Il chiacchiericcio
Chiacchiericcio, secondo il dizionario Zingarelli : " chiacchierare lungo e
prolungato di un gruppo di persone; vocio, cicaleccio, brusio, mormorio. ~
parlottio.
Sinonimi: brusio, cicaleccio, mormorio "
Così il Cardinale Sodano ha definito la denunzia fatta dei giornali della
stampa mondiale, a cominciare dal NYT, dello scandalo di migliaia di casi
di pedofilia che vanno emergendo dal silenzio pesante di tanti e tanti
anni e che stanno scuotendo la Chiesa Cattolica.
Il termine chiacchiericcio suona ingiurioso per coloro che hanno fatto un
servizio alla opinione pubblica mettendola difronte ad una terribile realtà
che dura da sempre.
E' sprezzante, pieno di superbia e di cinismo per le vittime. Non una sola
parola di comprensione per la sofferenza delle vittime. Magari si pensa a
loro come provocatori: "i bambini tentano" ha detto un monsignore pedofilo
recidivo.
Il Papa e la Chiesa aspettano che passi la buriana e non hanno nessuna
intenzione di adottare le misure radicali necessarie. La Chiesa non farà
niente di niente fino a quando non sarà scossa da una potente ondata interna
di contestazione e di divisione. Ondata che se ci sarà potrà portare ad una
rifondazione oppure ad una scissione per la questione pedofilia ma anche per
tante altre questioni
che dividono profondamente il popolo dei cattolici. Ma ogni forma di
dissenso è stata repressa e la Chiesa è nelle mani di un gruppo di
conservatori assai compatto.
La Chiesa finora ha protetto i preti pedofili. I casi di riduzione allo
stato laicale dei criminali sono assai rari. La maggioranza dei colpevoli ha
subito al massimo un trasferimento ad altra parrocchia o altro incarico dove
hanno continuato nelle loro pratiche violente.
La pedofilia del clero e di tanti predecessori di questo Papa è nota da
secoli, da molto prima di quando la Chiesa di Roma mandava al rogo come
streghe le contadine che curavano con le erbe i malati e contendeva
all'Impero il potere temporale. Le stanze ed i saloni dei palazzi papali
erano frequentati non soltanto da prostitute ma anche da ganimedi, bambini
destinati alle bestiali voglie di papi come Giulio III.
Questa abitudine criminale verso l'infanzia di tanti religiosi è conosciuta
da sempre. Gli orfanotrofi, gli educandati, i conventi, i collegi spesso
diventavano luoghi in cui notabili
ed autorità dei convitti si scatenavano in orge con bambini e bambine che
non avevano alcuna possibilità di difesa, nessuno a cui potere confidare
l'orrore delle violenze subite perchè orfani o appartenenti a famiglie
poverissime.
Come mai pur essendo la pederastia del clero conosciuta dalla Chiesa da
tantissimo tempo non sono mai state adottate misure per estirparla? Nel
diritto canonico e nello catechismo vengono previste procedure che tendono
sopratutto a salvaguardare la Chiesa come istituzione senza alcun riguardo
per i diritti delle vittime. Il catechismo considera la pedofilia un peccato
che viene mondato dalla confessione. Per i casi davvero gravi la Chiesa
provvede alla riduzione del prete allo stato laicale con la sospensione ad
divinis che tuttavia non lo allontana e non esclude una piena
reintegrazione.
La difesa del Vaticano insiste su due cose: la percentuale dei preti
pedofili sul totale del clero è quasi insignificante, fisiologica, non
tanto diversa da quella del mondo laico.La pedofilia c'è anche nella
famiglia. E' vero: casi di bambini sfruttati sessualmente dai genitori
esistono ma questo non giustifica la pedofilia nella Chiesa e neppure la
spiega. Invocare un crimine per spiegarne un'altro può soltanto
sottointendere una minimizzazione, un giudizio di scarsa importanza. del
fenomeno.Inoltre, non sappiamo quanti siano i pedofili nella Chiesa. I casi
emersi
in Irlanda,negli Usa, in Germania, in Austria indicano una allarmante
diffusione del fenomeno della pedofilia, una enorme tara della Chiesa.
Non conosciamo i dati della pedofilia dei missionari e dei preti in
Africa, in America Latina, in Asia.
Nelle società povere o poverissime è assai difficile che le vittime trovino
la forza, i mezzi, le possibilità per denunziare i loro carnefici. E
tuttavia, facendo una proiezione meramente statistica di quanto si è
scoperto negli Usa, in Canada, in Europa, è possibile che anche qui ci siano
veri e propri paradisi per
i pedofili. Possibile che ad Haiti od in Cambogia non ci siano stati casi
di pedofilia?
C'è certamente un rapporto tra il cattolicesimo, la struttura gerarchica
chiusa del suo apparato,e la pedofilia. Ho trovato per caso su una
bancarella un libro che racchiude tutto l'armamentario della sessuofobia
cattolica, il manuale dei confessori scritto da Monsignor Boevet nei primi
anni dell'ottocento. Vi si tratta con molti particolari di tantissime forme
del sesso dalla fornicazione allo stupro, all'incesto, alla polluzione, e
financo dei peccati di lussuria non consumata ma la pedofilia
non è mai citata. Dell'amore per i fanciulli non se ne parla. Una traccia si
trova nella condanna degli "stupratore puerorum" del concilio di Granada del
305. Il Concilio di Trento non lo ebbe all'ordine del giorno. Eppure si
trattava della riorganizzazione della dottrina e della prassi della Chiesa
dopo la tempesta della riforma protestante. Non sono sicuro che fosse
all'ordine del giorno del Concilio Vaticano Secondo che viene ricordato da
molti come un momento di rinnovamento del cattolicesimo.
Il Papa spera soltanto che non scoppino altri scandali. La Chiesa
continuerà per la sua strada senza ammettere le proprie responsabilità e
senza nessuna autoriforma fondata su una civile concezione della donna,
della sessualità, del sacerdozio.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=0&ip=1&iv=1&im=22
http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia_e_Chiesa_cattolica_nella_storia
martedì 6 aprile 2010
domenica 4 aprile 2010
Pasqua di sangue e di terrore in Palestina
PASQUA DI SANGUE E DI TERRORE IN PALESTINA
Nel giorno di Pasqua che dovrebbe ricordare agli ebrei le sofferenze patite in secoli di persecuzione razziale motivata ideologicamente dalla Chiesa Cattolica (popolo deicida) culminate nel Grande Sterminio dei lagers nazisti, si rinnovano le atrocità, le angherie, i delitti, il terrorismo di Israele contro la popolazione palestinese ed in particolare contro quella di Gaza.
