tranne a Roma che aveva la più grande manifestazione del mondo dove si è innestata sul corteo una prolungata guerriglia con scontri ripetuti con la polizia e devastazioni dell'arredo urbano attacco a vetrine ed ad uffici pubblici. Automezzo della polizia è stato incendiato, una chiesa invasa, devastata una madonna ed un crocifisso. Molti feriti ed arresti. Non si escludere che arriveranno presto tante comunicazioni giudiziarie.
Mentre la trasgrande maggioranza dei partecipanti ai cortei non si è lasciata coinvolgere nella violenza sembra che una massa di migliaia di incappucciati hanno dato vita al disordini con una tecnica di mordi fuggi e ritorno nel corteo che a quanto pare ha dato i suoi risultati.
Il corteo non aveva l'esperienza per fronteggiare la situazione che si è creata. Non aveva servizi d'ordine. Era alla sua prima seppur riuscitissima uscita pubblica. Non escludo che i disordini siano il frutto della convergenza di gruppi diversi. Gruppi di provocatori organizzati addestrati alle tecniche di lotta di strada che hanno trascinato altri gruppi di ragazzi certamente molto decisi ma che probabilmente si sarebbero fermati a lasciare qualche segno soltanto nei luoghi del Potere come le Banche e forse i Supermercati e gli Uffici delle tasse ma che sono stati attirati e coinvolti in azioni di guerriglia urbana.
Mi domando perchè in tutto il mondo non è successo niente tranne che in Italia e la risposta che mi do è questa: la condizione dei giovani italiani è la peggiore in assoluto. A differenza dei francesi dei tedeschi e di tanti altri non hanno un salario minimo garantito dalla legge che li metta a riparo dagli splafonamenti salariali, non hanno dnessun aiuto post laurea per l'inserimento come il Salario Sociale almeno per un anno, sono regolati dalla mostruosa legge Biagi che ha fatto diventare legale l'illegalità ed il reato, non hanno futuro nè lavorando nè da disoccupati. In Italia gli indignatosi sono inoltre molto isolati dalle Confederazioni Sindacali e sostenuti soltanto da partiti di sinistri ridotti all'estraparlamentarismo. La gravità della condizione di milioni e milioni di giovani è alla base della esasperazione ed anche di forme di disperazione della protesta.
Faccio un peccato di pensiero e dico che i tafferugli sono stati fatti scoppiare da un Potere che vuole mettere in cattiva luce l'Italia e soltanto l'Italia a livello internazionale. L'Italia dà una immagine di disordini e di marasma che abbassa la sua credibilità e la sua affidabilità per i "mercati". Mi convinco che c'è una regia di coloro che v ogliono il declassamento dell'Italia se non un suo vero e proprio default. Questo effetto di offuscamento della credibilità dell'Italia è stato calcolato e voluto da coloro che usano le agenzkie di rating per crocifiggerci.
Pietro Ancona
domenica 16 ottobre 2011
La violenza del potere cieco e sordo
La violenza del potere sordo e cieco.
Il Gen.Charles De Gaulle, durante il maggio francese, indusse il suo primo ministro Pompidou a trattare con i sindacati e concludere gli accordi di Grenelle e così rispose al movimento rivoluzionario che da settimane bloccava la Francia assecondando una uscita negoziata della grande crisi sociale e politica della Francia moderna.
Anche i governi di centro-sinistra degli anni settanta che affrontarono le grandi tensioni sociali e politiche del maggio italiano e dell'autunno caldo trattarono e diedero alla luce importanti fondamentali provvedimenti: lo Statuto dei diritti dei Lavoratori e la riforma della scuola.
Insomma il potere ha dialogato e trattato con i movimenti. Non si è chiuso a riccio e non ha derubricato la questione sociale a questione di ordine pubblico. Questo succedeva in una realtà sociale e politica in cui esistono vere opposizioni politiche in Parlamento che sostenevano e truducevano in provvedimenti legislativi le rivendicazioni degli studenti, degli operai, degli insegnanti. A far da sfondo a questa realtà c'era l'URSS con la sua Costituzione e la sua gestione socialista di tutti i beni della società, una URSS la cui esistenza costringeva le classi dirigenti dell'Occidente a non tirare troppo la corda, ad offrire una qualche risposta alla domanda di diritti e di rinnovamento.
Ma oramai, da molti anni, le cose non stanno più così. I governi ignorano la protesta delle masse. Vanno avanti per la loro strada fatta di tagli ai salari al welfare e di finanziamenti delle guerre colonialiste.
In molti, anche a sinistra, hanno osservato che le violenze degli estremisti a Roma hanno rovinato una grande manifestazione pacifica fatta di almeno trecentomila persone. E' vero. Ma è anche vero che nessuna risposta sarebbe stata data nè sarà data ai pacifici come ai bellicosi, ai miti come ai violenti. Il potere è sorto e cieco. Lo abbiamo già visto. Migliaia di manifestazioni di protesta dei precari della scuola con stiliti, scioperi delle fame e quant'altro non hanno prodotto neppure un incontro tra il Ministro Gelmini ed il personale della scuola. La scuola è stata spogliata di nove miliardi della sua dotazione e ridotta a classi-pollaio con trenta o quaranta alunni. Il potere non si è fatto raggiungere da nessuna invocazione, da nessuna protesta. E' andato avanti per la sua strada.
