Prime riflessioni sulla sconfitta
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Consolarci con il mancato trionfo di Berlusconi che non riesce a varcare il quaranta per cento che si era prefisso e staziona punto più punto meno dove era
non credo sia proprio quello che dobbiamo fare. E' segno della estensione del degrado che ci avvolge
tirare un respiro di sollievo e confortarci.
La forza del centro destra guidato da Berlusconi resta formidabile, schiacciante ed è in insidiosa e diffusa espansione culturale at
traverso la Lega che mette radici in regioni
nella quali da oltre mezzo secolo governano i comunisti: Emilia, Toscana, Umbria Marche sono in fase di rapida colonizzazione
leghista. Non ho dubbi che le politiche di amministratori come Cofferati, Domenici ed altri hanno favorito questa penetrazione che non è solo razzista ma rimette in discussione
la coesione civile del Paese con le parole d'ordine "Roma ladrona" e "Forza Etna"!!
La Lega ha una forza consimile in Sicilia nel movimento per l'Autonomia di Lombardo che ottiene un successo strepitoso attestandosi nella regione attorno al quindici per cento. Un Partito questo di Lombardo che non può definirsi neppure sicilianista e che vive attraverso l'accaparamento della gestione della pubblica amministrazione a cominciare dal sistema sanitario. Uno sterminato sistema che definire clientelare sarebbe riduttivo dal momento che è una occupazione del "pubblico" scientificamente programmata fino a costituire un mondo parallelo e diverso dentro le stesse istituzioni.
Le elezioni europee confermano lo smottamento a destra del sistema politico italiano nello scenario di una Europa che cessa di costruire se stessa, diventa addirittura scettica sul suo futuro, rischia di diventare terreno di conquista di politiche asociali e di spoliazione di risorse. E' facile prevedere un peggioramento della legislazione sociale, una accentuazione del carattere antioperaio del liberismo di Maastrict a cominciare dallo aumento dell'orario settimanale di lavoro. Le politiche per l'immigrazione diventeranno più restrittive e la Lega italiana ne ricaverà molte soddisfazioni. D'altronde, l'Europa non è soltanto Rousseau, Voltaire, Cartesio, Spinoza, Marx, SaintSimon, Simona Weil: è anche la madre del fascismo e del nazismo che furono preceduti da politiche antiumane di grande crudeltà come quelle contro i Rom praticate dal Belgio, dai paesi scandinavi....in Svizzera.
L'Europa prossima ventura sarà assai più vicina agli uomini della Lega e di Berlusconi che non alle forze che si battono per i diritti umani e civili.
Sarà necessario, infine, capire perchè la sinistra è diventata tanto minoritaria ed il PD tanto debole ed esposto alla egemonia del centro-destra. Ma questo esige una riflessione che dovrà consentire l'elaborazione del lutto ed una diagnosi la più vicina alla verità possibile.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
lunedì 8 giugno 2009
domenica 7 giugno 2009
paradiso delle huri di tiberio-berlusconi
PARADISO DELLE HURI DI TIBERIO-BERLUSCONI
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Mi ha molto colpito la vita relazionale che si svolgeva (continua a svolgersi?) a Villa Certosa. Non si tratta di
persone adulte e maggiorenni, dello stesso ceto sociale, ricche, sazie, disinibite, senza inutili remore "moralistiche" ( l'avvocato Agnelli sosteneva che l'amore è roba da camerieri e che solo il sesso conta) che si intrattengono tra di loro, a parità di condizioni, per passare insieme un fine settimana più o meno lungo.Sembra che le donne presenti siano in maggioranza ragazze di estrazione e nicchia sociale assolutamente diversa ed assai ma assai distante da quella del potente proprietario della villa e dei suoi amici attempati e non. Insomma giovani donne reclutate all'uopo come figuranti del bellissimo giardino realizzato da chi dispone di mezzi illimitati per soddisfare qualsiasi capriccio compreso quello di un vulcano artificiale e di una grotta-canale che, al momento della sua realizzazione contestata dagli ambientalisti fu inibita alla vista ed alla visita di chiunque. Un paradiso terrestre popolato di giovani Huri da fare invidia a quello promesso da Maometto ai musulmani.
Ho letto da qualche parte che in occasione di particolari feste le ragazze affluivano a Villa Certosa anche in grossi gruppi. Come venivano reclutate? Ricevevano ognuna un diamantino, una collanina d'oro come Noemi? Perchè, dopo lo scandalo internazionale delle fotografie, nessuna di loro si fa avanti e dice come andavano davvero le cose?