La striscia di Gaza subisce uno spaventoso isolamento da quando Israele e gli Occidentali hanno deciso di non accettare il responso elettorale della vittoria legittima di Hamas ed è stata sottoposta a bombardamenti che hanno distrutto la città, fatto migliaia di vittime e diecine di migliaia di mutilati, ed ora stanno facendo nascere una generazione di bambini-mostro. Israele non si è fatta scrupolo di usare sostanze chimiche e termiche che intaccano profondamente il DNA della popolazione palestinese.
Sotto gli occhi indifferenti o complici delle potenze occidentali e con la loro collaborazione si sta costruendo il muro di acciaio egiziano che sigillerà per sempre in una prigione a cielo aperto due milioni di esseri umani privandoli anche della possibilità di allontanarsi e di cercare un altro luogo dove vivere-
Il programma di abbattimento delle case palestinesi e di costruzione di case-fortezza per i coloni israeliani prosegue senza alcuna tregua. La pagliacciata della sgridata di Obama si è conclusa
come era prevedibile in niente. Le case palestinesi continueranno ad essere abbattute dalle ruspe e
il cuculo israeliano continuerà ad occupare il nido dei palestinesi. L'unico scopo che ha l'Occidente è coprire propagandisticamente con una interminabile, snervante, inutile trattativa di pace le varie tappe della realizzazione di un piano di israelizzazione della palestina. Nessuna persona dotata di buon senso può ritenere realistica la costruzione di due Stati autonomi quando uno di questi è già occupato dalle colonie che politicamente e giuridicamente sono delle vere e proprie enclavi di pieno controllo e pertinenza israeliana.
Centinaia di bambini palestinesi sono rinchiusi nelle carceri di Israele. Di quali colpe si sono macchiati? Nessuna autorità internazionale interviene a loro tutela. Le condizioni di detenzione sono gravi e molti di loro si ammalano di osteoporosi per assenza di sole e di vitamine. Sono anche detenute illegalmente oltre mille donne e quindicimila palestinesi. La detenzione è in gran parte decisa in via amministrativa. Tra questi detenuti membri del Parlamento Palestinese eletto recentemente. Deputati sono stati rapiti e condotti in prigione quando non sono stati uccisi sul posto dall'Esercito
occupante.
Dalla situazione palestinese è possibile verificare come la volontà di collaborazione anche sottomessa di Abu Mazen e del partito che fu di Arafat non serve a niente. Cade l'alibi del terrorismo e dell'islamismo estremista che è stato propagandato per anni da Israele come motivo di difesa.. Essere sinceramente pacifisti e prestarsi financo a collaborare con il Mossad nella individuazione e ricerca dei capi di Hamas non fa cambiare l'inflessibile volontà dominatrice e di annientamento genocida del gruppo dirigente nazista di Israele. La politica di Liebermann è diventata la politica di tutto il suo governo.
La campagna dei più importanti giornali del mondo occidentale a cominciare dal NYT contro il Papa e la pedofilia può darsi che si stia svolgendo per colpire la Chiesa Cattolica e quindi indebolire le ragioni della sua presenza a Gerusalemme. Lo scandalo dei preti pedofili è conosciuto da molto tempo in USA ma soltanto oggi arriva alle prime pagine dei giornali più autorevoli. Sappiamo tutti quale lobby finanziaria- ideologica controlla la stampa. Gli ebrei fondamentalisti non hanno mai accettato di condividere Gerusalemme con i cristiani ed i musulmani. Sbaglia la Chiesa Cattolica a
difendere i pedofili ed a non riformarsi profondamente. Potrebbe meglio far valere le sue ragioni sulla città-simbolo di tre religioni che gli israeliani vorrebbero ridurre soltanto ad una se si attestasse su posizioni di autoriforma della sua stanchissima strutturadi assolutismo faraonico.
E' una Pasqua di odio, una pasqua senza alcuna speranza per i vinti ai quali non viene spesso concesso neppure il diritto di continuare a vivere.
Pietro Ancona
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Nel giorno di Pasqua che dovrebbe ricordare agli ebrei le sofferenze patite in secoli di persecuzione razziale motivata ideologicamente dalla Chiesa Cattolica (popolo deicida) culminate nel Grande Sterminio dei lagers nazisti, si rinnovano le atrocità, le angherie, i delitti, il terrorismo di Israele contro la popolazione palestinese ed in particolare contro quella di Gaza.
La striscia di Gaza subisce uno spaventoso isolamento da quando Israele e gli Occidentali hanno deciso di non accettare il responso elettorale della vittoria legittima di Hamas ed è stata sottoposta a bombardamenti che hanno distrutto la città, fatto migliaia di vittime e diecine di migliaia di mutilati, ed ora stanno facendo nascere una generazione di bambini-mostro. Israele non si è fatta scrupolo di usare sostanze chimiche e termiche che intaccano profondamente il DNA della popolazione palestinese.
Sotto gli occhi indifferenti o complici delle potenze occidentali e con la loro collaborazione si sta costruendo il muro di acciaio egiziano che sigillerà per sempre in una prigione a cielo aperto due milioni di esseri umani privandoli anche della possibilità di allontanarsi e di cercare un altro luogo dove vivere-
Il programma di abbattimento delle case palestinesi e di costruzione di case-fortezza per i coloni israeliani prosegue senza alcuna tregua. La pagliacciata della sgridata di Obama si è conclusa
come era prevedibile in niente. Le case palestinesi continueranno ad essere abbattute dalle ruspe e
il cuculo israeliano continuerà ad occupare il nido dei palestinesi. L'unico scopo che ha l'Occidente è coprire propagandisticamente con una interminabile, snervante, inutile trattativa di pace le varie tappe della realizzazione di un piano di israelizzazione della palestina. Nessuna persona dotata di buon senso può ritenere realistica la costruzione di due Stati autonomi quando uno di questi è già occupato dalle colonie che politicamente e giuridicamente sono delle vere e proprie enclavi di pieno controllo e pertinenza israeliana.
