venerdì 4 giugno 2010

la pensione delle donne

La pensione delle donne

Interpretare un vantaggio come una discriminazione per toglierlo ed intimare l'immediata parificazione dell'età pensionale delle donne a quella degli uomini è la stupefacente decisione della Corte di Giustizia e della Commissione Europea che chiede all'Italia di adeguarsi a tamburo battente e senza aspettare il 2018 previsto. Non c'è dubbio che mandare le donne in pensione cinque anni prima degli uomini non è una discriminazione. Lo sarebbe se andassero in pensione dopo gli uomini! La distinzione uomo-donna
nacque in considerazione dell'idea "manuale", "fisica" del lavoro che era prevalente quando si fecero le prime leggi pensionistiche. Ora l'idea e la percezione del lavoro come fatica fisica non c'è più se non per alcuni segmenti del mondo del lavoro ma questo non riduce lo stress femminile dal momento
che le donne non sono soltanto lavoratrici sul posto di lavoro ma anche in famiglia. Quante donne si alzano alle quattro del mattino per stirare, cucinare, lavare, mettere in ordine la casa..prima di andare in ufficio o in corsia o altrove ...Da questo punto di vista le cose non sono cambiate in meglio.
Anche la prestazione lavorativa della donna è diventata più pesante. Con la riforma scolastica le classi affidate alle insegnanti sono diventate più numerose e viene meno l'ausilio di tanti colleghi espulsi dal processo di ridimensionamento e dequalificazione della scuola. Lo stesso dicasi del lavoro
sanitario di tutto il personale. L'ossessione aziendalistica e produttivistica che pervade i reparti ospedalieri, i laboratori, le corsie hanno aumentato lo stress delle lavoratrici le quali restano sempre
anche oberate dal lavoro casalingo e per i figli che non può essere cancellato.
La Unione Europea, così solerte a salvare dalla "discriminazione" del pensionamento a sessanta anni le nostre donne, non ha mai speso una sola parola, non è mai intervenuta per intimare l'eliminazione di trattamenti economici e normativi che relegano il genere femminile a livelli assai più bassi di quelli maschili.
La tendenza all'innalzamento progressivo dell'età pensionabile in vista dell'allungamento delle aspettative di vita deve essere oggetto di attenta riflessione e riconsiderazione. Non si può accettare come un dogma l'insostenibilità di pensionati che vivendo più a lungo costano di più allo Stato. Intanto bisognerebbe disaggregare il dato. E' vero che in Italia l'aspettativa di vita è all'incirca di 82 anni ma questa non è l'aspettativa di vita dei lavoratori ma di tutti. E' diverso! Bisognerebbe verificare categoria per categoria qual'è la durata della vita e sopratutto la durata di permanenza in vita in regime pensionistico.
Bisognerebbe anche considerare che se per un ingegnere quaranta anni di lavoro possono essere anche superati lo stesso non si può sostenere per un minatore, un operaio di fonderia, etc...
Anche la questione del finanziamento della pensione va rivisto. Una parte potrebbe gravare sulla fiscalità generale e stabilire un minimo eguale per tutti.Si potrebbero rivedere di contribuzione. Insomma la questione va discussa e non può essere ridotta ad un rapporto semplicistico tra aspettativa di vita ed età di collocamento in pensione. Questa è la tendenza della destra e della Confindustria la quale non manca di mostrare in occasioni come questa il suo volto asociale. La Confindustria vorrebbe che lo Stato spendesse il meno possibile per pensioni, sanità, scuola ed servizi sociali. Non trova nulla da obiettare per i 31 miliardi che sono stati stanziati e si stanno spendendo per l'acquisto di micidiali aerei da bombardamento ed elicotteri di guerra.
La perentoria richiesta della UE solleva anche un altro problema che è quello della politica del lavoro e sociale nella comunità e l'incidenza in essa dei sindacati. L'assenza dei sindacati europei è davvero allarmante e la legislazione del lavoro comunitaria è orientata dagli interessi delle confindustrie. Un silenzio assordante accompagna normative sempre più sbilanciate a favore delle aziende e sempre più coattive per i lavoratori. Penso all'orientamento verso una settimana lavorativa di 62 ore. L'ideologia di maastricht domina sempre di più e sta cancellando la civiltà di una europa democratica, progressista, socialista.
Pietro Ancona
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31 miliardi di euro per armi da guerra

A fronte della scuola devastata dai tagli, della sanità con ticket sempre più pesanti, delle pensioni oramai irraggiungibili ecco come si spendono i soldi delle tasse degli italianiAerei blu - LASTAMPA.it
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Nel giorno della parata militare lungo i Fori, oso sperare che nessuno sottovaluterà l’importanza dell’acquisto di centotrentuno cacciabombardieri F-35, centoventuno caccia Eurofighter e cento elicotteri NH90 da parte delle nostre Forze Armate. ...