Tra le foto pubblicate c'è quella in cui si è riconosciuto il capo del governo ceco Topolonanech del tutto nudo e con il pene in bella mostra, una foto che lo ritrae all'aperto con diverse persone di sesso femminile nelle vicinanze. Non so se il nostro Paese abbia bisogno di relazioni particolarmente intime con la Repubblica ceca ma non c'è alcun dubbio che la lubrificazione di tali relazioni a Villa Certosa avveniva con irresistibili ingredienti sessuali. Chissà se anche i soggiorni di Putin e di altri Capi di Stato sono stati dello stesso tipo di quello del Topoloneck ceco.
. Che cosa c'è di più affratellante di godere insieme in una bellissima villa costruita su una Isola da quaranta anni luogo privilegiato di vacanze dei miliardari italiani in compagnia di quantità industriali di bionde mozzafiato?
l'Imperatore Tiberio aveva 68 anni quando si ritirò nell'isola di Capri in una villa imperiale probabilmente più "modesta" di quella di Berlusconi. Ogni tanto ordinava di tagliare la testa a qualcuno a Roma e così teneva le redini del suo regno da lontano . Il sesso era il suo passatempo preferito praticato con adolescenti maschi e femmine.
Se qualcuno di loro lo dispiaceva in qualche modo lo dava in pasto alle murene che allevava nella grotta Azzurra ( o in altra lì vicino), murene di cui era ghiottissimo. Almeno di racconta.
Le ragazze di Villa Certosa non finiscono sicuramente in pasto alle murene. Ma credo che qualcuno dovrebbe spiegare il meccanismo psicologico e materiale che le ha portate a Villa Certosa.
Ma quanto si riferisce a Villa Certosa è evitato accuratamente dal nostro giornalismo politico e non.
Forse non ne sapremo mai niente e si scoprirà che le foto erano tutte fotomontaggi. In definitiva la verità non è quella che viene accreditata dai massmedia?
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
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Mi ha molto colpito la vita relazionale che si svolgeva (continua a svolgersi?) a Villa Certosa. Non si tratta di
persone adulte e maggiorenni, dello stesso ceto sociale, ricche, sazie, disinibite, senza inutili remore "moralistiche" ( l'avvocato Agnelli sosteneva che l'amore è roba da camerieri e che solo il sesso conta) che si intrattengono tra di loro, a parità di condizioni, per passare insieme un fine settimana più o meno lungo.Sembra che le donne presenti siano in maggioranza ragazze di estrazione e nicchia sociale assolutamente diversa ed assai ma assai distante da quella del potente proprietario della villa e dei suoi amici attempati e non. Insomma giovani donne reclutate all'uopo come figuranti del bellissimo giardino realizzato da chi dispone di mezzi illimitati per soddisfare qualsiasi capriccio compreso quello di un vulcano artificiale e di una grotta-canale che, al momento della sua realizzazione contestata dagli ambientalisti fu inibita alla vista ed alla visita di chiunque. Un paradiso terrestre popolato di giovani Huri da fare invidia a quello promesso da Maometto ai musulmani.
Ho letto da qualche parte che in occasione di particolari feste le ragazze affluivano a Villa Certosa anche in grossi gruppi. Come venivano reclutate? Ricevevano ognuna un diamantino, una collanina d'oro come Noemi? Perchè, dopo lo scandalo internazionale delle fotografie, nessuna di loro si fa avanti e dice come andavano davvero le cose?
Tra le foto pubblicate c'è quella in cui si è riconosciuto il capo del governo ceco Topolonanech del tutto nudo e con il pene in bella mostra, una foto che lo ritrae all'aperto con diverse persone di sesso femminile nelle vicinanze. Non so se il nostro Paese abbia bisogno di relazioni particolarmente intime con la Repubblica ceca ma non c'è alcun dubbio che la lubrificazione di tali relazioni a Villa Certosa avveniva con irresistibili ingredienti sessuali. Chissà se anche i soggiorni di Putin e di altri Capi di Stato sono stati dello stesso tipo di quello del Topoloneck ceco.
. Che cosa c'è di più affratellante di godere insieme in una bellissima villa costruita su una Isola da quaranta anni luogo privilegiato di vacanze dei miliardari italiani in compagnia di quantità industriali di bionde mozzafiato?
l'Imperatore Tiberio aveva 68 anni quando si ritirò nell'isola di Capri in una villa imperiale probabilmente più "modesta" di quella di Berlusconi. Ogni tanto ordinava di tagliare la testa a qualcuno a Roma e così teneva le redini del suo regno da lontano . Il sesso era il suo passatempo preferito praticato con adolescenti maschi e femmine.