Centinaia di bambini palestinesi sono rinchiusi nelle carceri di Israele. Di quali colpe si sono macchiati? Nessuna autorità internazionale interviene a loro tutela. Le condizioni di detenzione sono gravi e molti di loro si ammalano di osteoporosi per assenza di sole e di vitamine. Sono anche detenute illegalmente oltre mille donne e quindicimila palestinesi. La detenzione è in gran parte decisa in via amministrativa. Tra questi detenuti membri del Parlamento Palestinese eletto recentemente. Deputati sono stati rapiti e condotti in prigione quando non sono stati uccisi sul posto dall'Esercito
occupante.
Dalla situazione palestinese è possibile verificare come la volontà di collaborazione anche sottomessa di Abu Mazen e del partito che fu di Arafat non serve a niente. Cade l'alibi del terrorismo e dell'islamismo estremista che è stato propagandato per anni da Israele come motivo di difesa.. Essere sinceramente pacifisti e prestarsi financo a collaborare con il Mossad nella individuazione e ricerca dei capi di Hamas non fa cambiare l'inflessibile volontà dominatrice e di annientamento genocida del gruppo dirigente nazista di Israele. La politica di Liebermann è diventata la politica di tutto il suo governo.
La campagna dei più importanti giornali del mondo occidentale a cominciare dal NYT contro il Papa e la pedofilia può darsi che si stia svolgendo per colpire la Chiesa Cattolica e quindi indebolire le ragioni della sua presenza a Gerusalemme. Lo scandalo dei preti pedofili è conosciuto da molto tempo in USA ma soltanto oggi arriva alle prime pagine dei giornali più autorevoli. Sappiamo tutti quale lobby finanziaria- ideologica controlla la stampa. Gli ebrei fondamentalisti non hanno mai accettato di condividere Gerusalemme con i cristiani ed i musulmani. Sbaglia la Chiesa Cattolica a
difendere i pedofili ed a non riformarsi profondamente. Potrebbe meglio far valere le sue ragioni sulla città-simbolo di tre religioni che gli israeliani vorrebbero ridurre soltanto ad una se si attestasse su posizioni di autoriforma della sua stanchissima strutturadi assolutismo faraonico.
E' una Pasqua di odio, una pasqua senza alcuna speranza per i vinti ai quali non viene spesso concesso neppure il diritto di continuare a vivere.
Pietro Ancona
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sabato 3 aprile 2010
CUBA E ITALIA
Grande attenzione del mondo occidentale per il detenuto cubano morto in carcere per lo sciopero della fame. Giusto! Nessuna attenzione e qualche sguardo distratto e sprezzante per 15 detenuti suicidi in Italia in meno di tre mesi e i tanti morti massacrati di botte nelle caserme e nelle questure! In un posto c'è il comunismo da abbattere! Qui abbiamo il regno della libertà!! La stampa informa ma è anche strumento propagandistico del regime capitalistico!
http://www.intopic.it/estero/cuba/
Pietro Ancona
http://www.intopic.it/estero/cuba/
Pietro Ancona
odio pasquale per gli ebrei?
/L'ODIO PASQUALE PER GLI EBREI
La festa di Pasqua preceduta dalla Settimana Santa viene celebrata da centinaia di anni. Una settimana di tensione, di fortissime emozioni, di lutto, che culminano nella resurrezione di Cristo che ascende alla gloria dei cieli. Pare che la festa abbia circa settecento anni e che sia stato rinnovata solo una volta. In Sicilia dà luogo a grandissime emozionanti rappresentazioni teatrali partecipate da intere popolazioni. Ricordo da bambino un venerdì santo ad Agrigento, mio padre e mia madre mi tenevano per mano ed io mi sentivo piccolo e spaventato in mezzo ad una processione di cui soltanto la parte inferiore della gente, le candele accese, l'odore di cera calda che si attaccava alle basole della strada. Migliaia e migliaia di persone piangenti, molte con il capo cosparso di cenere ,che si ammassavano davanti la Cattedrale. Ricordo
quella festa con spavento: al momento dell'incontro tra Gesù e la Madre le donne della processione alzavano impressionanti grida di lamento. La "spartenza", l'allontanamento della madre dolorosa dal figlio la ricordo ancora per la tristezza infinita della musica che l'accompagnava. Per quanto la Sicilia sia ricca
di processioni pasquali e di straordinarie rappresentazioni teatrali del rito sacro sono stato a vedere soltanto quella di Trapani.Non sopporto il dramma che richiama quanto di luttuoso ho dentro di me
i dolori mai rimarginati, il sentimento di fragilità e di vulnerabilità per il destino che ci costringe.
La settimana santa è stata nei secoli un rinnovamento della colpa degli ebrei che avevano dato la morte al Dio Redentore. Nel corso dei secoli, a cominciare dalla domenica delle palme, gli ebrei si dovevano guardare bene dal farsi vedere in giro. La domenica delle Palme racconta di Gesù accolto a Gerusalemmme da un popolo festante che agitava palme al suo passaggio in segno di rispetto, ammirazione, gioia... La stessa folla qualche giorno dopo gli avrebbe preferito Barabba e lo avrebbe lasciato al suo destino.Il Sinedrio, massimo organismo religioso degli ebrei consegna Gesù al potere romano ed insiste per la sua condanna a morte. Giuda tradisce con monete fornitegli dal Clero. Popolo ebreo ed elite religiosa entrambi colpevoli. Il Sinedrio minacciò Pilato di accusarlo all'imperatore Tiberio se non avesse condannato Gesù. La responsabilità dei capi religiosi degli ebrei è stata rimarcata per tutte le Vie Crucis e le Pasqua che si sono succedute nel corso di quasi un millennio. Con la sua morte Gesù cessa di essere ebreo per diventare "cristiano" vittima innocente. Una vicenda di ingiustizia di dolore e di morte come tante si carica di fortissime connotazioni etniche. I sacerdoti che aizzano Pilato a condannare Gesù sono e diventano ancora di più ebrei deicidi. Da quel momento gli ebrei diventano "diversi". Nei secoli dei secoli discendono da coloro che misero a morte Dio. Vivranno nei ghetti, perseguitati, la loro vita sarà sempre in pericolo e, anche al culmine del benessere e della ricchezza, potranno perdere tutto perchè chi ha ucciso Dio non ha diritto a niente, neppure alla vita.
Nel rito pasquale di SanFratello, paese siciliano, si celebra addirittura la cosidetta "festa dei giudei.
I giudei sono rappresentati come mostri, incarnazioni demoniache, flagellatori ed uccisori di Gesù.
Come tali spaventano il popolo che viene esortato ad odiarli, a maledirli, esecrarli per il male che hanno fatto.