Dopo il blitz contro i pacifisti

Spero che la Procura della Repubblica italiana voglia incriminare l'Esercito Israeliano per i delitti commessi, per il sequestro dei nostri concittadini e voglia pretendere l'immediata restituzione di tutti i beni depredati durante l'arrembaggio corsaro

giovedì 3 giugno 2010

il discorso di Erdogan dopo l'eccidio nel mare di Gaza

eurasia-rivista.org.PRIMAGuida al sito


Documenti
,
Mediterraneo e Vicino Oriente
Il discorso del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan sul massacro della Freedom Flotilla



:::: Recep Tayyip Erdoğan :::: 3 giugno, 2010 ::::
Oggi non voglio rivolgermi solo al mio amato popolo ma a tutta l’umanità.

Desidero appellarmi alla coscienza, ai cuori e alle menti di tutta l’umanità, vorrei condividere con coraggio le mie sensazioni.

Ieri, nel buio più profondo della notte, si sono verificati due sanguinosi attacchi.

Il primo è stato l’attentato terroristico contro le nostre truppe di stanza alla base navale Iskenderun. In questo malvagio e feroce attentato, sei dei nostri soldati sono morti, e ora sono diventati martiri. Sette sono rimasti feriti.

Il secondo, all’alba nelle acque del Mediterraneo, il cuore dell’umanità ha ricevuto una delle ferite più gravi che essa abbia mai conosciuto nella storia. Le navi cariche di aiuti, provenienti da cuori umanitari, queste navi che stavano facendo affluire aiuti sono state ostacolate con le armi, dalla violenza e dalla tirannide.

Coloro che con pietà, compassione ed umanità hanno rifornito queste navi, non sono riusciti a raggiungere la loro destinazione, perchè contro di loro si è dato sfogo ad una carneficina.

Ieri, dando inizio alle operazioni di mattina, elementi armati dell’Esercito israeliano hanno fermato gli aiuti umanitari, provenienti da più di 32 paesi ed inviati al popolo di Gaza, con 600 persone a bordo della Free Gaza Flotilla, in acque internazionali, ed in modo assolutamente illegale hanno attaccato spargendo il sangue di innocenti esseri umani.

Dopo questo violento attacco, sfociato in morti e feriti, gli israeliani hanno preso il controllo e sequestrate le navi cariche di aiuti umanitari. Di questo attacco bestiale contro quelle donne, quei giovani e quegli esponenti religiosi che la nave stava trasportando, esprimo ancora una volta la mia ferma e forte condanna.

L’ho dichiarato in Cile. Qui lo ribadisco un’altra volta. Il sanguinoso massacro commesso da Israele contro le navi che portavano aiuti umanitari a Gaza, è una strage che merita qualsiasi tipo di maledizione e condanna. Questa è chiaramente una violazione della legge internazionale, un attacco al cuore dell’umanità e alla pace mondiale, e dico al cuore dell’umanità perché su quelle navi vi erano persone di tutte le nazionalità e religioni.

Solo persone, che stavano portando aiuti umanitari a coloro che stanno subendo un embargo, la popolazione di Gaza. Le navi, prima che partissero, avevano apertamente dichiarato al mondo intero il loro carico, le loro intenzioni, la loro missione. Come testimoni di questo soccorso evidentemente umanitario da parte del mondo e del nostro paese, anche 60 giornalisti sono saliti a bordo delle navi. In acque internazionali, in mare aperto, è avvenuto questo attacco armato contro 600 persone e 6 navi che stavano trasportando aiuti a persone oppresse, affamate e alle quali sono state distrutte le case—si tratta chiaramente di un attacco che va contro i principi basilari delle Nazioni Unite.

Le navi salpate, che sia dalla Turchia o da altri paesi, erano state completamente rifornite per realizzare un proposito umanitario, essendo cariche di soccorsi. Secondo regole di traffico navale, le navi erano state rigorosamente controllate. Inoltre, a bordo non vi erano altro che civili e volontari. Le navi battevano bandiera bianca. Nonostante tutte quelle condizioni, le navi hanno subito un’aggressione armata.

Come sapete, al momento eravamo in visita in America Latina come da programma. A causa di quest’orrendo attacco terroristico avvenuto in Hatay e dell’aggressione illegale di Israele contro le navi degli aiuti umanitari, abbiamo dovuto abbreviare la nostra agenda in Cile per tornare subito in patria. Abbiamo seguito attentamente gli eventi sin dall’inizio. Abbiamo adottato le misure necessarie, insieme ai nostri amici in Turchia.