Ora per giorni i massmedia si occuperanno delle violenze romane che finiscono con il riverberarsi su tutto il movimento degli indignati inceppandolo e mettendolo sulla difensiva, nella necessità di difendersi dalle accuse che arrivano a sfiorare financo il terrorismo. Ma il governo non farà assolutamente niente e l'imbelle opposizione presente in Parlamento si preoccuperà sopratutto della propria "rispettabilità" e farà a gara con i Gasparri ed i La Russa a chi si distanzia di più dai movimenti rivendicativi.
Basterebbero alcuni segnali di apertura del Parlamento e del Governo per rispondere, nei limiti di una situazione difficilissima, in modo civile e democratico a Piazza san Giovanni, alla piazza dei miti ed a quella dei rivoltosi: Un Salario Sociale della durata di un anno per i giovani laureati in cerca di prima occupazione; Un Salario Minimo Garantito ai giovani biagizzati oggi brutalmente sfruttati con retribuzioni meschine inferiori financo a 500 euro mensili. Un aiuto straordinario alle famiglie monoreddito che non riescono più a galleggiare nella crisi.
Non si farà niente di tutto questo e si parlerà soltanto della violenza di Piazza San Giovanni.Ci si inquadrerà nelle decisioni del G20 che vogliono drenare tutte le risorse verso il sistema finanziario e spogliare le popolazioni di tutto dal salario al welfare. I banchieri passati dalla derisione dello cham pagne bevuto in faccia agli indignati di WallStreet alla pietà pelosa ed alla condivisione ipocrita ed insincera del segretario al tesoro USA Geithner, di Soros, di Passera, di Draghi, di altri marpioni della finanza.
L'Italia non è la Grecia. E' la quinta potenza economica del mondo con il 3,3 per cento di produzione del Pil. Può aprirsi alle richieste degli indignati guadagnandoci in possibilità di crescita. La paralisi italiana è dovuta anche alla precarietà ed al disagio sociale enorme.
Una classe dirigente se si limita a criminalizzare la violenza senza dare risposte ai movimenti si dimostra non credibile ed in malafede. Una classe dirigente deve dare risposte anche alla violenza dimostrandone l'arbitrarietà in un sistema democratico funzionante. Ma non è funzionante un sistema che ignora sistematicamente il malessere e si chiude in se stesso e continua a produrre altre cause di malessere.
Pietro Ancona
Il Gen.Charles De Gaulle, durante il maggio francese, indusse il suo primo ministro Pompidou a trattare con i sindacati e concludere gli accordi di Grenelle e così rispose al movimento rivoluzionario che da settimane bloccava la Francia assecondando una uscita negoziata della grande crisi sociale e politica della Francia moderna.
Anche i governi di centro-sinistra degli anni settanta che affrontarono le grandi tensioni sociali e politiche del maggio italiano e dell'autunno caldo trattarono e diedero alla luce importanti fondamentali provvedimenti: lo Statuto dei diritti dei Lavoratori e la riforma della scuola.
Insomma il potere ha dialogato e trattato con i movimenti. Non si è chiuso a riccio e non ha derubricato la questione sociale a questione di ordine pubblico. Questo succedeva in una realtà sociale e politica in cui esistono vere opposizioni politiche in Parlamento che sostenevano e truducevano in provvedimenti legislativi le rivendicazioni degli studenti, degli operai, degli insegnanti. A far da sfondo a questa realtà c'era l'URSS con la sua Costituzione e la sua gestione socialista di tutti i beni della società, una URSS la cui esistenza costringeva le classi dirigenti dell'Occidente a non tirare troppo la corda, ad offrire una qualche risposta alla domanda di diritti e di rinnovamento.
Ma oramai, da molti anni, le cose non stanno più così. I governi ignorano la protesta delle masse. Vanno avanti per la loro strada fatta di tagli ai salari al welfare e di finanziamenti delle guerre colonialiste.
In molti, anche a sinistra, hanno osservato che le violenze degli estremisti a Roma hanno rovinato una grande manifestazione pacifica fatta di almeno trecentomila persone. E' vero. Ma è anche vero che nessuna risposta sarebbe stata data nè sarà data ai pacifici come ai bellicosi, ai miti come ai violenti. Il potere è sorto e cieco. Lo abbiamo già visto. Migliaia di manifestazioni di protesta dei precari della scuola con stiliti, scioperi delle fame e quant'altro non hanno prodotto neppure un incontro tra il Ministro Gelmini ed il personale della scuola. La scuola è stata spogliata di nove miliardi della sua dotazione e ridotta a classi-pollaio con trenta o quaranta alunni. Il potere non si è fatto raggiungere da nessuna invocazione, da nessuna protesta. E' andato avanti per la sua strada.
Ora per giorni i massmedia si occuperanno delle violenze romane che finiscono con il riverberarsi su tutto il movimento degli indignati inceppandolo e mettendolo sulla difensiva, nella necessità di difendersi dalle accuse che arrivano a sfiorare financo il terrorismo. Ma il governo non farà assolutamente niente e l'imbelle opposizione presente in Parlamento si preoccuperà sopratutto della propria "rispettabilità" e farà a gara con i Gasparri ed i La Russa a chi si distanzia di più dai movimenti rivendicativi.
Basterebbero alcuni segnali di apertura del Parlamento e del Governo per rispondere, nei limiti di una situazione difficilissima, in modo civile e democratico a Piazza san Giovanni, alla piazza dei miti ed a quella dei rivoltosi: Un Salario Sociale della durata di un anno per i giovani laureati in cerca di prima occupazione; Un Salario Minimo Garantito ai giovani biagizzati oggi brutalmente sfruttati con retribuzioni meschine inferiori financo a 500 euro mensili. Un aiuto straordinario alle famiglie monoreddito che non riescono più a galleggiare nella crisi.