Se qualcuno di loro lo dispiaceva in qualche modo lo dava in pasto alle murene che allevava nella grotta Azzurra ( o in altra lì vicino), murene di cui era ghiottissimo. Almeno di racconta.
Le ragazze di Villa Certosa non finiscono sicuramente in pasto alle murene. Ma credo che qualcuno dovrebbe spiegare il meccanismo psicologico e materiale che le ha portate a Villa Certosa.
Ma quanto si riferisce a Villa Certosa è evitato accuratamente dal nostro giornalismo politico e non.
Forse non ne sapremo mai niente e si scoprirà che le foto erano tutte fotomontaggi. In definitiva la verità non è quella che viene accreditata dai massmedia?
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polemiche sul brigantaggio e il sud
Lettere al Corriere
La lettera del giorno
|Domenica 7 Giugno 2009
NEL SUD DOPO L’UNITÀ FRA BRIGANTI E PATRIOTI
Lei ha usato l’espressione «guerra del brigantaggio» Penso che si sia semplicemente servito, per facilitare il lettore, di una espressione d’uso comune. Ma non sarebbe ormai ora di abolire il termine «brigantaggio» per quei tempi e quei luoghi, sostituendolo con «imponente sollevazione contadina»? Per quasi un anno ho raccolto materiale nel meridione, dove lavoro, e i 100.000 morti (almeno) che quella guerra provocò (oltre metà sicuramente tra la popolazione civile) meritano, a mio avviso, la cancellazione definitiva del termine «brigantaggio» e delle bugie ad esso collegate, o almeno la spiegazione di che cosa avvenne realmente tra il 1860 e il 1870 in quelle disgraziate terre.
Fulvio Capezzuoli , ciennefc@tin.it
Caro Capezzuoli, La parola «brigantaggio», con cui il governo italiano definì il conflitto che sconvolse alcune province del Sud, soprattutto fra il 1861 e il 1865, fu certamente partigiana. Rifletteva la sorpresa, la rabbia e l’indignazione dei piemontesi di fronte a una società arcaica, permeata da costumi e tradizioni che apparivano primitivi e incomprensibili. Vi fu ferocia da ambo le parti e vi fu soprattutto una pressoché totale incomunicabilità. Un più attento esame del fenomeno avrebbe forse permesso ai «torinesi » di capire che i «briganti » erano troppi per essere soltanto pericolosi fuorilegge. Ma lo Stato appena costituito era considerato con diffidenza, se non peggio, da alcuni Paesi europei, e il governo aveva fretta di terminare il più rapidamente possibile la conquista del Sud. Negli anni seguenti, quando gli storici cominciarono a ricostruire le varie tappe del Risorgimento, la «guerra contro il brigantaggio» finì ai margini del racconto: un brutto capitolo che nessuno aveva voglia di rievocare. Il giudizio cominciò a cambiare dopo la Seconda guerra mondiale quando alcuni studiosi di sinistra vollero vedere in quel fenomeno (nello spirito delle teorie di Eric Hobsbawm) una anticipazione «primitiva» delle lotte popolari del XX secolo. Sopraggiunse poi, con le nostalgie borboniche degli ultimi decenni, il mito del Sud prospero, felice, ben governato e progredito di cui i piemontesi si sarebbero brutalmente impadroniti. E alla fine di questo percorso revisionista la «guerra del brigantaggio» divenne l’equivalente italiano di un altro conflitto che si combatteva negli stessi anni al di là dell’Atlantico: la guerra civile americana. In realtà si trattò soprattutto di una grande «jacquerie», nello stile di quelle che scuotevano periodicamente le campagne francesi durante l’Ancien Régime. Durò a lungo perché fu ingrossata dai soldati smobilitati dell’esercito borbonico, sostenuta dai signorotti locali, benedetta dai parroci, foraggiata dagli esuli della corte borbonica che si erano rifugiati a Roma. Ma questo blocco di forze disparate e prevalentemente reazionarie non ebbe mai un programma, un leader, una strategia. I pochi legittimisti che giunsero al sud in quegli anni non riuscirono a prevalere sui capobanda locali e fecero come il povero Borjes, una brutta fine. Ammetto che «guerra del brigantaggio» sia una espressione sbagliata, ma temo che quella suggerita nella sua lettera («grande insurrezione popolare») sia troppo generosa.
Lettera a Romano
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, June 07, 2009 10:49 AM
Subject: Briganti e patrioti nel Sud Italia
Caro Romano,
lei rispondendo ad un signore che parla della repressione dei "briganti"
del Sud ha scritto:
"Rifletteva la sorpresa, la rabbia e l’indignazione dei piemontesi di fronte a una società arcaica, permeata da costumi e tradizioni che apparivano primitivi e incomprensibili,,,,"
E' davvero straordinario che una persona della sua cultura e della sua conoscenza del mondo storico e contemporaneo possa descrivere il Sud post unitario come una società arcaica permeata di costumi primitivi ed incomprensibili."