Ieri mattina, alle 6 e 30, il deputato Bulent Arınc, insieme ai rispettivi ministri e rappresentanti amministrativi, ha organizzato un meeting sul da farsi in cui abbiamo ponderato la questione sotto ogni punto di vista. Il nostro Ministero degli Esteri, i nostri servizi d’intelligence, le rispettive dirigenze e forze armate hanno seguito gli eventi molto attentamente.

Il nostro Ministro degli Esteri e quello della Difesa, parlando al telefono con il Ministro della Difesa israeliano, hanno espresso con forza la nostra reazione e il nostro disappunto. Ed io, insieme ai miei ministri, valutando gli eventi tutta la notte, sono rimasto ininterrottamente in contatto con la Turchia. D’altra parte, ho stabilito contatti con la comunità internazionale e per ora questo modo di agire va avanti.

In tale contesto, ho disposto sul tavolo qualsiasi cosa sia necessaria per agire in tutte le dimensioni di questa situazione. Ho adottato urgentemente tutte le misure necessarie. Le Repubblica turca sta ricorrendo a tutte le possibilità, tra quelle messe a disposizione dalla legge internazionale e dalla diplomazia. E la Turchia continuerà a ricorrervi. In quest’ottica, l’ambasciatore turco a Tel Aviv è stato richiamato. Tre operazioni militari congiunte che erano in agenda sono state annullate. Il nostro Ministro degli Esteri è andato a New York e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è stato convocato per una sessione urgente ed è stato assicurato che questo meeting straordinario ed urgente si terrà.

Il Consiglio di Sicurezza ONU ha rilasciato una dichiarazione che condanna Israele. In questa si è richiamata l’attenzione sulla necessità di aprire un’inchiesta, di rilasciareimmediatamente i civili e i feriti. Le partite della nostra squadra giovanile di calcio sono state annullate. Il Consiglio della NATO è stato convocato per un meeting straordinario. Inoltre, l’Organizzazione della Conferenza Islamica, la Lega Araba, l’Unione Europea e tutti i rispettivi rappresentanti istituzionali sono stati contattati, le istituzioni internazionali sono state richiamate in servizio. L’Organizzazione della Conferenza Islamica terrà un incontro lunedì.

Inoltre, è stato fatto ogni sforzo per assistere i feriti e portarli in Turchia, e da parte nostra è stato preso ogni provvedimento. Israele, impedendo alla comunità internazionale, sin dall’inizio dell’incidente, di avere informazioni, ora deve informare l’opinione pubblica mondiale in modo veritiero e non deve astenersi dal cooperare a livello internazionale. Israele deve capire la gravità della situazione e smettere di commettere simili e sbagliate azioni. A questo punto il comportamento d’Israele è sotto gli occhi di tutti e l’opinione pubblica si sta facendo una sua idea. Coloro che hanno preso parte a questo sforzo sono in contatto e stanno agendo di comune accordo con quei paesi i cui cittadini hanno preso parte alla flotilla.

Le navi battono bandiere turche, greche e delle isole Comore, ci sono persone provenienti da 32 paesi. Mi aspetto che anche quei paesi esprimano le necessarie rimostranze. Pertanto, dico ancora una volta che Israele deve immediatamente togliere l’inumano embargo inflitto a Gaza. Israele non deve impedire che gli aiuti umanitari giungano a destinazione.

Cari compagni, come sapete noi portiamo avanti, in collaborazione con la Spagna, il lavoro dell’Alleanza delle Civiltà. Il nostro fine e la nostra missione è rafforzare la convinzione che diverse religioni, differenti culture e civiltà possano coesistere pacificamente una accanto all’altra. E’ una battaglia portata avanti affinché, piuttosto che odio ed ostilità, l’amore possa trionfare.

Purtroppo, devo dirlo, l’incidente accaduto ieri, dal punto di vista della civilizzazione e della cultura globale dell’umanità, ha segnato un punto nerissimo. Dal punto di vista della storia dell’umanità, questa vicenda è stata registrata come una grave vergogna. Attaccare con armi navi cariche di aiuti umanitari, massacrare gente innocente, minacciare civili come fossero terroristi, è una grande sconfitta sotto questo aspetto. Un atto odiosamente feroce e vigliacco, frutto di sprezzante e sconsiderata presunzione. [20 secondi di applausi].

Lo sappiamo, la guerra come la pace ha le sue leggi. In guerra non si attaccano i bambini, in guerra non si attaccano le donne e gli anziani, in guerra non si attaccano i civili o gli esponenti religiosi, in guerra non si attaccano coloro che sventolano la bandiera bianca, non si attaccano dottori e soccorritori; non in tempo di guerra ma in tempo di pace, chi commette queste cose non solo viola la legge ma allo stesso tempo calpesta coi propri piedi l’umanità, non ne fa più parte.