La Pasqua ha ricordato a tutti, caso mai si potesse dimenticare, che Cristo è stato mandato a morte dagli ebrei anche se condannato da Pilato e crocifisso da legionari romani.
Il crocifisso diventa simbolo religioso che ricorda non solo un martirio ma anche il crimine subito.
Sarebbe opportuno che si aprisse una discussione sulla Pasqua. Fino a quando la storia della Via Crucis è quella che ci viene raccontata da secoli la ferita tra ebrei e cristiana non potrà guarire.
Forse sono un ateo scarsamente illuminato dalla ragione e dalla cultura e per questo mi chiedo: se il dramma di Gesù era stato programmato nell'alto dei cieli perchè con il suo sangue redimesse l'umanità dei suoi peccati ed era prevista anche la sua resurrezione perchè mai gli ebrei ed i romani dovrebbero esserne responsabili? Si può essere responsabili di una decisione divina?
E mi chiedo ancora: come mai il sacrificio di Gesù non ha cambiato il corso del mondo? Perchè nonostante la sua Resurrezione il Male continua ad imperversare e l'agnello non dorme abbracciato al lupo?
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
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http://www.san-fratello.com/Gli%20eventi%20principali/La%20Festa%20dei%20Giudei.htm
http://www.rinocammilleri.com/2009/04/pilato/
La festa di Pasqua preceduta dalla Settimana Santa viene celebrata da centinaia di anni. Una settimana di tensione, di fortissime emozioni, di lutto, che culminano nella resurrezione di Cristo che ascende alla gloria dei cieli. Pare che la festa abbia circa settecento anni e che sia stato rinnovata solo una volta. In Sicilia dà luogo a grandissime emozionanti rappresentazioni teatrali partecipate da intere popolazioni. Ricordo da bambino un venerdì santo ad Agrigento, mio padre e mia madre mi tenevano per mano ed io mi sentivo piccolo e spaventato in mezzo ad una processione di cui soltanto la parte inferiore della gente, le candele accese, l'odore di cera calda che si attaccava alle basole della strada. Migliaia e migliaia di persone piangenti, molte con il capo cosparso di cenere ,che si ammassavano davanti la Cattedrale. Ricordo
quella festa con spavento: al momento dell'incontro tra Gesù e la Madre le donne della processione alzavano impressionanti grida di lamento. La "spartenza", l'allontanamento della madre dolorosa dal figlio la ricordo ancora per la tristezza infinita della musica che l'accompagnava. Per quanto la Sicilia sia ricca
di processioni pasquali e di straordinarie rappresentazioni teatrali del rito sacro sono stato a vedere soltanto quella di Trapani.Non sopporto il dramma che richiama quanto di luttuoso ho dentro di me
i dolori mai rimarginati, il sentimento di fragilità e di vulnerabilità per il destino che ci costringe.
La settimana santa è stata nei secoli un rinnovamento della colpa degli ebrei che avevano dato la morte al Dio Redentore. Nel corso dei secoli, a cominciare dalla domenica delle palme, gli ebrei si dovevano guardare bene dal farsi vedere in giro. La domenica delle Palme racconta di Gesù accolto a Gerusalemmme da un popolo festante che agitava palme al suo passaggio in segno di rispetto, ammirazione, gioia... La stessa folla qualche giorno dopo gli avrebbe preferito Barabba e lo avrebbe lasciato al suo destino.Il Sinedrio, massimo organismo religioso degli ebrei consegna Gesù al potere romano ed insiste per la sua condanna a morte. Giuda tradisce con monete fornitegli dal Clero. Popolo ebreo ed elite religiosa entrambi colpevoli. Il Sinedrio minacciò Pilato di accusarlo all'imperatore Tiberio se non avesse condannato Gesù. La responsabilità dei capi religiosi degli ebrei è stata rimarcata per tutte le Vie Crucis e le Pasqua che si sono succedute nel corso di quasi un millennio. Con la sua morte Gesù cessa di essere ebreo per diventare "cristiano" vittima innocente. Una vicenda di ingiustizia di dolore e di morte come tante si carica di fortissime connotazioni etniche. I sacerdoti che aizzano Pilato a condannare Gesù sono e diventano ancora di più ebrei deicidi. Da quel momento gli ebrei diventano "diversi". Nei secoli dei secoli discendono da coloro che misero a morte Dio. Vivranno nei ghetti, perseguitati, la loro vita sarà sempre in pericolo e, anche al culmine del benessere e della ricchezza, potranno perdere tutto perchè chi ha ucciso Dio non ha diritto a niente, neppure alla vita.
Nel rito pasquale di SanFratello, paese siciliano, si celebra addirittura la cosidetta "festa dei giudei.
I giudei sono rappresentati come mostri, incarnazioni demoniache, flagellatori ed uccisori di Gesù.
Come tali spaventano il popolo che viene esortato ad odiarli, a maledirli, esecrarli per il male che hanno fatto.
La Pasqua ha ricordato a tutti, caso mai si potesse dimenticare, che Cristo è stato mandato a morte dagli ebrei anche se condannato da Pilato e crocifisso da legionari romani.
Il crocifisso diventa simbolo religioso che ricorda non solo un martirio ma anche il crimine subito.
Sarebbe opportuno che si aprisse una discussione sulla Pasqua. Fino a quando la storia della Via Crucis è quella che ci viene raccontata da secoli la ferita tra ebrei e cristiana non potrà guarire.
Forse sono un ateo scarsamente illuminato dalla ragione e dalla cultura e per questo mi chiedo: se il dramma di Gesù era stato programmato nell'alto dei cieli perchè con il suo sangue redimesse l'umanità dei suoi peccati ed era prevista anche la sua resurrezione perchè mai gli ebrei ed i romani dovrebbero esserne responsabili? Si può essere responsabili di una decisione divina?
E mi chiedo ancora: come mai il sacrificio di Gesù non ha cambiato il corso del mondo? Perchè nonostante la sua Resurrezione il Male continua ad imperversare e l'agnello non dorme abbracciato al lupo?
Pietro Ancona
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venerdì 2 aprile 2010
La Chiesa-Stato è riformabile
La Chiesa-Stato è riformabile?
Nei "promessi sposi" Fra Galdino, cercatore di noci, racconta un apologo a Cecilia e Lucia che conclude dicendo: il convento è come il mare che riceve acqua da tutte le parti e torna a distribuirla a tutti i fiumi."