Farebbe bene a rinfrescare le sue letture sul Regno dei Borboni che era certamente assai più ricco ed evoluto di quella dei montanari e pedemontani piemontesi a cominciare da Napoli che era una città europea sede di una grande scuola matematica e filosofica mentre Torino era una assai triste città di cortigiani e loro servi..
Le sole riserve auree del Regno di Napoli erano superiori a quelle di tutti gli stati italiani.
Si ricordi che la prima ferrovia fu tra Napoli e Portici.
Inoltre Napoli aveva avuto la nobiltà più illuminata che pagò con la vita la sua voglia di modernità cosa che non si può dire della lugubre corte dei Savoia.
Le ricordo inoltre che la Sicilia ebbe la flotta navale e le industrie legate
alla metalmeccanica ed all'agricoltura più avanzate d'Europa ( Florio etc..)
La verità è che anche a lei non sembra vero cogliere l'occasione per dire qualcosa di sgradevole sui meridionali.
Siamo davvero stanchi!
Pietro Ancona
La lettera del giorno
|Domenica 7 Giugno 2009
NEL SUD DOPO L’UNITÀ FRA BRIGANTI E PATRIOTI
Lei ha usato l’espressione «guerra del brigantaggio» Penso che si sia semplicemente servito, per facilitare il lettore, di una espressione d’uso comune. Ma non sarebbe ormai ora di abolire il termine «brigantaggio» per quei tempi e quei luoghi, sostituendolo con «imponente sollevazione contadina»? Per quasi un anno ho raccolto materiale nel meridione, dove lavoro, e i 100.000 morti (almeno) che quella guerra provocò (oltre metà sicuramente tra la popolazione civile) meritano, a mio avviso, la cancellazione definitiva del termine «brigantaggio» e delle bugie ad esso collegate, o almeno la spiegazione di che cosa avvenne realmente tra il 1860 e il 1870 in quelle disgraziate terre.
Fulvio Capezzuoli , ciennefc@tin.it
Caro Capezzuoli, La parola «brigantaggio», con cui il governo italiano definì il conflitto che sconvolse alcune province del Sud, soprattutto fra il 1861 e il 1865, fu certamente partigiana. Rifletteva la sorpresa, la rabbia e l’indignazione dei piemontesi di fronte a una società arcaica, permeata da costumi e tradizioni che apparivano primitivi e incomprensibili. Vi fu ferocia da ambo le parti e vi fu soprattutto una pressoché totale incomunicabilità. Un più attento esame del fenomeno avrebbe forse permesso ai «torinesi » di capire che i «briganti » erano troppi per essere soltanto pericolosi fuorilegge. Ma lo Stato appena costituito era considerato con diffidenza, se non peggio, da alcuni Paesi europei, e il governo aveva fretta di terminare il più rapidamente possibile la conquista del Sud. Negli anni seguenti, quando gli storici cominciarono a ricostruire le varie tappe del Risorgimento, la «guerra contro il brigantaggio» finì ai margini del racconto: un brutto capitolo che nessuno aveva voglia di rievocare. Il giudizio cominciò a cambiare dopo la Seconda guerra mondiale quando alcuni studiosi di sinistra vollero vedere in quel fenomeno (nello spirito delle teorie di Eric Hobsbawm) una anticipazione «primitiva» delle lotte popolari del XX secolo. Sopraggiunse poi, con le nostalgie borboniche degli ultimi decenni, il mito del Sud prospero, felice, ben governato e progredito di cui i piemontesi si sarebbero brutalmente impadroniti. E alla fine di questo percorso revisionista la «guerra del brigantaggio» divenne l’equivalente italiano di un altro conflitto che si combatteva negli stessi anni al di là dell’Atlantico: la guerra civile americana. In realtà si trattò soprattutto di una grande «jacquerie», nello stile di quelle che scuotevano periodicamente le campagne francesi durante l’Ancien Régime. Durò a lungo perché fu ingrossata dai soldati smobilitati dell’esercito borbonico, sostenuta dai signorotti locali, benedetta dai parroci, foraggiata dagli esuli della corte borbonica che si erano rifugiati a Roma. Ma questo blocco di forze disparate e prevalentemente reazionarie non ebbe mai un programma, un leader, una strategia. I pochi legittimisti che giunsero al sud in quegli anni non riuscirono a prevalere sui capobanda locali e fecero come il povero Borjes, una brutta fine. Ammetto che «guerra del brigantaggio» sia una espressione sbagliata, ma temo che quella suggerita nella sua lettera («grande insurrezione popolare») sia troppo generosa.