Tiranni, malfattori e persino pirati hanno particolari sensibilità, seguono particolari codici morali. Coloro che non seguono una morale o un’etica, coloro che agiscono con nessuna sensibilità, definirli tiranni, malfattori o pirati sarebbe perfino un complimento. Di fatto, assalendo un’imbarcazione con volontari provenienti da 32 paesi, Israele ha sfidato il mondo. La pace mondiale è stata ferita gravemente. Questo sfrontato, irresponsabile e sconsiderato governo che non riconosce alcuna legge e calpesta qualsiasi tipo di virtù umanitaria, questo attacco del governo Israeliano deve essere punito in qualunque modo.

Da un governo, che ha fatto del mentire la sua politica di stato e che non si vergogna per il crimine che commette, non ci si può aspettare che apra un’inchiesta e la comunità internazionale deve indagare su questo incidente in tutte le sue dimensioni e fornire un verdetto.

La Turchia non si accontenterà di restare a guardare di fronte a quanto accaduto. La Turchia non è uno stato giovane e senza radici. Non è uno stato tribale! Sarebbe meglio che nessuno tentasse di scherzare con questa nazione per metterne alla prova la sua pazienza. Per quanto preziosa possa essere l’amicizia della Turchia, non è nulla in confronto alla sua inimicizia.

Perdere i rapporti e l’amicizia della Turchia è di per sè un prezzo da pagare. Noi abbiamo sempre avuto una storica amicizia e collaborazione con il popolo israeliano ed ebraico. Quindi penso veramente che quegli israeliani che hanno visto con le lacrime agli occhi questo attacco sanguinoso e che lo condannano severamente, comprendono molto bene che questo incidente non giova alla dignità umana, quanto sia un grande sbaglio e quanto rappresenti un colpo durissimo per l’amicizia dei due paesi.

La questione non riguarda il rapporto tra Turchia ed Israele. Il punto è l’attuale sregolatezza d’Israele e il riconoscere le pratiche disumane dell’attuale governo, il suo ricorrere alla violenza, allo spargimento di sangue, il suo mostrare atteggiamenti che minacciano la pace.

In Medioriente, la Turchia si è da sempre schierata con la pace. Ha contribuito alla stabilità e alla sicurezza della regione. Nel recente passato, anche la Turchia ha contribuito alla normalizzazione delle relazioni di Israele con la Palestina, la Siria ed il Libano. Adesso Israele si mette in mostra prendendo il più importante difensore nella regione e ponendosi da avversario ad esso. Da adesso in poi, Israele deve abbandonare la sconsideratezza che mostra giustificando in nome della sicurezza l’ingiustizia commessa, bollando le critiche come antisemitismo.

Esiste un’idea israeliana in cui la violenza rappresenta la sua politica, Israele considera legittimo il poter opprimere, tirannizzare, martoriare e non esita a spargere sangue. Adesso le azioni illegali d’Israele non possono più essere coperte, esser intenzionalmente rappresentate in modo erroneo e venir ignorate. E’ giunto il momento che la comunità internazionale dica BASTA!

Ho appena parlato con il Segretario Generale dell’ONU. Anche lui sta venendo a New York. E questa sera alle 20, il Presidente Obama ha detto che parlerà anche con lui. In questa sede dichiaro che parlerò con loro proprio di queste questioni.

Indubbiamente, i metodi aggressivi di Israele traggono origine dal potere che ricevono altrove. A questo punto, come Turchia la nostra precisione è chiara. E ieri dal Cile ho parlato con un rappresentante di uno stato membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la signora Merkel. Oggi ho parlato con altri rappresentanti. Ho discusso con il nuovo Primo Ministro inglese, anche lui ha chiamato e anch’io gli parlerò, l’ho chiamato prima e abbiamo parlato, oggi discuteremo queste cose di nuovo. E parleremo anche con gli altri.

Non possiamo permettere che Israele gestica da solo quel che ha combinato. Non possiamo dire al governo israeliano di poter fare cosa vogliono. Tutto ha un prezzo. E questo governo dovrà pagarlo.

A causa di questo genere di pensiero che non rispetta la vita umana, del fatto che gli israeliani trovano impossibile rispettare alcun diritto e alcuna legge, noi non possiamo assumere un atteggiamento pacifico, cari amici. E’ impossibile accettare questo genere di pensiero che non tiene conto dell’essere umano e non rispetta i diritti umani.

Uno Stato che tiene conto della sicurezza dei propri cittadini non può conseguirla con azioni che portano odio e inimicizia dal mondo intero.

Un’amministrazione che non considera gli altri, eccetto i propri cittadini, come esseri umani non può essere interessata a ciò che viene definita pace.