Bisognerebbe vedere se il convento era proprio così e se invece non fosse quello descritto da Umberto Eco, abitato da frati strabordanti di grasso, rubizzi e goderecci che, dalle finestre della loro enorme cucina, gettavano qualche misero avanzo putrescente subito divorato da una folla di infelici straccioni affamati e dai cani.
La Chiesa in Italia è una vera e propria idrovora di soldi, benefici, privilegi medievali. Gode di esenzioni che le procurano ingiusti vantaggi commerciali. Enti come Enel applicano tariffe di speciale favore a religiosi. Venticinquemila insegnanti di religione sono stati assunti dallo Stato su segnalazione delle diocesi vescovili. Costano circa un miliardo di euro l'anno. Oratori religiosi vengono assunti e retribuiti assa bene dalle Regioni . Tutte le Regioni hanno leggi che finanziano la Chiesa. In Sicilia si finanziano financo i paraventi sacri dei sacerdoti!
Tra poco ricomincerà la ossessionante campagna propagandistica a base di sdolcinati spot per destinare l'otto per mille alla Chiesa Cattolica. Si tratta di una spesa di venticinquemilioni di euro per
ricavarne all'incirca un miliardo di euro.
Bisogna dire che spetterebbero alla Chiesa Cattolica "soltanto" 400 milioni di euro. Come si arriva alla cifra tonta del miliardo? Con un marchingegno truffaldino in base al quale vengono attribuiti a tavolino quanti non hanno scelto. Si tratta di sei contribuenti su dieci. Il calcolo è
una sorta di proiezione telescopica delle scelte effettive sull'intera massa dei contribuenti. Marchingegno degno di una seria indagine della magistratura.
L'otto per mille viene dal rinnovo dei patti lateranensi stilati nel 1984 da Craxi. Questi,
sotto l'influenza clericale di Gennaro Acquaviva, si convinse a replicare Benito Mussolini che aveva stipulato i patti del 29 per
togliersi la spinta dell'aventinismo ostile del clero. Ma i rapporti Stato Chiesa durante il fascismo non furono rose e fiori. Il Fascismo, anche per la sua vocazione totalitaria, non ammetteva di dividere la sua egemonia sulla popolazione, specialmente sulla gioventù
Il rinnovo fatto da Craxi è stato assai più vantaggioso per il Vaticano di quello del 29, costa in atto diversi miliardi di euro e permette una influenza soffocante sulle istituzioni italiane. Questo anche se la religione cattolica non è più religione di Stato.
Mentre l'Italia non si sogna di interferire nella vita interna del Vaticano, le gerarchie ecclesiastiche interferiscono pesantemente fino al punto di invitare i cattolici alla disobbedienza delle leggi e di boicottare referendum. Ruini ha invitato i cattolici a disertare le urne per la legge sulla fecondazione assistita e non importa se migliaia di coppie italiane siano costretti a recarsi all'estero
per tentare di avere un figlio. La Chiesa distribuisce pagelle ai politici. Oggi sono premiati i due governatori leghisti del Veneto e del Piemonte per avere baldanzosamente annunziato che lasceranno marcire nei magazzini la pillola Ru486. Un annunzio illegale ma che è stato applaudito subito dai giornali dei vescovi
e dall'Osservatore Romano. Non ha importanza se trattasi di personaggi imbevuti di odio verso i migranti.
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa-Stato del mondo. I finanziamenti dell'Italia quindi sono a beneficio di uno Stato che ne fa uso sottratto al controllo dei contribuenti italiani per il sostentamento del clero ma anche per altri affari e per l' evangelizzazione che produce tensioni, problemi, guerre. Nei cinque continenti la Chiesa cattolica è afflitta dal grave morbo della pedofilia di molti suoi preti. Gli scandali diventano sempre più frequenti anche se sappiamo poco di quanto accade in Africa ed in SudAmerica dove è più facile occultarli per la povertà di quelle società.
Il Parlamento italiano è servile verso le Gerarchie ed è disponibile soltanto per favorirle. Sono certo però che se si potesse fare un referendum per l'abolizione dell'art.7 della Costituzione e dei conseguenti patti lateranensi la stragrande maggioranza degli italiani si esprimerebbe positivamente. Bisognerebbe anche cominciare a pensare ad un progetto di assorbimento dell'area vaticana nel demanio dello Stato ed alla abolizione dello Stato della Chiesa. Certo non si tratta di un progetto a breve scadenza ma bisognerebbe cominciare a discutere su come fare del cattolicesimo soltanto una religione..
In occasione del dibattito sulle riforme costituzionali bisognerebbe recuperare la piena sovranità repubblicana della nazione. Non saremo uno Stato sovrano fino a quando non avremo abolito i patti lateranensi. Oggi siamo soltanto uno Stato concordatario.
Ho assistito ad un rito religioso della Chiesa Anglicana di Palermo. Alla fine delle cerimonia l'officiante reverendo Antony Watson, accompagnato dalla moglie, fece la questua tra i banchi dei fedeli e raccolse il suo obolo. Lo fece con naturale dignità che elevò tutti i partecipanti a collaboratori della vita della Church.
Ogni giorno mi capita di vedere, come a tutti gli italiani, il Papa in televisione. Resto sbalordito di quanto possa essere lussuoso, ricchissimo, sfarzoso, il suo vestiario! Cambia vesti e abiti ed ogni occasione è buona per lo sfoggio narcisistico di tessuti e gioielli preziosi.
Non credo proprio che questa continua esibizione di potere abbia molto a che spartire con il Vangelo.
Propongo di dare il nostro otto per mille alla Chiesa Valdese. Perchè non ha mai accettato il meccanismo truffaldino della ripartizione. Perchè destina alla solidarietà vera i soldi che riceve e questo è controllabile.
Da laico opterei per lo Stato. Ma lo Stato li destina con propri decreti alla Chiesa ed al Clero.Diamoli quindi ai valdesi ed alla loro laica e civile opera di solidarietà e di promozione umana e sociale.
Pietro Ancona
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.
http://www.unimondo.org/Guide/Diritti-umani/Religione/Carta-Re-affari-poco-etici-solo-per-religiosi
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ottopermille_2009/dpcm_2009/dpcm_%202009.pdf
http://www.uaar.it/uaar/documenti/131.html
Nei "promessi sposi" Fra Galdino, cercatore di noci, racconta un apologo a Cecilia e Lucia che conclude dicendo: il convento è come il mare che riceve acqua da tutte le parti e torna a distribuirla a tutti i fiumi."