Non si farà niente di tutto questo e si parlerà soltanto della violenza di Piazza San Giovanni.Ci si inquadrerà nelle decisioni del G20 che vogliono drenare tutte le risorse verso il sistema finanziario e spogliare le popolazioni di tutto dal salario al welfare. I banchieri passati dalla derisione dello cham pagne bevuto in faccia agli indignati di WallStreet alla pietà pelosa ed alla condivisione ipocrita ed insincera del segretario al tesoro USA Geithner, di Soros, di Passera, di Draghi, di altri marpioni della finanza.
L'Italia non è la Grecia. E' la quinta potenza economica del mondo con il 3,3 per cento di produzione del Pil. Può aprirsi alle richieste degli indignati guadagnandoci in possibilità di crescita. La paralisi italiana è dovuta anche alla precarietà ed al disagio sociale enorme.
Una classe dirigente se si limita a criminalizzare la violenza senza dare risposte ai movimenti si dimostra non credibile ed in malafede. Una classe dirigente deve dare risposte anche alla violenza dimostrandone l'arbitrarietà in un sistema democratico funzionante. Ma non è funzionante un sistema che ignora sistematicamente il malessere e si chiude in se stesso e continua a produrre altre cause di malessere.
Pietro Ancona
giovedì 13 ottobre 2011
nota all'articolo di Barbara Spinelli " I padroni dell'Europa"
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.pubblicata da Pietro Ancona il giorno giovedì 13 ottobre 2011 alle ore 14.24.
Gentile signora Spinelli,
mi permetto di aggiungere alle sue considerazioni da me condivise che
penso sia sbagliato ritenere che l'Europa ci tratta male perchè siamo governati da Berlusconi. Ci tratterebbe comunque male anche se fossimo governati da Bersani. La crisi dell'Italia è stata "inventata" dai banchieri di cui Trichet e Draghi sono killers esattamente come e peggio le agenzie di rating. Il debito pubblico italiano è stato drammatizzato come se dovesse essere pagato tutto in un giorno. Fino a giugno niente lasciava presagire la crisi. La crisi è stata una aggressione. L'Italia è nel mirino perchè deve essere punita per il suo rapporto con la Libia e con la Russia in materia energetica. La Francia prenderà il nostro posto nella Libia post Gheddafi. Noi cancelliamo quaranta miliardi di esport-import per sempre. Berlusconi è uno squalificato ma aveva osato immaginare una strategia energetica diversa ed autonoma da quella americana. Per questo e per i suoi deplorevoli vizi di vecchio satiro è stato punito. Il bombardamento alla Libia è un bombardamento all'Italia. Con la guerra alla Libia l'Italia ha perso un polmone industriale economico finanziario insostituibile. E' come la favola del lupo e dell'agnello. L'Italia viene accusata e spogliata. Come si fa ad accusare un paese di vivere al disopra dei suoi mezzi se ha i salari più bassi d'Europa e spende per il welfare ancora meno di tutti? Veniamo spinti verso la recessione e si reclama da noi lo sviluppo. Insomma veniamo puniti perchè non risparmiamo abbastanza e veniamo puniti perchè non ci sviluppiamo abbastanza. Ma gli investimenti non comportano qualcosa di molto diverso dal pareggio del bilancio? Ci prendono per i fondelli! E' la cupola della mafia dei banchieri e dei militari che ci spinge verso la miseria.
Avevano ragione Craxi e Bertinotti a ritenere gli accordi di Maastrict un inferno. Si pensava che fosse solo per i lavoratori. Ora l'inferno fa bruciare gli stati sovrani. Cordiali saluti
Pietro Ancona
http://www.repubblica.it/economia/2011/10/12/news/editoriale_spinelli-23086817/
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.pubblicata da Pietro Ancona il giorno giovedì 13 ottobre 2011 alle ore 14.24.
Gentile signora Spinelli,
mi permetto di aggiungere alle sue considerazioni da me condivise che
penso sia sbagliato ritenere che l'Europa ci tratta male perchè siamo governati da Berlusconi. Ci tratterebbe comunque male anche se fossimo governati da Bersani. La crisi dell'Italia è stata "inventata" dai banchieri di cui Trichet e Draghi sono killers esattamente come e peggio le agenzie di rating. Il debito pubblico italiano è stato drammatizzato come se dovesse essere pagato tutto in un giorno. Fino a giugno niente lasciava presagire la crisi. La crisi è stata una aggressione. L'Italia è nel mirino perchè deve essere punita per il suo rapporto con la Libia e con la Russia in materia energetica. La Francia prenderà il nostro posto nella Libia post Gheddafi. Noi cancelliamo quaranta miliardi di esport-import per sempre. Berlusconi è uno squalificato ma aveva osato immaginare una strategia energetica diversa ed autonoma da quella americana. Per questo e per i suoi deplorevoli vizi di vecchio satiro è stato punito. Il bombardamento alla Libia è un bombardamento all'Italia. Con la guerra alla Libia l'Italia ha perso un polmone industriale economico finanziario insostituibile. E' come la favola del lupo e dell'agnello. L'Italia viene accusata e spogliata. Come si fa ad accusare un paese di vivere al disopra dei suoi mezzi se ha i salari più bassi d'Europa e spende per il welfare ancora meno di tutti? Veniamo spinti verso la recessione e si reclama da noi lo sviluppo. Insomma veniamo puniti perchè non risparmiamo abbastanza e veniamo puniti perchè non ci sviluppiamo abbastanza. Ma gli investimenti non comportano qualcosa di molto diverso dal pareggio del bilancio? Ci prendono per i fondelli! E' la cupola della mafia dei banchieri e dei militari che ci spinge verso la miseria.