Lettera a Romano
----- Original Message -----
From: pietroancona@tin.it
Sent: Sunday, June 07, 2009 10:49 AM
Subject: Briganti e patrioti nel Sud Italia
Caro Romano,
lei rispondendo ad un signore che parla della repressione dei "briganti"
del Sud ha scritto:
"Rifletteva la sorpresa, la rabbia e l’indignazione dei piemontesi di fronte a una società arcaica, permeata da costumi e tradizioni che apparivano primitivi e incomprensibili,,,,"
E' davvero straordinario che una persona della sua cultura e della sua conoscenza del mondo storico e contemporaneo possa descrivere il Sud post unitario come una società arcaica permeata di costumi primitivi ed incomprensibili."
Farebbe bene a rinfrescare le sue letture sul Regno dei Borboni che era certamente assai più ricco ed evoluto di quella dei montanari e pedemontani piemontesi a cominciare da Napoli che era una città europea sede di una grande scuola matematica e filosofica mentre Torino era una assai triste città di cortigiani e loro servi..
Le sole riserve auree del Regno di Napoli erano superiori a quelle di tutti gli stati italiani.
Si ricordi che la prima ferrovia fu tra Napoli e Portici.
Inoltre Napoli aveva avuto la nobiltà più illuminata che pagò con la vita la sua voglia di modernità cosa che non si può dire della lugubre corte dei Savoia.
Le ricordo inoltre che la Sicilia ebbe la flotta navale e le industrie legate
alla metalmeccanica ed all'agricoltura più avanzate d'Europa ( Florio etc..)
La verità è che anche a lei non sembra vero cogliere l'occasione per dire qualcosa di sgradevole sui meridionali.
Siamo davvero stanchi!
Pietro Ancona
sabato 6 giugno 2009
il D-DAY
Lo sbarco in Normandia ed il nostro triste presente
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Ricorre oggi il 65° anniversario dello sbarco in Normandia. Obama lo celebrerà assieme ai fedeli alleati della Alleanza Atlantica che quest'anno registra il ritorno della Francia dopo decenni di assenza. Il significato originario dell'evento è tuttavia profondamente cambiato. Lo sbarco in Normandia fu il titanico sforzo del mondo in lotta contro la barbarie nazifascista pagato a durissimo prezzo di sangue per cancellare l'orrore
del suprematismo hitleriano della razza ariana. Ma sono trascorsi da allora tanti anni e gli Usa ed i loro alleati hanno combattuto tante altre guerre non di liberazione ma di stampo coloniale e imperialistico.Oggi siamo alla fine di un decennio di gravissime umiliazioni inflitte a popolazioni quasi inermi di nazioni che non costituivano nessun pericolo nè per gli Usa nè per il mondo come l'Irak e l'Afghanistan. Non è certo giusto confrontare gli americani ai tedeschi di Hitler ma non dimentico l'orribile esibizione massmediatica della testa di Sadam Hussein con la bocca, i capelli, la faccia frugati da un militare americano nè lo spettacolo macabro della sua impiccagione ed il suo corpo oltraggiato e vilipeso da nemici irridenti. Anche le 52 carte da poker che raffiguravano altrettanti dirigenti dello Stato irakeno saranno ricordate come episodio di imbarbarimento e di
oscuramento dei principi del Diritto che si vollero affermare a Norimberga e nei documenti approvati dalle Nazioni Unite. Guantanamo non è meno di un lager di Hitler ed il sistema delle prigioni terrestri e navali della Cia e del Pentagono sparse in tutto il mondo non ci mostra una civiltà occidentale che diffonde i suoi valori nella pace e nel rispetto dei popoli. Si può dire che la fine della Unione Sovietica abbia consentito all'occidente di abusare della sua forza e di imporsi con la violenza di bombardamenti che non hanno mai fine dal momento che debbono alimentare l'industria bellica statunitense.