Bisognerebbe vedere se il convento era proprio così e se invece non fosse quello descritto da Umberto Eco, abitato da frati strabordanti di grasso, rubizzi e goderecci che, dalle finestre della loro enorme cucina, gettavano qualche misero avanzo putrescente subito divorato da una folla di infelici straccioni affamati e dai cani.
La Chiesa in Italia è una vera e propria idrovora di soldi, benefici, privilegi medievali. Gode di esenzioni che le procurano ingiusti vantaggi commerciali. Enti come Enel applicano tariffe di speciale favore a religiosi. Venticinquemila insegnanti di religione sono stati assunti dallo Stato su segnalazione delle diocesi vescovili. Costano circa un miliardo di euro l'anno. Oratori religiosi vengono assunti e retribuiti assa bene dalle Regioni . Tutte le Regioni hanno leggi che finanziano la Chiesa. In Sicilia si finanziano financo i paraventi sacri dei sacerdoti!
Tra poco ricomincerà la ossessionante campagna propagandistica a base di sdolcinati spot per destinare l'otto per mille alla Chiesa Cattolica. Si tratta di una spesa di venticinquemilioni di euro per
ricavarne all'incirca un miliardo di euro.
Bisogna dire che spetterebbero alla Chiesa Cattolica "soltanto" 400 milioni di euro. Come si arriva alla cifra tonta del miliardo? Con un marchingegno truffaldino in base al quale vengono attribuiti a tavolino quanti non hanno scelto. Si tratta di sei contribuenti su dieci. Il calcolo è
una sorta di proiezione telescopica delle scelte effettive sull'intera massa dei contribuenti. Marchingegno degno di una seria indagine della magistratura.
L'otto per mille viene dal rinnovo dei patti lateranensi stilati nel 1984 da Craxi. Questi,
sotto l'influenza clericale di Gennaro Acquaviva, si convinse a replicare Benito Mussolini che aveva stipulato i patti del 29 per
togliersi la spinta dell'aventinismo ostile del clero. Ma i rapporti Stato Chiesa durante il fascismo non furono rose e fiori. Il Fascismo, anche per la sua vocazione totalitaria, non ammetteva di dividere la sua egemonia sulla popolazione, specialmente sulla gioventù
Il rinnovo fatto da Craxi è stato assai più vantaggioso per il Vaticano di quello del 29, costa in atto diversi miliardi di euro e permette una influenza soffocante sulle istituzioni italiane. Questo anche se la religione cattolica non è più religione di Stato.
Mentre l'Italia non si sogna di interferire nella vita interna del Vaticano, le gerarchie ecclesiastiche interferiscono pesantemente fino al punto di invitare i cattolici alla disobbedienza delle leggi e di boicottare referendum. Ruini ha invitato i cattolici a disertare le urne per la legge sulla fecondazione assistita e non importa se migliaia di coppie italiane siano costretti a recarsi all'estero
per tentare di avere un figlio. La Chiesa distribuisce pagelle ai politici. Oggi sono premiati i due governatori leghisti del Veneto e del Piemonte per avere baldanzosamente annunziato che lasceranno marcire nei magazzini la pillola Ru486. Un annunzio illegale ma che è stato applaudito subito dai giornali dei vescovi
e dall'Osservatore Romano. Non ha importanza se trattasi di personaggi imbevuti di odio verso i migranti.
La Chiesa Cattolica è l'unica Chiesa-Stato del mondo. I finanziamenti dell'Italia quindi sono a beneficio di uno Stato che ne fa uso sottratto al controllo dei contribuenti italiani per il sostentamento del clero ma anche per altri affari e per l' evangelizzazione che produce tensioni, problemi, guerre. Nei cinque continenti la Chiesa cattolica è afflitta dal grave morbo della pedofilia di molti suoi preti. Gli scandali diventano sempre più frequenti anche se sappiamo poco di quanto accade in Africa ed in SudAmerica dove è più facile occultarli per la povertà di quelle società.
Il Parlamento italiano è servile verso le Gerarchie ed è disponibile soltanto per favorirle. Sono certo però che se si potesse fare un referendum per l'abolizione dell'art.7 della Costituzione e dei conseguenti patti lateranensi la stragrande maggioranza degli italiani si esprimerebbe positivamente. Bisognerebbe anche cominciare a pensare ad un progetto di assorbimento dell'area vaticana nel demanio dello Stato ed alla abolizione dello Stato della Chiesa. Certo non si tratta di un progetto a breve scadenza ma bisognerebbe cominciare a discutere su come fare del cattolicesimo soltanto una religione..
In occasione del dibattito sulle riforme costituzionali bisognerebbe recuperare la piena sovranità repubblicana della nazione. Non saremo uno Stato sovrano fino a quando non avremo abolito i patti lateranensi. Oggi siamo soltanto uno Stato concordatario.
Ho assistito ad un rito religioso della Chiesa Anglicana di Palermo. Alla fine delle cerimonia l'officiante reverendo Antony Watson, accompagnato dalla moglie, fece la questua tra i banchi dei fedeli e raccolse il suo obolo. Lo fece con naturale dignità che elevò tutti i partecipanti a collaboratori della vita della Church.
Ogni giorno mi capita di vedere, come a tutti gli italiani, il Papa in televisione. Resto sbalordito di quanto possa essere lussuoso, ricchissimo, sfarzoso, il suo vestiario! Cambia vesti e abiti ed ogni occasione è buona per lo sfoggio narcisistico di tessuti e gioielli preziosi.
Non credo proprio che questa continua esibizione di potere abbia molto a che spartire con il Vangelo.
Propongo di dare il nostro otto per mille alla Chiesa Valdese. Perchè non ha mai accettato il meccanismo truffaldino della ripartizione. Perchè destina alla solidarietà vera i soldi che riceve e questo è controllabile.