Avevano ragione Craxi e Bertinotti a ritenere gli accordi di Maastrict un inferno. Si pensava che fosse solo per i lavoratori. Ora l'inferno fa bruciare gli stati sovrani. Cordiali saluti
Pietro Ancona
http://www.repubblica.it/economia/2011/10/12/news/editoriale_spinelli-23086817/
Diritto del lavoro nella Costituzione dell'URSS
CAPITOLO X
DIRITTI E DOVERI FONDAMENTALI DEI CITTADINI
Art. 118 - I cittadini dell'U.RS.S. hanno il diritto al lavoro, cioè il diritto di ricevere un'occupazione
garantita con un compenso corrispondente alla quantità e qualità del lavoro prestato.
Il diritto al lavoro viene assicurato dall'organizzazione socialista dell'economia nazionale,
dall'incessante incremento delle forze produttive della società sovietica. dalla eliminazione della
possibilità di crisi economiche e dalla soppressione della disoccupazione.
Art. 119 - I cittadini dell'U.R.S.S. hanno diritto al riposo.
Il diritto al riposo viene assicurato mediante l'istituzione, per gli operai e gli impiegati, della
giornata lavorativa di otto ore, con la sua riduzione a sette e a sei ore per una serie di professioni
che comportano condizioni gravose di lavoro e a quattro nelle imprese a condizioni di lavoro
particolarmente difficili; con i congedi annuali per gli operai e per gli impiegati, con la
corresponsione del salario integrale, e con il mettere a disposizione dei lavoratori un'ampia rete di
sanatori, di case di riposo, di circoli.
Art. 120 - I cittadini dell'U.R.S.S. hanno diritto all'assistenza materiale nella vecchiaia, e parimenti
in caso di malattia e di perdita della capacità lavorativa.
Questo diritto viene assicurato mediante l'ampio sviluppo dell'assicurazione sociale a carico dello
Stato. in favore degli operai e impiegati, con l'assistenza medica gratuita, e con la concessione in
uso ai lavoratori di un'ampia rete di stazioni di cura
Art. 121 - I cittadini dell'U.R.S.S. hanno diritto all'istruzione.
Questo diritto viene garantito con l'istruzione elementare generale e obbligatoria, con la gratuità
dell'istruzione secondaria, con un sistema di borse statali concesse alla enorme maggioranza degli
studenti delle scuole superiori, con l'insegnamento scolastico impartito nella lingua nativa, con
l'organizzazione nelle fabbriche, nei sovhhozy, nelle stazioni di macchine-trattrici e nei
holkhozy
dell'insegnamento gratuito in materia professionale. tecnica e agronomica per i lavoratori.
Art. 122 - La donna nell'U.R.S.S. gode degli stessi diritti dell'uomo in tutti i campi della vita
economica, pubblica, culturale, sociale e politica.
La possibilità di esercitare tali diritti viene assicurata offrendo alle donne il, medesimo diritto, che è
riconosciuto all'uomo, al lavoro, al compenso del lavoro, al riposo, all'assicurazione sociale e
all'istruzione, mediante la tutela statale degli interessi della madre e del bambino, istituendo per le
donne nel periodo di gravidanza congedi con la conservazione del salario, e organizzando un'ampia
rete di case di maternità, di asili e nidi d'infanzia.
Art. 123 - L'uguaglianza giuridica dei cittadini dell'U.R.S.S. indipendentemente dalla loro
nazionalità e razza, in tutti i campi della vita economica, statale, culturale, sociale e politica è una
legge irrevocabile.
Qualsivoglia limitazione, diretta o indiretta, dei diritti o, al contrario, qualsivoglia concessione di
privilegi diretti o indiretti di cittadini, in ragione della loro, razza e nazionalità, e parimenti ogni
propaganda di intolleranza, o di odio e di disprezzo di razza o di nazionalità, sono punite dalla
legge.
Art. 124 - Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell'U.R.S.S. è
separata dallo Stato, e la scuola dalla Chiesa. La libertà di professare culti religiosi e la libertà della
propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.
Art. 125 - In armonia con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di rafforzare l'organizzazione
socialista, la legge garantisce ai cittadini dell'U.R.S.S.:
a) la libertà di parola;
b) la libertà di stampa;
c) la libertà di associazione e di riunione;
d) la libertà di cortei e di dimostrazioni di piazza.
Questi diritti dei cittadini vengono assicurati mettendo a disposizione dei lavoratori e delle loro
organizzazioni, tipografie, provviste di carta, edifici pubblici, strade, mezzi di telecomunicazione e
altre condizioni materiali necessarie per esercitarli.
Art. 126 - In armonia con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di sviluppare l'autonomia
organizzativa e l'attività politica delle masse popolari, viene garantito ai cittadini dell'U.R.S.S. il
diritto di riunirsi in organizzazioni sociali: sindacati professionali, unioni cooperative,
organizzazioni giovanili, organizzazioni sportive e di esercitazioni difensive, società culturali,
tecniche e scientifiche; i cittadini più attivi e coscienti della classe operaia e degli altri ceti di
lavoratori si riuniscono nel Partito Comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S., che è l'avanguardia dei
lavoratori, nella loro lotta per il rafforzamento e lo sviluppo del regime socialista, e rappresenta il
nucleo direttivo di tutte le organizzazioni lavoratrici, sia sociali che statali
Art. 127 – E’ garantita ai cittadini dell'U.R.S.S. l'inviolabilità della persona. Nessuno può essere
arrestato se non per decisione del giudice o con l'autorizzazione del Procuratore di Stato.