Israele ha dissipato uno alla volta i propri schermi protettivi, perdendo uno dopo l’altro i propri alleati, isolandosi. L’amministrazione israeliana, provocando rancori e odio in Medioriente, sta facendo saltare in aria la pace della regione, poichè l’instabilità sta aumentando, il contenuto del vaso di Pandora dilaga come iodio.

La comunità internazionale deve immediatamente prendere provvedimenti.

Qui vogli appellarmi anche al popolo israeliano. Noi siamo sempre stati contro l’antisemitismo. Abbiamo alzato la nostra voce contro l’ingiustizia perpetrata contro il popolo ebraico. Abbiamo contribuito affichè il popolo israeliano possa vivere in pace ed in sicurezza in Medioriente. Ora, come popolo israeliano, tocca a voi mostrare uguale atteggiamento umano e sensibile, dicendo “Basta commettere queste crudeltà”.

La politica di violenza mostrata dalla coalizione di governo, in violazione di ogni tipo di diritto e di legge, sta totalmente mettendo da parte gli interessi di Israele. Sta chiaramente mettendo a rishio la vostra pace e sicurezza. A causa dell’atteggiamento aggressivo del vostro governo, lo Stato d’Israele assume una posizione di pirateria, ricorrendo al banditismo.

Quei governanti sconsiderati, pensano di governare uno stato con le bugie, l’inganno, lo spargimento di sangue, con l’aggressività, la pirateria, il terrorismo, il massacro di persone innocenti. Ma quei politici sconsiderati prima di tutto danneggiano Israele ed il suo popolo. Voi, prima di ogni altra cosa, dovete dire basta a tutto questo. A proposito, ringrazio la comunità ebraica turca che ha espresso la sua giusta e sincera reazione a questo accadimento. I nostri cittadini ebrei, quali membri del popolo turco, hanno difeso e continuano a difendere fino all’estremo la giusta posizione della Turchia.

Che qualcuno giudichi con odio i nostri cittadini ebrei o di trattarli in una maniera particolare non è accettabile, non può esserlo e mai dovrebbe esserlo.

Cari fretelli e sorelle, oggi è un nuovo giorno. Oggi è un nuovo inizio. Niente sarà più come prima, ciò appare ovvio. Uno Stato aggressivo che liberamente uccide e massacra, non può giustificarsi di fronte all’umanità senza provar rimorso, senza che sia chiamato a rispondere, non può essere accettato dalla comunità internazionale.

Quelle navi erano tutte navi di compassione. E il loro carico era il cuore dell’umanità. A 72 miglia dalle proprie acque, completamente in acque internazionali, Israele ha messo in atto un’operazione contro una nave, una nave di civili e non militare, non è nemmeno consentito fare una cosa del genere. Fare un’operazione militare contro una nave civile, perfino l’arresto dei suoi passeggeri, è già di per sè un crimine. Attaccare persone innocenti, spargere sangue e massacrare è chiaramente un atto di terrorismo di stato.

Loro negano e dicono di esser stati attaccati, che gli hanno sparato contro. Siamo stufi delle vostre menzogne, siamo stufi. Siate sinceri, siate onesti.

Le navi catturate devono essere rilasciate immediatamente, insieme allo staff e ai volontari. Insieme agli attivisti e ai membri del Parlamento europeo, ai 60 giornalisti, insieme a quella donna che era a bordo con il figlioletto di 1 anno, il piccolo Kaan; nessuno ha il diritto di presentare queste navi come se avessero tutt’altre intenzioni, propositi o fini fuorchè consegnare aiuti umanitari. Questo attacco ha dimostrato ancora una volta la disumana oppressione e crudeltà che Israele infligge da anni ai Palestinesi e a Gaza.

L’ho detto precedentemente. I governanti israeliani, a cui abbiamo detto in faccia quanto bene sanno come uccidere, hanno mostrato ancora una volta al mondo quanto siano bravi a compiere massacri. Indulgenza, mettere le manette perfino ad innocenti persone gravemente ferite a cui hanno sparato. Diamine! Come si può giustificare questo? Steso sulla barella, ferito, e voi gli mettete le manette! Si può spiegare questo con i diritti umani e i valori universali? Non è più possibile dire al mondo quanto queste fossero manifestazioni di umanità.

Tutte le persone, nel mondo, condannano questa evidente crudeltà, lo so. Ma condannare e basta non è più sufficiente, dobbiamo ottenere risultati. A tutti coloro che nel mondo hanno a cuore la giustizia, dovreste sapere che un giorno sarà la giustizia a trionfare e non il potere, è questo che voglio.