Da laico opterei per lo Stato. Ma lo Stato li destina con propri decreti alla Chiesa ed al Clero.Diamoli quindi ai valdesi ed alla loro laica e civile opera di solidarietà e di promozione umana e sociale.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
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http://www.unimondo.org/Guide/Diritti-umani/Religione/Carta-Re-affari-poco-etici-solo-per-religiosi
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ottopermille_2009/dpcm_2009/dpcm_%202009.pdf
http://www.uaar.it/uaar/documenti/131.html
il libro di Sergio Infuso
Sergio Cristoforo Infuso, “Un miscelino per Rosa. Storia d’amore e di passioni”, Presentazione di Rita Borsellino, Edizioni La Zisa
“Alcune notti, tuttavia, fra il mese di dicembre e gennaio, il disturbo arrecato dalla malattia era tale da non permetterle più di stare sdraiata, con il risultato di doverci alzare diverse volte nel cuore della notte. […] Andavamo in cucina, sedevamo sul divanetto e cominciava una carezza sulla spalla in prossimità del polmone destro, un «miscelino per Rosa»”. Siamo al drammatico epilogo di una intensa storia d’amore – sembra un romanzo, ma è tutto vero: luoghi, personaggi, avvenimenti – che si intreccia, per un trentennio, con quella più generale del capoluogo siciliano. Una vicenda privata che nel contempo diventa metafora di quanti, in questa città, non hanno voluto rassegnarsi al degrado collettivo e al progressivo disfacimento delle speranze – la cosiddetta ‘Primavera di Palermo’ – maturate nel corso di lunghe ed estenuanti battaglie civili. Ma la memoria di ciò che è stato e di ciò che poteva essere resta comunque dentro coloro che con passione sino alla fine hanno creduto nel valore catartico di quelle lotte. Un patrimonio, questo, che va comunque salvaguardato e trasmesso a chi, con altrettanto slancio, saprà raccoglierne il testimone. Così come il ricordo di Rosa, protagonista principale di questo racconto, discreta ed incisiva donna dei nostri tempi.
Sergio Cristoforo Infuso, impiegato presso l’Assemblea regionale siciliana, è da lungo tempo impegnato in attività politiche, di volontariato e di promozione del territorio.
“Alcune notti, tuttavia, fra il mese di dicembre e gennaio, il disturbo arrecato dalla malattia era tale da non permetterle più di stare sdraiata, con il risultato di doverci alzare diverse volte nel cuore della notte. […] Andavamo in cucina, sedevamo sul divanetto e cominciava una carezza sulla spalla in prossimità del polmone destro, un «miscelino per Rosa»”. Siamo al drammatico epilogo di una intensa storia d’amore – sembra un romanzo, ma è tutto vero: luoghi, personaggi, avvenimenti – che si intreccia, per un trentennio, con quella più generale del capoluogo siciliano. Una vicenda privata che nel contempo diventa metafora di quanti, in questa città, non hanno voluto rassegnarsi al degrado collettivo e al progressivo disfacimento delle speranze – la cosiddetta ‘Primavera di Palermo’ – maturate nel corso di lunghe ed estenuanti battaglie civili. Ma la memoria di ciò che è stato e di ciò che poteva essere resta comunque dentro coloro che con passione sino alla fine hanno creduto nel valore catartico di quelle lotte. Un patrimonio, questo, che va comunque salvaguardato e trasmesso a chi, con altrettanto slancio, saprà raccoglierne il testimone. Così come il ricordo di Rosa, protagonista principale di questo racconto, discreta ed incisiva donna dei nostri tempi.
Sergio Cristoforo Infuso, impiegato presso l’Assemblea regionale siciliana, è da lungo tempo impegnato in attività politiche, di volontariato e di promozione del territorio.
giovedì 1 aprile 2010
un colpo di teatro ipocrita
UN COLPO DI TEATRO IPOCRITA
L'arbitrato non deve intervenire in materia di licenziamento
La "velina" della batteria massmediatica di oggi sul rinvio alle Camere della legge 1167 è: si tratta di motivi di "opportunità" e non di "anticostituzionalità". La velina poi suggerisce di parlare molto della ipotesi "risarcitoria" in caso di licenziamento senza giusta causa.
Gli stessi opinionisti che, fino a ieri, a fronte delle bestialità delle leggi ad personam, sostenevano, con piglio assai arcigno, che il Presidente della Repubblica non ha alcun diritto di entrare nel merito delle leggi approvate ma soltanto quello di verificarne la costituzionalità, oggi si diffondono in prose assai suadenti e comprensive su un rinvio che sarebbe dovuto soltanto a ragioni di "opportunità politica". Ma come? Il Presidente esprimerebbe quindi una valutazione "politica" e suggerisce al governo un approccio diverso al problema?
La verità è che Napolitano, pur rinviando il testo alle Camere, non ha citato le ragioni per le quali è davvero incostituzionale e cioè che l'arbitrato non può sostituirsi alla sentenza di un Magistrato in materia di licenziamento e che il risarcimento non è alternativo al diritto al reintegro, ma si è limitato
a sollevare le ragioni per le quali Ichino e Treu si sono dichiarati contrari alla 1167 e cioè la confusa
e leguleia formulazione dell'art.31 della 1167. In sostanza si vuole un testo meno attaccabile dal punto di vista del diritto costituzionale. Infatti Napolitano mette l'accento sulla "volontarietà" dell'arbitrato appellandosi ipocritamente al concetto di minus habent. Dico ipocritamente perchè la soluzione che suggerisce non cambia sostanzialmente lo scopo della legge che lo stesso Napolitano dice di "apprezzare"- L'avvio della privatizzazione della gestione del diritto con strumenti della cosidetta sussidiarietà non viene contestato. Non viene ricordato il diritto di ogni cittadino di avere un giudice a cui ricorrere.
In sostanza, se la Camera accoglie i rilievi di Napolitano senza escludere l'arbitrato dai contenziosi per licenziamenti, l'art.18 si può considerare spacciato.
La posta in gioco è costituita da alcuni milioni di lavoratori di una età compresa tra i quaranta ed i sessanta anni con una anzianità maturata da dieci anni a salire. Questi lavoratori costituiscono ancora il nucleo forte della classe operaia meno ricattabile perchè protetta appunto dall'art.18 e più "costosa"
nonostante i bassi salari per via dei diritti maturati in azienda. Si vorrebbe un gigantesco turn over con la sostituzione con giovani e stranieri magari interinali e con i malvagi contratti della legge Biagi che
consentono il dimezzamento della paga contrattuale. La parola magica per questa carneficina che
getterebbe nel pozzo della disoccupazione milioni di lavoratori è "flessibilità". Lavoratore "usa e getta" e non ha importanza se è padre di due o tre figli e se uno questi studia e se c'è un mutuo da pagare. Quello che conta è mettere il volitivo e rampante imprenditore nelle condizioni di massimizzare al massimo il plusvalore del lavoro per magari accumulare all'estero ingenti ricchezze sottratte al fisco. La morale asociale del nuovo diritto del lavoro scritto dai Sacconi, Cazzola, Ichino e compagnia bella è questa: il profitto a qualsiasi prezzo.