Art. 128 - L'inviolabilità del domicilio dei cittadini e il segreto epistolare vengono tutelati dalla
legge.
Art. 129 - L'U.R.S.S. offre diritto d'asilo ai cittadini stranieri perseguitati per la difesa e gli interessi
dei lavoratori, o per la loro attività scientifica, o per la lotta di Liberazione nazionale.
Art. 130 - Ogni cittadino dell'U.R.S.S. ha l'obbligo di osservare la Costituzione dell'Unione delle
Repubbliche Socialiste Sovietiche, di eseguire le leggi, di rispettare la disciplina del lavoro, di
adempiere con onestà il proprio dovere sociale e di rispettare le norme della vita comune socialista.....
DIRITTI E DOVERI FONDAMENTALI DEI CITTADINI
Art. 118 - I cittadini dell'U.RS.S. hanno il diritto al lavoro, cioè il diritto di ricevere un'occupazione
garantita con un compenso corrispondente alla quantità e qualità del lavoro prestato.
Il diritto al lavoro viene assicurato dall'organizzazione socialista dell'economia nazionale,
dall'incessante incremento delle forze produttive della società sovietica. dalla eliminazione della
possibilità di crisi economiche e dalla soppressione della disoccupazione.
Art. 119 - I cittadini dell'U.R.S.S. hanno diritto al riposo.
Il diritto al riposo viene assicurato mediante l'istituzione, per gli operai e gli impiegati, della
giornata lavorativa di otto ore, con la sua riduzione a sette e a sei ore per una serie di professioni
che comportano condizioni gravose di lavoro e a quattro nelle imprese a condizioni di lavoro
particolarmente difficili; con i congedi annuali per gli operai e per gli impiegati, con la
corresponsione del salario integrale, e con il mettere a disposizione dei lavoratori un'ampia rete di
sanatori, di case di riposo, di circoli.
Art. 120 - I cittadini dell'U.R.S.S. hanno diritto all'assistenza materiale nella vecchiaia, e parimenti
in caso di malattia e di perdita della capacità lavorativa.
Questo diritto viene assicurato mediante l'ampio sviluppo dell'assicurazione sociale a carico dello
Stato. in favore degli operai e impiegati, con l'assistenza medica gratuita, e con la concessione in
uso ai lavoratori di un'ampia rete di stazioni di cura
Art. 121 - I cittadini dell'U.R.S.S. hanno diritto all'istruzione.
Questo diritto viene garantito con l'istruzione elementare generale e obbligatoria, con la gratuità
dell'istruzione secondaria, con un sistema di borse statali concesse alla enorme maggioranza degli
studenti delle scuole superiori, con l'insegnamento scolastico impartito nella lingua nativa, con
l'organizzazione nelle fabbriche, nei sovhhozy, nelle stazioni di macchine-trattrici e nei
holkhozy
dell'insegnamento gratuito in materia professionale. tecnica e agronomica per i lavoratori.
Art. 122 - La donna nell'U.R.S.S. gode degli stessi diritti dell'uomo in tutti i campi della vita
economica, pubblica, culturale, sociale e politica.
La possibilità di esercitare tali diritti viene assicurata offrendo alle donne il, medesimo diritto, che è
riconosciuto all'uomo, al lavoro, al compenso del lavoro, al riposo, all'assicurazione sociale e
all'istruzione, mediante la tutela statale degli interessi della madre e del bambino, istituendo per le
donne nel periodo di gravidanza congedi con la conservazione del salario, e organizzando un'ampia
rete di case di maternità, di asili e nidi d'infanzia.
Art. 123 - L'uguaglianza giuridica dei cittadini dell'U.R.S.S. indipendentemente dalla loro
nazionalità e razza, in tutti i campi della vita economica, statale, culturale, sociale e politica è una
legge irrevocabile.
Qualsivoglia limitazione, diretta o indiretta, dei diritti o, al contrario, qualsivoglia concessione di
privilegi diretti o indiretti di cittadini, in ragione della loro, razza e nazionalità, e parimenti ogni
propaganda di intolleranza, o di odio e di disprezzo di razza o di nazionalità, sono punite dalla
legge.
Art. 124 - Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell'U.R.S.S. è
separata dallo Stato, e la scuola dalla Chiesa. La libertà di professare culti religiosi e la libertà della
propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.
Art. 125 - In armonia con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di rafforzare l'organizzazione
socialista, la legge garantisce ai cittadini dell'U.R.S.S.:
a) la libertà di parola;
b) la libertà di stampa;
c) la libertà di associazione e di riunione;
d) la libertà di cortei e di dimostrazioni di piazza.
Questi diritti dei cittadini vengono assicurati mettendo a disposizione dei lavoratori e delle loro
organizzazioni, tipografie, provviste di carta, edifici pubblici, strade, mezzi di telecomunicazione e
altre condizioni materiali necessarie per esercitarli.