La Turchia sfrutterà tutte le opportunità che la legge internazionale consente. A questo punto ci muoveremo di comune accordo con la comunità internazionale. Desidero che tutta l’umanità concentri la propria attenzione su questa questione. Con la sua politica dello spargimento di sangue, Israele non può legittimare con nessuna scusa questo omicidio illegale e sanguinoso, non può giustificarlo.

Israele non ha alcun valido motivo, nessuna scusa da offrire per lavare le sue mani insanguinate. La questione, il caso provocato dal sanguinoso attacco nel Mediterraneo, non è un problema tra due paesi ma un problema per il mondo intero. Ritengo che nessun paese che tiene conto di valori umani e virtù, che nessuna istituzione internazionale resterà solo a guardare di fronte ad un delitto di simili dimensioni.

Da adesso in poi, chiunque chiuda i propri occhi di fronte alle sanguinose aggressioni israeliane, chiunque le ignori, farebbe bene a sapere di essere complice di questi crimini. E’ chiaro che la questione non riguarda il diritto di difendersi dal terrorismo, non si tratta di lotta al terrorismo, la questione è che il tentativo di compiere un massacro contro una città, contro tutte le persone di una città in modo da sterminarle completamente, è stato dimostrato ancora una volta da questo ultimo incidente accaduto.

Voi scaricate bombe su queste persone, sperimentate il fosforo su di esse, bombardate ospedali, moschee, attaccate scuole, bombardate parchigiochi, prendete di mira perfino gli uffici ONU, e come se queste azioni illegali non bastassero, tagliete pure ogni tipo di rifornimenti a questa gente.

E dopo tutto questo, non tratterrete i soccorritori che hanno provato a consegnare cibo, medicine e materiali edili a questa gente, per sentire la vostra barbarie disumana.

Chiunque altro può perdonare ed indulgere a questa illegalità. Lo dico apertamente e lo sottolineo, Israele potrà anche sostenerlo ingannevolmente ma non dovrebbe commettere l’errore di paragonare la Turchia ad altri. Un simile errore avrà un alto prezzo da pagare.

Israele, che ha sparato su innocenza e pietà, con questo delitto commesso in mare aperto, ha scelto l’isolamento dal monto intero. Ha scelto di isolarsi.

Lo ripeto ancora una volta. Se tutti rimangono zitti, se tutti chiudono gli occhi, se tutti voltano le spalle, noi, come Turchia, non volteremo le spalle alla Palestina, ai palestinesi e a Gaza. Noi non chiuderemo i nostri occhi! Non smetteremo di piangere per la Palestina!!!

Miei cari fratelli e sorelle, la nostra nazione deve essere risoluta. La nostra gente deve avere la dignità che si conviene alla Turchia. La porteremo nei nostri cuori. Tutti insieme cureremo le ferite dei nostri feriti.

Apprendiamo con soddisfazione che in ogni angolo di Turchia la nostra gente sta seguendo la vicenda attentamente e con grande sensibilità, sta mostrando le sue reazioni democraticamente e legalmente. E’ opportuno che la nostra gente si esprima. Credo che tutti i nostri cittadini manterranno la loro determinazione, e agiranno con dignità e buon senso. Tutti dovrebbero saperlo ed starne certi, le navi cariche di amore e d’amicizia provenienti dal cuore dell’umanità, un giorno supereranno ogni ostacolo e barriera, giungendo a destinazione.

A coloro che sostengono questa disumana ed illegale operazione;

Tanto voi sostenete l’illegalità, quanto noi sosteniamo le leggi.

Tanto voi sostenete le operazioni sanguinose, l’aggressività, il terrore, altrettanto faremo noi con la giustizia.

Tanto voi siete contro i civili, gli oppressi di Gaza e la Palestina, quanto noi stiamo a loro vicini, sostenendo i civili, gli innocenti, i palestinesi e la gente di Gaza.

Siamo onorati di avere questo status che la storia ci conferisce, ne andiamo fieri, e inoltre, d’ora in poi, continueremo ad agire seguendo la missione che la nostra storia, la nostra civiltà e la tradizione del nostro Stato ci hanno conferito.

1 giugno 2010

Traduzione a cura di Diego Traversa per www.palestinethinktank.com ewww.gulagnik.wordpress.com










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mercoledì 2 giugno 2010

DUE GIUGNO. FESTA DELLA REPUBBLICA DEI PALAZZI, DEI RICCONI, DEGLI OLIGARCHI

2 Giugno: Festa della Repubblica dei Palazzi, dei Ricconi, degli Oligarchi
Il Capo dello Stato ha voluto caratterizzare questa ricorrenza della festa della Repubblica con tre parole: sacrifici, unità, responsabilità. I sacrifici sono riservati esclusimente ai lavoratori dipendenti
ed ai pensionati, al welfare, allo Stato. I sacrificati debbono però praticare la responsabilità e l'unità
per il bene supremo della Patria.
Con particolare fasto e megalomania si è svolta a Roma la sfilata del 2 giugno. Tutte le divise comprese quelle municipali e della protezione civile sono sfilate davanti ad un Napolitano con al fianco un Berlusconi che sembrava il sosia di se stesso con capelli nerissimi ed una faccia incerottata
o forse rifatta. Nessun segno, nessuna conseguenza del misterioso agguato milanese che ci mostrò in diretta per farci constatare il sangue che scorreva a rivoli dalla sua faccia.