I felloni sindacati italiani che hanno accompagnato tutto il processo di degradazione dei diritti dei lavoratori fino a questa punultima stazione di Via Crucis (la prossima sarà il sotterramento dellla legge 300, Statuto dei Diritti dei Lavoratori) dovrebbero prendere atto che l'Italia della "modernizzazione" del lavoro è povera fino all'indigenza, infelice, disperata, senza futuro. Le stesse classi imprenditoriali e commerciali dovrebbero riflettere sulle conseguenze della diminuita capacità di acquisto delle famiglie dei lavoratori dipendenti, sui negozi vuoti (tranne quelli di lusso). Se l'Italia è in crisi lo deve alla legge Biagi ed alla concertazione che ha abbattuto i salari del quaranta per cento in pochi anni.
La flessibilità tanto decantata anche a sinistra da personaggi come D'Alema è un disvalore mentre la "rigidità " è un valore perchè consente di accumulare esperienza e sicurezza. La rigidità per quasi un secolo ha spinto l'economia all'innovazione tecnologica ed al vero ammodernamento. La flessibilità scarica i difetti dell'azienda sul costo del lavoro e tarpa le ali della ricerca di nuove vie.
Spero che la CGIL, piuttosto che celebrare con avversari dichiarati dei diritti come la Cisl e l'Uil il Primo Maggio, voglia presentare al Parlamento una proposta chiara e limpida di risposta alla nota del Quirinale: l'arbitrato non deve intervenire in materia di licenziamento. Ogni proposta diversa da questa
è di cedimento alle oscene voglie del padronato.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
L'arbitrato non deve intervenire in materia di licenziamento
La "velina" della batteria massmediatica di oggi sul rinvio alle Camere della legge 1167 è: si tratta di motivi di "opportunità" e non di "anticostituzionalità". La velina poi suggerisce di parlare molto della ipotesi "risarcitoria" in caso di licenziamento senza giusta causa.
Gli stessi opinionisti che, fino a ieri, a fronte delle bestialità delle leggi ad personam, sostenevano, con piglio assai arcigno, che il Presidente della Repubblica non ha alcun diritto di entrare nel merito delle leggi approvate ma soltanto quello di verificarne la costituzionalità, oggi si diffondono in prose assai suadenti e comprensive su un rinvio che sarebbe dovuto soltanto a ragioni di "opportunità politica". Ma come? Il Presidente esprimerebbe quindi una valutazione "politica" e suggerisce al governo un approccio diverso al problema?
La verità è che Napolitano, pur rinviando il testo alle Camere, non ha citato le ragioni per le quali è davvero incostituzionale e cioè che l'arbitrato non può sostituirsi alla sentenza di un Magistrato in materia di licenziamento e che il risarcimento non è alternativo al diritto al reintegro, ma si è limitato
a sollevare le ragioni per le quali Ichino e Treu si sono dichiarati contrari alla 1167 e cioè la confusa
e leguleia formulazione dell'art.31 della 1167. In sostanza si vuole un testo meno attaccabile dal punto di vista del diritto costituzionale. Infatti Napolitano mette l'accento sulla "volontarietà" dell'arbitrato appellandosi ipocritamente al concetto di minus habent. Dico ipocritamente perchè la soluzione che suggerisce non cambia sostanzialmente lo scopo della legge che lo stesso Napolitano dice di "apprezzare"- L'avvio della privatizzazione della gestione del diritto con strumenti della cosidetta sussidiarietà non viene contestato. Non viene ricordato il diritto di ogni cittadino di avere un giudice a cui ricorrere.
In sostanza, se la Camera accoglie i rilievi di Napolitano senza escludere l'arbitrato dai contenziosi per licenziamenti, l'art.18 si può considerare spacciato.
La posta in gioco è costituita da alcuni milioni di lavoratori di una età compresa tra i quaranta ed i sessanta anni con una anzianità maturata da dieci anni a salire. Questi lavoratori costituiscono ancora il nucleo forte della classe operaia meno ricattabile perchè protetta appunto dall'art.18 e più "costosa"
nonostante i bassi salari per via dei diritti maturati in azienda. Si vorrebbe un gigantesco turn over con la sostituzione con giovani e stranieri magari interinali e con i malvagi contratti della legge Biagi che
consentono il dimezzamento della paga contrattuale. La parola magica per questa carneficina che
getterebbe nel pozzo della disoccupazione milioni di lavoratori è "flessibilità". Lavoratore "usa e getta" e non ha importanza se è padre di due o tre figli e se uno questi studia e se c'è un mutuo da pagare. Quello che conta è mettere il volitivo e rampante imprenditore nelle condizioni di massimizzare al massimo il plusvalore del lavoro per magari accumulare all'estero ingenti ricchezze sottratte al fisco. La morale asociale del nuovo diritto del lavoro scritto dai Sacconi, Cazzola, Ichino e compagnia bella è questa: il profitto a qualsiasi prezzo.
I felloni sindacati italiani che hanno accompagnato tutto il processo di degradazione dei diritti dei lavoratori fino a questa punultima stazione di Via Crucis (la prossima sarà il sotterramento dellla legge 300, Statuto dei Diritti dei Lavoratori) dovrebbero prendere atto che l'Italia della "modernizzazione" del lavoro è povera fino all'indigenza, infelice, disperata, senza futuro. Le stesse classi imprenditoriali e commerciali dovrebbero riflettere sulle conseguenze della diminuita capacità di acquisto delle famiglie dei lavoratori dipendenti, sui negozi vuoti (tranne quelli di lusso). Se l'Italia è in crisi lo deve alla legge Biagi ed alla concertazione che ha abbattuto i salari del quaranta per cento in pochi anni.
La flessibilità tanto decantata anche a sinistra da personaggi come D'Alema è un disvalore mentre la "rigidità " è un valore perchè consente di accumulare esperienza e sicurezza. La rigidità per quasi un secolo ha spinto l'economia all'innovazione tecnologica ed al vero ammodernamento. La flessibilità scarica i difetti dell'azienda sul costo del lavoro e tarpa le ali della ricerca di nuove vie.
Spero che la CGIL, piuttosto che celebrare con avversari dichiarati dei diritti come la Cisl e l'Uil il Primo Maggio, voglia presentare al Parlamento una proposta chiara e limpida di risposta alla nota del Quirinale: l'arbitrato non deve intervenire in materia di licenziamento. Ogni proposta diversa da questa
è di cedimento alle oscene voglie del padronato.
Pietro Ancona
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