Art. 126 - In armonia con gli interessi dei lavoratori e allo scopo di sviluppare l'autonomia
organizzativa e l'attività politica delle masse popolari, viene garantito ai cittadini dell'U.R.S.S. il
diritto di riunirsi in organizzazioni sociali: sindacati professionali, unioni cooperative,
organizzazioni giovanili, organizzazioni sportive e di esercitazioni difensive, società culturali,
tecniche e scientifiche; i cittadini più attivi e coscienti della classe operaia e degli altri ceti di
lavoratori si riuniscono nel Partito Comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S., che è l'avanguardia dei
lavoratori, nella loro lotta per il rafforzamento e lo sviluppo del regime socialista, e rappresenta il
nucleo direttivo di tutte le organizzazioni lavoratrici, sia sociali che statali
Art. 127 – E’ garantita ai cittadini dell'U.R.S.S. l'inviolabilità della persona. Nessuno può essere
arrestato se non per decisione del giudice o con l'autorizzazione del Procuratore di Stato.
Art. 128 - L'inviolabilità del domicilio dei cittadini e il segreto epistolare vengono tutelati dalla
legge.
Art. 129 - L'U.R.S.S. offre diritto d'asilo ai cittadini stranieri perseguitati per la difesa e gli interessi
dei lavoratori, o per la loro attività scientifica, o per la lotta di Liberazione nazionale.
Art. 130 - Ogni cittadino dell'U.R.S.S. ha l'obbligo di osservare la Costituzione dell'Unione delle
Repubbliche Socialiste Sovietiche, di eseguire le leggi, di rispettare la disciplina del lavoro, di
adempiere con onestà il proprio dovere sociale e di rispettare le norme della vita comune socialista.....
venerdì 7 ottobre 2011
spuntature da facebook
premio Nobel per la Pace strumento propagandistico dell'imperialismo occidentale. Nell'anno in cui si distrugge la Libia per uccidedere il cattivo Gheddafi il premio viene assegnato a tre donne due liberiane ed una jemenita il cui identikit è gradito al Dipartimento di Stato e che costituiscono veicolo di penetrazione dell'ideologia liberista e degli interessi delle multinazionali nell'Africa satellite neocolonizzata e stradicata dalla sua cultura che vogliono gli yenchees
L'ultima trovata della propaganda bellica occidentale per motivare l'attacco all'Iran: salvare l'umanità da una nuova Cernobil! La centrale nucleare iraniana potrebbe scoppiare perchè costruita in 35 anni e quindi vetusta ancora prima di funzionare. Conclusione: per salvare l'umanità dobbiamo aggredire l'Iran. Con faccia di bronzo i giornali occidentali ci propinano questa grottesca balla.....
ps: aggiungono che per giunta la centrale è in zona sismica....
Gheddafi mette in guardia le Nazioni che riconoscono il CNT dal fare la stessa fine della Libia in mano al "Potere delle Flotte". L'eroico anziano statista e padre della Rivoluzione antiimperialistica seppur abbandonato dalla viltà di quanti avrebbero dovuto difenderlo a cominciare dalla sinistra europea resiste e continua a dare del filo da torcere ai sanguinari bombardatori dell'Occidente
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE7950C520111006
Perchè Berlusconi non può costringere Tremonti alle dimissioni? Perchè è l'uomo di fiducia di Bilderberg della borghesia massonica che sta sfasciando l'Europa e costringendo alla disperazione la nazione greca. Tremonti commissaria Berlusconi. Tremonti rappresenta interessi estranei a quelli dell'Italia ed asseconderà la corsa al default.
Se il dopo Berlusconi è fatto da gente come Scaiola che rimprovera al capo che ha servito caninamente la questione morale, siamo davvero messi male! Ricordo che questo signore è quello dell'appartamento con vista sul Colosseo!
Sciopero di oggi per la scuola. la gente si è accorta che non ha più bisogno per lottare di CGIL, Cisl, UIL diventati sindacati di regime. Ci pensino i compagni della CGIL prima che sia troppo tardi! Bisogna recuperare l'anima classista generosa e combattente della CGIL pre-concertazione!
la Fiat va via dall'Italia perchè l'Italia ha avuto pollice verso dalla cupola mafiosa che dirige l'Occidente. Urge una legge per la salvezza delle fabbriche e dei beni che rischiamo di perdere e che sono patrimoni nazionale e frutto del lavoro di tantissime generazioni di lavoratori. Bisognerebbe mettere in sicurezza tutta l'industria nazionale con le nazionalizzazioni. Ma questo governo di destra non lo farà e l'opposizione è avvelenata dal liberismo e non può più nulla.
Steve Jobs
Nelle aziende delle multinazionali-lager squadracce di "guardiani" girano nei reparti per "scoraggiare" usando anche la violenza fisica i lavoratori a chiedere qualche diritto o protestare per la insostenibilità del carico di lavoro imposto
Pietro Ancona
L'ultima trovata della propaganda bellica occidentale per motivare l'attacco all'Iran: salvare l'umanità da una nuova Cernobil! La centrale nucleare iraniana potrebbe scoppiare perchè costruita in 35 anni e quindi vetusta ancora prima di funzionare. Conclusione: per salvare l'umanità dobbiamo aggredire l'Iran. Con faccia di bronzo i giornali occidentali ci propinano questa grottesca balla.....
ps: aggiungono che per giunta la centrale è in zona sismica....