Gli ebrei vittime della ferocia razzista di Hitler oggi dispongono di uno Stato che tiene prigioniera l'intera popolazione di Gaza e, come il cuculo, distrugge le abitazioni palestinesi per insediare i propri coloni in Cisgiordania. Il governo di estrema destra di israele non ha interesse alla pace e condiziona pesantemente
gli Usa. Non escludo che un nuovo incendio divamperà nel mondo dal momento che la crisi economica e sociale del capitalismo non trova alternative e risposte in un nuovo ordine nel il socialismo che sembra in crisi o colonizzato dai liberisti come in Gran Bretagna, in Germania, dappertutto. La sinistra è minoritaria in Europa. C'è chi prevede una inflazione tremenda dal momento che gli Usa hanno scaricato i costi delle loroguerre al mondo intero con i titoli tossici e la mancanza di regole del mercato. Inflazione e disoccupazione furono gli ingredienti che favorirono l'ascesa di Hitler. Oggi l'Europa dei ventisette non ha politiche idonee a superare la crisi economica sociale e politica e rischia di sfasciarsi dal momento che
l'Europa orientale si mostra interessata a rapporti diretti sia pure di sudditanza con gli Usa mentre soci fondatori come l'Italia mostrano disinteresse, indifferenza ed insofferenza....e regrediscono dalla democrazia all'oligarchismo e da questo al sultanato..
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
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Ricorre oggi il 65° anniversario dello sbarco in Normandia. Obama lo celebrerà assieme ai fedeli alleati della Alleanza Atlantica che quest'anno registra il ritorno della Francia dopo decenni di assenza. Il significato originario dell'evento è tuttavia profondamente cambiato. Lo sbarco in Normandia fu il titanico sforzo del mondo in lotta contro la barbarie nazifascista pagato a durissimo prezzo di sangue per cancellare l'orrore
del suprematismo hitleriano della razza ariana. Ma sono trascorsi da allora tanti anni e gli Usa ed i loro alleati hanno combattuto tante altre guerre non di liberazione ma di stampo coloniale e imperialistico.Oggi siamo alla fine di un decennio di gravissime umiliazioni inflitte a popolazioni quasi inermi di nazioni che non costituivano nessun pericolo nè per gli Usa nè per il mondo come l'Irak e l'Afghanistan. Non è certo giusto confrontare gli americani ai tedeschi di Hitler ma non dimentico l'orribile esibizione massmediatica della testa di Sadam Hussein con la bocca, i capelli, la faccia frugati da un militare americano nè lo spettacolo macabro della sua impiccagione ed il suo corpo oltraggiato e vilipeso da nemici irridenti. Anche le 52 carte da poker che raffiguravano altrettanti dirigenti dello Stato irakeno saranno ricordate come episodio di imbarbarimento e di
oscuramento dei principi del Diritto che si vollero affermare a Norimberga e nei documenti approvati dalle Nazioni Unite. Guantanamo non è meno di un lager di Hitler ed il sistema delle prigioni terrestri e navali della Cia e del Pentagono sparse in tutto il mondo non ci mostra una civiltà occidentale che diffonde i suoi valori nella pace e nel rispetto dei popoli. Si può dire che la fine della Unione Sovietica abbia consentito all'occidente di abusare della sua forza e di imporsi con la violenza di bombardamenti che non hanno mai fine dal momento che debbono alimentare l'industria bellica statunitense.
Gli ebrei vittime della ferocia razzista di Hitler oggi dispongono di uno Stato che tiene prigioniera l'intera popolazione di Gaza e, come il cuculo, distrugge le abitazioni palestinesi per insediare i propri coloni in Cisgiordania. Il governo di estrema destra di israele non ha interesse alla pace e condiziona pesantemente
gli Usa. Non escludo che un nuovo incendio divamperà nel mondo dal momento che la crisi economica e sociale del capitalismo non trova alternative e risposte in un nuovo ordine nel il socialismo che sembra in crisi o colonizzato dai liberisti come in Gran Bretagna, in Germania, dappertutto. La sinistra è minoritaria in Europa. C'è chi prevede una inflazione tremenda dal momento che gli Usa hanno scaricato i costi delle loroguerre al mondo intero con i titoli tossici e la mancanza di regole del mercato. Inflazione e disoccupazione furono gli ingredienti che favorirono l'ascesa di Hitler. Oggi l'Europa dei ventisette non ha politiche idonee a superare la crisi economica sociale e politica e rischia di sfasciarsi dal momento che
l'Europa orientale si mostra interessata a rapporti diretti sia pure di sudditanza con gli Usa mentre soci fondatori come l'Italia mostrano disinteresse, indifferenza ed insofferenza....e regrediscono dalla democrazia all'oligarchismo e da questo al sultanato..
Pietro Ancona
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lettera a Barbara Spinelli
Commento all'articolo di Barbara Spinelli "Dove porta l'odio per l'altro"
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Cara Dottoressa,
tutto quello che lei scrive di Obama a Buchenwald sarebbe bellissimo se fosse vero, se non fosse una proiezione del suo desiderio di civiltà di parole e di fatti riflessa in Obama.