Il viatico a questo 2 giugno è stato dato dalla cosidetta "manovra. 25 miliardi recuperati in grande parte spremendo quanto ancora si può spremere dal lavoro dipendente ed ai cittadini, aumentando le ingiustizie e le aree di privilegio, imponendo una drastica cura dimagrante allo Stato che non potrà sostituire in turn over i dimessi per almeno due anni.(ma potrebbe continuare oltre)
Osservando il grande palco dal quale Napolitano e Berlusconi assistevano alla parata militare mi è venuto di pensare quanto valessero in euro le centinaia di notabili che lo affollavano e quanto fosse giusto per un Paese avere una casta dirigente così scandalosamente foraggiata dal pubblico erario.
Non esiste Paese al mondo con una Oligarchia politica così numerosa, infestante e costosa come quella italiana. Una oligarchia che ha dato luogo con lo spoil sistem e con varie leggi ad una dirigenza
della pubblica amministrazione dai costi eguali o superiori a quelli del management privato e che, da tempo, si è distanziata anni luce dal trattamento economico della media dei dipendenti. La aziendalizzazione di tanti servizi dello Stato ha prodotto una crescita spropositata dei privilegi e dei costi dei dirigenti. L'opposizione è parte di questa Oligarchia. Non ha alzato un dito per proporre la riduzione delle ingiustizie.
Lo Stato è da tempo nel mirino dei liberisti nostrani che non si vergognano di organizzare campagne di linciaggio morale dei pubblici dipendenti. L'accusa "fannulloni" o "parassiti" ha coperto l'espulsione dal pubblico impiego di migliaia di insegnanti e dipendenti. Secondo il precetto di Reagan lo Stato, "la bestia", deve essere affamato. Deve dimagrire! Alla fine di questa legislatura tra licenziati dalla scuola e turnover statale avremo un salasso davvero consistente di redditi . Questi saranno rapidamente assorbiti dalle aree di privilegio parapolitiche che si allargano ai vertici delle pubbliche amministrazioni.
Lo Stato repubblicano è unito non soltanto dalla sua storia ma dalla coesione sociale, dall'essere riconosciuto da tutti come proprio, non estraneo. Ma questo è da tempo lo Stato dei Privilegiati..
Non dubito che i ricconi che tra poco tireranno fuori dai cantieri navali e dai porti i loro panfili e gli oligarchi della politica si trovino bene e continuino a riconoscersi in questa Repubblica. Ma che dire
dei milioni di giovani disoccupati o biagizzati, dei lavoratori mal pagati, dei cittadini che debbono concorrere sempre di più alle spese sanitarie e scolastiche? Lo Stato si sta rimodellando in funzione
degli interessi e delle esigenze delle classi abbienti, delle corporazioni, degli imprenditori. Lo Stato tende ad escludere dal suo ruolo e dalle sue tutele quanti non hanno avuto la fortuna di nascere bene
e di vivere nell'agiatezza. Lo Stato spenderà i soldi per l'Esercito e la Polizia, per tutelare i beni ed i soldi dei ricconi. Non ne spenderà per la scuola, per la sanità, per la cultura, per le carceri, per migliorare la vita nei quartieri poveri delle città. Lo Stato non è di tutti, la Repubblica non è di tutti.
Pietro Ancona
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lettera a Furio Colombo de "il Fatto"

Caro Colombo,

lei fa una indagine poliziesca sulle persone che erano sulla nave aggredita
dall'esercito israeliano distinguendo tra pacifisti ed amici dei palestinesi. Ha tentato di offuscare una impresa umanitaria di grande spessore morale che ha messo in evidenza la sofferenza del popolo palestinese prigioniero a Gaza
da tre anni. . Su questa prigionia lei non ha avuto mai niente da dire. La considera tra i diritti di "difesa" di Israele.
Ma, anche con il suo grande mestiere, non è riuscito a gettare fango su una impresa che ha messo alla gogna uno Stato in mano ai nazisti come Netanhiau e Liebermann che mette in costante pericolo la pace nel mondo.
Pietro Ancona