Gheddafi mette in guardia le Nazioni che riconoscono il CNT dal fare la stessa fine della Libia in mano al "Potere delle Flotte". L'eroico anziano statista e padre della Rivoluzione antiimperialistica seppur abbandonato dalla viltà di quanti avrebbero dovuto difenderlo a cominciare dalla sinistra europea resiste e continua a dare del filo da torcere ai sanguinari bombardatori dell'Occidente
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE7950C520111006
Perchè Berlusconi non può costringere Tremonti alle dimissioni? Perchè è l'uomo di fiducia di Bilderberg della borghesia massonica che sta sfasciando l'Europa e costringendo alla disperazione la nazione greca. Tremonti commissaria Berlusconi. Tremonti rappresenta interessi estranei a quelli dell'Italia ed asseconderà la corsa al default.
Se il dopo Berlusconi è fatto da gente come Scaiola che rimprovera al capo che ha servito caninamente la questione morale, siamo davvero messi male! Ricordo che questo signore è quello dell'appartamento con vista sul Colosseo!
Sciopero di oggi per la scuola. la gente si è accorta che non ha più bisogno per lottare di CGIL, Cisl, UIL diventati sindacati di regime. Ci pensino i compagni della CGIL prima che sia troppo tardi! Bisogna recuperare l'anima classista generosa e combattente della CGIL pre-concertazione!
la Fiat va via dall'Italia perchè l'Italia ha avuto pollice verso dalla cupola mafiosa che dirige l'Occidente. Urge una legge per la salvezza delle fabbriche e dei beni che rischiamo di perdere e che sono patrimoni nazionale e frutto del lavoro di tantissime generazioni di lavoratori. Bisognerebbe mettere in sicurezza tutta l'industria nazionale con le nazionalizzazioni. Ma questo governo di destra non lo farà e l'opposizione è avvelenata dal liberismo e non può più nulla.
Steve Jobs
Nelle aziende delle multinazionali-lager squadracce di "guardiani" girano nei reparti per "scoraggiare" usando anche la violenza fisica i lavoratori a chiedere qualche diritto o protestare per la insostenibilità del carico di lavoro imposto
Pietro Ancona
domenica 2 ottobre 2011
"Soldi,soldi veri!!" (Marcegaglia)
"Soldi, soldi veri!"
Il Presidente Napolitano non ha gradito il manifesto a pagamento fatto dall'industriale Della Valle contro i politici italiani ed ha ammonito a non attaccare la politica. Per quanto risulti sorprendente e fuori tempo massimo la presa di distanza di un industriale dalla politica non mi riconosco nella reprimenda di Napolitano che non può difendere l'indifendibile senza una sola parola di autocritica per la degenerazione morale che travolge il Parlamento ed in essa la Casta degli Oligarchi in grande parte consapevoli yesman del Grande Corruttore Berlusconi al quale non ha mai rimproverato una condotta di vita riprovevole e scandalosa e tale da danneggiare il decoro dell'Italia. Non rientra nei poteri del Presidente della Repubblica rimproverare o contestare il Presidente del Consiglio? Rientra nei suoi poteri quando il comportamento di questo diventa pregiudizievole per gli interessi dello Stato e per la pubblica moralità. Ma Napolitano ha sempre fatto opera di copertura costituzionale dell'operato di Berlusconi e del suo governo, ha firmato a tamburo battente tutte le leggi che questi gli ha proposto e che mai avevano avuto una seria discussione in Parlamento che si è quasi sempre limitato a votare la fiducia in uno scandaloso svuotamento dei suoi poteri che hanno indebolito la democrazia italiana.
Certo gli industriali italiani da Marchionne alla Marcegaglia a Montezemolo allo stesso Dalla Valle non hanno le carte in regola per contestare il governo ed i titoli per chiedere di sostituirlo. Per quindici anni si sono spellati le mani nei Convegni ad applaudire in Berlusconi il loro uomo e si sono limitati a spremerlo, a chiedere leggi di riduzione o abolizione dei diritti dei lavoratori, a chiedere soldi, "soldi veri" come reclamava la signora Marcegaglia. La Confindustria italiana è infognata in un fitto reticolo di affari con gli uomini al potere e sta partecipando con le privatizzazione ad una grande opera di sventramento e di spoliazione dello Stato. Non ha alcuna ragione di lamentarsi di Berlusconi. Negli ultimi quindici anni la fetta di PIL degli industriali e delle rendite è aumentata del 15 per cento segnando un impoverimento senza precedenti dei redditi da lavoro . Lo stesso Della Valle si è arricchito come un Creso sfruttando i lavoratori delle sue aziende. Ma da tempo è più un uomo di finanza e di banche che un imprenditore con interessi che si estendono negli USA in modo cospicuo.
Il progetto degli industriali italiani sembra quello di proporsi come alternativa per la successione a Berlusconi. Questo progetto non è ostacolato dal PD che si propone come personale politico in grado di realizzare gli scopi della Confindustria. Letta ha dichiarato che il programma del PD consiste nel realizzare i punti della lettera della BCE che sono più o meno gli stessi di quelli proposti dalla Marcegaglia. Insomma la cordata degli industriali e la cordata del PD si propongono di fare le stesse cose con più efficienza e meglio di come la cordata di Berlusconi è riuscita a fare. A Berlusconi rimproverano ritardi ed incertezze. E' incredibile ma PD ed industriali hanno lo stesso programma di spoliazione dell'Italia dei lavoratori e del welfare.
Interpretano le direttive che vengono da oltreoceano e dall'Unione Europea. In atto c'è una contestazione forte a Wall Street degli "indignati" americani che protestano per l'aumento e la diffusione della povertà e nello stesso tempo di concentrazione di ricchezza nella mani di pochi. Diceva Moore che 400 miliardari americani hanno più soldi di 150 milioni di persone!