In effetti la visita di Obama a Buchenwald subito dopo il suo discorso al Cairo ha tracciato una pericolosa simmetria: all'Islam viene contrappuntata Buchenvald ! un Omaggio alla intransigenza di Israele che vuole la soluzione finale per i palestinesi e si è irritata per le sue aperture.
Le ricordo, inoltre, che mentre il signor Obama parlava al Cairo ad un pubblico scelto dal feroce aguzzino USA Mubarak i suoi superbombardieri martoriavano con enormi bombe all'uranio le misere case e le popolazioni dell'Afghanistan e del Pakistan.
Certo sarebbe bello se le cose fossero quelle che lei descrive ma la realtà è nera come la pace.
Infine, lei parla dei 56 mila trucidati di Buchenwald e dice che soltanto undici mila di questi sventurati erano ebrei. Perchè l'Europa ha rimosso la resistenza tedesca ad Hitler ed il suo olocausto? Forse perchè era di sinistra? Si parla dei campi di concentramento come di un luogo dove furono trucidati soltanto ebrei financo in una legge italiana sulla memoria offensiva per la memoria dei "gentili".
Cordiali saluti
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
http://eddyburg.it/article/view/13304/
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Cara Dottoressa,
tutto quello che lei scrive di Obama a Buchenwald sarebbe bellissimo se fosse vero, se non fosse una proiezione del suo desiderio di civiltà di parole e di fatti riflessa in Obama.
In effetti la visita di Obama a Buchenwald subito dopo il suo discorso al Cairo ha tracciato una pericolosa simmetria: all'Islam viene contrappuntata Buchenvald ! un Omaggio alla intransigenza di Israele che vuole la soluzione finale per i palestinesi e si è irritata per le sue aperture.
Le ricordo, inoltre, che mentre il signor Obama parlava al Cairo ad un pubblico scelto dal feroce aguzzino USA Mubarak i suoi superbombardieri martoriavano con enormi bombe all'uranio le misere case e le popolazioni dell'Afghanistan e del Pakistan.
Certo sarebbe bello se le cose fossero quelle che lei descrive ma la realtà è nera come la pace.
Infine, lei parla dei 56 mila trucidati di Buchenwald e dice che soltanto undici mila di questi sventurati erano ebrei. Perchè l'Europa ha rimosso la resistenza tedesca ad Hitler ed il suo olocausto? Forse perchè era di sinistra? Si parla dei campi di concentramento come di un luogo dove furono trucidati soltanto ebrei financo in una legge italiana sulla memoria offensiva per la memoria dei "gentili".
Cordiali saluti
Pietro Ancona
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venerdì 5 giugno 2009
al Manifesto che si è invaghito di Obama
Caro Manifesto,
sono veramente deluso per l'uso propagandistico del campo di concentramento di Buchenwald fatto da Obama, Ha detto ; " Ahmadibeiad dovrebbe venire qui..... e poi, non ho pazienza con chi nega la storia..
Avevano ragione ieri i dirigenti iraniani a commentare con scetticismo il suo enfatico e presuntuoso discorso del Cairo fatto ad una platea di profittatori di regime, di quel regime del faraone Mobarak sicario prezzolato, carceriere ed aguzzino di bassi criminali servigi agli Usa.....
Mentre ieri al Cairo Osama richiamava le tre grandi religioni monoteiste ed invocava una retorica pace i suoi bombardieri radevano al suolo altri villaggi pakistani ed afghani, il sangue correva a fiumi nel silenzio allucinante dei massmedia dell'Occidente.
Vedo che siete infatuati da questo personaggio del quale non vi siete presi la briga di approfondire i suoi precedenti di Senatore e sapere per conto di chi ha lavorato prima di giungere alla Presidenza. Me ne dispiaccio....
Pietro Ancona
http://www.apcom.net/newsesteri/20090605_172700_288f725_63670.html
sono veramente deluso per l'uso propagandistico del campo di concentramento di Buchenwald fatto da Obama, Ha detto ; " Ahmadibeiad dovrebbe venire qui..... e poi, non ho pazienza con chi nega la storia..
Avevano ragione ieri i dirigenti iraniani a commentare con scetticismo il suo enfatico e presuntuoso discorso del Cairo fatto ad una platea di profittatori di regime, di quel regime del faraone Mobarak sicario prezzolato, carceriere ed aguzzino di bassi criminali servigi agli Usa.....
Mentre ieri al Cairo Osama richiamava le tre grandi religioni monoteiste ed invocava una retorica pace i suoi bombardieri radevano al suolo altri villaggi pakistani ed afghani, il sangue correva a fiumi nel silenzio allucinante dei massmedia dell'Occidente.