martedì 1 giugno 2010

Nazionalismo della "sinistra" italiana

Il nazionalismo della sinistra italiana

La sinistra italiana è sempre stata patriottica e nazionalista. Il suo internazionalismo è stato annacquato dalla cosidetta "via nazionale al socialismo". Lo è ancora di più oggi che è costretta a fronteggiare il secessionismo della Lega. Ricordo i comizi di Giuseppe Berti eminente figura di dirigente comunista degli anni cinquanta ad Agrigento. Io li andavo ad ascoltare perchè mi piaceva moltissimo la prosa manzoniana dell'oratore. Giuseppe Berti si preparava sempre tutto il discorso e si presentava al microfono con una mazzetta di mezze pagine vergate a mano. Concludeva sempre con un pistolotto
invariabile che rievocava Risorgimento e Resistenza. La Resistenza come erede del Risorgimento ed il PCI come grande partito nazionale custode della tradizione e dei valori che i Grandi Padri ci hanno trasmesso. Io, ero incantato dall'oratoria del nostro senatore e aspettavo che completasse il discorso spesso per il piacere di sentire la rievocazione del Risorgimento e della Resistenza che era per me irresistibile. Mi spingeva a pensare che in fondo da Francesco De Sanctis a Benedetto Croce a Gramsci a Salvemini ci fosse un filo tricolore intrecciato ad un filo rosso che unisse il tutto e faceva da noi i veri e legittimi eredi
di una grande storia degna di essere continuata.
Ma la storia non è unidirezionale, un progresso continuo, un andare sempre avanti. A volte si contorce e si aggroviglia e mostra quanto aveva nascosto nei suoi sotterranei. Fino a quando l'Italia
ha avuto una forte coesione sociale assicurata da un welfare che garantiva a tutti diritti e spesso benessere e sicurezza era possibile tenere in cantina la verità del Risorgimento, ignorare la guerra civile causata dall'occupazione coloniale del Sud, cancellare tutti gli anni successivi alla spedizione dei Mille fino alla presa di Porta Pia. Ora, il secessionismo del Nord che al momento si chiama federalismo, il progressivo spingere i meridionali fino a diventare extracomunitari in Italia con le norme
suggerite da Formigoni per l'assunzione nei pubblici impieghi della "padania" in base al certificato di nascita ed alla conoscenza dei dialetti locali, la cancellazione dell' italiano come lingua nazionale hanno dato alla storia un tornante che bisognerà attraversare senza sapere che cosa ci aspetta dopo.
Le forze annessionistiche che fecero l'Italia dei Savoia spogliando i meridionali di tutti i loro averi
oggi spingono per la secessione. Vogliono l'esclusiva potestà sulle loro risorse. Si servono del controllo dello Stato per realizzare i loro piani.
Ma la forza maggiore che disgrega l'Italia è il liberismo intrecciato ai privilegi dell'Oligarchia. Il liberismo spoglia venti milioni di lavoratori a vantaggio dei ceti imprenditoriali, finanziari,professionali.
Privatizza lo Stato e distrugge scuola, sanità e pensioni. Una oligarchia politica e parapolitica foraggia oltre un milione di famiglie che vivono lautamente e spensieratamente con un badget di oltre 150 miliardi di euro annui.
L'ultima "manovra" approvata ieri dal Capo dello Stato non tocca i privilegi dei politici professionisti
e di oltre un milione di consulenti e parapolitici. Il peso di questi signori è tutto a carico dello Stato che viene messo in stato preagonico e del welfare.
La fine del welfare dissolve la coesione nazionale e distrugge l'idea di Stato e di Patria. Non è stata forse la Tatcher a predicare la società degli individui? La società asociale?
Quella che fu la sinistra italiana è oggi rappresentata in Parlamento dal PD. Celebra il 2 giugno con le parole vuote di Napolitano e professa la sua fede nell'unità del Paese che non c'è più. Non si rende conto che il tempo lavora per la disgregazione e che soltanto una rilettura attenta del Risorgimento e l'abbandono del liberismo può ricostituire le condizioni per un cammino unitario.
E' disposta la sinistra italiana a parlare di Forte Fenestrelle e di Pontelandolfo? E' disposta ad abbandonare il liberismo?
Il Governatore della Banca d'Italia ha detto ieri una cosa che nè Bersani nè Visco nè Letta pensano di poter dire e proporre. Non basta tagliare, bisogna investire ed aumentare il potere di acquisto delle masse. Tagliare salari e pensioni lasciando intatte le consulenze ed i costi degli amministratori farà compiere soltanto ingiustizie. Il Governatore ha parlato dell'evasione fiscale come causa della macelleria sociale.Nei giorni scorsi il responsabile economico del PD aveva giustificato l'evasione fiscale.
Pietro Ancona
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