Anche in Europa si vuole inasprire ed approfondire un abisso tra ricchi e poveri. Come negli USA e si vuole lo Stato ridotto ad una larva di se stesso ed incapace di svolgere i servizi che dalle origini della storia del mondo ad oggi ha sempre svolto in tutte le civiltà da quella sumera a quella ateniese: Imporre tasse, erogare servizi, garantire la sicurezza.
Ma se la prospettiva è legata soltanto alle privatizzazioni, cioè al lucro sui beni e servizi dello Stato, ai bassi salari, alla fine del welfare che Italia avremo al posto di quella che finora abbiamo conosciuto? Non abbiamo i mezzi per rapinare altri popoli con le guerre o con gli attacchi finanziari come fanno gli USA. Di che cosa vivremo? Gli USA hanno un quinto della popolazione che soffre una povertà che comporta privazioni ed anche fame per alcuni milioni di famiglie. Quanta altra fame e povertà dovrà conoscere l'Italia?
Pietro Ancona
Il Presidente Napolitano non ha gradito il manifesto a pagamento fatto dall'industriale Della Valle contro i politici italiani ed ha ammonito a non attaccare la politica. Per quanto risulti sorprendente e fuori tempo massimo la presa di distanza di un industriale dalla politica non mi riconosco nella reprimenda di Napolitano che non può difendere l'indifendibile senza una sola parola di autocritica per la degenerazione morale che travolge il Parlamento ed in essa la Casta degli Oligarchi in grande parte consapevoli yesman del Grande Corruttore Berlusconi al quale non ha mai rimproverato una condotta di vita riprovevole e scandalosa e tale da danneggiare il decoro dell'Italia. Non rientra nei poteri del Presidente della Repubblica rimproverare o contestare il Presidente del Consiglio? Rientra nei suoi poteri quando il comportamento di questo diventa pregiudizievole per gli interessi dello Stato e per la pubblica moralità. Ma Napolitano ha sempre fatto opera di copertura costituzionale dell'operato di Berlusconi e del suo governo, ha firmato a tamburo battente tutte le leggi che questi gli ha proposto e che mai avevano avuto una seria discussione in Parlamento che si è quasi sempre limitato a votare la fiducia in uno scandaloso svuotamento dei suoi poteri che hanno indebolito la democrazia italiana.
Certo gli industriali italiani da Marchionne alla Marcegaglia a Montezemolo allo stesso Dalla Valle non hanno le carte in regola per contestare il governo ed i titoli per chiedere di sostituirlo. Per quindici anni si sono spellati le mani nei Convegni ad applaudire in Berlusconi il loro uomo e si sono limitati a spremerlo, a chiedere leggi di riduzione o abolizione dei diritti dei lavoratori, a chiedere soldi, "soldi veri" come reclamava la signora Marcegaglia. La Confindustria italiana è infognata in un fitto reticolo di affari con gli uomini al potere e sta partecipando con le privatizzazione ad una grande opera di sventramento e di spoliazione dello Stato. Non ha alcuna ragione di lamentarsi di Berlusconi. Negli ultimi quindici anni la fetta di PIL degli industriali e delle rendite è aumentata del 15 per cento segnando un impoverimento senza precedenti dei redditi da lavoro . Lo stesso Della Valle si è arricchito come un Creso sfruttando i lavoratori delle sue aziende. Ma da tempo è più un uomo di finanza e di banche che un imprenditore con interessi che si estendono negli USA in modo cospicuo.
Il progetto degli industriali italiani sembra quello di proporsi come alternativa per la successione a Berlusconi. Questo progetto non è ostacolato dal PD che si propone come personale politico in grado di realizzare gli scopi della Confindustria. Letta ha dichiarato che il programma del PD consiste nel realizzare i punti della lettera della BCE che sono più o meno gli stessi di quelli proposti dalla Marcegaglia. Insomma la cordata degli industriali e la cordata del PD si propongono di fare le stesse cose con più efficienza e meglio di come la cordata di Berlusconi è riuscita a fare. A Berlusconi rimproverano ritardi ed incertezze. E' incredibile ma PD ed industriali hanno lo stesso programma di spoliazione dell'Italia dei lavoratori e del welfare.
Interpretano le direttive che vengono da oltreoceano e dall'Unione Europea. In atto c'è una contestazione forte a Wall Street degli "indignati" americani che protestano per l'aumento e la diffusione della povertà e nello stesso tempo di concentrazione di ricchezza nella mani di pochi. Diceva Moore che 400 miliardari americani hanno più soldi di 150 milioni di persone!
Anche in Europa si vuole inasprire ed approfondire un abisso tra ricchi e poveri. Come negli USA e si vuole lo Stato ridotto ad una larva di se stesso ed incapace di svolgere i servizi che dalle origini della storia del mondo ad oggi ha sempre svolto in tutte le civiltà da quella sumera a quella ateniese: Imporre tasse, erogare servizi, garantire la sicurezza.
Ma se la prospettiva è legata soltanto alle privatizzazioni, cioè al lucro sui beni e servizi dello Stato, ai bassi salari, alla fine del welfare che Italia avremo al posto di quella che finora abbiamo conosciuto? Non abbiamo i mezzi per rapinare altri popoli con le guerre o con gli attacchi finanziari come fanno gli USA. Di che cosa vivremo? Gli USA hanno un quinto della popolazione che soffre una povertà che comporta privazioni ed anche fame per alcuni milioni di famiglie. Quanta altra fame e povertà dovrà conoscere l'Italia?
Pietro Ancona
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