Vedo che siete infatuati da questo personaggio del quale non vi siete presi la briga di approfondire i suoi precedenti di Senatore e sapere per conto di chi ha lavorato prima di giungere alla Presidenza. Me ne dispiaccio....
Pietro Ancona
http://www.apcom.net/newsesteri/20090605_172700_288f725_63670.html
giovedì 4 giugno 2009
Obama Bin Laden
il discorso di Obama-BinLaden
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Da molto tempo sono convinto che Bin Laden sia una sorta di marionetta massmediatica inventata dagli Usa per farla intervenire tutte le volte che ne ravvisano la necessità per ridimostrare l'esistenza del terrorismo e del suo capo, per giustificare il sangue che scorre a torrenti in una zona che va dall'Iraq al Pakistan, per ridestare il terrore in tutto il mondo occidentale e compattare l'opinione pubblica, specialmente quella americana, attorno alle scelte del Governo dell'Impero.
Ebbene, il fatto che il discorso di Obama, una novità assoluta per il contenuto di svolta rispetto la linea di esportazione della democrazia con i bombardamenti di Bush, sia stato contrappuntato dal minaccioso proclama della inafferrabile Primula del Terrorismo, ha tolto verità ed autenticità alla apertura verso l'Islam del giovane Presidente americano che mentre tracciava orizzonti di pace e di rasserenamento del mondo veniva doppiato all'incontrario dall'icona che rappresenta il Male! Mentre si cancella lo scontro di civiltà qualcosa richiama teatralmente all'esistenza del terrorismo che, naturalmente, deve essere estirpato.
Se aggiungo a questo il richiamo di Obama all'undici settembre che è una impostura tuttora spacciata quale spartiacque della storia e causa della guerra senza quartiere agli stati-canaglia, ai talebani, a quanti
sfuggono alla sottomissione diretta o indiretta degli USA, il mio entusiasmo per il suo discorso nella sede dell'Università progressista e combattente ma
davanti ad una platea selezionata dal feroce aguzzino "moderato" Mubarak fatta da quanti si sono arricchiti con un regime filooccidentale,formalmente democratico ma sostanzialmente monarchico, faraonico, ripeto il mio entusiasmo di affievolisce anche se non vuole spegnersi dal momento che non è giusto avere pregiudizi
e bisogna sempre sperare in una leadership che si propone dialogante, costruttiva e rispettosa.
http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_04/obama_testo_discorso_dcbff5ee-50f3-11de-89ad-00144f02aabc.shtml
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it
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Da molto tempo sono convinto che Bin Laden sia una sorta di marionetta massmediatica inventata dagli Usa per farla intervenire tutte le volte che ne ravvisano la necessità per ridimostrare l'esistenza del terrorismo e del suo capo, per giustificare il sangue che scorre a torrenti in una zona che va dall'Iraq al Pakistan, per ridestare il terrore in tutto il mondo occidentale e compattare l'opinione pubblica, specialmente quella americana, attorno alle scelte del Governo dell'Impero.
Ebbene, il fatto che il discorso di Obama, una novità assoluta per il contenuto di svolta rispetto la linea di esportazione della democrazia con i bombardamenti di Bush, sia stato contrappuntato dal minaccioso proclama della inafferrabile Primula del Terrorismo, ha tolto verità ed autenticità alla apertura verso l'Islam del giovane Presidente americano che mentre tracciava orizzonti di pace e di rasserenamento del mondo veniva doppiato all'incontrario dall'icona che rappresenta il Male! Mentre si cancella lo scontro di civiltà qualcosa richiama teatralmente all'esistenza del terrorismo che, naturalmente, deve essere estirpato.
Se aggiungo a questo il richiamo di Obama all'undici settembre che è una impostura tuttora spacciata quale spartiacque della storia e causa della guerra senza quartiere agli stati-canaglia, ai talebani, a quanti
sfuggono alla sottomissione diretta o indiretta degli USA, il mio entusiasmo per il suo discorso nella sede dell'Università progressista e combattente ma
davanti ad una platea selezionata dal feroce aguzzino "moderato" Mubarak fatta da quanti si sono arricchiti con un regime filooccidentale,formalmente democratico ma sostanzialmente monarchico, faraonico, ripeto il mio entusiasmo di affievolisce anche se non vuole spegnersi dal momento che non è giusto avere pregiudizi
e bisogna sempre sperare in una leadership che si propone dialogante, costruttiva e rispettosa.
http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_04/obama_testo_discorso_dcbff5ee-50f3-11de-89ad-00144f02aabc.shtml
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